19 Apr

Savarin al limoncello e fragole

Premessa 1) non mi piace il rum

Premessa 2) non mi piacciono molto i dolci “bagnati”

Conclusione: non mi sono mai piaciuti i babà!

Non me ne sono mai fatta un problema visto che in Italia abbiamo così tanti dolci che la mancanza del babà nella mia vita non l’ho proprio sentita. Ma… ho visto il mitico Luca Montersino all’opera con un savarin (la versione “ciambella” del babà) e dovevo provarlo.

Pensavo fosse un dolce molto difficile e fuori dalla mia portata, ma vedere Montersino in azione fa sembrare tutto così facile che ho tentato ugualmente e mi sono dovuta ricredere: si può fare! Basta ascoltare i suoi consigli e avere un po’ di pazienza durante la lavorazione.

L’impasto in sè, infatti, non è difficile e fa tutto l’impastatrice, ma la lavorazione è un po’ lunghetta perchè deve incordarsi bene e dar modo al glutine di tirar fuori tutte le sue proprietà. Montersino spiega anche che l’ideale è usare la planetaria e il gancio a foglia, ma in mancanza si può utilizzare il classico frullino con i due ganci (non le fruste!). Io ho dovuto fare così 🙂

Anche alla fine della lavorazione l’impasto sarà molto morbido e appiccicoso e poco lavorabile con le mani, ma guardando i video si capisce bene come agire. Io vi descriverò il procedimento, ma vi consiglio vivamente di seguire direttamente il maestro!

Comunque, il savarin è riuscito alla perfezione!! Sono stata davvero soddisfatta del risultato.

Poichè temevo un insuccesso, però, non mi sono sbilanciata nel fare anche la chantilly e sono andata sul rapidissimo: panna e fragole!
E visto che il rum non mi piace e la bagna al tè alla pesca non mi sembrava adatta alle fragole, il limoncello mi è sembrato un coronamento perfetto al gusto delle fragole.

La difficoltà maggiore di questo dolce? Dopo averlo messo in ammollo non è per niente facile girarlo e tirarlo fuori senza romperlo, anche perchè peserà 10 kg!

Passato questo momento critico, non resta che farcirlo e mangiarlo 🙂

Vi segnalo che io per mancanza di tempo ho fatto il savarin il giorno prima (Montersino dice che può essere fatto anche 2-3 giorni prima, perchè più è secco meglio assorbe i liquidi) e poi l’ho bagnato e farcito al momento di portarlo in tavola. Pensavo che questo avrebbe potuto pregiudicarne la riuscita e invece ha dato un tocco in più!

Infatti il dolce era perfettamente bagnato, mentre se lo si fa in anticipo a volte si secca un po’ e va nuovamente irrorato. Ma soprattutto, visto che la bagna era stata preparata al momento ed era ancora calda al momento di immergervi il savarin, quando abbiamo mangiato il dolce era tiepido e, in contrasto con la panna e le fragole fresche, questo ha reso il savarin ancora più goloso…

Questi i video di Luca Montersino:

 

 

 

Ingredienti:

  • 200 g farina forte (io ho usato Manitoba)
  • 80 g di burro
  • 20 g di zucchero semolato
  • 10 g di lievito di birra
  • 200 g di uova intere (io ne ho usate 3)
  • 4 g di sale

Le dosi di Montersino sono il doppio ma servono per due savarin. Io vi descrivo direttamente il mio procedimento con le dosi dimezzate.

Innanzitutto impastate la farina, lo zucchero, metà delle uova (1 uovo nel mio caso) e il lievito di birra sbriciolato (non serve scioglierlo prima nel liquido) nella planetaria con la foglia o col frullino a velocità sostenuta.

Quando l’impasto è ben omogeneo, iniziare ad incorporare il burro ben ammorbidito (un minutino alla minima potenza del microonde dovrebbe bastare) poco alla volta alternandolo al resto delle uova.
Alla fine aggiungete anche il sale.

Tra una fase e l’altra lasciate lavorare a lungo l’impastatrice (anche 5 – 10 minuti alla volta), assicurandovi però che l’impasto non diventi caldo. In tal caso viene consigliato di lasciar raffreddare il tutto, ad esempio mettendolo in frigo, e poi riprendere.

Togliete l’impasto, che risulterà molto molto elastico e morbido, e imburrando bene le mani date una forma a ciambella, quindi trasferite nello stampo da savarin. Io ho usato quello in silicone ed è stato davvero comodo per sformarlo una volta cotto.

Lasciate lievitare per circa 1 ora e mezza e poi infornate a 180° C per circa 15/20 minuti.

