31 Gen

Castagnole per Carnevale

Queste non le avevo mai fatte… le adoro, letteralmente, molto più delle frappe e di altri dolci  tipici del Carnevale, ma essendo fritte e odiando friggere, ho sempre preferito comprarle.

Però, negli ultimi anni, è diventato davvero difficile trovare buone castagnole semplici: ci sono ripiene di tutti i gusti più improbabili ma non quelle pure e semplici della mia infanzia. Non che non siano buone, le altre, ma non sono la stessa cosa!!

E quindi, stavolta le ho fatte io! Avevo sotto mano la versione di Veru (presente, insieme a molte altre ricette, nel fantastico calendario che potete scaricare gratuitamente qui), ma io ero alla ricerca di una ricetta che si avvicinasse il più possibile a quelle da me mangiate da piccola e sapevo che non c’era latte all’interno, quindi, cercando una versione che non lo prevedesse, sono arrivata a questa, che mi ha ispirato subito.

Un’altra differenza è la consistenza prima della cottura: ci sono versioni, come quella di Veru, che hanno un impasto più liquido che va preso con un cucchiaio, altre come questa seguita da me, che ha una consistenza tipo pasta frolla (per capirci) per cui vanno formate le varie palline come fossero polpettine.

Ah, e come la mettiamo col liquore??? Ognuno ne usa uno diverso, ma c’è anche chi non ne usa proprio. Non sono mica riuscita a capire quello che si usa in quelle che tanto mi piacciono… rum, strega, maraschino, sambuca, limoncello, chi più ne ha più ne metta!
Io alla fine ho usato il maraschino. Ottimo, ma non era quello che cercavo. Per la prossima volta però ho un’idea da sperimentare che vi farò sapere…

Ora, fatta tutta ‘sta premessa e  tutte ‘ste ricerche, mia mamma se ne esce che lei ha la ricetta di mia nonna (sua mamma) e della mia bisnonna (sua nonna)… “questa ricetta deve avere un centinaio d’anni”, dice. Vabbè, ma allora!!!! Posso non fare una ricetta così vecchia della mia famiglia??? Uffa, la prossima volta. Prometto.
Non ne avevo ricordo, perchè mia madre l’avrà fatta davvero poche volte, visto che anche lei odia friggere e visto che le castagnole manco le piacciono molto.

E quindi, direte voi, che ricetta ci dai oggi?? Questa con l’unica modifica del maraschino al posto del rum (che non mi piace moltissimo) e della vanillina (o vaniglia meglio ancora). Facile, veloce, ottimissima! Sono sparite in un nanosecondo.

Tazza GreenGate

Ingredienti per circa 75 castagnole:

  • 2 uova
  • 100 gr zucchero
  • 50 gr burro
  • 1/2 tazzina da caffè di maraschino
  • 300 gr farina
  • 1 cucchino e mezzo di lievito (o uno abbondante)
  • vanillina
  • olio di semi per friggere

Ho mescolato con una frusta le uova con lo zucchero, quindi ho versato il burro fuso al microonde e lasciato raffreddare un pochino, per non cuocere le uova.

Ho aggiunto il liquore e solo alla fine ho versato un po’ alla volta la farina setacciata insieme al lievito e alla vanillina, impastando, a questo punto, con le mani. Come dicevo, viene un composto della consistenza simile a una pasta frolla.
Ho arrotolato dei salamini, da cui ho tagliato dei pezzetti di grandezza uguale (più o meno) e formato poi delle palline con le mani.

Nel frattempo ho messo a scaldare l’olio in una padella. L’olio deve essere profondo e non troppo bollente, per consentire una cottura uniforme delle castagnole anche all’interno.

Ho immerso una decina di palline di impasto alla volta e tolte con una schiumarola a mano a mano che diventavano belle dorate.

Quindi, ho trasferito in una ciotola con i fogli di carta assorbente (oh, mica starò diventando brava anche a friggere??? erano belle asciutte asciutte!!) e, una volta fredde, ho spolverizzato con zucchero a velo.

