31 Ott

Buon Halloween!

Buona notte delle zucche stregate a tutti!
E’ il primo anno che ho qualcosa in tema da farvi vedere… non avevo mai preparato niente di “mostruoso” prima d’ora (vabbè a parte qualche orrore non voluto in cucina)!

Invece ho dato una mano con idea e stesura di pasta di zucchero per questa semplicissima torta di zucca e amaretti che serviva a mia sorella per una festa, per cui ne approfitto per un post ad hoc e per augurarvi una notte divertente tra dolcetti e scherzetti.

La torta è stata fatta addirittura a tre mani! Mamma si è occupata dell’impasto e della cottura, io della pasta di zucchero e mia sorella ha disegnato la faccia e la ragnatela.

Ingredienti:

  • 250gr farina
  • 2 uova
  • 250 gr zucchero
  • 100 gr di burro morbido
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 biccherino di amaretto
  • 20 amaretti sbriciolati piccoli (o mandorle tostate e macinate)
  • 200 gr di zucca lessata e frullata
  • 1 bustina di vanillina

Per la decorazione:

  • 1 caramella tonda
  • pasta di zucchero arancione
  • pennarello nero alimentare (ma anche cioccolato fuso se siete bravi a scrivere con la sacca da pasticciere)
  • girelle di liquerizia
  • marmellata o altra crema adatta a ricoprire il dolce

Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, la farina setacciata col lievito e la vanillina, poi l’amaretto e quindi gli albumi montati a neve, piano, cercando di non smontarli.
Infine aggiungete all’impasto gli amaretti sbriciolati e la zucca lessata e tritata.  Questa operazione va fatta sempre con cautela per non smontare troppo l’impasto.

Versare tutto in una tortiera tonda imburrata e infarinata e cuocere a 180° (forno già caldo) per circa 30-40 minuti. Come sempre vale la prova stecchino.

Per la decorazione, stendete la pasta di zucchero arancione (la ricetta la trovate qui) della dimensione giusta per ricoprire l’intera torta.
Stendete un velo di marmellata su tutta la superficie del dolce freddo e sui bordi, per far aderire la pasta di zucchero, quindi stendete quest’ultima sul dolce ricoprendola interamente.

Sulla superficie potete disegnare quindi il volto di Jack O’Lantern con un pennarello alimentare nero, oppure con del cioccolato fuso e una sacca da pasticciere con bocca piccolissima.
Stessa cosa per la ragnatela. Il corpo del ragno invece è stato realizzato con una caramella tonda e le zampette di nuovo col pennarello.

Infine, abbiamo fatto un giro su tutto il bordo con le girelle di liquerizia tagliate a metà.
Queste e la caramella le abbiamo incollate usando sempre la stessa marmellata usata per spennellare il dolce.

Che ne dite? Per essere un dolce facile e velocissimo da fare non è simpatico? O, meglio ancora, “pauroso”??

Buon Halloween a tutti!

28 Ott

Crocchetta di pollo su stecco

Oggi ricettina per il Menu Bimbi! Buonissima ma anche divertente da mangiare 🙂

Quando ho dato a Gabriele il suo piatto con questi stecchi e senza posate mi ha guardato un po’ strano e…  poi lo ha afferrato e messo in bocca “per lungo”, cioè dalla parte del legno… a quel punto gli ho fatto vedere come prenderlo ed era tutto contento della novità!

Come sempre, mi raccomando, non pensate di cucinarle solo per i nanetti della casa… andranno a ruba!

Per gli stecchi, se i bimbi sono piccoli, cercatene una versione senza punte. In alternativa, naturalmente, potete anche fare delle semplici crocchette.

Ingredienti per 5 stecchi:

  • 100 gr di petto di pollo lesso
  • 1 piccola patata lessa
  • 5 cucchiaiate di ricotta
  • 5 cucchiai di parmigiano
  • sale e olio extravegine d’oliva q.b.
  • pangrattato e un uovo per la panatura

Tritate insieme tutti gli ingredienti: il pollo lesso, la patata bollita, la ricotta e il parmigiano, insieme a un pizzico di sale.

