24 Nov

Sandwich con crema di formaggio e mortadella

Ed ecco il secondo cadeau per l’invito al tè: sandwich con crema di mortadella e formaggio.

Questi mi sono proprio piaciuti e, mentre li preparavo, chiunque passava ne prendeva un assaggio!

 

Sandwich con crema di mortadella e formaggi

 

Ingredienti:

  • pane al latte per tramezzini
  • 100/120 gr di mortadella
  • 1 caprino morbido
  • 50 gr di formaggio alle erbe (sempre di quelli cremosi)
  • un paio di cucchiai di parmigiano

Tritate con il minipimer la mortadella e poi unite con un cucchiaio i due formaggi morbidi e infine il parmigiano.

Preparate le basi di pane con una formina per biscotti (di quelle grosse naturalmente) e poi spalmate la crema sul pane.

Io, per ulteriore decorazione, con una formina uguale alla prima ma più piccola ho realizzato sulla fetta di pane superiore un buchino centrale che fa intravedere il ripieno.

Li vedo bene anche come aperitivo… ;-P

 

24 Nov

Lingue di gatto

Per un invito a un tè cosa portare se non dei biscottini e dei sandwich?
Per i sandwich rimando al prossimo post, mentre per i biscotti ho pensato alle lingue di gatto.

Il risultato finale, vorrei migliorarlo un pochino, perchè secondo me son venuti un tantino durette, ma potrebbe dipendere anche dall’uso improprio che faccio del forno di mia madre (ero là quando li ho fatti) che è un gran bel forno ma che io, abituata al mio semplice semplic, non so usare come dovrei…

Lingue di gatto
 

 

 Ingredienti:

  • 3 albumi

  • 75 gr di zucchero

  • 75 gr di farina

  • 75 gr di mandorle tritate

  • 75 gr di burro

  • scorsa di un limone grattuggiata

Lingue di gatto

Montate a neve gli albumi e poi incorporate delicatamente lo zucchero e la farina setacciata.
Aggiungete anche le mandorle tritate, la scorsa di limone e, infine, il burro fuso.

Mettete la crema in un sac à poche con la bocchetta liscia e sulla teglia rivestita da carta da forno fate delle strisce di 5-6 centrimetri ben distanziate l’una dall’altra.
Con un cucchiaino schiacciatele leggermente, ma non preoccupatevi molto della forma, perchè, una volta infornate, si adagieranno sulla teglia, assumendo la tipica forma.

Mettete in forno, a 180° circa, e lasciate per 7-8 minuti, togliendole appena iniziano a colorirsi.

Mettete a raffreddare su una gratella e impacchettate (o mangiate…)!

Lingue di gatto

 

 
regalo.jpg
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Con questi biscotti partecipo alla raccolta di Bicece sulle ricette di biscotti o dolcetti da regalare.

24 Nov

Calzone ripieno di salumi e formaggio

Trovo finalmente 2 minuti per pubblicare almeno un piccolissimo post! Ne ho in serbo altri 3/4 ma per quelli vediamo se riesco entro stasera 🙁

Questo che vi pubblico è un bel calzone ripienissimo, come piace a me.

Non vi scrivo nuovamente come faccio l’impasto per la pizza (potete dare uno sguardo qua: http://www.nastrodiraso.com/wordpress/pizza-con-patate-fontina-e-ricotta-salata.html) ma vi descrivo brevemente la farcitura. Fermo restando che potete lasciare libero sfogo alla fantasia per solleticare la vostra e altrui golosità! 

calzone ripieno

Io qua ho messo: salame tagliato a fiammiferi, prosciutto cotto in abbondanza, asiago, provola affumicata e una bella spolverata di parmigiano. I formaggi e il prosciutto li ho tagliati a dadini.

Stendete l’impasto della pizza formando un bel tondo e mettete la farcitura in una delle due metà, quindi adagiate sopra la metà libera e con i polpastrelli cercate di unire i bordi della pasta.
Con un coltello o con una forchetta fate dei buchini sulla parte superiore del calzone. Infornate in forno ben caldo per una quarto d’ora circa.