Ingredienti per la bagna:

  • 1 litro di acqua
  • 375 gr di zucchero
  • 140 ml di limoncello
  • le bucce di un limone

Ho messo l’acqua sul fuoco insieme alle bucce di limone e aggiunto lo zucchero quando stava per bollire. Per ultimo ho aggiunto il limoncello.
Ho lasciato raffreddare e poi ci ho immerso il savarin. Prendete quindi un contenitore abbastanza grande per facilitare le operazioni di ammollo e poi capovolgimento del dolce, visto che si gonfierà anche un po’ dopo la bagna.
Io l’ho tenuto circa 5 minuti immerso da un lato e altri 2-3 dall’altro lato. Quindi, facendo molta attenzione, toglietelo dal liquido e mettete il savarin a scolare su una gratella con sotto un contenitore per raccogliere la bagna in eccesso. Questa potrà essere utile per bagnare nuovamente il dolce nel caso non lo mangiate subito.

Io però, vi consiglio di servirlo immediatamente bello tiepido!

Per completare:

  • un bel cestino di fragole
  • 200 ml di panna da montare zuccherata

Montate la panna (mentre preparate la bagna, così ve la trovate pronta) e lavate e affettate le fragole.
Riempite il buco del savarin con la panna e aggiungete sopra le fragole. Decorate anche il bordo del dolce con le fragole e la panna.

Buon appetito!!

Con questa ricetta partecipo a Gustoshop in fiore
I premi di questo concorso sono prodotti tipici italiani offerti da Gustoshop.biz

11 Apr

Zeppole di San Giuseppe

Ormai San Giuseppe è passato da quasi un mese, ma la ricetta la teniamo buona per il prossimo anno, no?

Non le avevo mai fatte prima le zeppole di San Giuseppe, ma quest’anno avevo proprio deciso di provarle. Peccato essermi ricordata della mia intenzione solo il 19 mattina! Ho spedito mio marito a comprare le amarene e … non ce n’era traccia! Finite in ogni alimentare, torrefazione o simile. A questo punto, ho ripiegato sulle banali ciliege candite. Non è per niente la stessa cosa, ma che potevo fare.

La prossima volta sarò più attenta!

Non avendo una tradizione familiare in merito, ho cercato un po’ in rete e alla fine ho seguito questa ricetta.

Ingredienti per circa 25 zeppole piccole:

  • 250 ml di acqua
  • 70 gr di burro
  • 150 gr di farina
  • un pizzico di sale
  • 3 uova
  • 40 gr di zucchero

Per la crema pasticcera (ricetta di famiglia):

  • 500 ml di latte
  • 4 tuorli
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 4 cucchiai di farina
  • la buccia di mezzo limone

Iniziamo mettendo a bollire l’acqua con il sale e il burro a pezzetti. Non appena raggiunge il bollore, togliere dal fuoco e versare la farina tutta insieme, come per fare i bignè, mescolando energicamente. Rimettiamo quindi sul fuoco continuando a mescolare fino a che l’impasto non lascia una patina bianca sulle pareti della pentola.

A questo punto, spegnendo il fuoco, aggiungiamo lo zucchero e poi, dopo aver fatto intiepidire un po’, un uovo alla volta, facendo attenzione a non aggiungere l’altro uovo finchè il precedente non si è amalgamato perfettamente all’impasto.

Ora ci serve una tasca da pasticcere con la bocca a stella e un foglio di carta da forno.

Prepariamo dei quadrati di carta forno poco più grandi delle zeppole che vogliamo fare. Versiamo il composto nella tasca e formiamo dei dischi di pasta, sovrapponendo però sul bordo più esterno un ulteriore disco, formando un piccolo contenitore. Per la spiegazione fotografata vi rimando alla ricetta originale che è davvero ben fatta 🙂

Friggendo, l’impasto si gonfierà abbastanza e le zeppole saranno pronte ad accogliere abbondante crema!

Pronte le zeppole, mettete sul fuoco il tegame con l’olio portandolo a una temperatura ottimale per la frittura. Non deve essere troppo bollente perchè le zeppole non avrebbero il tempo di gonfiarsi e brucerebbero subito.

Immergete quindi le zeppole (2-3 alla volta) con tutta la carta forno nell’olio. Dopo un attimo la carta si staccherà e potrete toglierla con delle pinze. Le zeppole invece andranno tolte una volta gonfie e dorate. Poi andranno messe a scolare sulla carta assorbente.

Intanto che le zeppole si raffreddano, prepariamo la crema pasticcera.
Sbattiamo bene i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare una crema spumosa e bianca

Aggiungiamo la farina setacciandola e infine il latte, sempre continuando a sbattere.

A questo punto versiamo tutto in un pentolino, passandolo però nel colino in modo da non farci sfuggire nemmeno un piccolissimo grumo. Aggiungiamo i pezzi grossolani della buccia di limone (facendo attenzione a non lasciare pezzi bianchi) per aromatizzare e lasciamo cuocere mescolando in continuazione per non far attaccare la crema sul fondo.
Appena raggiunge la giusta consistenza, togliamo le bucce, spegniamo e versiamo nella tasca da pasticcere – sempre con la bocca a stella – e farciamo le zeppole.

Infine, decoriamo ogni dolcetto con una mezza amarena sciroppata (se voi le avete 🙁 ) e poi con zucchero a velo.

Slurp!

Vi lascio con una foto della prima passeggiata di Gabriele sulla spiaggia di questa stagione 🙂