30 Giu

Corona di pasta ai freschi sapori estivi

Ebbene sì, mi sono iscritta anch’io alla gara “Sapore di Sfida 1” indetta da Giallo Zafferano!

L’insalata di pasta non è proprio il mio cavallo di battaglia, ma l’idea di partecipare era comunque molto divertente e quindi ecco la mia proposta: la corona di pasta ai freschi sapori estivi!
Dopo una bella e caldissima domenica al mare, in fondo, una fresca insalata di pasta ci stava benissimo 🙂

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Ingredienti (per 5/6 porzioni circa):

  • 500 gr di pasta di piccole dimensioni (io ho usato i malloreddus)
  • 20 gamberoni
  • 400 gr di pomodorini
  • 100 gr di olive nere di Gaeta
  • 100 gr di mandorle
  • 1 zucchina romana grande
  • pecorino romano
  • pesto
  • basilico, sale e olio qb

Il primo passo da fare è senz’altro quello di lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolandola al dente e facendola raffreddare su uno strofinaccio, distanziandola per non farla appiccicare.

Nel frattempo, mettiamo in una padella un po’ d’olio e sistemiamoci sopra i gamberoni, facendoli cuocere con un po’ di vino bianco. Per la nostra ricetta servono parte dei gamberoni sgusciati, che andranno incorporati direttamente nella pasta, e parte interi, col guscio, da usare come decorazione del piatto. Fate cuocere per una decina di minuti e spegnete.

Lavate bene la zucchina e tagliatela a rondelle. Cuocete quindi a vapore o in padella, salatele e conditele alla fine con un filo d’olio.

Tostate, quindi, le mandorle nel forno. Le mandorle dovranno essere tagliate a scaglie e poi sistemate su una placca del forno coperta da carta forno. Fatele dorare e spegnete.

Prepariamo, infine, gli ingredienti da usare a crudo.
Tagliate i pomodorini in piccoli pezzi e metteteli in una scodella, condendoli con sale, olio e basilico.
Snocciolate le olive nere di Gaeta e ricavatene piccole rondelle.
Tagliate il pecorino a scaglie.
Preparate anche il pesto in un bicchierino, diluendolo con un filo d’olio se risulta troppo denso.

Per preparare la corona di pasta, mettete la pasta in una scodella capiente e conditela con parte dei pomodorini (circa la metà), le mandorle tostate, la metà delle olive, le scaglie di pecorino (lasciandone sempre un po’ da parte) e tutti i gamberi sgusciati e fatti in piccoli pezzi. Condite il tutto con olio extravergine d’oliva.
Versate ora la pasta condita in uno stampo da ciambellone, con il buco al centro, e mettete in frigo, dove dovrà riposare almeno 2 ore e mezza/ 3 ore.

Passato questo tempo, potete servire la pasta in un grosso piatto di portata. Una volta sformata la corona, nel buco centrale, mettete i restanti pomodori, precedentemente mescolati con le olive nere, e sistemate in cima un po’ di scaglie di pecorino.
Attorno alla corona sistemate, invece, i gamberi interi e qualche ciuffetto di basilico fresco.
Sulla corona, versate infine il pesto liquido per completare.

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Insieme a questo piatto unico, ho servito (da mangiare prima, durante o dopo) le uova tonnate, che richiamano il gusto del pesce e si abbinano bene alla pasta fredda.
Per prepararle, lessate le uova (1 per ogni commensale), apritele a metà e togliete il tuorlo, mettendolo in una ciotola. Fate ben attenzione a non rompere il bianco.
Ai tuorli, aggiungete, quindi, una scatoletta di tonno all’olio d’oliva sgocciolata (1 scatoletta basta per circa 5 tuorli) e 3/4 cucchiai di maionese. Amalgamate bene il tutto e riempite con questo composto le uova.
Da alcune fette di formaggio morbido (tipo emmental, galbanino, sottilette…) tagliato a fette sottili, ottenete, attraverso uno stampino piccolo, dei piccoli ornamenti tipo fiorellini o stelline e decorate le uova.

Per concludere questo menu, ho chiesto consiglio al mio sommelier di fiducia per un buon vino da abbinare. Il responso? Vermentino di Gallura, con un retrogusto molto più accantivante di quello del più comune Vermentino di Sardegna e più adeguato al piatto.

Preparazione lunga? Non tanto, se considerate che la maggior parte delle operazioni va fatta a fornelli spenti e che si può preparare in anticipo 🙂
Ottimo in estate, no?