Formate con le mani delle polpette allungate e in mezzo posizionate lo stecco. Rotolate poi il tutto in un piatto in cui avrete sbattuto un uovo e poi in un piatto in cui c’è il pangrattato, ricoprendo interamente il pollo con la panatura. Se necessario, sistemate con le mani la forma (ora che è panato è più facile modellarlo), quindi adagiate ogni stecco su una teglia per il forno, coperta da carta forno e leggermente unta.
Cuocete in forno a 180° per circa 20 minuti, finchè non si dorano.
Se stanno colorendo troppo sopra, mentre sotto ancora no, rigirateli a metà cottura. Io non l’ho fatto ma il colore era uniforme.
Servire tiepidi, magari vicino a una salsa di zucca (più che altro un passato: zucca bollita, parmigiano e olio) in cui intingerli. Meglio del ketchup!
Quello della foto è semplice sugo al pomodoro, perchè l’idea di mettergli vicino il passato che era il suo contorno per cena, m’è venuta dopo 😛

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Un paio di giorni fa sono arrivati i regali che avevo ordinato per il contest “Licenza di copia!”, ma che belli dal vivo!! (dite che sono di parte? 😛 ) Soprattutto il quaderno per le ricette mi piace un sacco 🙂

Infine volevo dirvi che, salvo inconvenienti dell’ultimo minuto, parteciperò alla giornata organizzata per i foodblogger da Frantoi aperti il 5 novembre in Umbria.
Qualcuno di voi partecipa? Ci incontriamo là?

26 Ott

Torta mimosa

… della discordia!

Eh si, perchè questa innocente tortina ha generato una discussione sul gruppo Facebook che sinceramente non mi aspettavo.

Di solito ad infiammare gli animi sono piatti tipo la carbonara (uovo crudo o cotto, tuorli o uova intere, cipolla o no???) o la pastiera (quante volte avete sentito la frase: “questa è la VERA” pastiera napoletana, non quelle che hai sempre mangiato”??), insomma le ricette più tipiche delle nostre regioni.
Ogni famiglia, in questi casi, si erge a paladina della vera e unica ricetta tradizionale, ma alla fine ogni versione, proprio perchè tramandata da nonna a mamma e da mamma a figlia (ma vale sicuramente anche al maschile), non può che entrare di diritto nella tradizione del territorio.

Quindi, alla fine, ciò che conta è il risultato. E se ques’ultimo convince noi e i nostri familiari e amici, facciamo pure diventare ogni nostra invenzione un “classico”, almeno nella nostra cerchia di conoscenti!

Il problema è che ormai trovare tutto e il contrario di tutto è fin troppo facile, tv, giornali, internet… siamo circondati da ricette di ogni tipo. E quindi è facile supportare una tesi, ma anche il suo opposto. Come fare a stabilire, perciò, qual è la ricetta originale (tranne in alcuni casi di documenti storici precisi)? Ma soprattutto, è così importante saperlo?

Secondo me no, a parte una certa curiosità storica riguardo ad alcuni capisaldi della cucina italiana.

Per cui, non so se è LA ricetta della mimosa, ma questa è la MIA ricetta (e di mia mamma e di mia nonna). Loro ne hanno fatte decine per volta, in occasione di comunioni e cresime di cugini e cuginette… io l’ho fatta solo un paio di volte. La adoro, ma non amo fare le creme ed esse sono una componente essenziale in questo dolce.

Per la verità in questa versione manca una crema allo zabaione. Sul ricettario di mamma c’è un’indicazione che non mi convince. Ho provato a farla così come c’è scritto ma non m’è venuta bene. Lei aveva scritto la ricetta in modo molto schematico (proprio perchè farla era l’ordine del giorno), ma ora dopo tanti anni non ricorda più bene come andava fatta.

D’altronde visto che ‘ste creme sono il mio punto debole, magari l’indicazione è completa e sono io che l’ho fatta male 🙁

Fatto sta che ci riproverò ed eventualmente vi faccio sapere anche quella ricetta.

Ingredienti per il pandispagna (la mia mimosa era piccolina, circa 7 porzioni):

  • 6 uova
  • 180 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 150 gr di farina (anche metà farina e metà fecola di patate)

Montare a lungo (circa 15-20 minuti con le fruste elettriche, di più se usate quelle a mano) le uova intere con lo zucchero e il pizzico di sale. Devono diventare molto spumose e “scrivere”, per cui se si lascia cadere un po’ di composto sopra al resto, questo non affonda subito ma crea un disegno sulla superficie.

A questo punto si può aggiungere la farina, setacciandola un po’ alla volta e mescolando delicatamente, meglio a mano, dal basso verso l’alto, incorporandola alle uova e facendo molta attenzione a non smontarle e a far uscire l’aria incorporata. Non avendo lievito, infatti, sarà quest’aria a far gonfiare il nostro pandispagna nel forno.