30 Gen

Torta di ricotta e pere

Uno di quei dolci che nascono per caso… complice un bel po’ di ricotta da consumare e delle pere che avevo appositamente comprato da qualche giorno “per farci un dolce” non ben definito.

E poi non dimentichiamoci le ciliegie de I Gusti Vegetali usate nel panbrioche: la confezione, una volta aperta, va consumata in pochi giorni e io, nonostante ne avessi usate parecchie in alcuni cioccolatini che presto vi racconterò, ne avevo ancora alcune.

Infine, impastando la pasta frolla, m’è caduto l’occhio sulla bottiglietta di Fiori d’Arancio che poi alla fine si usa solo a Pasqua e mi sono ricordata di averci aromatizzato già la pasta frolla in occasione del semifreddo di pastiera e mi era piaciuta molto, per cui l’effetto finale di questa torta è quasi quello di una pastiera, nel profumo ma anche nell’aspetto.

E visto che S.Valentino è sempre più vicino, e lasciandomi ispirare dal rosso delle ciliegie, ho usato una bella tortiera a cuore di Guardini, linea Alice.

Ingredienti per la pasta frolla:

  • 100 gr di zucchero
  • 450 gr di farina
  • 3 uova
  • 125 gr di burro
  • un paio di cucchiai di aroma fiori d’arancio

Ingredienti per il ripieno:

  • 350 gr di ricotta asciutta
  • 2 pere
  • 70 gr di zucchero di canna
  • qualche ciliegia (io disidradata)

Ho preparato la pasta frolla sbattendo le uova con lo zucchero, quindi ho versato il composto sulla farina messa a fontana iniziando a mescolare con una forchetta, incorporando la farina un po’ alla volta. Quindi ho aggiunto il burro freddo a pezzetti e l’aroma e ho iniziato a impastare con le mani, formando una palla liscia e omogenea. Quindi l’ho messa in frigo per circa mezz’ora.

Nel frattempo, ho preparato la farcitura passando la ricotta (se non è abbastanza asciutta, ricordatevi di metterla a scolare per un pochino) in un setaccio e facendola scendere dalle maglie metalliche schiacciandola con un cucchiaio. Questa operazione la rende più cremosa e priva di grumi. Alla ricotta ho unito lo zucchero e mescolato bene, quindi le pere tagliate a piccoli dadini e le ciliegie a pezzettini.

Ho imburrato e infarinato lo stampo, quindi ho creato la base con la pasta frolla coprendo interamente anche i bordi della tortiera e tagliando via gli eccessi.
Ho versato la crema e livellato, quindi ho ricoperto tutto con la pasta frolla stesa col mattarello.
Questo strato l’ho bucherellato con uno stuzzicadente su tutta la superficie.

Ho cotto per circa 50 minuti a 180°.

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E ora, un’attesissima comunicazione! Proclamo il vincitore del contest “Licenza di copia, dopo aver raccolto i voti dei due giurati, Roberto e Riccardo, e dopo aver stilato anche la mia personale classifica la vincitrice di questa iniziativa è Stefania con la sua Pettola e lenticchie“, rivisitazione della mia Pettola e fagioli, piatto tipico della mia zona.

 

Ecco le motivazioni dei giurati:

  • Paola: mi piace molto questo piatto e adoro i legumi. E’ perfetto in questa stagione e la foto del piatto fumante invoglia davvero all’assaggio 🙂 Complimenti a Stefania per la scelta delle materie prime (in particolare farina di kamut integrale e lenticchie), che offrono una rivisitazione di una ricetta tradizionale nel perfetto rispetto della sua essenza.
  • Riccardo:  ho apprezzato la scelta della farina di kamut integrale con la semola rimacinata per l’impasto delle pettole (piatto contadino che viene esaltato dall’uso di farine non raffinate). Saggio, a mio avviso, l’uso moderato del pomodoro e l’aggiunta dell’aglio che ben si sposa con la lenticchia. Tra l’altro la foto scattata al piatto esalta il tratto “rustico” dello stesso…
  • Roberto: ottima la scelta nel cambio di ingredienti. La ricetta è ben descritta ed è interessante l’analisi comparata dell’uso dei termini “pettola, pittula” nelle diverse regioni d’Italia. Brava.