25 Giu

Una settimana a Orosei

Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di spezzare le ferie e prenderci una bella settimana di relax anche a giugno!
Siamo stati in ansia fino all’ultimo momento, visto che fino al giorno prima di partire pioveva e faceva anche un pò freddino, ma la fortuna ci ha assistito e ci siamo goduti un tempo splendido e il meraviglioso mare della Sardegna.

Ad Orosei non eravamo mai stati (le nostre precedenti tappe sarde avevano toccato Alghero e dintorni), ma non avevamo dubbi che sarebbe stata di nostro gradimento… difficile trovare una località di mare in Sardegna che non piaccia a noi della Penisola, abituati a ben altri standard (e sì che io non posso nemmeno lamentarmi)!

Avendo approfittato di un’offerta piuttosto vantaggiosa, abbiamo prenotato una settimana nel Club Hotel Torre Moresca a Cala Ginepro (4 stelle), con pensione completa.
Partiti il 13 giugno (venerdì, ma l’abbiamo scampata…) col traghetto Moby Fantasy da Civitavecchia siamo arrivati ad Olbia, con 2 ore di ritardo, sabato mattina verso le 10.00. b62c0dabedb941182d169c4b9a5516d1.jpg
Prima di dirigerci verso la nostra destinazione finale, abbiamo fatto un piccolo giro in città per un caffè e ci siamo fermati in un piccolo forno, in cui abbiamo preso anche delle ottime formagelle (o pardulas), freschissime e dal sapore molto delicato.
Sono molto spiacente di dirvi che non ho preso il nome e l’indirizzo del forno 🙁
Cercate di capirmi… dopo il lunghissimo viaggio… la stanchezza… chiedo venia!
Ricordate comunque di assaggiare questo dolce ripieno di formaggio, uovo e uva passa, quando andrete in Sardegna.

55a22e5dfe198dd562c0ebc32ffd43dc.jpgDopo questa breve tappa, partiamo alla volta di Cala Ginepro (12 km prima di Orosei) e, dopo circa un’ora e mezza, arriviamo in albergo, desiderosi di darci una rinfrescata, mangiare e andare al mare quanto prima.

Il primo impatto con il posto è molto positivo, il villaggio è pieno di verde e all’ingresso ci sono delle belle fontane che sembrano già darci una sensazione di freschezza. Inoltre, ci accolgono con un aperitivo con freschi succhi di frutta e dolcetti preparati dallo chef dell’albergo.

Prendiamo, quindi, possesso della nostra camera, molto spaziosa e fresca, ma forse un po’ buia, in quanto prende luce da una finestra coperta da una tenda molto spessa, che lascia entrare poco sole.
I piccoli appartamenti sono forniti anche da una bella verandina fiorita fornita di tavolo e sedie, dove passare piacevolmente al fresco le ore più calde o le serate. La nostra camera ha poi, oltre al letto matrimoniale, anche un letto in più e un antibagno con l’armadio, lasciando quindi molto spazio libero. Il bagno anche è abbastanza grande, con un ampio piano e mensola dove c’è il lavandino e una doccia in muratura.
Troviamo poi una bella fornitura di saponette, shampoo e docciaschiuma, in belle bustine semitrasparenti.

Purtroppo, però, ci accorgiamo che il bagno presenta anche qualche difettuccio: la tavoletta del water è un pò svitata e, dopo un paio di giorni, il bidet inizia a perdere quando si apre l’acqua.
Per l’intervento del manutentore dobbiamo aspettare un giorno e ben 3 solleciti da parte nostra.

Sistemati i bagagli, ci dirigiamo verso il ristorante. Ci accorgiamo subito che la pensione completa è stata un’ottima scelta, in quanto il menu consente di scegliere tra ben 5 tipi di primi e 5 secondi.
Scegliamo un piatto di spaghetti allo scoglio (con pesce freschissimo e davvero ottimi) e un secondo di pesce (che non ricordo) con contorno di patate.
Ma mica il pranzo si esaurisce con queste portate: per gli antipasti possiamo servirci a un tavolone con buffet pieno di insalate di pesce di diverso tipo, salumi, formaggi sardi, insalate di riso, verdure, crostacei cucinati in diverso modo, seppie con patate, prsociutto e melone…
E naturalmente, dopo il pranzo: frutta a volontà e buffet di dolci!

Insomma, il primo giorno abbiamo davvero esagerato, presi dalla gola di voler assaggiare tutte quelle meraviglie (mettiamoci pure che i 3 giorni precedenti non avevamo mangiato altro che panini…), ma nei giorni seguenti abbiamo trovato un certo equilibrio.

