30 Mag

Idea di Sushi

Questa ricetta del sushi conserva solo la forma e la presenza del riso, ma in realtà ha poco di giapponese…
La difficoltà maggiore è arrotolare il riso e tagliare poi i piccoli rotoli senza distruggere la forma, ma con un pò di tentativi, si ottiene il risultato ottimale 🙂

3e6c9f9d872278127d42c5da8745b406.jpg

Ingredienti (per una quindicina di rotolini):

  • 150 gr. di riso tipo arborio o giapponese
  • uovo
  • 1 petto di pollo
  • tonno
  • olio, cipolla, curry, maionese, sale q.b.

Passate il riso sotto l’acqua fredda corrente per eliminare l’amido e poi mettetelo a scolare. Potete ripetere questa operazione anche un paio di volte.
Cuocete il riso (tipo arborio) in acqua salata e scolatelo al dente, lasciandolo raffreddare in una ciotola ampia.

Prepariamo ora i tre diversi ripieni.

Pollo al curry:

In una padella, fate soffriggere la cipolla tagliata a piccoli pezzi e aggiungete il pollo tagliato a striscioline.  Fateli dorare, salate e poi sfumate con vino bianco. Continuate la cottura per qualche minuto e, quando è quasi ultimata, aggiungete un pò di curry per dare colore e sapore.

Frittata:

Sbattete in una ciotola 1 uovo e aggiungete un pizzico di sale. Fate scaldare un pò d’olio extravergine d’oliva in una padella e, quando è ben caldo, versate l’uovo e cuocete una frittata sottile.

Tonno:

In una ciotola mettete una scatoletta di tonno e aggiungete un pò di maionese (più o meno un cucchiaio), mescolando e rendendo il tutto cremoso.

A questo punto, possiamo creare i rotoli di questo simil-sushi: mettete sulla classica stuoina che serve per arrotolare il sushi uno strato di mezzo centimetro circa di riso.
Al centro, sistemate per il lungo una striscia di condimento: i pezzettini di pollo, la crema di tonno oppure la frittata tagliata sempre a strisce.

A questo punto, aiuntandovi con la stuoia, arrotolate il riso, facendo attenzione a imprigionare interamente il ripieno in uno strato di riso. Il risultato finale deve essere un rotolo di riso bianco che racchiude un cuore del ripieno che avete preparato.

Questo rotolo, potete avvolgerlo nella pellicola trasparente o nella carta argentata e metterlo in frigo a riposare. Prima di portare in tavola, tagliate in rotolini più piccoli che servirete mettendoli su un piatto di portata in verticale.

Se verranno mangiati a tavola, utilizzando le posate, potete anche condire con un filo d’olio d’oliva a crudo. Se lo proponete come finger food, forse è meglio evitare, per evitare spiacevoli sbrodolamenti…

Naturalmente, io vi ho dato delle idee, ma potete mescolare più ingredienti tra loro (ad esempio, la frittata e il pollo) oppure inventare voi qualcosa di diverso.

30 Mag

Pollo al curry con riso

Gli ingredienti sono quelli classici (pollo, cipolle, curry e riso), ma la ricetta è una mia libera interpretazione, per cui probabilmente ha poco a che fare con quella orientale.

648635b887324c825f7fc2872fbea6b5.jpg

 

Ingredienti (per 2 persone):

  • due petti di pollo
  • 150 gr. di riso (usate un tipo di riso dai chicchi allungati, per esempio il thailandese)
  • 1 cipolla
  • latte o panna
  • curry, olio e sale q.b.
  • mandorle (facoltative)

In una padella, fate soffriggere la cipolla tagliata a piccoli pezzi.
Tagliate i petti di pollo, utilizzando una forbice, in piccoli dadi e, quindi, aggiungeteli alla cipolla. Fateli dorare e poi sfumate con vino bianco. Aggiungete le mandorle pelate e continuate la cottura per qualche minuto e, quando è quasi ultimata, aggiungete il curry (più o meno un cucchiaio e mezzo).

A questo punto, terminate la cottura aggiungendo un mezzo bicchiere di latte, o, se preferite una versione più cremosa, un pò di panna. In entrambi i casi l’operazione serve a rendere il pollo molto cremoso, in modo da condire meglio il riso.