Mettere quindi in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 170-180° per circa 30 minuti.
Per evitare di dover tagliare a metà i dischi di pandispagna, io ho cotto questa dose in una teglia larga, così da farlo venire basso.
In questo modo, ho dovuto solo ritagliare i 3 dischi, senza grande fatica e paura di rompere tutto 🙂

Per tagliare i dischi precisi, ho utilizzato un coperchio che ho appoggiato direttamente sopra, e poi ho tagliato tutto intorno con un coltello.

Con tutti i ritagli, ho realizzato i dadini che servono per decorare la mimosa.
Per questi ultimi, occorre fare attenzione a non utilizzare le parti colorite del pandispagna, ma solo la parte interna gialla.

Fatto il pandispagna, occorre fare la crema pasticciera. Potete usare la vostra ricetta, ma io per comodità riporto le dosi di quella fatta in quest’occasione. A questa crema va mescolata la panna e poi le gocce di cioccolato.

Ingredienti per la crema:

  • 175 gr di zucchero
  • 500 ml di latte
  • 40 gr di farina
  • 4 tuorli
  • buccia di limone (senza parte bianca)
  • circa 200 ml di panna da montare zuccherata

Per la bagna:

  • Maraschino allungato con un pochino di acqua

Mescolare con le fruste i tuorli con lo zucchero, ottenendo una bella cremina chiara. Aggiungere la farina e poi unire il latte. Una volta ben amalgamato il tutto, versare in un pentolino con la buccia di limone a pezzi grossi (così è più facile da eliminare) e far cuocere mescolando in continuazione, finchè non si è addensata.

Farla raffreddare (se coprite con della pellicola non si forma la “crosticina” sulla crema), quindi aggiungere la panna montata, un po’ alla volta. Non deve prevalere sulla crema, ma solo alleggerirla, per cui conviene aggiungerne un pochino alla volta, a cucchiaiate, verificando la giusta quantità, in base al vostro gusto, dal colore e dal sapore (tocca assaggiare, mi dispiace! ;P ). Comunque le dosi sono più o meno quelle che vi ho dato.

Pronta la crema, non resta che comporre il dolce: posizionare il primo disco di pandispagna su un piatto da portata e bagnarlo con un pennello con un po’ di maraschino diluito con acqua. Io non amo i liquori nei dolci e nemmeno la sensazione di “pane bagnato”, per cui bagno mooolto poco, tanto ci pensa la crema a inumidire! 😀

Sopra questo disco, spalmare una generosa dose di crema, quindi aggiungere qualche manciata di gocce di cioccolato fondente. E’ meglio non mescolare le gocce direttamente alla crema, perchè poi ci servirà parte della crema per ricoprire il dolce e se non la dosate bene la faccenda è un pochino più complicata (ma fattibile, eh).

Ripetete queste operazioni anche sul secondo disco di pandispagna, che andrà posizionato sopra al primo (bagna, crema, gocce).

Posizionate, infine, l’ultimo disco e ricopritelo con un ultimo strato di crema, ricoprendo completamente anche i bordi del dolce. Questo permetterà ai dadini di pandispagna di aderire bene alla torta e di uniformare la superficie. La forma finale del dolce deve essere quella di una cupola, per cui abbondate un po’ più con la crema al centro, piuttosto che sui bordi.

Ora, va ricoperto, appunto, tutto il dolce con i tipici dadini che ricordano il fiore della mimosa, da cui deriva il nome di questa torta. Premete leggermente con le mani, per farli incollare dappertutto.

E la nostra Mimosa è pronta! Anche se, per tornare alla tradizioni familiari, a casa mia di solito si completa il tutto con un dischetto colorato di alchermes sulla cima della cupola. E’ semplicemente del liquore versato a cui si dà una forma circolare.

La mimosa va tenuta in frigo per qualche ora. Meglio farla il giorno prima per il giorno dopo. Acquisterà sapore e consistenza.

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E ora, non per infiammare gli animi, ma solo per conferma alla varietà di versioni, un bel sondaggio!
Anche se sarebbe ancora più interessante abbinare la versione più famosa a una zona geografica. A Roma e dintorni (ma credo in generale nel Lazio), per esempio, pare prevalga la versione con gocce di cioccolato. Magari potete lasciare scritto quello che avete votato e il vostro luogo di provenienza nei commenti al post 🙂

Quindi, secondo voi…

Con cosa si fa la mimosa?