Per chiarezza, bisogna dire che è possibile scegliere, al momento della prenotazione, tra il servizio a tavolo (che, come detto, non vale per antipasti, frutta e dolci) e il self service al buffet. Non so dirvi il prezzo, ma immagino che una differenza ci sia.
Quello che posso dirvi è che i piatti serviti a tavolo sono sicuramente più freschi, visto che, come si può immaginare, la pasta dopo una mezz’ora diventa un po’ collosa e i secondi si seccano e raffreddano.

Ma c’è una contropartita: il servizio. Se c’è una pecca in questo posto è proprio il servizio al f00248e806479a3b85d938a3bd13c5ab.jpgristorante, che è piuttosto lento (per un pasto non ci si mette meno di un’ora e mezza) e in molti casi anche poco attento.
Escludendo 3 camerieri che ci sono sembrati molto professionali, veloci e attenti a tutte le esigenze (di adulti e bambini) per il resto l’impressione generale è stata di poca professionalità e poco interesse verso la clientela. 
In particolare, per noi adulti non ci sono stati grossi inconvenienti, ma i nostri compagni di viaggio, con due figli di 5 anni e 14 mesi, hanno avuto qualche problema per i menu a loro destinati e per la lentezza del servizio (un bambino di poco più di un anno ha ben poca pazienza quando ha fame…)

Per concludere la sezione “ristorante”, finisco dicendo che 3 sere a settimana vengono organizzate delle cene a tema, in cui il menu è fisso. La domenica cena di gala a lume di candela, preceduta da un aperitivo servito nella piazzetta centrale dell’albergo, il mercoledì cena sarda con pietanze tipiche e camerieri in vestito tradizionale, il venerdì cena del pescatore, naturalmente a base di pesce.

Passiamo ora a parlare del mare: la posizione dell’albergo è comodissima, in quanto basta attraversare la freschissima e profumatissima pineta per arrivare alla spiaggia attrezzata dell’albergo.
La tessera per usufruire dei servizi è obbligatoria e vi verrà proposta all’accettazione in albergo. Costa 35 € a persona, ma consente di avere a disposizione l’ombrellone e la sdraio, oltre a canoa e pattino gratis e non ricordo quali altri servizi (non ricordo perchè naturalmente non eravamo interessati ad altro che alla spiaggia…), tipo palestra, massaggi e cose simili.
Gli ombrelloni non sono assegnati: si può scegliere qualunque posto libero a partire dalla terza fila (le prime 2 file si pagano a parte), ma a giugno non c’è nessuna corsa a prenotarsi il posto, mentre ad agosto non garantisco 🙂

66f4cf5046a7ddf14a3785c6d622da92.jpgLa spiaggia è molto pulita, con sabbia bianca e finissima, e l’acqua davvero splendida e trasparente. Da là si possono poi intraprendere belle passeggiate ed esplorare le calette adiacenti, una più bella dell’altra.

Sia all’interno della struttura che in spiaggia ci sono due bar (i prezzi sono un pò diversi tra i due: alcune cose costano di più in spiaggia, altre al villaggio), ma non si può acquistare nulla in contanti: occorre prendere una carta prepagata alla reception e caricarla (non ci sono ricariche obbligate per fortuna). Se alla fine della vacanza non avrete speso tutto, verrete rimborsati.

Chiudiamo il capitolo relativo all’albergo, parlando dell’animazione. Io normalmente odio gli animatori, ma devo dire che i ragazzi della Uappalà sono stati molto simpatici e per niente invadenti. Nessuno ci ha assillato per fare attività di gruppo o giochi di vario tipo, ma in compenso torna molto utile la loro attenzione ai più piccoli, con le attività del miniclub, che consentono ai genitori di rilassarsi un po’.

Insomma, consiglierei questo posto, soprattutto se riuscite a sfruttare anche voi qualche vantaggiosa offerta, per passare una tranquilla vacanza al mare e come punto di partenza anche per numerose gite fuori zona.

Come ultima annotazione, vi suggerisco un posto dove acquistare qualche dolcetto sardo da portare a casa: invece di arrivare a Orosei o in qualche paese vicino, potete acquistare ottimi dolci nello spaccio aziendale di Nanni (località Sas Mancas – Tel. 0784919028), famosa pasticceria di Orosei, dove vi faranno assaggiare le diverse tipologie di dolci e vi daranno tutte le indicazioni necessarie.
Se siete già stati in altre zone della Sardegna, tenete conto che anche i dolci che altrove hanno gli stessi nomi possono essere anche molto diversi tra loro.
Comunque, abbiamo trovato una bella convenienza anche nei prezzi, sia rispetto alle pasticcerie che ai supermercati (che di solito hanno prezzi più bassi).

