27 Nov

Caramelle rustiche profumate al limone

Oggi vi presento una semplicissima idea per un antipasto/aperitivo sfizioso.
Poichè fa ancora parte del menu del mio compleanno, ho pensato di farvi vedere il menu che ho preparato per il pranzo e di spiegarvi brevemente tutti i piatti 🙂

menu_ del mio compleanno

  • Sformatini di parmigiano e robiola al profumo di bosco:

Non sono nient’altro che questi fantastici sformatini, conditi stavolta con un sughetto di piselli e funghi cotti in padella con olio e aglio (tolto dopo la cottura). Confermo che sono buonissimi in tante versioni! Il giorno dopo, essendone avanzati un paio, li abbiamo provati col ragù e le spuntature… non vi dico che roba!

  • Sfiziosità rustiche:

Salsiccia secca e caramelle rustiche profumate al limone… questa ricetta la posto qui sotto.

  • Ravioli alla casareccia:

Dei ravioli di carne conditi con un bel ragù come si fa dalle mie parti. A differenza di questo però, il sugo è stato fatto con sole spuntature di maiale (per stare più leggeri!).

  • Salsiccia monticellana e patate al forno:

Per chi conosce il mio blog da un po’, la mitica salsiccia di Monte San Biagio, cotta semplicemente al forno, senza aggiunta di nulla, ma solo bucherellando la superficie per far uscire il grasso in cottura, accompagnata da patate al forno croccanti tagliate a tocchetti e profumate con cipolla e rosmarino.

  • Torta di compleanno:

Comprata! Mi sono dedicata al secondo dolce. Per la cronaca era una delizia al limone che, per come la fanno in questa pasticceria, è l’unico dolce che fa digerire invece di appesantire… Davvero buono!

  • Sopresa al cioccolato:

Ormai la conoscete! E’ questa, già ben documentata con foto e tutto. PS. Siccome ne è avanzato un pezzetto e ora ci siamo messi a dieta, per cui ci andiamo piano coi dolci, vi confermo che dopo 5 giorni è sempre più buona! La sto tenendo fuori dal frigo perchè tanto non si squaglia (magari ad agosto è diverso) e il sapore è più deciso.

Che ne dite?? Può andare come menu?

******************************************************

Passiamo ora alla ricetta del giorno! Caramelle rustiche profumate al limone 🙂

E’ una ricetta che fa sempre mia madre e le dosi non sono precise, perchè per queste cose vado sempre un po’ ad occhio, aggiustando in corso d’opera.

caramelle2

Ingredienti:

  • Pasta sfoglia (io ho usato quella comprata, ma avendo più tempo sicuramente quella fatta in casa dà qualche soddisfazione in più)
  • Ricotta fresca
  • scorza di un limone grattugiata (usate limoni non trattati!)

Stemperate la ricotta col la scorza del limone grattugiata, amalgamando bene. La ricotta assumerà un colore giallino ma delicato e soprattutto un profumino delizioso.
Ricavate dalla sfoglia, su un piano di lavoro infarinato, dei rettangoli di pasta e su ognuno di essi ponete una pallina di ripieno con un cucchiaino.
Richiudete ogni rettangolo a caramella, stringendo bene i due fiocchi laterali.
Mettete tutte le caramelle su una teglia per il forno e se volete spennellate la superficie con un po’ di tuorlo d’uovo (di solito noi non lo facciamo, ma stavolta avevamo dei rossi avanzati).
In forno ben caldo per circa 20-30 minuti, finchè non hanno assunto un bel colorito dorato.

caramelle

L’ideale è farle la mattina per il pranzo (quindi appena appena tiepide) o dopo pranzo per la sera, ma sono buone anche il giorno dopo.

Oggi vi presento una semplicissima idea per un antipasto/aperitivo sfizioso.
Poichè fa ancora parte del menu del mio compleanno, ho pensato di farvi vedere il menu che ho preparato per il pranzo e di spiegarvi brevemente tutti i piatti 🙂

img menu 32 b

– Sformatini di parmigiano e robiola al profumo di bosco:
Non sono nient’altro che questi fantastici sformatini, conditi stavolta con un sughetto di piselli e funghi cotti in padella con olio e aglio (tolto dopo la cottura). Confermo che sono buonissimi in tante versioni! Il giorno dopo, essendone avanzati un paio, li abbiamo provati col ragù e le spuntature… non vi dico che roba!