Stafania di Food for Soul, riceve quindi in premio dei prodotti marchiati Nastro di Raso:

Ma… c’è una ricetta che fino alla fine ha “rischiato” di vincere insieme a questa, perdendo alla fine per un solo punto.
Ho magnanimamente 😀 deciso di mandare un piccolo premio anche alla sua autrice… Alessandra, con il suo meraviglioso strudel di mele e pere, rivisitazione del mio strudel di mele.

Ecco perchè ci piace questo piatto:

  • Paola: lo strudel ormai lo fanno tutti con la pasta sfoglia, anzi molti non sanno nemmeno che esiste una pasta apposita nella ricetta tradizionale. E’ bello tramandare queste ricette, anche se poi spesso siamo obbligati a usare delle scorciatoie nella cucina di tutti i giorni. L’uso di mele, pere e noci lo rende senza dubbio goloso e la riduzione al porto completa questo dolce in modo originale.
  • Roberto: lo strudel è tra i miei dolci preferiti, vincente la riduzione al porto.
  • Riccardo: vincente l’uso di due qualità di mele diverse (fuji e golden, anche se io avrei preferito la smith alla golden) per avere al palato nello stesso momento consistenze differenti. Interessante l’aggiunta della pera. Ottima la scelta della riduzione al Porto (da vecchio alcolista…). Le foto esaltano appieno l’”umorosità” (intendo il suo essere umido e non secco) del dolce.

Alessandra di Ricette di Cultura, riceverà un premio ancora da definire, ma molto probabilmente mangereccio 🙂

Ragazze, aspetto i vostri indirizzi via email!


27 Gen

Romantici cupcake

San Valentino si avvicina e qualche idea romantica non guasta 🙂

Con la scusa di provare il mio nuovo “spara fiorellini” per la pasta di zucchero, che mi hanno regalato a Natale, ieri ho decorato questi cupcake in modo molto semplice ma carino.

Avrei voluto fare anche dei cuoricini rossi, ma io ancora non riesco ad ottenere colori forti con i coloranti. Credo sia la cosa più difficile della lavorazione della pasta di zucchero!! Se qualcuno ha dei suggerimenti, mi dica pure…

L’impasto delle tortine è il solito ma stavolta l’ho aromatizzato con l’infuso “Alba tropicale” di Coccole.
Già il nome ispira un’atmosfera da vivere in due, no? E poi che colori!
Nell’infuso si trovano, infatti, a pezzi ben visibili, karkadè, rosa canina, scorza d’arancio, uvetta, cubetti di cocco, ananas, papaia, fiordaliso. Davvero un bellissimo (e profumatissimo) mix.

Infatti, oltre ai cupcake decorati, alcuni li ho lasciati semplici, decorandoli solo con alcuni pezzi di fiori e frutti.

Pirottino di carta Tescoma

Ingredienti per circa 15 cupcake:

  • 150 gr di farina
  • 120 gr di burro morbido
  • 150 gr di zucchero
  • 2 uova
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • la punta di un cucchiaino di bicarbonato
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiai di infuso ai fiori/frutti da mettere in infusione per circa 7-8 minuti in circa 100 gr di acqua

Ho miscelato gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, bicarbonato e sale).
A parte ho mescolato lo zucchero con il burro morbido (a pomata) ottenendo una crema. Quindi, ho aggiunto un uovo incorporandolo bene all’impasto prima di aggiungere il secondo.
A questo punto ho versato la parte cremosa sulla farina e ho continuato a mescolare con una frustina, amalgamando bene tutto. Solo alla fine ho aggiunto l’infuso, con tanto di pezzetti di fiori e frutti, rendendo il composto un pochino più liquido.

Ho versato nei pirottini di carta, riempiendoli per 3/4, così da non farli crescere troppo oltre il bordo e poterli decorare con la pasta di zucchero.
Quelli che non volevo decorare, li ho invece riempiti un pochino di più e sulla superficie ho aggiunto dei pezzetti di infuso secco (cioè non messo nell’acqua).