Comunque, ora che ho finito il post sto morendo di nostalgia!!!! Voglio andare al mare!!!!!!!

24 Giu

Bad Monkeys

2ed077dcb8e332c433e919b004bc8c6e.jpgBad Monkeys
Matt Ruff

Fazi, 2007

Prezzo: 14.50 €

«Insomma, nel suo lavoro con la Bad Monkeys cos’è che fate? Punite la gente malvagia?».
«No. Di solito la uccidiamo e basta».
«E uccidere non è una punizione?».
«Lo è se lo fai per vendetta, ma l’Organizzazione ha altre abitudini: noi cerchiamo solo di fare del mondo un posto migliore».
«Uccidendo uomini malvagi?».
«Mica tutti».

Jane Charlotte è stata arrestata per omicidio e, interrogata dalla polizia, confessa di far parte di un’organizzazione misteriosa, la Bad Monkeys, che ha dei fini molto particolari…
Una storia in cui è difficile distinguere la “realtà” dalla fantasia, uno stile molto cinematografico, un linguaggio scorrevole, ironico e coinvolgente.

Si legge in fretta e genera una certa curiosità di capire come va a finire, anche perchè ben presto si capisce che la storia narrata inizialmente nasconde ben altri intrecci e segreti. E, quindi, chi sarà il buono e chi il cattivo? E riusciremo a capire la verità tra complotti e cospirazioni?

Il finale non è scontato e lascia un pò nel dubbio. Io ci vedrei bene anche un “Bad Monkeys II: la vendetta”. 🙂
Comunque mi aspetto di vederne presto una versione cinematografica… scommettiamo??

Se volete ascoltare l’incipit del libro, per farvi un’idea: http://www.radioalt.it/radioalt/spaziolibri.asp?id=875.

23 Giu

Miyabi – Ristorante giapponese thailandese

289cac6f4105eed2730969aa59bd4fa6.jpgQuesto locale appartiene alla stessa catena del ristorante cinese Ruyi, in quanto firmato dalla cinese Anna Chiang, specializzata nella cucina orientale.

Non è quindi un ristorante tradizionale giapponese (si capisce anche dalla denominazione “giapponese/thailandese“), ma resta un ottimo locale dall’alta qualità dei cibi.

Così come da Ruyi, si ha la possibilità di scegliere piatti singoli oppure alcuni menu fissi (sui 16 €), ottima scelta per un pranzo veloce. I menu (solo per la cucina giapponese) sono composti da una zuppa di misu (molto delicata), un’insalata, frutta fresca, acqua o tè e, in base al menu scelto, sushi maki e nigiri con contorno, oppure tempura (buonissima) e sashimi con riso bianco e altre opzioni…
(link per consultare il menu: http://www.miyabiroma.com/menu.html).

2274c4ac165a2da3372aceddf7d85a1e.jpgPer correttezza, devo dire che io il pesce crudo non lo mangio (per svariate problematiche connesse) per cui non posso dirvi se fosse buono, ma l’aspetto era splendido e i miei compagni di merende hanno apprezzato parecchio.

Il locale è molto carino e curato. All’ingresso c’è il nastro trasportatore per il kaiten sushi e all’interno ci sono i tavoli classici e anche dei tavoli circondati da panche con cuscini che danno l’idea di tavoli bassi tradizionali giapponesi, consentendo però la seduta all’occidentale.

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Ristorante Miyabi – Cucina giapponese thailandese
via Ostia 22
Tel. 0639724419
http://www.miyabiroma.com/

23 Giu

Tutto per una ragazza

116fe6ca4b6dda6d83886374f03a63eb.jpgTutto per una ragazza
Nick Hornby

Guanda, 2008

Prezzo: 15 €

Quello che mi piace di Nick Hornby è la sua bravura nel farci immaginare un personaggio in modo così realistico da dimenticarci che è l’autore a scrivere e dandoci l’impressione che stiamo leggendo un’autobiografia. Hornby riesce a riprodurre il linguaggio (ma anche il modo di vedere il mondo) di personaggi anche molto diversi tra loro, come nel caso del protagonista di Alta Fedeltà, Rob Fleming, (trentenne, un po’ eterno adolescente, proprietario di un piccolo negozio di dischi), i diversissimi personaggi di Non buttiamoci giù e il protagonista di questo suo nuovo libro, Tutto per una ragazza, che è un sedicenne skater un po’ ribelle.