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24 Ott

Pettola e fagioli

Il piatto di oggi è tipico delle mie zone. Di quelli che in inverno non se ne avrebbe mai abbastanza, un piatto povero ma ricco di sapori.

La pettola è una pasta di sola acqua e farina, tagliata come viene, che tipicamente viene preparata coi fagioli.
Però… io ne ho fatta un po’ di più e congelata. Peccato che la mattina seguente, dopo aver preso dal congelatore una fettina di carne, lo sportello sia rimasto socchiuso… Per fortuna ce ne siamo accorti abbastanza presto e le uniche cose che avevano iniziato a scongelarsi erano la pasta, appunto, e due sogliole.

Visto che la pettola l’avevamo mangiata la sera prima coi fagioli e che per pranzo era prevista zucca, l’ho condita con la zucca e ci stava benissimo lo stesso 🙂
Quindi, fatela perchè è velocissima e se proprio non vi piacciono i fagioli, conditela come preferite perchè sta bene con tutto!

In questa ricetta ho utilizzato l’olio extravergine d’oliva Dante.

Ingredienti per la pettola (per 4 persone):

  • 250 gr di farina
  • acqua q.b. (io ne ho usata circa 1 bicchiere di plastica)

Piccola nota sulle quantità di pasta: ho indicato 250 gr come dose per 4 persone perchè, essendo essenzialmente una minestra, e vista la presenza di una buona quantità di fagioli, non si può calcolare una porzione di pasta “normale” a testa: ce ne andrà sicuramente di meno. Lo specifico perchè ho cercato un po’ sul web prima di pubblicare la mia ricetta e tutti danno 500 gr di farina per 4-5 persone. A casa non mangiamo poco, ma 500 gr mi sembrano eccessivi vista la ricetta completa. Anzi, a volerla dire tutta, noi con 250 gr di farina ci abbiamo mangiato in 5 🙂

Mettere la farina a fontana e versare un po’ di acqua alla volta impastando con le mani fino ad ottenere un composto ben amalgamato e non appiccicoso.

Far riposare l’impasto per una trentina di minuti e poi stenderlo col mattarello su un piano infarinato. La sfoglia non deve essere troppo sottile, almeno 2-3  millimetri di spessore ci vogliono. A questo punto, tagliate la pasta. La forma potete darla come volete, ma di solito è più o meno una via di mezzo tra rettangolo e rombo (credo si veda dalla foto).

Potete consumarla subito, cuocendola come sempre in acqua bollente salata per 3 minuti circa (scolatela appena viene a galla) e ripassandola poi col condimento, oppure congelarla (accertatevi di aver chiuso il freezer ;-P ).

Ingredienti per la pettola e fagioli:

  • fagioli lessi (io preferisco i cannellini per la pasta e fagioli, ma qualunque tipo va bene), 100-130 grammi a testa
  • circa 400 gr di passata di pomodoro
  • olio extravergine d’oliva, sale e cipolla q.b.

Rosolare la cipolla affettata in olio, aggiungere il pomodoro, salare e far cuocere per circa 30 minuti, aggiungere i fagioli e lasciarli insaporire per una decina di minuti.
Quando la pasta è lessata, scolarla e ripassarla insieme al sugo, quindi servire ben calda.
Io ho fatto così, ma pensandoci, se lasciate il sugo abbastanza liquido, potete cuocere la pasta direttamente nella pentola coi fagioli, soprattutto visto che ha una cottura così breve.

Spesso nel sugo coi fagioli si aggiungono le cotiche di maiale per insaporire, io mi limito, a volte, a mettere un pochino di pancetta. Comunque è ottima anche in versione semplice. 🙂

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E ora, se volete conoscermi un po’ meglio, vi consiglio di andare a leggere questa intervista alla sottoscritta di Ricette 2.0 🙂

22 Ott

Sogliola gratinata

Il pesce gratinato al forno mi piace davvero moltissimo! Diventa così saporito e goloso, con quelle briciole croccanti di pane!

E di solito piace molto anche ai bimbi piccoli, come Gabriele che lo mangia ormai da mesi.

L’unica accortezza che ho quando lo cucino per lui è di sostituire il vino bianco con un po’ di limone, ma resta molto saporito lo stesso per cui anche i grandi lo gradirebbero ugualmente 🙂

Ingredienti:

  • 1 sogliola (ma anche altro pesce simile) a persona
  • pane raffermo
  • uno spicchio d’aglio
  • q.b. di sale, olio extravergine d’oliva
  • vino bianco o limone

Lavare la sogliola sotto l’acqua corrente (io le prendo già pulite, senza testa e pelle ;-P ) e adagiarla su una teglia per il forno unta di olio insieme a uno spicchio d’aglio.