Ho messo i pirottini riempiti negli stampi per muffin rigidi in silicone (consentono di avere delle forme più regolari) e lasciato cuocere per circa 20 minuti a 180°.
A fine cottura restano morbidi, a causa della gran presenza di burro, ma raffreddandosi diverrano più sodi.

Per la pasta di zucchero, stavolta ho seguito una ricetta un po’ semplificata, presa da una collega che è una vera esperta in materia (questa la sua pagina FB).

  • 225 di zucchero a velo
  • 3 grammi di gelatina in fogli
  • 27 gr. di glucosio
  • 15 gr. di acqua

Ho messo a bagno nei 15 gr di acqua i fogli di gelatina tagliati a pezzetti. Deve restare almeno 10 minuti.

Ho setacciato molto bene lo zucchero a velo. e l’ho messo a fontana sulla spianatoia.

Ho sciolto in un pentolino a fiamma bassissima il glucosio e la gelatina insieme alla sua acqua, mescolando sempre. Basta pochissimo per ottenere un composto molto liquido.

Quindi, ho versato il liquido sullo zucchero a velo e ho mescolato prima con una forchetta, poi con le mani, lavorando l’impasto finchè non è diventato molto elastico e malleabile, ma non più appiccicoso.

Questa pasta va tenuta coperta con una pellicola, senza contatti con l’aria e si conserva a lungo.
Andrebbe fatta riposare qualche ora, ma io l’ho utilizzata praticamente subito e non ho avuto problemi.

Per ricoprire i dolcetti, di solito si usa, per far aderire bene la pasta di zucchero e per livellare eventuali imperfezioni,  una crema di burro o comunque una crema densa. Io però non ho usato nulla, visto che i dolcetti sono già piuttosto ricchi. Ho steso la pasta col mattarello su un piano con un po’ di zucchero a velo per non farla appiccicare e ho ricavato con un bicchiere capovolto dei dischetti della stessa circonferenza delle tortine. Questi dischi li ho appoggiati direttamente sulla superficie dei dolci raffreddati, facendoli aderire con le mani.
Per i fiorellini, invece, ho usato uno stampino apposito e li ho fatti aderire inumidendo la superficie della pasta di zucchero bianca.
Per colorare la pasta, usate colori in pasta o gel, aggiungendo pochissime goccie alla volta. Se la pasta diventa un po’ appiccicosa per l’umidità dei colori, aggiungete un pochino di zucchero a velo mentre la lavorate.

26 Gen

Cotolette di pollo e carote

Era un po’ che non pubblicavo ricettine per la sezione Menu Bimbi… questa è una rivisitazione delle polpette di pollo e di quelle di carote, che insieme hanno dato vita, stavolta, a delle simil-cotolette da cuocere in padella o al forno.

Ho voluto dare una forma simpatica con le formine dei biscotti, ma naturalmente possono essere fatte sotto forma di classiche polpette.

Come spesso, invece dell’uovo, come legante ho usato la ricotta. Io da piccola ho avuto qualche problemino di intolleranza all’uovo per cui preferisco sempre non esagerare nelle dosi settimanali assunte da Gabriele.

Il pollo, invece, rispetto alle polpette già pubblicate, è già cotto. Ho voluto provare una variante per una cottura più rapida in forno (ma anche in padella).

Ingredienti per 15 pezzi:

  • 120 gr di petto di pollo
  • 1 carota
  • 2 fette di prosciutto cotto
  • 100 gr di ricotta
  • 40 gr di parmigiano
  • pangrattato
  • olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale

Ho prima lessato il petto di pollo insieme alla carota. Una volta cotti, ho scolato l’acqua e tritato tutto con il mixer, aggiungendo anche il prosciutto cotto e un pizzico di sale.

Ho spostato tutto in una ciotola e unito il parmigiano e la ricotta, mescolando prima con una forchetta e poi con le mani, fino ad ottenere un impasto ben omogeneo.