17 Nov

La bibliotecaria. La vera storia di Marta la tarma

La bibliotecaria. Marta la tarmaLa bibliotecaria. La vera storia di Marta la tarma.
Claudio Ciccarone

Fanucci Editore, 2008

Prezzo: 14 €

Non voglio polemizzare anche io sul presunto plagio di Savage (l’autore di Firmino): non vedo elementi in comune tra i due libri se non il fatto che da un lato un insetto e dall’altro un topo divorano libri e ad un certo punto si ritrovano a esplorare il mondo. Punto.

Marta è una tarma che vive in una libreria. Nella sua vita sogno e realtà si confondono finchè sarà costretta ad abbandonare il suo mondo e ad iniziare un viaggio alla scoperta della vita all’esterno della libreria, in una Napoli che gli uomini stanno distruggendo (affrontando un tema di grande attualità) e in cui sono gli insetti che si sentono investiti della grande responsabilità di salvare il mondo.

Ma anche tra di essi si nascondono estremisti e visionari e ai ribelli si oppongono gruppi che di volta in volta si ergono a detentori della verità e a salvatori dell’umanità.

Le metafore sulle vicende storiche di questo secolo e del passato sono molte, ma il tutto è narrato con uno stile a metà tra una favola per bambini e una storiella di intenti didascalici.
E la conclusione rafforza ancor di più questa sensazione.

E in questo contesto, la sessualità di questa tarma lesbica mi è sembrata un’ulteriore forzatura, buttata là per rafforzare un messaggio a favore della diversità e della ribellione nei confronti delle imposizioni culturali di questa società.
E, per carità, non che questo messaggio sia sbagliato, ma il tutto mi sembra, appunto, un po’ forzato. Come se questa fosse l’unica occasione per parlare di tutti i problemi del mondo contemporaneo.
E l’ecologia, la libertà di pensiero, la lotta contro i soprusi, l’importanza della cultura, gli errori della politica sono tutti temi forse troppo importanti per essere affiancati in un mix del genere, anche se l’obiettivo è dare una visione satirica della moderna società.

17 Nov

Il paese di polvere e di vento

Il paese di polvere e ventoIl paese di polvere e vento
Ghafour Hamida

Piemme, 2008

Prezzo: 17,50 €

Un racconto lucido e coinvolgente degli sconvolgimenti politici, economici, culturali e sociali dell’Afghanistan dagli anni dell’invasione russa fino alla difficilissima situazione odierna.

Se Il cacciatore di acquiloni ci aveva parlato di quel periodo storico attraverso un romanzo, Hamida Ghafour si affida al racconto della sua reale esperienza di afghana fuggita con i suoi genitori a soli due anni in Canada, dove ha vissuto da occidentale.

Hamida torna nel suo paese natale da giornalista, a documentare la nascita della democrazia dopo l’ultima guerra e ci descrive i cambiamenti di un paese che i suoi abitanti non riconoscono più, devastato dalle guerre e dalle invasioni, da anni di estremismo religioso imposto dai talebani, che hanno diffuso una cultura del tutto estranea a questo paese.

La narrazione è sempre viva e coinvolgente e al lettore sembra di viaggiare insieme a Hamida nell’Afghanistan dei suoi ricordi e di quelli della sua famiglia ma anche in quello moderno così provato e sottomesso alle decisioni degli stranieri e che deve provare ora a ricostruire la sua identità di popolo, riaffermando la sua indipendenza dagli invasori di ogni parte del mondo e di ogni credo politico e religioso.

E’ un libro che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono comprendere meglio le vicende che hanno portato questo paese alla situazione attuale e a chi, oltre ogni pregiudizio e luogo comune, vuole avvicinarsi a una cultura che oggi ci appare lontana solo perchè è il risultato di eventi traumatici e non dell’evoluzione naturale che avrebbe dovuto plasmarla.

17 Nov

Una panchina per… – Chiusura della raccolta

Ieri è scaduto il termine per l’invio di contributi creativi per la raccolta “Una panchina per…“.

Voglio ringraziare tutti i partecipanti che si sono impegnati nella creazione di qualcosa di originale sul tema proposto 🙂 Siete stati davvero originali!

Ora sarà mio compito mettere insieme il tutto in un piacevole libretto (pdf) da distribuire in rete.

Ma, visti i consensi ricevuti anche da persone che hanno apprezzato questa iniziativa e il tema trattato ma hanno preferito non partecipare in prima persona, voglio proporre una seconda fase del “gioco”.