Prendere un paio di fette di pane di qualche giorno prima e sbriciolare la mollica con le mani.
Salare il pesce in superficie e poi ricoprirlo con le molliche di pane (se piace potete tritare insieme al pane un po’ di prezzemolo. A me non piace).
Condire con ancora un pochino di olio, un po’ di vino bianco (o limone) e poi infornare a 200° per una ventina di minuti (ma il tempo di cottura dipende molto dalla dimensione del pesce, per cui controllate).

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Avete già scelto con quale ricetta partecipare al mio contest “Licenza di copia”??

Scade il 18 dicembre e ci sono dei simpatici premi in palio 🙂 !

21 Ott

Mignon al tonno

Sfiziosi questi cestini in pasta briseé da riempire con quello che preferite! Veloci da fare e molto versatili.

Io li ho riempiti di patè di tonno ASdoMAR, ma le varianti sono infinite!

Per dare la forma avevo pensato ai pirottini piccolini, ma non li ho trovati e ho utilizzato gli stampi in silicone per i cioccolatini. Perfetti!

Serving Combo Set per antipasti di EasyLife

Ingredienti per 18 mignon:

  • 100 gr di farina
  • 50 gr di burro freddo
  • 35 ml di acqua

Impastare coi polpastrelli la farina col burro a pezzetti sbriciolandolo. Aggiungere quindi l’accqua fredda e amalgamare bene.
A questo punto andrebbe fatta riposare in frigo, ma io ho prima creato tutti i cestini, mettendo una pallina di impasto in ogni formina e modellandola, e poi l’ho messa in frigorifero per circa 1 ora (ma basta anche un 30-40 minuti).

Passato questo tempo, ho messo gli stampi in forno a 200° per circa 20-25 minuti. Una volta cotti li ho fatti raffreddare e farciti poco prima di portare a tavola.

Serving Combo Set per antipasti di EasyLife

19 Ott

Torte decorate

AVVERTENZA: segue post chilometrico! accertatevi di avere tempo per leggerlo 🙂

Ho ceduto al richiamo della sfida… vedo in giro degli autentici capolavori e dovevo assolutamente fare almeno un tentativo, cercando di mettere da parte tutta la mia imbranataggine e scarsa vena artistica per tirar fuori qualcosa di non troppo orribile!

Non è che abbia ottenuto chissà quale risultato… ma non è stato nemmeno un disastro totale, almeno spero…

Tentativo di torta (piccola) a due piani con rose

Erano mesi che avevo reperito gli ingredienti “strani” per realizzare la pasta di zucchero (glicerolo e glucosio), ma mi mancava quella spinta finale che mi convincesse a mettere le mani in pasta.

Se parlo di glucosio e glicerolo le colleghe foodblogger sanno ormai benissimo di cosa parlo e dove reperirli (la moda della decorazione delle torte imperversa da tempo sul web), ma per chi si sta chiedendo “e dove vado a pescarli?” voglio specificare che il glucosio (da alcuni sostituito col miele) si trova nelle torrefazioni più fornite, in alcune catene di supermercati, nei negozi dove vendono ciò che serve per la decorazione di dolci. Io l’ho trovato da Castroni.
E’ un liquido viscosissimo, simile appunto al miele, e molto dolce.

Il glicerolo (in molte ricette indicato come glicerina) si compra facilmente in farmacia e serve a dare maggiore elasticità alla pasta. E’ un lassativo, in realtà, ma si usa in piccole dosi che non creano effetti collaterali! Non è che serva specificare “per uso alimentare”, ma fate attenzione a ciò che vi danno!
Quando l’ho preso, la farmacista senza chiedermi nulla mi ha dato e messo in pagamento l’olio di vaselina… per fortuna che mi è caduto l’occhio sulla scatola e ho notato la sostituzione! “vabbè ma è  uguale”, diceva lei… bah, mica lo so se a te piacerebbe mangiare una torta all’olio di vaselina!

Per quanto riguarda la ricetta usata, come prima volta ho provato quella più classica, e, dopo una lunga ricerca sul web, mi è parso che quella di Lindy Smith fosse tra le più gettonate. La prossima volta proverò la versione più “nostrana” con miele e senza glicerolo, consigliatami da una collega bravissima.
La difficoltà di questa ricetta??? Dosare gli ingredienti!
E’ tutto espresso in ml, infatti, e se non si ha un dosatore molto preciso è facile sbagliarsi. Io ho usato l’unico a disposizione: il biberon di Gabriele! Però un contenitore lungo e stretto non è l’ideale per tirar fuori una roba appiccicosa come il glucosio, per cui credo di non aver seguito al meglio le dosi indicate.