Ho steso tutto su una superficie liscia con le mani, lasciando uno spessore di circa 7 mm e con le formine ho ricavato i vari bocconcini. Prendendoli con molta delicatezza, li ho passati nel pangrattato da entrambi i lati, quindi li ho messi su una teglia da forno (con carta forno) unta con olio extravergine d’oliva. Ho infornato a 200° per circa 15 minuti, rigirandoli a metà cottura per farli dorare da entrambi i lati.

Se preferite la cottura in padella, potete friggerli in poco olio. Sono pronti quando sono ben dorati.

25 Gen

Torta Pane degli Angeli

Questo dolce da manuale me l’aveva richiesto tempo fa la mia amica Grazia, perchè non riusciva a trovare la ricetta. E’ uno di quei classici da colazione che credo tutte le nostre nonne e mamme abbiano fatto tante e tante volte ed è quella rappresentata sulle bustine del lievito da non so quanti anni.

Io invece non l’avevo mai fatto e quindi, quando ho visto la ricetta sul calendario Pane degli Angeli di quest’anno, l’ho messa nella lista delle cose da provare ed eccolo qua, con nessuna modifica, se non nella forma (ho fatto un ciambellone) e nella “decorazione”, se così si può chiamare, con della Nocciolata Rigoni d’Asiago (chi non l’avesse mai assaggiata, corra ai ripari al più presto!!! Altro che nutella…).

Ingredienti:

  • 150 g burro a temperatura ambiente
  • 150 g zucchero
  • 150 g farina 00
  • 200 g fecola di patate
  • 3 uova
  • 1 busta di Vanillina
  • 1 pizzico di sale
  • 1 busta di lievito per dolci

Ho lavorato con le fruste il burro, rendendolo cremoso e aggiungendo gradatamente  lo zucchero. Quindi  ho unito le uova, la vanillina e il pizzico di sale.

Ho setacciato la farina con la fecola e il lievito e poi aggiunto tutto all’impasto. Risulterà abbastanza denso.

Mettete tutto in uno stampo (specifico sempre di imburrare e infarinare se non è in silicone) e fate cuocere per 45-50 minuti a 180° circa, verificando sempre la cottura con uno stuzzicadenti.

Una volta fredda, cospargete di zucchero a velo e per una variante golosa, con della crema di nocciole un po’ riscaldata per renderla più liquida.
Naturalmente se poi tagliate il dolce a metà e fate un bello strato della stessa crema di nocciole l’effetto sarà davvero golosissimo!

24 Gen

Panbrioche senza impasto con ciliegie e miele di castagno

Se provate il panbrioche senza impasto, sappiate che ne diverrete dipendenti. Qualcuno dovrà pur assumersi la responsabilità di avvertire la popolazione mondiale.

E’ uno di quegli impasti base così buoni che vorrete provarne un’infinità di versioni!
Io, dopo quello riuscitissimo e buonissimo alla lavanda, che per ora resta il mio preferito, ho sperimentato una versione con miele di castagno (di Mariangela Prunotto) e ciliegie disidradate (quelle de I gusti Vegetali).

Il miele di castagno ha un aroma molto particolare, amarognolo, quindi l’ho stemperato un po’ con del miele di acacia (sempre di Mariangela Prunotto). Se non vi piace quel tipo di miele, usate un’altra tipologia. L’importante è che sia di ottima qualità, perchè in questo panbrioche l’aroma predominante è proprio quello del miele, quindi con un prodotto scadente rischiereste di rovinare tutto.

Nella ricetta, rispetto al panbrioche alla lavanda, ho aumentato la dose di miele. Vi riporto tutto per comodità 🙂

Stampo per plumcake Guardini

Ingredienti:

  • 250 gr di farina Manitoba
  • 100 gr di burro fuso
  • 75 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 2 uova medie a temperatura ambiente
  • 50 gr di miele di castagno
  • 30 gr di miele di acacia
  • un pizzico di sale
  • 3 gr di lievito di birra liofilizzato
  • 30 ciliegie (se stagione, anche fresche)

Ho miscelato la farina col lievito e aggiunto un cucchiaino di zucchero, per attivarlo.
In una ciotola ho unito le uova, i due tipi di miele, l’acqua, il burro fuso fatto intiepidire, e un pizzico di sale. Ho mescolato brevemente con una frusta e unito la farina amalgamando tutto.
Ho coperto con la pellicola trasparente e lasciato a temperatura ambiente per 2 ore, poi ho messo in frigo, dove può restare dalle 24 ore ai 5 giorni.
Io non riesco mai ad aspettare molto, per cui dopo 36 ore l’ho tolto dal frigo.

