29 Gen

Il manoscritto di Dio

35006.jpgIl manoscritto di Dio
Cordy Michael

Editore Nord, 2008

Prezzo    € 18,60


Se vi piacciono i fanta-thriller, questo libro può sicuramente interessarvi.
Michael Cordy, il suo autore, sfrutta il filone aureo delle storie basate sui complotti del Vaticano per dar vita a un romanzo con una trama sicuramente più originale rispetto al più famoso Codice da Vinci.

Stavolta tutto si incentra sulla traduzione del “libro più misterioso del mondo”: il Manoscritto di Voynich, realmente esistente.

Questo manoscritto fu scoperto nel 1912 dall’antiquario russo Wilfred Voynich nella biblioteca del collegio gesuita di Villa Mondragone.
Da allora, in molti hanno tentato di svelare il codice di queste 232 pagine scritte in una lingua indecifrabile e ornate da disegni di strane figure femminili, piante sconosciute, simboli astronomici (presso questo link trovate la storia del manoscritto, le foto di alcune pagine e numerosi link di approfondimento: http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/VoynichPeiretti/VoynichPeiretti.htm).

Le ipotesi avanzate sono state numerose e Michael Cordy inizia il suo romanzo con l’annuncio che una ricercatrice dell’università di Yale, Lauren Kelly, ha finalmente trovato il codice per la traduzione del manoscritto. Dopo una conferenza però la donna viene aggredita e finisce in coma.
Il marito viene contattato da strani personaggi: una suora che, sconvolta dal trovare Lauren in coma, gli dice di conoscere un modo di farla risvegliare e dal “papa nero” (come viene soprannominata la più alta autorità dei gesuiti, il Superiore Generale dei Gesuiti), nel romanzo Leonardo Torino.

Il marito di Lauren, Ross, capisce che non può fidarsi del gesuita e decide di partire, pur con molti dubbi, alla ricerca del misterioso rimedio che potrebbe salvare la vita di sua moglie con suor Chantal e una collega di Lauren.
Si scoprirà che il luogo misterioso è addirittura il biblico giardino dell’Eden, nascosto nel cuore incontaminato dell’Amazzonia.
Il gruppo viene però inseguito da Leonardo Torino e dai suoi uomini che cercano di ostacolarli in tutti i modi, per evitare questa scoperta considerata devastante per la Chiesa.

Il romanzo incuriosisce e si fa leggere volentieri, anche se, in base al mio personalissimo gusto, l’ho trovato un po’ troppo fantasioso.
D’altro canto è apprezzabile lo sforzo del suo autore di sfruttare un’idea nuova in questo genere letterario.

Buona lettura! 🙂

12 Gen

La ‘Nduja

nduja.JPGSabato sera ho scoperto un ristorante davvero ottimo.

La ‘Nduja è una catena di tre locali, i primi a nascere sono stati quelli in zona Casalbertone e Centocelle, ma quello in cui sono stata è a piazza Meucci, 10 – zona Marconi.

All’inizio ci siamo un po’ pentiti della scelta a causa del traffico della zona ma soprattutto per le difficoltà di parcheggio. Davvero una missione impossibile! 

Dopo circa mezz’ora abbiamo trovato un posto auto decente e ci siamo avviati al locale dove ci aspettavano degli amici per festeggiare un compleanno.

Il locale è molto carino ma era affollatissimo e pieno di confusione, ma a detta di amici che ci erano già stati durante la settimana è un luogo abbastanza tranquillo.

Il menu è molto invitante (un “assaggio” lo trovate sul sito: http://www.dymmy.it/landuja/Offertissime/, ma ci sono anche molti altri piatti). Abbiamo iniziato con delle pizzette fritte imbottite in vario modo: ‘nduja, pomodoro, formaggio e salumi e con delle crocchette di melanzane. Tutto ottimo, tant’è che abbiamo ordinato un bis di antipasti.

A tavola c’erano già delle bottiglie di vino (Primitivo) e ne abbiamo fatta aprire una, ma sinceramente non ha riscosso molto successo.

Poi abbiamo assaggiato pizze, primi e secondi (ognuno ha ordinato 1 solo piatto tra questi, eh…).
La pizza è un po’ alla romana, bassa e scrocchiarella, ma devo dire che gli ingredienti erano comunque buoni.