Per ovviare al problema nel futuro, però, da ragazza diligente quale sono, ho ben pensato di segnarmi le corrispondenze in grammi. Ve le metto tra parentesi perchè, vista la difficoltà a misurare i ml, non credo corrispondano perfettamente alla ricetta originale.
Comunque, con queste dosi in gr mi sono trovata bene, per cui vale la pena segnarsele e poi provvedere, eventualmente, a minime modifiche.

Quindi vi lascio la ricetta di Lindy Smith e ne riparliamo alle prossime prove…

Ingredienti pasta di zucchero (con questa dose ci ricoprite almeno 2 torte di dimensioni classiche e ne avanzerà anche per le decorazioni extra):

  • 1 kg di zucchero a velo (non fatto in casa)
  • 60 ml di acqua fredda
  • 20 ml (4 cucchiaini) di gelatina in polvere (o la stessa quantità di gelatina in fogli)
  • 125 ml di glucosio liquido (ho pesato 75 gr)
  • 15 ml di glicerina (ho pesato 10 gr)

Mettete la gelatina il polvere in una ciotola insieme all’acqua per almeno 5-10 min. Quando avrà assorbito tutto il liquido mettete in un pentolino sul fuoco (basso) e fate sciogliere, senza far bollire a lungo altrimenti caramella.
Appena si scioglie, unire il glucosio e il glicerolo e continuare a mescolare per alcuni secondi.

A questo punto unite il liquido allo zucchero a velo. Potete impastare con le mani, ma io ho messo lo zucchero nel robot e aggiunto il liquido. Ho lasciato girare un paio di minuti ed è diventato tutto a pallette, quindi ho tirato fuori e continuato a impastare a mano, fino a che non ho ottenuto una consistenza liscia, omogenea ed elastica. Se proprio dovesse sbriciolarsi anche dopo la lavorazione, è possibile aggiungere un cucchiaio di acqua fredda.

La pasta è ora pronta. Può essere colorata con i coloranti in pasta o gel (ho letto, e mi sembra logico, che quelli liquidi rendano la pasta poco lavorabile, a meno che non sottraiate dalla ricetta un uguale quantità di acqua, ma credo sia difficile regolarsi).
Il colore va aggiunto qualche goccia alla volta, occorre lavorare bene l’impasto con le mani fino ad ottenere un colore uniforme, quindi se non avete ottenuto il colore desiderato, aggiungete ancora un paio di gocce e lavorate ancora. Continuate così fino al raggiungimento del risultato che più vi soddisfa.

La pasta di zucchero va conservata al riparo dall’aria, quindi avvolgendola bene nella pellicola trasparente e in una busta per alimenti chiusa. Dovrebbe durare diverse settimane.

Se si indurisce troppo col tempo, ho provato a metterla pochi secondi al microonde ed è diventata di nuovo lavorabilissima. Qualcuno suggerisce di aggiungere di nuovo un cucchiaio di glicerolo (o miele).

Per ricoprire una torta, basterà spolverizzare con dello zucchero a velo un piano di lavoro e quindi stenderla col mattarello il più sottile possibile, per evitare di avere una copertura troppo doppia e stucchevole.
Prima di far aderire la copertura sul dolce, questo va ricoperto con una crema (spesso si usa la crema al burro), della panna o, come ho fatto io, della marmellata.

Se avete una certa manualità, quella che a me decisamente manca, potete fare fiori, pupazzi, animaletti e quello che più vi piace, come fareste con della plastilina.
All’aria ogni creazione seccherà e sarà ancora più facile usarla per decorare un dolce. Per incollare tra loro pezzi diversi, basta spennellare le parti con poca acqua.

Tentativo di mini-cake con calle

La ricetta che ho seguito per la torta, invece, è quella della Victoria Sponge Cake, un classico della tradizione inglese (deve il nome alla regina Vittoria), che è praticamente la ricetta dei cupcakes di Nigella, ho scoperto, che ho usato anche qui.

Ingredienti per la torta da ricoprire:

  • 350 gr di farina
  • 350 gr di burro morbido
  • 350 gr di zucchero
  • 5 uova
  • qualche cucchiaio di latte
  • 2 cucchiaini di lievito

Per la farcitura:

  • marmellata

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, ottenendo una crema, e infine versare la farina e il lievito e mescolare bene.