Il riso cucinatelo al vapore e mettetelo in un piatto o in una ciotola. Verrà usato, infatti, come contorno al pollo, per cui potete mettere il pollo in un piatto e, mentre mangiate, accompagnare prendendo il riso dalla ciotola.
Oppure, potete mettere il riso nel piatto e appoggiare sopra, al centro, i dadini di pollo.

648635b887324c825f7fc2872fbea6b5.jpg

La realizzazione è piuttosto veloce, e il piatto molto saporito!

30 Mag

Re brasserie

Ieri, invece dello scooter, siamo dovuti andare al lavoro in macchina… Proprio ieri che c’era il concerto di Vasco?!?!? E noi per tornare a casa proprio in zona Olimpico dobbiamo passare… Quindi vi lascio immaginare il nostro desiderio di lasciarci alle spalle il caos!
L’unica possibilità era quindi fermarsi a cena a Roma, far smaltire il traffico e poi battere in ritirata verso casa.

Essendo ormai in zona stadio, ci ricordiamo che qualche anno fa eravamo stati in una buona pizzeria in via Oslavia, l’allora Pizza Ré. La pizzeria c’è ancora ma ora si chiama Re Brasserie (farà ancora parte dello stesso gruppo? il nome pare suggerirlo…).

Per fortuna, essendo giovedì, il locale non era affollatissimo. La cosa che più mi ha stupito è che sembrava più un locale da single… Quasi tutti i tavoli erano occupati da una sola persona, ad eccezione di due coppie, un piccolo gruppo e una tavolata.

Guardando il menu, ci accorgiamo subito dei prezzi piuttosto alti (non che Pizza Ré fosse propriamente economica): la pizza meno cara era la marinara a 8 €, mentre dalla margherita in poi, si va dai 9 € in su per ogni pizza. Inoltre, 50 cl d’acqua costano 2 € e una birra in bottiglia 3.50 €.

Noi abbiamo ordinato una parmigiana (pomodoro, mozzarella, melanzane e parmigiano) e un calzone (ricotta, prosciutto cotto, mozzarella nel ripieno e mozzarella e pomodoro sulla superfice): 11 € cadauna.
La pizza in compenso era buonissima, lievitata perfettamente (con tutti i buchini d’aria nel’impasto nei punti giusti), per niente gommosa e gli ingredienti ottimi, per cui digeribilissima.

Quindi, pizza buona, ma fatevi due conti in tasca. Una volta ogni tanto si può anche fare..
E poi, abbiamo cenato in compagnia di Enrico Ruggeri, la celebrità si paga 🙂

7fc476f47a5013d5dad91d94f100f93a.gif

Ré Brasserie
via Oslavia 39/A
Telefono 06 3721173

30 Mag

Pasta alla carbonara

La pasta alla carbonara è una delle ricette tradizionali della cucina italiana e soprattutto romana.

Ma è anche uno dei piatti che generano più discussioni tra diverse scuole di pensiero.

Primo: uovo crudo o uovo cotto? Io seguo la scuola dell’uovo assolutamente cotto.

Intendiamoci, liberissimi gli altri di preferirla nella versione “l’uovo non va assolutamente ripassato insieme alla pasta, sennò che te magni… la frittata di pasta?!”, ma, a parte il fatto che se seguite le indicazioni che seguono il risultato è moooolto diverso da una frittata e l’uovo resta una morbida crema, per lo meno, non ditemi che “l’uovo cuoce con il calore della pasta”, perchè non è vero: resta del tutto crudo!

Ci sono poi le versioni “solo tuorlo” o “uovo intero”. In questo caso, penso che prevalga in generale la seconda versione, per ottenere, appunto, la citata crema.

Pasta alla carbonara

Pasta alla carbonara

Ingredienti (per 2 persone):

  • 250 gr. circa di pasta
  • 2 uova
  • 100 gr. di pancetta affumicata o guanciale
  • 30 gr. circa di pecorino romano grattuggiato
  • 30 gr. circa di parmigiano grattugiato
  • Olio, sale e pepe nero q.b.

Fate soffriggere in una padella capiente la pancetta o il guanciale con olio extravergine d’oliva fino a fargli assumere un bel colorito, ma senza che diventi troppo croccante.