I primi sono stati una sorpresa davvero piacevole. La pasta era cotta in modo impeccabile, al dente. I condimenti erano tutti ottimi (abbiamo assaggiato strozzapreti freschi con funghi, porcini e salsiccia – favolosi -, strozzapreti zucchine e speck – buonissimi – e rigatoni alla calabrese – indovinate con cosa? ‘nduja!). Davvero consigliatissimi.

I secondi non li ho assaggiati personalmente, ma la carne aveva un aspetto ottimo e le grigliate miste che ho visto portare agli altri tavoli meritano davvero di essere provati! I piatti sono molto abbondanti (così come i primi) e serviti con contorno di patate e la carne è adagiata su un panino aperto.

Il servizio è stato gentilissimo e molto simpatico, anche se naturalmente ha risentito un po’ del caos del sabato sera relativamente ai tempi.
A testa abbiamo pagato 17 €, prezzo che ci è sembrato onestissimo in base a ciò che abbiamo ordinato.

Insomma, per me il posto merita 5 cappelli, ma la prossima volta vado a provare la filiale di Casalbertone, che, oltre ad essere mooolto più vicina a casa mia, dovrebbe avere minori difficoltà di parcheggio (spero).

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La’ Nduja
P.zza Santa Maria Consolatrice 1/4 (Zona Casal Bertone)
Tel.  06.43.70.025    

La’ Nduja Due
Via Michele Tenore  21/31 (Zona Centocelle)
Tel.  06.25.21.06.54   

La’ Nduja Tre
P.zza Antonio Meucci 9/10
(Zona Marconi)
Tel.  06.55.87.341

http://www.dymmy.it/landuja

11 Gen

Caramelle di cotechino su un letto di lenticchie

Si, lo so che sono fuori tempo massimo col cotechino e le lenticchie, ma avevo ancora degli avanzi del pacco dono dell’ufficio e toccava utilizzarli.

In realtà la specialista della presentazione del cotechino sulle lenticchie è mia madre che ogni anno inventa cose spettacolari, io mi sono accontentata di riciclare un avanzo della pasta brisée del post precedente.

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Ingredienti (per 2 persone):

  •  150 gr di lenticchie secche
  • 1 cotechino
  • sale, olio, cipolla e vino bianco q.b.
  • timo, rosmarino
  • pasta brisée (per la preparazione vedete: Stelle ripiene di melanzane)

Ho sciacquato bene le lenticchie e le ho lessate per un’oretta abbondante in sola acqua.

Nel frattempo ho messo il cotechino con la sua busta in acqua fredda e ho lasciato per 15 minuti dopo l’inizio del bollore. Poi ho tolto dalla busta e l’ho messo da parte.

Tolte le lenticchie dall’acqua, le ho messe in una padella in cui ho fatto soffriggere una cipolla affettata a pezzi molto piccoli in poco olio. 

Dopo qualche minuto, ho aggiunto abbondante vino bianco e un po’ d’acqua e ho aromatizzato con timo e rosmarino. Il profumo era davvero buono. Ho lasciato cuocere le lenticchie per altri 30-40 minuti circa.

Nel frattempo ho steso la pasta brisée creando un rettangolo e al suo interno ho messo del cotechino tagliato a dadini. Quindi, ho formato una caramella e ho messo in forno ben caldo per circa 15-20 minuti.

Pronte le lenticchie, le ho messe al centro del piatto e sopra ho adagiato la caramella.

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11 Gen

Stelle ripiene di melanzane

Queste stelle di pasta brisée ripiene di melanzane e formaggio possono essere servite come un ricco contorno o un bell’antipasto. Sono davvero gustose e molto facili da preparare.

L’idea m’è venuta perchè ho comprato dei simpatici stampi a forma di stella in silicone e poichè dopo Natale di dolci per un po’ non ne voglio sentir parlare, ho pensato di provarli con una preparazione salata.