– Sfiziosità rustici:
Salsiccia secca e caramelle rustiche profumate al limone… questa ricetta la posto qui sotto.

– Ravioli alla casareccia:
Dei ravioli di carne conditi con un bel ragù come si fa dalle mie parti. A differenza di questo però, il sugo è stato fatto con sole spuntature di maiale (per stare più leggeri!).

– Salsiccia monticellana e patate al forno:
Per chi conosce il mio blog da un po’, la mitica salsiccia di Monte San Biagio, cotta semplicemente al forno, senza aggiunta di nulla, ma solo bucherellando la superficie per far uscire il grasso in cottura, accompagnata da patate al forno croccanti tagliate a tocchetti e profumate con cipolla e rosmarino.

– Torta di compleanno:
Comprata! Mi sono dedicata al secondo dolce. Per la cronaca era una delizia al limone che, per come la fanno in questa pasticceria, è l’unico dolce che fa digerire invece di appesantire… Davvero buono!

– Sopresa al cioccolato:
Ormai la conoscete! E’ questa, già ben documentata con foto e tutto. PS. Siccome ne è avanzato un pezzetto e ora ci siamo messi a dieta, per cui ci andiamo piano coi dolci, vi confermo che dopo 5 giorni è sempre più buona! La sto tenendo fuori dal frigo perchè tanto non si squaglia (magari ad agosto è diverso) e il sapore è più deciso.

Che ne dite?? Può andare come menu?

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Passiamo ora alla ricetta del giorno! Caramelle rustiche profumate al limone 🙂
E’ una ricetta che fa sempre mia madre e le dosi non sono precise, perchè per queste cose vado sempre un po’ ad occhio, aggiustando in corso d’opera.

Ingredienti:
– Pasta sfoglia (io ho usato quella comprata, ma avendo più tempo sicuramente quella fatta in casa dà qualche soddisfazione in più)
– Ricotta fresca
– scorza di un limone grattugiata (usate limoni non trattati!)

Stemperate la ricotta col la scorza del limone grattugiata, amalgamando bene. La ricotta assumerà un colore giallino ma delicato e soprattutto un profumino delizioso.
Ricavate dalla sfoglia, su un piano di lavoro infarinato, dei rettangoli di pasta e su ognuno di essi ponete una pallina di ripieno con un cucchiaino.
Richiudete ogni rettangolo a caramella, stringendo bene i due fiocchi laterali.
Mettete tutte le caramelle su una teglia per il forno e se volete spennellate la superficie con un po’ di tuorlo d’uovo (di solito noi non lo facciamo, ma stavolta avevamo dei rossi avanzati).
In forno ben caldo per circa 20-30 minuti, finchè non hanno assunto un bel colorito dorato.
L’ideale è farle la mattina per il pranzo (quindi appena appena tiepide) o dopo pranzo per la sera, ma sono buone anche il giorno dopo.

23 Nov

Sorpresa al cioccolato

E finalmente ieri dopo 11 giorni dal mio compleanno ho festeggiato 🙂

Sono davvero contenta perchè quest’anno era un compleanno davvero speciale!! E per l’occasione ho realizzato la mia prima “tortina” decorata!

torta

Ci avevo provato due anni fa col MMF (marshmallow fondant) per il compleanno di mio marito ma fu un mezzo disastro e alla fine dovetti rinunciare, perchè se il fondant era riuscito bene, colorarlo risultò un’impresa per me impossibile!
Servirebbero infatti dei coloranti in pasta che non sono mai riuscita a trovare da nessuna parte e avevo a disposizione solo quelli liquidi.
Avevo letto che con i coloranti liquidi l’effetto era molto sbiadito, ma mi sarei accontentata, non fosse che il problema del colore non acceso era proprio insignificante rispetto a quello ben più grave della non lavorabilità della pasta a causa dell’appiccicume inimmaginabile.