Ho sgonfiato un po’ l’impasto e ho aggiunto le ciliegie, lasciandone alcune per la superficie.
Aiutandovi con della farina (l’impasto risulta appiccicoso) formate un unico filoncino, oppure come ho fatto io e come suggerito da Sarah (da cui ho copiato la ricetta originale) 3 pagnottelle che posizionerete vicino in uno stampo da plumcake imburrato e con un foglio di carta forno sul fondo. In questo modo assume una forma più carina.

Ho coperto con un panno e lasciato a temperatura ambiente per 2 ore circa. !uando l’impasto raggiunge più o meno i bordi dello stampo cospargere la superficie con granella di zucchero e con altre ciliegie.

Mettere in forno a 180° per circa 30-40 minuti e verificare la cottura avvenuta con uno stuzzicadenti.

In una busta per alimenti chiusa si conserva ben morbido anche per 5-6 giorni!

23 Gen

Cornetti brioche salati

Avevo promesso di fare questa versione salata dei cornetti brioche mignon mesi fa (questa la versione dolce) ma poi tra la marea di ricette sperimentate, erano passati in secondo piano.

Ieri li ho provati ed ecco il risultato 🙂
Buoni, morbidosi, da riempire dopo la cottura o da cuocere direttamente con un ripieno goloso.

Io li ho provati in 3 versioni: semplici, impastati con le noci e con un ripieno di pomodorini (bruschetta di ciliegino di Agromonte) e noci.

Ricordo che la ricetta non è mia, ma copiata qui (giusto un paio di piccolissime modifiche, le farine non sono tutte uguali e degli aggiustamenti sono d’obbligo). Mi erano tanto piaciuti in versione dolce che non potevo testarli anche così 🙂

Ingredienti per circa 25 cornetti mignon:

  • 275 gr di farina (manitoba è meglio, ma io ho usato anche la 00 e può andare lo stesso)
  • 100 gr di burro
  • 2 uova medie
  • 30 gr di latte
  • mezza bustina di lievito disidradato(o mezzo cubetto di lievito di birra)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 cucchiaini di sale

Ho miscelato la farina con il lievito e lo zucchero, mettendo più lontanto dal lievito il sale (anche se il lievito disidradato pare non abbia problemi al contatto col sale, non rischio mai 🙂 ).

Ho quindi aggiunto le uova sbattute leggermente e il latte. Dopo aver iniziato a mescolare, ho aggiunto anche il burro a pezzetti, impastando, a questo punto, con le mani. Ho fatto riposare l’impasto per circa 20 minuti, quindi l’ho steso sottile con un mattarello e ho ricavato i triangoli con cui formare i cornetti (tipo l’immagine qui).

Per quelli semplici, basta arrotolarli partendo dalla base. Per quelli con il ripieno, mettete un cucchiaino del ripieno scelto (purchè non sia troppo liquido, altrimenti fuoriesce tutto) sulla base, e poi arrotolate con attenzione, cercando di non farlo fuoriuscire. Con la lievitazione l’impasto crescendo chiuderà meglio gli spazi e cuocendo non dovrebbero esserci problemi.

Le noci, invece, le ho semplicemente spezzettate e sparse lungo tutto il triangolo prima di arrotolarlo.

Una volta formati tutti i cornetti, sistemateli sulla teglia con carta forno ben distanziati, per non farli attaccare tra loro durante la lievitazione, e lasciateli nel forno spento (meglio ancora se caldo: lo accendete per cinque minuti e poi mettete dentro la teglia) per circa 2 ore (almeno 1 ora e mezza).
Prima di cuocere, spennellateli dolcemente con dell’uovo oppure con olio. Io ho usato il condimento dei pomodorini, così da insaporire anche quelli semplici.