Da oggi fino alla fine del mese di novembre ognuno (anche chi ha già partecipato alla raccolta) potrà inviare link a racconti, poesie, frammenti di varia natura, fotografie, dipinti, musica, video di autori famosi, così da completare la nostra raccolta con contributi autorevoli!

Che ne dite?

Naturalmente potete inviare i contributi tramite commenti al post oppure attraverso la mail unapanchinaper@gmail.com. Tutto ciò che riuscirete a scovare sarà pubblicato sul blog http://unapanchinaper.myblog.it per non intasare troppo questo.

Chiudo la raccolta con una foto forse poco “artistica”, ma per me importante: LA MIA PANCHINA!

La mia panchina

  Lungomare di Terracina (LT)

07 Nov

Dieci Restaurant & Live Music Club

Questo è davvero il mio nuovo ristorante preferito per la pausa pranzo!

Dieci

Il suo nome è Dieci e si trova in via Virgilio, 10, una traversa di via Cola di Rienzo.
Il locale è abbastanza recente (mi pare che ci sia da circa un anno) ed è molto carino, in stile moderno e curato nei dettagli.
Al piano terra ci sono pochi tavoli, mentre la sala più spaziosa si trova al piano inferiore.
I tavoli sono ben distanziati tra di loro, per cui non si ha un effetto claustrofobico e il soffitto è piuttosto alto e a volta.
C’è anche lo spazio per la musica dal vivo con un isolamento acustico delle pareti attorno, che dovrebbero consentire il minor disturbo possibile (dovrebbero perchè di giorno non suonano e non so come sia la storia la sera…).

A pranzo viene preparato un grande buffet, che è gioia per occhi e palato.
C’è davvero di tutto e ogni pietanza è buonissima: verdure a non finire con tutti i tipi di cottura (fritta, lessa, in padella, sotto forma di sformato), primi ottimi (la scelta è tra un paio di tipi: ad esempio, ieri c’erano delle lasagne in bianco che erano squisite e della pasta con funghi e salsiccia), secondi a non finire (sempre solo nella giornata di ieri: polpette in bianco e al sugo, spezzatino in bianco e al sugo, frittata, arista di maiale), contorni vari, insalata di farro, russa e altre tipologie, pizza con tanti gusti diversi…
E a tutto questo bendidio non v’è limitazione alcuna! Ci si può rifornire un’infinità di volte (peccato che non si riesca nemmeno a fare un piccolo assaggio di tutto se si vuol evitare una bella indigestione…) e nel costo è compreso tutto: pane, acqua e caffè!
E quanto è questo costo, vi starete chiedendo? 7.50 €!
Un rapporto qualità/prezzo davvero ottimo. Niente a che vedere con tutti i posti finora sperimentati (e sono davvero tanti…) in zona Prati.
Certo, non è che tutti i giorni si possano spendere 7.50 € per mangiare, visti ‘sti chiari di luna, senza contare che in un posto così, dopo 10 giorni la bilancia segnerebbe 10 kg in più… ma quando si ha voglia di coccolarsi dalle fatiche lavorative non c’è niente di meglio.

Come avrete capito siamo rimasti entusiasti del posto e, se ancora ci poteva essere qualche dubbio (unica piccola pecca, il caffè servito nel bicchiere di plastica), questo è stato fugato dalla consegna nelle nostre mani di una tesserina che ci garantirà un bel pranzo omaggio ogni 9 consumati!

E un’ultima sorpresa l’ho avuto navigando il sito del locale http://www.dieciristo.it/: visitate la sezione “motivi”!

5 cappelli

Dieci Restaurant & Live Music Club
via Virgilio, 10 Roma
Tel. 0668136107
http://www.dieciristo.it/

04 Nov

Polpette con contorno di piselli e riso selvaggio e thaibonnet parboiled

Non avevo pubblicato ancora questa ricetta, perchè le polpette sono un piatto molto comune e mi sembrava un po’ superfluo spiegare come farle, ma poichè le foto che avevo le ho realizzate in occasione della sfida “Ranci quotidiani” di Kelablu, e poichè sono orgogliosissima di annunciare la mia vittoria tra i partecipanti della settimana, pubblico anche su Mani in pasta il link del post vincitore Cronaca di una pausa pranzo. Per la serie “Ranci Quotidiani” sul mio blog Mangia&Bevi e soprattutto spiego come ho fatto le polpette di cui mi sono cibata il famoso giorno.