Nel frattempo ho continuato a vedere delle creazioni bellissime sui foodblog e non mi capacitavo di non essere riuscita a fare nemmeno una cosina semplice semplice, per cui mi sono impuntata e ho riprovato!
Stavolta il risultato è stato decisamente migliore e sono stata davvero soddisfatta del risultato 🙂

La “torta” in realtà non è una torta ma un semplicissimo torrone napoletano al cioccolato (copiato da imma) con copertura al cioccolato fondente e ripieno di nutella, cioccolato bianco e nocciole. Tempo di realizzazione 20 minuti al massimo!

torta

Ingredienti:

  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di cioccolato bianco
  • 400 gr di nutella
  • 250 gr circa di nocciole tostate già sgusciate

Ho fuso il cioccolato fondente al microonde: mettetelo in una ciotola per 30 secondi alla massima potenza, poi mescolate per bene e se non è ancora del tutto fuso mettete ancora al microonde per altri 20-30 secondi. Amalgamate il tutto sempre con un cucchiaio e poi versate in uno stampo da plumcake (io uso quello di silicone), ruotandolo fino a ricoprire l’intero stampo di uno strato il più possibile omogeneo. Ci vuole un po’ di pazienza per ricoprire tutte le pareti e il fondo senza lasciare spazi, ma l’operazione è facile.
Mettete quindi in frigo a rassodare in tanto che preparate il ripieno.

Fondente il cioccolato bianco così come avete fatto per quello fondente e poi versatelo sulla nutella amalgamando bene i due composti. Il cioccolato bianco essendo ben caldo ammorbidirà anche la nutella.
Infine versate e mescolate alla crema le nocciole. Potete lasciarle intere o tagliarle in parte a metà.

Aspettate 3-4 minuti perchè la crema non sia troppo calda e poi versatela nello stampo ricoperto di cioccolato fondente. Livellate bene e lasciate in frigo a rassodare.
Il ho preparato tutto il sabato per la domenica, ma penso che un paio d’ore in frigo siano sufficienti.

Togliete il dolce dal frigo un’oretta prima di servirlo perchè altrimenti tagliarlo è davvero difficile, ma anche se duretto resta buonissimo e si squaglierà in bocca…

La lavorazione della copertura col MMF è iniziata invece giovedì scorso…

Ingredienti:

  • 300 gr di marshmallow
  • 350-400 gr di zucchero a velo
  • coloranti liquidi

Con queste quantità ho realizzato 5 colori: verde pistacchio, verde scuro, arancione, fucsia e giallo.

Verde pistacchio per il prato:

  • 100 gr di MM + 3 cucchiai di colorante verde liquido

Fucsia per i fiori:

  • 70 gr di MM + 2 cucchiai di colorante rosso liquido

Verde scuro per le foglie:

  • 50 gr di MM + 1,5 cucchiai di colorante liquido blu! In questo caso penso che sia venuto verde perchè le caramelle erano di vari colori e una volta fuse probabilmente non erano bianche ma gialline, per cui giallo + blu = verde…

Giallo per i pistilli:

  • 30 gr di MM + 1 cucchiaio di colorante liquido giallo

Arancione per i fiori:

  • 50 gr di MM + 1 cucchiaio di colorante liquido giallo e mezzo cucchiaio di colorante liquido rosso.

torta

Il trucco che ho scoperto navigando, navigando e navigando in rete è che il colorante liquido può essere utilizzato purchè si usi al posto dell’acqua per fondere le caramelle!! L’unico problema è che occorre dividere prima le dosi di pasta dei vari colori perchè naturalmente una volta colorato non si può tornare indietro.
Con questo metodo non ho avuto problemi e vi dico che procedimento ho utilizzato: innanzitutto nella solita scodella per il microonde ho messo le caramelle e la relativa dose di colorante, lasciando cuocere a 630 W per 30 secondi.
Per il verde pistacchio (che prevedeva 100 gr di caramelle), dopo questo passaggio ho mescolato e poi reinfornato per altri 20 secondi alla stessa potenza. Dopo questo tempo le caramelle si erano gonfiate molto, ho finito di amalgamare col cucchiaio e basta.

Per le dosi inferiori di caramelle ho notato che i primi 30 secondi bastavano per scioglierle del tutto per cui non ho infornato una secondo volta.