Il libro narra la storia di questo ragazzo, Sam, che affronta i problemi di una famiglia divisa e di una madre giovanissima, che lo ha avuto a 16 anni e che quindi cerca di recuperare la sua giovinezza perduta.
Sam viene dipinto come uno studente poco brillante con la grande passione dello skate, ma ha comunque delle buone aspettative sul suo futuro: vuole iscriversi all’università e frequentare un corso di Arte.
Nonostante gli amici con cui fa skate, Sam è un ragazzo un po’ solo, che preferisce confidarsi con un poster del suo idolo, il più grande skater del mondo, e da cui ottiene delle risposte ai suoi problemi.
Ma a un certo punto della sua vita, il nostro protagonista si troverà a dover affrontare un problema che lo costringerà a crescere e a confrontarsi con i problemi degli adulti.

Il romanzo è condito dalla classica ironia di Hornby e la storia conquista per la simpatia dei protagonisti e il loro modo di affrontare gli eventi.

09 Giu

Il cacciatore di aquiloni

72c2a46d550f3a00f211907a4162ec96.jpgIl cacciatore di aquiloni
Khaled Hosseini

Milano, Piemme, 2004

Prezzo: 17,50 €

Premessa: ho letto Il cacciatore di aquiloni solo ora, per cui sono stata largamente influenzata dai commenti di chiunque, ma per fortuna sono riuscita a evitare, finora, il film, così da lasciarmi almeno un pò di libertà immaginativa.

Il giudizio complessivo è positivo.
E’ vero, come c’è scritto sul retro di copertina, che lo “si divora troppo in fretta”, perchè suscita una gran curiosità di sapere come va a finire. In particolare, all’inizio è narrata la storia dell’amicizia tra due ragazzini (in realtà in bilico tra un rapporto di amicizia e un rapporto servo/padrone), che verrà compromessa da un evento drammatico e, soprattutto, dalla reazione di uno dei due che farà dividere le loro strade.
Da quel momento in poi, si leggono con avidità le pagine restanti in attesa di scoprire se, come e quando le loro vite si intrecceranno nuovamente e se avverrà un riscatto morale del protagonista.

La storia è commovente, anche se condivido il giudizio di chi la trova in parte artefatta e un po’ troppo hollywoodiana in alcuni colpi di scena (soprattutto poco prima del finale), anche conservando una certa credibilità e un buon approfondimento psicologico dei personaggi.

Lo stile è scorrevole e si fa leggere volentieri, anche se risulta un po’ forzato quando alcuni termini vengono ripetuti due volte, prima in arabo e poi nella loro traduzione italiana. A tratti, emerge anche una narrativa poetica molto comune negli scrittori di origine araba, soprattutto nei racconti dell’Afghanistan della sua infanzia, precedente all’invasione sovietica.

06 Giu

Tiramisù

In questo periodo dell’anno il tiramisù è il mio dolce preferito, perchè è fresco, facile e veloce da realizzare e buonissimo.

Mi piace la versione tradizionale del tiramisù, con savoiardi e senza cioccolato, frutta e quant’altro si sono inventati in giro. L’unica variante che concedo è quella con gli amaretti al posto dei savoiardi, ricetta assaggiata in un piccolo ristorantino di Tor Pignattara e davvero squisita.

Questa che vi propongo è però una via di mezzo: savoiardi e amaretti!

Tiramisu

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 500 gr. di mascarpone
  • 1 scatola di savoiardi
  • circa 5 tazzine di caffè
  • rum q.b.
  • cacao amaro

Per la decorazione:

  • amaretti piccoli
  • chicchi di caffè ricoperti di cioccolato

In una ciotola alta sbattete con la frusta i 4 tuorli d’uovo con i 6 cucchiai di zucchero.
Quando avrete ottenuto una bella crema chiara, aggiungete il mascarpone continuando a mescolare il composto cremoso.

A parte, montate a neve fermissima le chiare d’uovo e poi aggiungetele, facendo attenzione a non smontarle, al resto della crema.

A questo punto, preparate una bel contenitore in cui servirete il vostro tiramisù e in un piatto versate il caffè che avete preparato e un pò di rum (secondo i vostri gusti). Intingete quindi i savoiardi in questo liquido, uno ad uno, senza renderli troppo molli e sistemateli ordinatamente nella teglia, fino a coprire completamente tutto il primo strato.