Se l’impasto è troppo asciutto, aggiungere qualche cucchiaio di latte alla volta, mescolando bene finchè non si ottiene una consistenza cremosa ma densa, non liquida.

Per evitare di tagliare a metà la torta ottenuta, l’ho cotta direttamente in diversi stampi (2 medi e uno grande da cui poi ho tagliato dei rettangoli di torta) facendo attenzione a non versare troppo impasto per ottenere uno spessore adatto alla creazione di più strati.

Ho infornato a 180° per circa 20 minuti (visto che era molto sottile).

La torta a due piani era composta, quindi, da 2 torte di grandezza media e due fette più piccole per la parte superiore.
La torta piccola, invece, da tre strati formati da rettangoli ricavati dalla torta grande.

Ogni strato, in entrambi i casi, è tenuto insieme dalla stessa marmellata con cui ho ricoperto il tutto.

NB. Con questa copertura i dolci durano a lungo e restano morbidissimi, anzi col passare dei giorni acquistano molto (magari non settimane, ma diversi giorni si).
Io l’ultima fetta l’ho mangiata 5 giorni dopo aver fatto il dolce ed era perfetta, come appena fatta, anzi più buona, appunto.

18 Ott

Pizza ai funghi e taleggio

Qual è la cena più tipica di un sabato sera?? Ma pizza e birra, che domande!

E noi la tradizione la rispettiamo quasi sempre 🙂 Mica ci vogliamo far parlare dietro…

Sabato scorso abbiamo però aggiunto una nuova pizza al nostro menu: funghi e taleggio. Infatti prima di pranzo guardavo molto distrattamente (con Gabriele in giro non esiste trasmissione che non si guardi con una generosa dose di distrazione) la Prova del Cuoco e ho visto Antonella e Anna Moroni preparare una torta salata di pasta sfoglia e ripiena di porcini, taleggio e non so bene cosa.

Visto che la pizza serale era già nei piani, perchè non provare anche una nuova versione quindi?
Questa che vi lascio, perciò, non è la ricetta fatta in trasmissione, per il semplice fatto che non avendo seguito bene il procedimento e gli ingredienti, non so bene come l’abbiano fatta loro, ma è una mia reinterpretazione dell’idea che mi sono fatta.

E la birra? La fantastica birra artigianale Birra del Borgo! Non sono bellissime già le bottiglie?? Mi piacciono davvero moltissimo 🙂

Sono state bevute una Duchessa e una Re Ale Extra. A detta del marito, senza dubbio più esperto di me in materia, soprattutto la seconda era perfetta in abbinamento a questa pizza, visto il suo sapore intenso.

Non vi scrivo la ricetta dell’impasto perchè ognuno la può fare come è abituato. Se vi serve la spiegazione vi rimando qui per un esempio di pizza con pasta madre o qui per una pizza con lievito di birra.

Nella pizza è stata usata Gran Cucina alla Soia di Codap.

Ingredienti per il ripieno:

  • circa 400 gr di funghi (nella mia pizza: funghi champignon)
  • un bel pezzo di taleggio
  • circa 100 ml di panna
  • q.b. olio extravergine d’oliva, aglio, sale
  • un paio di dita di salsiccia secca (naturalmente la mia è quella di Monte San Biagio)

Pulite e affettate grossolanamente i funghi, quindi metteteli a cuocere in una padella dove avete fatto soffriggere uno spicchio d’aglio nell’olio. Salate e portate a cottura (bastano 10-15 minuti) facendo attenzione che non asciughino troppo: se dovesse succedere allungate con un pochino di acqua.

A fine cottura, aggiungete la panna e fate amalgamare bene con i funghi, quindi spegnete.

Nel frattempo, fate a fettine il taleggio e a dadini la salsiccia.

Stendete l’impasto della pizza in una teglia coi bordi un po’ alti, visto che dovrà contenere un bel ripieno. Fate un primo strato di funghi, poi mettete la salsiccia e quindi il taleggio. Se volete e l’altezza della teglia lo permette, potete fare un doppio strato di riepieno.

Ricoprite con altro impasto della pizza ben steso e richiudete per bene i bordi, per non far fuoriuscire nulla in cottura.

Bucherellate con una forchetta e infornate in forno ben caldo per circa 30 minuti, controllando che sia ben cotta sia sopra che sotto.