A questo punto nella ciotola stessa ho iniziato a versare lo zucchero a velo un po’ alla volta, mescolando molto bene col cucchiaio. Non fatevi venir voglia di toccare il composto prima perchè è la roba più appiccicosa che possiate mai incontrare nella vostra vita!
Dopo qualche (4/5) cucchiaiata di zucchero a velo, ho versato il composto su una spianatoia (preferibilmente usatene una di plastica o silicone) ricoperta da molto zucchero a velo.
Sopra il composto di MM ho versato ulteriore zucchero a velo e ho continuato a impastare solo col cucchiaio senza mai toccare nulla. Vi renderete conto che mano a mano che incorporate zucchero il tutto diventa sempre meno appiccicoso e lavorabile. Quando vi sembra facilmente lavorabile, potete anche toccare con le mani e continuare ad impastare direttamente. Sicuramente anche in questa fase continuerà ad assorbire ancora zucchero.
La palla finale che otterrete sarà molto morbida ed elastica, ma non più appiccicosa.
Questa palla la potrete avvolgere nella pellicola trasparente e mettere a riposare in credenza.
Sempre leggendo in giro troverete scritto che questo riposo dovrebbe essere di almeno 24 ore. In realtà vi consiglio di lavorarla e dare forma molto prima, perchè altrimenti seccherà un po’ troppo.
Se anche dovesse seccarsi troppo potete semplicemente rimettere tutto nel micro per pochissimi secondi (una decina) e sarà di nuovo abbastanza morbida, però lavorando il tutto già direttamente il giorno dopo sarà più facile.

Quando inizierete a dare delle forme a questo fondant ricordate sempre di mettere sulla spianatoia abbastanza zucchero a velo e tenerlo sempre a portata di mano, così da non avere mai mattarello o mani appiccicose.

A questo punto potete usare semplicemente le formine per i biscotti come ho fatto io o creare pupazzetti e tutto quello che volete come se fosse pongo.

Per ricoprire la torta, ho ricoperto il torrone con un sottile strato di panna montata e poi ho steso il fondant verde pistacchio che avevo precedentemente steso in una sfoglia col mattarello. Ho fatto aderire bene e tagliato le parti in eccesso.

I fiori e le foglie sopra le ho appiccicate semplicemente bagnando ogni pezzetto con dell’acqua (appena appena, con un pennellino). Aderirà in modo perfetto.

A quel punto, ho conservato in frigo fino al giorno dopo e poi affettato!

Tutta questa descrizione può sembrare lunghissima e laboriosa, in realtà, le varie fasi portano via ognuna pochi minuti… E’ solo che bisogna organizzarsi per tempo per fare tutto un po’ alla volta!

Spero che il mio primo semplice esperimento vi piaccia!!

PS. Il MMF che avanza potete conservarlo sempre in credenza, e non in frigo, per anche 3 mesi!

orchidea

Questa orchidea è un particolare del bellissimo mazzo che mi hanno portato i miei amici ieri 🙂

Grazie ancora di tutto, anche del bellissimo regalo!!!

********************

Aggiornamento del 24/11/2009

Sono stata davvero scortese, perchè (causa crisi isterica dovuta al malfunzionamento dell’adsl) ho dimenticato una cosa fondamentale!!

Volevo ringraziare la carissima Onde99 che mi ha dedicato questa meravigliosa crostata sempre in occasione del mio compleanno!

Grazie!!!!!!!!!! 😀

13 Nov

Strangula(priévete)

Conoscevo già questo favoloso impasto per una pasta fatta in casa veloce veloce e senza uova.

Avevo visto più volte mettere la farina in una pentola piena di acqua bollente, dare una veloce impastata e trarne in un attimo gnocchetti e simili, ma non avevo mai provato perchè mi sembrava una magia che poco mi si addiceva e pensavo: “figurati se a me riesce…”

Invece in onore del mio già trentaduesimo compleanno (sig) ho provato e voilà! E’ facile davvero!

Occorrerebbe fare tutto un excursus sul nome di questi gnocchetti, che come cito nel titolo sono strangulapriévete, quindi di orgine napoletana, ma sarò breve perchè ho trovato chi lo spiega in modo molto preciso e vi lascio il link: STRANGULAPRIÉVETE ED AFFINI, un articolo di Raffaele Bracale, un vero esperto di lingua e tradizioni napoletane.

Come sempre (non offendetevi) i napoletani sono molto suscettibili sulle loro tradizioni culinarie e ogni famiglia pare conservare gelosamente il segreto dell’unica vera ricetta di ogni piatto che immancabilmente è diverso da quello di tutte le altre famiglie. Per quanto mi riguarda è inutile star lì a discuterne… una tradizione familiare è pur sempre una tradizione, sia essa estendibile a tutta la città o meno.