Versate sopra lo strato di savoiardi parte della crema preparata (in abbondanza) e fate un secondo strato di savoiardi bagnati nel caffè e rum. Coprite anche questo strato con la crema.

Sistemate sopra il secondo strato di crema i piccoli amaretti, sempre in modo ordinato, e spolverate tutto con cacao in polvere passato attraverso un colino.
Infine, per ultimare la decorazione, potete sistemare i piccoli chicchi di caffè ricoperti di cioccolato negli spazi lasciati vuoti dagli amaretti.

Mettete in frigo qualche ora prima di servire.

Tiramisu

Con questo tiramisù partecipo alla raccolta di FrancescaV 🙂

 FrancescaV Tiramisù

FrancescaV Tiramisù

03 Giu

Una vita da lettore

c961530e3d989b2a3d294eb3263e71cb.jpgUna vita da lettore
Nick Hornby

Guanda, 2006

Prezzo € 15,50

Mi sa che la sezione “Divulgazione” non si addice molto a questo libro, ma è molto particolare e non saprei davvero dove altro inserirlo… In realtà è una raccolta di recensioni sui libri che Nick Hornby ha pubblicato sul mensile The Believer dal settembre 2003 al giugno 2006, ma è anche un libro sul piacere di leggere e sul mestiere di recensore:

“All’inizio della mia carriera di scrittore ho recensito molta narrativa, ma dovevo fingere, come è prerogativa dei recensori, di avere letto i libri fuori dal tempo, dallo spazio e dal mio carattere: in altre parole, dovevo fingere di non averli letti mentre ero stanco e nervoso, o bevuto; di non invidiare gli autori, di non avere gusti estetici o problemi personali, di non avere in corso trattative per piazzare un mio libro allo stesso editore. Soprattutto, dovevo fingere di non aver scritto la recensione perché mi servivano urgentemente duecento sterline”.

E’ un resoconto mensile dei libri comprati e dei libri letti e dei libri che ha comprato e che comprerà e che non leggerà probabilmente mai. Ma è soprattutto un racconto sulle emozioni provate nella lettura e di aspettative mancate. Ed è ricco di buoni consigli e interessanti proposte, il tutto condito con la solita ironia di Hornby, il quale non si lascia mai andare allo snobismo di tanti intellettuali, ma (vedi le citazioni che ho inserito nel post Citazioni del 23/05/08) anzi suggerisce di ritrovare il piacere della lettura, anche se questo significa leggere un romanzo dell’Harmony!

Insomma, ho fatto tesoro di molti consigli e il prossimo post è su un libro suggerito proprio da Hornby. 🙂

Una vita da lettore non si legge come un romanzo (e non ha niente a che vedere con le precedenti pubblicazioni dell’autore), ma rimane comunque molto scorrevole, proprio perchè lo stile dello scrittore rende sempre piacevole la lettura. L’unica pecca, secondo me, è che molti libri di cui parla non sono tradotti in italiano e fanno comunque tutti parte della letteratura anglosassone. Ma resta un bel libro da leggere.

03 Giu

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

920b3fc9e3da07a4d1366fbed8e0a823.jpgLo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Mark Haddon

Prezzo 10.50 €

Torino, Einaudi, 2005

Questo libro “me l’ha consigliato” Nick Hornby 🙂
Non ho potuto resistere alla sua recensione su Una vita da lettore e l’ho comprato. Viene spesso catalogato come giallo, ma secondo me non è da considerare come tale.

E’ la storia di un quindicenne affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, raccontata in prima persona. Il ragazzo trova il cane della sua vicina ucciso da un forcone e decide di indagare, ma da questa vicenda verrà fuori una storia ben diversa che lo riguarda da vicino.

La genialità del libro è data dal fatto che l’autore narra la storia dal punto di vista del giovane Christopher, facendoci entrare nella testa di un ragazzo affetto da autismo, cosa davvero molto difficile.
Mi viene da chiedermi se la descrizione del modo di pensare di Christopher sia davvero realistica ma, comunque, resta un bellissimo esercizio di stile che ci spiega i meccanismi di una logica diversa da quella comune, ma molto molto affascinante.

Interessante è, infine, la descrizione delle relazioni del protagonista con i suoi genitori, con le persone che fanno parte della sua vita e con gli estranei, in quanto rende evidente come ciò che per noi è la “normalità” dei rapporti umani, per lui rappresenta una situazione problematica e fastidiosa.