In una ciotola, rompete le uova (di solito la dose giusta è di 1 uovo per ogni persona) e unite il parmigiano e il pecorino. Quindi, sbattete energicamente, fino a ottenere una bella crema.

Nel frattempo, mettete sul fuoco l’acqua per la pasta e, quando bolle, salate e calate gli spaghetti (secondo la tradizione più accreditata) o anche la pasta corta (come ho fatto io).

Scolate la pasta molto al dente e buttatela nella padella in cui avete cotto la pancetta, quindi, fate colare sopra la pasta la crema di uovo e formaggio, a fornelli accesi, e continuate a mescolare per un paio di minuti finchè l’uovo non avrà raggiunto la consistenza che preferite.

A questo punto, potete impiattare e, se vi piace, spolverizzare con un pò di pepe nero.

28 Mag

Pasta alla boscaiola

Questo primo piatto è uno dei miei preferiti, perchè velocissimo da realizzare e molto molto saporito.
Inoltre, il condimento va bene con qualsiasi tipo di pasta, dagli gnocchetti alle fettuccine, dalla pasta fresca a quella secca, dalla pasta ripiena a quella semplice.

Pasta alla boscaiola

Ingredienti per 2 persone:

  • 2 funghi di medie dimensioni (qualsiasi tipo vi piaccia)
  • 1 bicchiere di piselli
  • un pezzo di pancetta
  • 250 gr. di pasta fresca (questa è quella che ho usato io, ma fate voi!)
  • olio, vino bianco, aglio e sale q.b.

Pulite i funghi e fateli a pezzetti. Dopo aver fatto imbiondire nell’olio uno spicchio d’aglio, metteteli nella padella e lasciate cuocere.
Nel frattempo, mettete i piselli in una scodella con l’acqua e metteteli nel forno a microonde al massimo della potenza per 10 minuti (o altrimenti lessateli nel modo tradizionale).
Tagliate la pancetta a cubetti e aggiungetela ai funghi. Quando anche i piselli saranno pronti, finite la cottura insieme ai funghi e alla pancetta. Sfumate con vino bianco e spegnete.
Nel condimento io non aggiungo sale, perchè c’è la pancetta che è già abbastanza saporita.

Fate bollire l’acqua, salatela e buttate la pasta. Quando è pronta, scolatela e ripassatela in padella insieme al condimento.

Servite e condite con abbondante parmigiano. Io di solito aggiungo anche della ricotta salata in scaglie, ma ieri sera non l’avevo (sob!).

27 Mag

Pastarito

cfd8dbc191320377602b537c296c438a.jpgIl locale in via Cola di Rienzo fa parte di una famosa catena. Io negli anni passati ne ho provati diversi di Pastarito a Roma, ma in ognuno ho trovato una qualità del tutto diversa.

Quello in via Cola di Rienzo non è male e, se non lo consiglierei a cena perchè troppo “grande catena”, penso che a pranzo non sia una brutta idea.
La scelta è piuttosto ampia e si è liberi di associare a un tipo di pasta qualunque, fresca o secca, uno dei tanti condimenti sul menu (http://www.pastarito.it/it/menu/pastarito.asp).

La pecca è che quasi sempre si finisce sul pesante (ma per i non golosi il problema è limitato… c’è anche la pasta al pomodoro semplice) e le porzioni sono abbondantissime. Un piatto è più che sufficiente per 2 persone, ma d’altro canto anche il prezzo è da 2 porzioni!

Ad esempio, ravioli al ragù di carne: 7.40 €, trofie gorgonzola e porcini (pesanti…): 9.30 €, ravioli burro e salvia: 5.70 €…
Diciamo che l’ideale è andarci in multipli di 4, ordinando per 3. Quella è la porzione perfetta!

Comunque, nel complesso, la qualità non è malvagia, il servizio non è troppo lento e l’ambiente abbastanza confortevole. Per cui, se in pausa pranzo ci si vuole rilassare un pò, facendosi servire e non spendendo troppo, è un’idea da considerare.

3 cappelli

 

 

Pastarito

Via Cola di Rienzo, 16/20

Telefono 06.32652748
www.pastarito.it

27 Mag

Trofie con calamari e gamberi rossi

Visto che nel weekend sono stata al mare, ho approfittato per comprare un pò di pesce freschissimo per farci un po’ di pasta. Il mercato ci offriva: calamari e dei bellissimi gamberi rossi. Perfetto per un bel primo!