Nel caso di questi gnocchetti napoletani vi dirò solo che con la parola “strangulapriévete” ci si riferisce solo alla pasta di sola semola, acqua bollente e sale e che il nome nulla ha a che vedere con gli altrettanto famosi strozzapreti o strangolapreti diffusi nel resto d’Italia.

La parola, infatti, deriva dal greco ed è composta dal verbo strongulóo (arrotolare – attorcere) e dal verbo preto (comprimere – incavare). Quindi, niente preti che si strozzano con questa bontà, ma solo un riferimento alla doppia operazione che va compiuta per creare gli gnocchetti.

  1. dopo aver impastato, si creano dei bastoncini di pasta arrotolandoli sul tagliere infarinato
  2. si ricavano da questi bastoncini dei piccoli cilindri che poi andranno incavati, strusciandoli con un dito.

Ora io in realtà dovrei chiamare i miei gnocchetti solo “strangula”, perchè non li ho incavati ed ecco il perchè delle parentesi nel titolo…
Infatti gli gnocchetti li preferisco così, belli regolari e non mi pongo il problema del sugo che con l’incavatura diventa un tutt’uno con la pasta, perchè alla fin fine sono così piccolini (ben lontani dai classici gnocchi di patate che si vedono in giro e che non mi sono mai piaciuti) che il condimento ha tutto il modo di avvolgere per benino ogni singolo elemento.
Ma de gustibus!

Nella foto vedete comunque entrambe le versioni, a puro scopo dimostrativo :-), il secondo con l’incavatura e il primo come piace a me!

strangulaprievite

Passiamo al facile procedimento.

Ingredienti per 7 porzioni abbondanti:

  • 700 gr di semola di grano duro rimacinata + 50 gr circa per l’impasto successivo
  • 800 gr di acqua bollente
  • sale q.b.

Mettete l’acqua sul fuoco e quando inizia a bollire salatela (poco). A questo punto allontanate la pentola dal fuoco e versate la farina a pioggia, mescolando per bene con un cucchiaio di legno.
Per quanto riguarda le quantità, l’indicazione più ricorrente è di mettere uguale quantità di acqua e uguale di farina.
Io mi sono resa conto mentre mescolavo che avevo bisogno di più acqua rispetto alla farina che stavo utilizzando. Immagino dipenda da molti fattori, tra cui il tipo di farina, per cui siate un po’ elastici su queste quantità.

Mescolato bene il tutto, versate sulla spianatoia infarinata e quando l’impasto non sarà ancora così bollente da ustionarvi impastate con le mani.
E’ lavorabile molto facilmente visto che tutto è già ben amalgamato per cui l’operazione non richiede grande fatica.

A questo punto lasciate riposare una mezz’oretta e poi iniziate a formare gli gnocchetti, togliendo di volta in volta un pugnetto di impasto, ricavando i bastoncini di circa un dito di diametro (io li faccio un po’ più piccolini) rotolandoli sulla spianatoia e infine tagliando i singoli gnocchetti. A voi la scelta se incavarli strusciandoli con un dito sul tagliere o lasciarli nella loro forma originaria.

Per entrambe queste operazioni aiutatevi con ulteriore farina con cui spolvererete a mano a mano la spianatoia su cui state lavorando.

Strangulapriévete

Per cuocerli, come tutti gli gnocchi, metteteli in acqua bollente salata e toglieteli non appena vengono a galla (nel giro di 1-2 minuti massimo).
L’operazione deve essere fatta velocemente altrimenti mangerete una bella colla appiccicosa e informe.

Si possono preparare anche il giorno prima e conservare in frigo come tutta la pasta fresca. Io infatti li ho fatti il 10 per l’11, giorno del mio compleanno 🙂 e li abbiamo conditi con un bel sughetto bianco di funghi galletti e piselli, con abbondante spolverata di parmigiano!

Bon appétit! (ebbene sì, finalmente ho visto anche io Julia&Julie)

10 Nov

Sformatini di robiola e parmigiano al profumo di noce moscata

Naturalmente mi piacciono molto le riviste di cucina, con quelle belle fotografie di pietanze invitanti, ma non mi ricapita quasi mai di provare a fare le ricette che propongono.
Un po’ perchè spesso so già che non sarebbero apprezzate in famiglia (sono molto tradizionalisti in fatto di cibo…), un po’ perchè a volte usano ingredienti di difficile reperibilità nella mia zona, un po’ perchè tendono a rendere le cose più difficili di quanto siano in realtà.