Cuocere in forno a 180° per circa 25-30 minuti. Quando sono belli dorati sono pronti.

Perfetti per aperitivi e buffet 🙂

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E ora, una comunicazione di servizio: il contest Licenza di copia si è concluso ieri sera!
Grazie a tutti i partecipanti!! L’elenco delle ricette in gara lo trovate qui.

Entro la prossima settimana comunicherò il vincitore, per cui non perdetevi i prossimi post 🙂

20 Gen

Fudge al cioccolato fondente e nocciole

In questo periodo, grazie anche a una mia collega generosa 🙂 , sono inondata dalla cioccolata a casa! Lo so, è una cosa davvero sgradevole… 😀

Comunque, appena ho visto la ricetta di questi fudge sul sito della Cuochina Sopraffina ho capito che andava provata subito! Non li conoscevo proprio, ma sono una specie di cioccolatino, però con la consistenza morbida. Una via di mezzo tra un dolcino e un cioccolatino, insomma. Si preparano in una teglia e poi si tagliano in pezzi, quadratini, barrette, fette… come preferite.

Avendo, incredibilmente, delle nocciole in casa, ho seguito alla lettera la variante di Veru, ma credo che la ricetta base possa essere modificata con un’infinità di aromi e ingredienti e mi riservo di provare alcuni accostamenti al più presto!

La parte difficile della ricetta potrebbe essere quella di reperire il latte condensato. Io mi sono ricordata di aver visto qualcosa di simile in uno dei supermercati che frequento e ci ho spedito mio marito. Lui mi chiama e dice “ma qui c’è scritto concentrato!”. Confesso di essere totalmente ignorante su questi ingredienti poco usati nella nostra cucina, per cui nel dubbio l’ho fatto prendere ugualmente e poi ho cercato un po’ su internet e mi pare di aver capito che sono la stessa cosa. Chi ne sa di più mi smentisca pure…

Comunque io ho usato il barattolo con la scritta “latte intero concentrato zuccherato” (della Nestlè per intenderci) e la ricetta è riuscita. Poi fate voi 🙂

Ingredienti per circa 45 cioccolatini:

  • 250 gr di cioccolata fondente
  • 200 gr di latte condensato/concentrato
  • 30 gr di burro
  • nocciole (sorry ma non le ho pesate, sono andata ad occhio, ma credo circa una ventina)

La preparazione è davvero velocissima: per prima cosa foderate uno stampo con della pellicola trasparente o della carta forno sul fondo. Fatelo subito perchè il composto si addensa velocemente e poi non riuscireste a stenderlo bene.

Fate sciogliere in un pentolino a fondo spesso e a fiamma bassa il burro insieme al cioccolato fondente. Io uso sempre la regola di non sciogliere mai completamente il cioccolato, ma di toglierlo ogni tanto dal fuoco e mescolare bene: col calore che si diffonde si scioglierà anche il resto e così non si corre il rischio di bruciarla.

Appena tutto è fuso, spegnete il fuoco e versate il latte condensato/concentrato mescolando bene, aggiungete le nocciole tritate grossolanamente e versate tutto nello stampo. Fate rassodare il tutto per qualche ora (io visto il freddo di questi ultimi giorni l’ho tenuto fuori dal frigo e non ho avuto problemi, ma se fa caldino meglio il frigo).
Una volta ben fermo, potete ricavarne tanti cioccolatini o dare la forma che preferite, tagliando il tutto con un coltello o dei piccoli tagliabiscotti di metallo. Essendo un impasto abbastanza morbido non ci sono problemi, e l’aver messo sul fondo della pellicola o della carta forno renderà semplicissimo estrarre il cioccolato dalla teglia.

Ho provato anche a versare parte dell’impasto negli stampini in silicone per cioccolatini, ma non ho avuto un risultato bellissimo, per cui credo non siano proprio i più adatti.

Per la conservazione, non lasciateli in frigo, ma teneteli in un semplice contenitore chiuso. Il frigorifero non va proprio d’accordo con la cioccolata.