La vittoria è in realtà condivisa con i miei colleghi, compagni di infinite pause pranzo, di cui potete vedere il “rancio” nelle foto del post in questione.

Il menu del giorno prevedeva: polpette in bianco, accompagnate da piselli e riso selvaggio e thaibonnet parboiled al vapore.

14.jpg

Ingredienti (per 2 persone):

  • 250 gr di carne tritata
  • 1 uovo
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • pangrattato
  • 200 gr di piselli
  • cipolla
  • 120 gr di riso selvaggio e thaibonnet parboiled
  • sale, vino bianco e olio q.b.

In una ciotola amalgamate la carne tritata con un uovo intero e il parmigiano. Aggiungete poi un pizzico di sale e il pangrattato, quanto basta per rendere il composto abbastanza asciutto in modo da ottenere con le mani facilmente delle polpette di media dimensione.

Scaldate l’olio extravergine d’oliva in una pentola e rosolate una cipolla affettata sottilmente. Quando la cipolla è dorata, mettete le polpette nella pentola e sfumate con vino bianco, quindi aggiungete dell’acqua calda fino a coprire le polpette per metà della loro altezza.

In una padella a parte, lessate i piselli in acqua e un filo d’olio e, a metà cottura, uniteli alle polpette, continuando a cuocerli insieme, fino a completa evaporazione dell’acqua.

 

Infine, preparate il riso a vapore.

13.jpg

Quando tutto è cotto potete comporre il piatto, sistemando da una parte le polpette con i piselli e dall’altro il riso che farà da contorno.

04 Nov

Abbiamo vintooo!!!

Non ci speravamo troppo ma io e i miei colleghi (di avventura e di lavoro) siamo stati scelti come vincitori dell’iniziativa di KelabluRanci quotidiani” con il nostro post Cronaca di una pausa pranzo annunciata. Per la serie “Ranci quotidiani”!!

duevasienotriaxb0.jpgOra ci aspettano delle meravigliose conserve biologiche Antica Enotria da condividere nelle prossime ore di pausa pranzo 🙂

Grazie al giudice Debord che motiva così la sua decisione:


“Fulgido esempio di Food-sharing, la lettrice Paola incarna al meglio lo spirito del food ai tempi del web 2.0, condividendo con amici, colleghi e navigatori il piacere della convivialità. Esemplare la pubblicazione sul suo blog del pasto completo (miii, ma quanto mangiate!).

Qualità tecnica: 6 e 1/2 (bella l’idea cmq)
Copertura dell’evento: twitterrific
Risposta al test di socializzazione: Delicious”

E grazie a Kelablu che ha avuto questa splendida idea del concorso.

03 Nov

Duecentogradi

duecentogradi

Per un panino di alto livello a piazza Risorgimento vi consiglio Duecentogradi. Il locale è molto carino, in stile moderno, ma purtroppo un po’ piccolo, per cui se si vuol mangiare là all’ora di punta siate pronti alla fila…

I panini tra cui scegliere sono davvero molti e la prima volta si può perdere anche una mezz’ora prima di riuscire a decidersi. Tra gli abbinamenti ci sono gusti più classici, ma anche molto particolari e gli ingredienti sono molto buoni e di qualità.
Si può anche scegliere la misura del panino: 40 o 80 cm!

I panini meno costosi vengono 4.50 €, ma se ci si siede e si viene serviti al tavolo i prezzi aumentano di 50 cent.

Anche le insalate (a 6 €) sono molto golose e ricchissime di ingredienti (non si può proprio dire “ho mangiato solo un’insalata…”).

Giudizio, quindi, positivo anche se i prezzi (pur abbastanza giustificati dalla tipologia di ingredienti) non invogliano a una frequentazione troppo assidua.

Piccola nota di colore: pare che anche lo chef della Pergola Heinz Beck gradisca un panino da Duecentogradi.

4capp

Duecentogradi
Piazza Risorgimento, 3
Telefono: 06-39754236