Nel numero di dicembre di Cucina Moderna invece ho trovato ben 2 ricette che ho rifatto solo con piccoli aggiustamenti nelle dosi e con modeste variazioni sul tema.
In particolare, oggi vi propongo questi sformatini che vi consiglio davvero caldamente perchè sono stati strepitosi! Ottimi per il loro gusto di parmigiano e robiola, e per l’aroma di noce moscata che dona completezza al sapore.
Ottimi anche perchè velocissimi e facilissimi da fare, ma soprattutto perchè potete adattarli a un’infinità di combinazioni!

In questo caso li ho provati con questo sughetto di pomodori ciliegina e tonno, ma li vedo benissimo con funghi galletti o porcini, con salsiccia e piselli… insomma gli abbinamenti sono infiniti!

Naturalmente fanno una bellissima figura come antipasti e il bello è che potete preparare gli sformati in anticipo e poi riscaldare solo il condimento all’ultimo minuto, quindi molto comodi per ogni occasione.
Sformatini di robiola e parmigiano
Ingredienti per 6 sformatini
:

  • 150 gr di robiola
  • 150 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 uova intere + 1 albume
  • 1,5 dl di panna da cucina
  • 22 gr di farina
  • noce moscata

Ingredienti per il condimento:

  • 1 scatoletta di tonno
  • una quindicina di pomodori ciliegina
  • uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva

In una ciotola mescolate con un cucchiaio o una spatola la robiola con il parmigiano. Unite la farina, la panna e poi le uova e l’albume.

Infine, grattugiate un po’ di noce moscata per profumare.

Il composto sarà molto cremoso ma non liquido.

Versate tutto negli stampini per muffin. Usando quelli in silicone non ho imburrato, nè infarinato gli stampi, ma se usate quelli in alluminio ricordate di farlo per facilitarne l’estrazione dopo la cottura.
Questi sformati non si gonfieranno molto, perciò potete riempire gli stampi fino al bordo.
La cottura avverrà in forno a bagnomaria, per cui mettete gli stampini in una teglia da forno coi bordi alti, in cui verserete acqua calda fino a ricoprire circa i 3/4 dell’altezza degli stampini. Fate molta attenzione a non far cadere acqua negli sformati.
Mettete infine in forno caldo la teglia con l’acqua e gli stampini e fate cuocere per circa mezz’ora a 170°.
Dopo un quarto d’ora – venti minuti, inizieranno a scurirsi sulla superficie, per cui a questo punto conviene coprirli con un po’ di carta d’alluminio.
Passati i 30 minuti ho tirato fuori dal forno e lasciato ancora nell’acqua fino a quando non si è raffreddata del tutto. Quindi li ho sformati.

Poi ho preparato questo sughetto lampo col tonno, rosolando uno spicchio d’aglio in olio e aggiungendo i pomodorini tagliati a cubetti. Appena i pomodori hanno iniziato ad appassire ho aggiunto il tonno e lasciato cuocere circa una decina di minuti.

Al momento di servire, ho messo sulla sommità di ogni sformato il condimento caldo e ho portato in tavola.

Sformatini di robiola e parmigiano

05 Nov

Pizza ripiena di verza

Non mi piace molto la verza: preferisco le verdure più amarognole, mentre la verza è troppo dolce. Però ne avevamo un bel po’ bollita e dopo un paio di volte in cui l’abbiamo mangiata dopo averla ripassata, ho pensato che magari sotto forma di pizza l’avrei gradita maggiormente.

Non mento dicendo che la pizza era fantastica perchè sempre di verza sapeva, naturalmente, ma se a voi piace allora sicuramente la pizza vi piacerà molto 🙂

Se invece anche voi non l’adorate, usate altri avanzi di verdure più amate e sicuramente la gusterete di più!

Altro consiglio, se potete mangiarne, è di aggiungere alla ricetta un bel dito di salsiccia secca a pezzettini. Ci starà benissimo.

Pizza ripiena di verza

Ingredienti:

  • 250 gr di farina 00
  • 100 gr di farina integrale
  • circa 200  ml di acqua tiepida
  • 1/3 di cubetto di lievito di birra
  • olio, sale q.b.
  • avanzi di verdura (nel mio esempio, verza, 1 patata, qualche carotina)
  • provolone

Iniziamo col fare l’impasto della pizza perchè saranno necessarie quell’ora e mezza – due ore per la lievitazione.