9e3fc81e6b4b39583311614bdd27c0fa.jpg

Ingredienti per 2 persone:

  • 250 gr. Trofie fresche
  • 2 calamari
  • 400 gr. di gamberi rossi
  • pomodorini
  • olio, vino bianco e sale q.b.
  • 1 spicchio d’aglio
  • pecorino grattugiato

Pulire i calamari, eliminando la pelle della sacca e togliendo dalla testa i tentacoli, tirando via tutte le interiora. Estrarre anche l’osso, sciacquare per bene i calamari e tagliarli a pezzetti, tentacoli compresi.
In una padella, mettete a imbiondire nell’olio uno spicchio d’aglio, quindi toglietelo e buttateci i calamari.
Nel frattempo, pulite i gamberi togliendo la testa, la coda e il guscio. Incidete poi, leggermente, la parte superiore del gambero per estrarre il filamento rosso.
Sciacquateli e metteteli in padella insieme ai calamari.
Dopo 4-5 minuti, sfumate con vino bianco e, appena evapora, qualche pomodorino tagliato a pezzetti. Finite la cottura, non facendo asciugare troppo il sugo.

In una pentola, mettete l’acqua e, quando bolle, calate la pasta fresca.

Scolate la pasta al dente e mettetela nella padella in cui avete cotto il pesce, mescolando il tutto.
Alla fine, se volete osare un abbinamento nuovo, mettete anche un pò di pecorino. Creerà una deliziosa cremina insieme col sugo del pesce e darà un sapore unico al piatto.

26 Mag

Finto casatiello

Vi propongo oggi una versione “light” del classico casatiello napoletano. La differenza fondamentale è nell’impasto in cui non è presente strutto. Per quanto riguarda il ripieno, vi indico gli ingredienti che ho usato io, ma potete sbizzarrirvi.

Casatiello

Ingredienti per una dimensione piccola:

  • 150 gr di farina 00
  • un angolino di lievito di birra fresco
  • olio e zucchero q.b.
  • formaggi vari (pecorino, parmigiano, provola, caciotta…)
  • salumi vari (salsiccia secca, mortadella, pancetta…)

Preparate il classico impasto per la pizza: disponendo la farina a fontana, mettete al centro il lievito di birra sciolto nell’acqua tiepida, un cucchiaio d’olio, un pizzico di zucchero. In questo caso si può evitare il sale, perchè il resto della ricetta è già molto saporito.

Mettete l’impasto a lievitare in un luogo caldo e senza spifferi. Dopo circa un’ora, controllate che la lievitazione sia terminata e che la “palla” abbia raddoppiato il suo volume. A questo punto, aggiungete all’impasto lievitato una scodellina di pecorino mescolato al parmigiano e reimpastate il tutto, facendo nuovamente lievitare per un’altra oretta.

A metà della seconda lievitazione, accedendete il forno per preriscaldarlo e iniziate a preparare il ripieno, tagliando a pezzetti i formaggi e i salumi.
Ungete con olio d’oliva una teglia e preparate la ciambella con la pizza: stendete per bene e in uno strato sottile l’impasto e sopra disponete i vari cubetti di formaggi e salumi. A questo punto, formate un rotolo con la pizza, mantenendo il ripieno all’interno. Formate, quindi, una specie di grosso tarallo o ciambella, facendo attenzione a chiudere bene le due estremità tra loro, così da non permettere al formaggio che si fonderà di uscire durante la cottura.

Bucherellate la superficie con la forchetta e infornate per una ventina di minuti nel forno ben caldo.
E’ una buona idea per un aperitivo!