Tolta dal forno e intiepidita, toglietela dalla teglia e capovolgetela, oppure sistematela su una gratella per far asciugare la parte inferiore, altrimenti con un ripieno così umido e il calore, resterà troppo bagnata.

Manca solo un bel film e il sabato sera è perfetto!

17 Ott

Patate al forno saporite

A casa mia non si riciclano solo gli alimenti, ma pure i contenitori imburrati!

Vi spiego… ho fatto dei dolci divisi su più teglie (poi vi racconterò perchè e cosa ne è uscito) e mentre dividevo l’impasto mi sono resa conto che uno dei contenitori preparati e imburrati non andava bene e che me ne sarebbe servito un più grande.
Che facevo, buttato via il lavoro di “imburramento” (che odio fare per altro) e il relativo burro, lavando la teglia senza averla usata?? Ma che davero davero??

Quindi, ho pensato: mò ci metto due patate… insomma alla fine in 5 minuti è venuta fuori pure la cena 🙂

E un’idea per un piatto in più da mettere nel Menu bimbi, perchè Gabriele le ha mangiate mooolto volentieri.

Ingredienti per 3 persone circa:

  • 3 patate grandi
  • un bicchiere di latte
  • un paio di fette di prosciutto cotto
  • parmigiano grattuggiato
  • burro e sale q.b.

Affettare le patate a rondelle, dopo averle lavate e sbucciate.

Sistemarle, sovrapponendole il meno possibile, in una teglia imburrata. Aggiungere il prosciutto cotto a pezzetti, il latte, il sale e poi spolverarare tutto di parmigiano per far creare una deliziosa crosticina. Aggiungere qualche fiocchetto di burro qua e là e infornare per circa 45 minuti in forno a 200° circa.

A metà cottura, vi suggerisco di coprire con un foglio di alluminio, per far cuocere bene le patate senza far indurire troppo la superficie (o viceversa, lasciate coperto fino a metà cottura e poi scoprite per far fare la crosticina…).

Se seccano troppo ma non sono ancora cotte, aggiungete un po’ di latte.

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Con questa ricetta partecipo al contest:

E, per chi vuole partecipare, naturalmente questa ricetta è valida per il mio contest Licenza di copia!

14 Ott

Finocchi gratinati

Venerdì è giorno di magro, no?? E quindi oggi finocchi lessi, ecco.
Dopo tutte le golosità che vi ho postato in settimana cosa vi aspettavate?!?

E’ un piatto che mia madre ha cercato inutilmente di farmi mangiare per tutta la mia infanzia e oltre, ma mi rifiutavo e basta.
E invece ora letteralmente lo adoro! Lo ha cucinato qualche volta a Gabriele e, visto che lo gradisce assai, ho iniziato a farglielo anche io, quindi mi è capitato di assaggiare qualche avanzo ed è stato amore al primo morso!

Mah!
Mi viene da chiedermi, sono cambiati i miei gusti, o la mia era una di quelle classiche impuntature dei ragazzini? Sinceramente non lo ricordo…

Prima di passare alla ricetta, di una semplicità disarmante, voglio però chiedervi: ma avete iniziato a pensare a quale ricetta rispescare dal mio archivio (ma valgono tutte, anche questa se volete) per partecipare al mio FAVOLOSO CONTEST (sono di parte? ;-P )??
Mi raccomando, vi aspetto numerosi!

In questa ricetta ho utilizzato il coppapasta tondo della Guardini.
Ingredienti (nessuna dose precisa perchè occorre andare rigorosamente ad occhio):

  • Finocchi (circa uno a persona, ma dipende dalla grandezza)
  • parmigiano
  • pangrattato
  • sale, olio extravergine d’oliva

Lavare e tagliare i finocchi in fette (non in spicchi).
Lessarli in acqua bollente salata e toglierli appena iniziano ad ammorbidirsi (bastano pochi minuti) senza farli cuocere troppo perchè andranno anche in forno.

Ungere una teglia con un po’ d’olio extravergine d’oliva e sistemare i finocchi in un’unico strato. Spolverare con abbondante parmigiano e poi con il pangrattato, ricoprendoli tutti, ed eventualmente aggiungere ancora un po’ di olio.

Infornate a 200° circa per circa 30-40 minuti, o comunque finchè non formano una bella crosticina sulla parte superiore.

Buoni caldi, ma anche freddi e amati, in genere, dai bambini :-D.

Tovaglia Creativitavola, Piatto in foglia di palma e posate di legno Ecobioshopping