Setacciate le farine a fontana su una spianatoia e al centro versate parte dell’acqua tiepida in cui avrete fatto sciogliere il lievito di birra.

Iniziate a impastare e poi unite un cucchiaio d’olio e un pizzico di sale, aggiungendo l’acqua necessaria ad ottenere un impasto non appiccicoso ed elastico. Fatta una palla, coprite con un tovagliolo e mettete a lievitare in luogo non ventilato e caldo, magari coprendo ulteriormente con una coperta.

Nel frattempo mettete a bollire la patata e ripassate la verza in una padella doveva avete fatto soffriggere uno spicchio d’aglio.

Una volta che l’impasto è ben lievitato e che è raddoppiato di volume, possiamo farcire la pizza.
Ungete il fondo di una teglia coi bordi alti (non la classica per pizza quindi) con olio extravergine d’oliva, quindi stendete metà dell’impasto con le mani allungandone un po’ i bordi in modo che possano raccogliere il ripieno.

Quindi, fate un bello strato con la verza, aggiungete la patata tagliata a pezzetti, le carote a crudo (tagliate sottili però) e il formaggio a pezzi. Infine, ricoprite tutto con il restante impasto della pizza, stendendola prima un po’ con le mani sulla spianatoia e poi tirandola fino a non lasciare spazi liberi sulla teglia. Con le dita pizzicate poi i bordi inferiori e superiori insieme per sigillare il tutto.

Sulla superficie effettuate dei piccoli fori con la forchetta o uno stuzzicadenti, poi infornate per una quarantina di minuti in forno molto caldo.

04 Nov

Storie di donne straordinarie

copj13Storie di donne straordinarie
Paolo Villaggio
Prezzo    € 15,50
Editore    Mondadori, 2009











Non mi è mai piaciuta molto la comicità di Paolo Villaggio, nemmeno nei suoi anni migliori.

Sarà che penso di non aver mai visto un Fantozzi per intero, perchè negli anni ’80 ero piccolina e i miei erano molto rigidi sulla regola “a letto dopo cena”, per cui al massimo vedevo un primo tempo (eh già nel secolo scorso il primo tempo di un film finiva alle 21.30… oggi a quell’ora inizia il film!).
Sarà che pochi sono i comici che mi fanno davvero ridere, al massimo mi strappano qualche sorrisetto.
Sarà che oggi più che mai trovo che ci sia poco da ridere sulle sventure di un povero impiegato costretto a sopportare angherie in ufficio e a non godere nemmeno del suo tempo libero a causa della sfortuna che lo perseguita..

E allora, direte voi, perchè mai hai comprato questo libro? Bella domanda… avevo visto lui che lo presentava in qualche trasmissione e mi aveva fatto pensare a una svolta nella sua carriera, come un nuovo caso Faletti.
Poi l’argomento sembrava interessante, si proponeva una rilettura della storia e di alcuni suoi grandi personaggi, alla luce della teoria “c’è una grande donna dietro ogni grande uomo”.
Certo non mi aspettavo un saggio, ma un’esposizione senza dubbio comica e magari non del tutto attinente alla realtà, un libro per passare un paio d’ore leggere, invece ci avrò messo due settimane a terminare il libro e ho dovuto alternarlo ad altre letture perchè proprio non mi andava giù. Peggio di una peperonata.

Innanzitutto nessuna rilettura, ma si narra un’altra storia proprio. Gli uomini (del calibro di Mosè, San Francesco, Dante, Beethoven, Hitler…) sono presentati come del tutto inetti, incapaci, stupidi e devono solo alle donne che sono loro accanto la loro fortuna e l’aver conquistato un posto nella storia.
Raccontare questo sarebbe anche ammirabile, non fosse che il tutto è talmente ridicolo e palesemente falso che io come donna mi sono sentita offesa.
Offesa per il fatto che in millenni di storia non sia stato possibile trovare degli esempi veritieri di donne straordinarie che hanno sostenuto i loro uomini. Offesa perchè se proprio si voleva lasciare libera la fantasia, questo poteva esser fatto con maggior garbo e senza volgarità.
Offesa perchè la donna ne esce comunque sempre perdente, in quanto maltrattata, dimenticata, messa da parte.