Casatiello

25 Mag

Spaghetti con le vongole

Un bel piatto estivo! Gli spaghetti con le vongole veraci di questo periodo li mangerei tutti i giorni, quando sono a Terracina…

E’ uno di quei piatti che difficilmente mi fido a mangiare fuori casa, tranne in locali che conosco bene, perchè con i molluschi ho sempre un po’ paura. E soprattutto, sono rimasta a dir poco sconcertata, quando una volta la mamma calabrese di una mia compagna di appartamento ai tempi dell’università, volendo farmi cosa gradita, ci preparò un orrendo piatto di spaghetti con le vongole senza guscio comprate in un barattolino sospetto in un supermercato… Non avevo mai visto le vongole in barattolo! Scioccante…

La ricetta che vi propongo è, invece, la classica da “pescatori”, semplice e ottima, solo quando sono ottime le materie prime: le vongole, che devono essere, naturalmente, vive e dentro la loro bella casetta.

c61f6efd705c0c533220d29245aeae3b.jpg

Ingredienti (per 4 persone):

  • 500 gr circa di vongole veraci
  • 400 gr circa di spaghetti
  • pomodorini
  • aglio, olio, peperoncino q.b.

Il primo importantissimo passo da compiere è far spurgare le vongole, mettendole in una bacinella contenente acqua di mare.
Dopo che sono state anche un paio d’ore a sputar fuori sabbia e acqua, lavatele per bene e mettetele in una padella a fuoco vivo per farle aprire tutte.

Quando sono belle aperte, fate soffriggere, in un’altra padella capiente, l’aglio nell’olio (e se vi piace un pezzetto di peperoncino) e quando è imbiondito versate anche le vongole.
Dopo qualche minuto, versate nella padella anche l’acqua che le vongole hanno tirato fuori e che avrete lasciato nella padella in cui le avete fatte aprire. Questa acqua va aggiunta solo dopo averla filtrata attraverso un tovagliolo di stoffa o un fazzoletto, così da eliminare gli ultimi residui di sabbia.

Quando l’acqua è evaporata, aggiungete i pomodorini (non molti) tagliati a pezzetti e fate asciugare un altro po’.

Nel frattempo, avrete messo a bollire l’acqua in una pentola e quando le vongole sono quasi pronte, potete calare gli spaghetti (secondo me, “la morte” di questo piatto è con gli spaghetti alla chitarra…). Scolateli molto al dente e ripassate la pasta insieme alle vongole.
Quindi, servite!

PS. Potete aggiungere, sul piatto di portata, un pò di prezzemolo tritato finemente.

23 Mag

Citazioni

Sto leggendo Una vita da lettore di Nick Hornby, che naturalmente recensirò presto, ma non resisto e voglio assolutamente condividere con voi un paio di frasi che mi sono davvero piaciute, in quanto le condivido pienamente:

“Sembra un comandamento scolpito nella pietra: o i libri costano fatica, o sono una perdita di tempo. E così ci sfianchiamo impantanandoci in romanzi seriosi, e a volte seriamente tediosi, o in enormi biografie di politici; alla fin fine i libri sembrano poco più che un dovere, e Pop Idol comincia a esercitare sempre più fascino. Mollateli vi prego.
E, vi prego, piantatela di snobbare quelli che stanno leggendo un libro – Il codice Da Vinci, per esempio – perchè gli piace. […] E comunque, leggere per diletto è una cosa che dovremmo fare tutti. Non intendo che tutti dovremmo leggere romanzi rosa o thriller (però se è questo che volete leggere, per me va benissimo, perchè… Ascoltate, vi confesserò una cosa che nessuno vi dirà mai: se non leggete i classici o il romanzo che ha vinto l’ultimo Booker Prize, non vi succederà niente di male; e soprattutto, se li leggete non vi succederà niente di straordinario); voglio dire soltanto che voltare le pagine non dovrebbe essere come arrancare in un denso pantano. Lo scopo primario dei libri è che noi li leggiamo: e se scoprite di non farcela, può darsi che la colpa non sia della vostra inadeguatezza.”

Ohhhhhh!!! Che qualcuno lo gridi!!!

“[…] quando cercavo di ricordare qualcosa di Stop-Time, a parte la sua eccellenza, non ci riuscivo. Forse si parlava di un patrigno che era… un tipo particolare? O questo è Voglia di ricominciare? E ho capito che, come praticamente per tutti i libri che ho consumato, diciamo dai quindici ai quarant’anni, non ho letto nemmeno tutti i libri che ho letto. Non vi dico che cosa deprimente. A che cazzo serve, allora?”

Ecco, mi sento meglio. Ma come si fa a dimenticare un libro che ci è piaciuto così tanto??? Eppure è così anche per me. Ne devo prendere atto. 🙁
Almeno non sono l’unica!