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Ingredienti (per 6 stelle):

Per la pasta brisée

  • 200 gr di farina
  • 70-75 gr di burro
  • 40-50 gr di acqua fredda

Per il ripieno

  • 1 Melanzana grande
  • salsa di pomodoro
  • aglio, oli, sale q.b.
  • mezo fiordilatte
  • un pezzo di scamorza
  • 5-6 cucchiai di parmigiano

Per la pasta brisée potete tranquillamente usare un’impastatrice e mettere la farina e poi il burro a dadini, quando inizia ad amalgamarsi un po’, aggiungete dell’acqua molto fredda un po’ alla volta, così potete anche regolarvi sulla quantità necessaria.

Quando l’impasto ha formato una palla omogenea, potete spegnere e avvolgere la pasta in una pellicola trasparente e metterla in frigo, dove dovrà riposare per almeno una mezz’ora. Per questo conviene prepararla all’inizio, così ha tutto il tempo di riposare mentre noi prepariamo il ripieno.

Le melanzane le tagliamo a dadini piccoli per velocizzare la cottura e le mettiamo in una padella dove abbiamo fatto soffriggere uno spicchio d’aglio in poco olio. Dopo un po’ aggiungiamo dell’acqua e poca salsa di pomodoro (quel tanto che basta a colorare un po’). Salate e lasciate cuocere per una mezzoretta.

Tagliate nel frattempo a pezzettini anche i due formaggi (scamorza e fiordilatte).
Quando le melanzane sono pronte unite il parmigiano e mescolate bene.

A questo punto foderate ogni stampino con la pasta brisée stesa con un mattarello su un piano infarinato (io l’ho stesa abbastanza sottile: 3 mm circa) e riempite conle melanzane e i formaggi. Richiudete poi ogni stampo con una copertura di pasta brisée e praticate su ogni coperchio dei piccoli fori con una forchetta, per non far gonfiare troppo nel forno.

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Mettete in forno ben caldo per circa 20  minuti, finchè la pasta non assume un bel colorito. Servite ben calde, col formaggio filante.
E’ un bel modo anche per reciclare degli avanzi e pulire il frigo.

 

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09 Gen

Zucchine ripiene

Lo so, sono assente da molto tempo, ma ultimamente non riesco proprio ad aggiornare i miei blog!

Oggi ho un po’ di tempo e vi posto queste zucchine ripiene che in realtà ho fatto ormai da diverse settimane. Ma meglio di niente, no?

Ho trovato delle belle zucchine tonde che invitano proprio a un succulento ripieno, ma ho poi optato per una ricettina molto più leggera rispetto alle intenzioni, visto che il Natale era alle porte…
Se è un piatto unico, ci si può sbilanciare con 2 zucchine a testa (dipende anche dalla grandezza).

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Ingredienti:

  • 1 o 2 zucchine tonde a testa
  • 40 gr. circa di carne tritata a zucchina (io sono andata a occhio)
  • cipolla
  • sale, olio e vino bianco q.b.
  • 1 cucchiaio di parmigiano a zucchina

Per prima cosa, dopo averle lavate, ho tolto la calotta alle zucchine e le ho svuotate con l’aiuto di un cucchiaio, facendo attenzione a non rompere la parte esterna.
Il contenitore ricavato l’ho messo a bollire qualche minuto nell’acqua per ammorbidire la zucchina, con l’aggiunta di un po’ di sale.

L’interno della zucchina l’ho tagliato a pezzettini piccolissimi per diminuirne i tempi di cottura.
In una padella ho messo a rosolare la cipolla con pochissimo olio e poi ho aggiunto la carne tritata, sfumando con abbondante vino bianco e, una volta insaporita la carne, anche l’interno della zucchina in pezzi.

Quando la carne è ben cotta, ho tolto tutto dal fuoco e ho mescolato con il parmigiano.
Con questo composto ho riempito i contenitori di zucchina ben scolati e poi ho sistemato su una teglia da forno, irrorando con un filo d’olio extravergine d’oliva. Sistemate le zucchine una vicino all’altra, così che con la cottura non si ammoscino troppo.

In forno lasciatele per circa mezz’ora e poi servite calde.

Questa è la versione “light”, ma se preferite potete aggiungere formaggi, salsiccia e quant’altro vi suggerisce la fantasia! Ottima anche la versione ripiena di orzo, riso o farro.