Insomma, forse non l’avrò letto con lo spirito giusto o forse non ho proprio lo spirito per leggere certe cose, ma non mi è piaciuto… Si era capito? ;-P

P.S. Chiedo venia ma in questo periodo non sto recensendo libri, in quanto non so perchè ho un “blocco del lettore”. Non mi era mai successo prima e pensavo che stando a casa tanto tempo non avrei fatto altro che leggere, ma non riesco a concentrarmi e inizio libri senza andare mai oltre al paio di pagine. Spero mi passi, ma nel frattempo non penso vedrete molti libri in questo blog. Questa lettura, per esempio, risale addirittura ad agosto!

02 Nov

Crepes funghi e piselli con besciamella all’olio

Era un po’ che non facevo le crepes, nonostante siano uno dei miei piatti preferiti. Di solito non metto besciamella nè panna, perchè a casa mia non siamo abituati a questo tipo di condimento e non ne abbiamo mai usato, ma siccome quando le mangio in altri posti c’è sempre la besciamella e come sapore, se non si esagera, non mi dispiace, stavolta ho voluto provarle anche io così.

Siccome in questo periodo sto cercando di eliminare quanto più possibile il burro sostituendolo ovunque con l’olio extravergine d’oliva, mi son detta, perchè non nella besciamella?! Il risultato è stato sorprendente! Magari non mi sono inventata nulla, ma io conoscevo solo la versione col burro…

Cerco di ricostruire il procendimento di tutto 🙂

Ingredienti (per circa 7 crepes):

Besciamella con olio extravergine d’oliva

  • 3 cucchiai di olio di oliva
  • 2 cucchiai di farina abbondanti
  • 3 bicchieri circa di latte
  • noce moscata
  • sale

Crepes

  • 1 uovo
  • 1,5 bicchiere di farina
  • 2 bicchieri di latte
  • un pizzico di sale

Ripieno

  • 200 gr di funghi champignon
  • 250 gr di piselli
  • 6 cucchiai di parmigiano
  • provola
  • aglio, olio, sale

 

Crepes con funghi, piselli e besciamella all'olio d'oliva

 

Iniziamo a cuocere funghi e piselli. Dopo aver lavato e pulito i funghi, metterli a cuocere in una padella in cui abbiamo soffritto uno spicchio d’aglio, quindi aggiungete i piselli e regolate di sale. Mandate avanti la cottura a fiamma non troppo alta e se necessario aggiungete ogni tanto un po’ di acqua calda. In tutto la cottura richiede circa 30-40 minuti.

Passiamo quindi a realizzare le crepes, mettendo in una ciotola coi bordi alti la farina, un pizzico di sale e il latte e mescolando benissimo fino a che non ci sono più grumi. Quindi, aggiungete l’uovo sbattuto, mescolando ancora.
Questa pastella abbastanza liquida (se non lo è aggiungete latte, se lo è troppo aggiungete farina) va fatta riposare in frigo per una mezz’ora.

In questo tempo noi prepareremo la besciamella. In un pentolino mettete la farina e l’olio e mescolate bene sulla fiamma, quindi aggiungete un po’ alla volta il latte, mescolando continuamente fino a quando l’impasto diventa denso, della consistenza della crema calda. Ci vogliono circa 10 minuti – un quarto d’ora.

Ora passiamo a cuocere le crepes, in un padellino antiaderente o con lo strumento apposito. Io nonostante la padella antiaderente metto sempre un cucchiano d’olio sul fondo per staccare la crepe più facilmente. Quando l’olio è ben caldo con un mestolino metto della pastella al centro e ruoto la padella per spargere l’impasto su tutto il fondo, creando quindi una crepe sottile. Appena la parte inferiore è dorata, capovolgete la crepe e dorate anche l’altra parte. Procedete così fino a finire la pastella.

Infine, preparate la provola tagliandola a pezzettini e poi mescolateli ai piselli coi funghi. Unite il parmigiano e aggiungete anche la besciamella, lasciandone da parte un po’ per completare la teglia.
Riempite ogni crepe (io per facilità preferisco arrotolarle tipo cannelloni) con questo ripieno gustoso e posizionate nella teglia per il forno sul cui fondo avrete messo un paio di cucchiai di olio. Farcite tutte le crepes, ricoprite con la besciamella rimanente (in base ai vostri gusti) ed eventualmente spolverate con parmigiano grattuggiato. Mettete in forno caldo per circa mezz’ora e poi servite calde.