PS. Ho trovato anche la ricetta per fare il latte concentrato in casa. Magari la provo, così chi non riesce a reperirlo al supermercato può correre ai ripari!

PS. 2 Si avvicina San Valentino… perchè non farli a forma di cuore e regalarli? 🙂

PS. 3 Domenica scade il contest Licenza di copia. Non è una ricetta velocissima e facilmente rivisitabile per partecipare all’ultimo minuto???

19 Gen

Arista in salsa di noci

Ieri sera volevo fare questi ma per sbaglio ho tirato fuori dal congelatore un pezzo di arista invece della carne tritata! Me ne sono accorta solo al momento di cuocere il tutto… ma dopo un primo momento di delusione, m’è venuta un’ideina davvero niente male 🙂

Insomma alla fine ci siamo leccati i baffi e quindi la ricetta me/ve la devo assolutamente segnare.

In questa ricetta ho usato l’olio extravergine d’oliva Dante.

 

Ingredienti per 3 porzioni:

  • 500-600 gr di arista di maiale in un solo pezzo
  • 15 noci
  • 2 scalogni
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • circa 3 bicchieri di brodo vegetale
  • 100 ml di panna da cucina
  • sale q.b., pepe nero

Ho iniziato con un bel soffritto di scalogno (affettato abbastanza sottile) in olio. Quando l’olio ha raggiunto una temperatura abbastanza alta ho messo il pezzo di carne a rosolare su tutti i lati (girandola non appena prendeva colore).
Una volta sigillata, ho versato il vino bianco e fatto evaporare. Quindi ho abbassato un po’ la fiamma e lasciato cuocere, aggiungendo di tanto in tanto del brodo vegetale senza far mai asciugare del tutto il condimento. La cottura è piuttosto lunga e naturalmente aumenta col crescere del peso della carne. A me c’è voluta circa 1 ora e mezza di cottura.

Una volta cotta la carne, ho preparato la salsa, mettendo le 15 noci sgusciate nel mixer con la panna e tutto il fondo di cottura, compresi gli scalogni, che nel frattempo saranno diventati una crema, e ho tritato tutto ottenendo una bella salsa.

Quindi, prima di servire la carne, ho ripassato in padella il tutto con questa salsa, facendola addensare un pochino, ho salato e pepato (la carne cerco di salarla sempre il più tardi possibile per non far perdere troppi succhi). Potete anche ripassare direttamente la carne già affettata.

Servire ben caldo, magari con un bel bicchiere di vino rosso, e buon appetito!

18 Gen

Mud cake al cioccolato fondente

Questa meraviglia al cioccolato di solito si usa come base per le torte e i dolcetti da decorare. Ma io me la sono mangiata così, nuda e cruda (no vabbè: cotta), e non rimpiango minimamente la scelta fatta.

La ricetta è classica, l’ho trovata ovunque con variazioni davvero minime, per cui non sto a mettervi un link da cui l’ho copiata perchè alla fine non saprei davvero a chi dare il merito 🙂
Naturalmente se non vi piace il cioccolato, lasciate perdere…

Di solito si usa parte di farina autolievitante, per avere una base più regolare che faciliti la decorazione. Io non avendo nessuna intenzione di decorarla, ho usato semplicemente mezza bustina di lievito per dolci.

Finalmente con questo dolce ho messo all’opera la mia nuova fantastica planetaria Kenwood, dono di Natale di mio marito 😀
Ancora non ci credo che questa meraviglia sia nella mia cucina!!!

Io in questa ricetta ho usato, tra gli ingredienti, del cioccolato fondente Chocoalpi in vendita su Store Valtellina e ho cotto il dolce nella tortiera cannellata Morgane di Guardini.

Ingredienti:

  • 100g Cioccolato fondente
  • 400g zucchero
  • 250ml latte
  • 250g burro
  • 200g farina
  • 100g cacao amaro
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • 3 uova medie

Ho messo burro, cioccolato, zucchero e latte in un pentolino col fondo spesso (altrimenti si attacca tutto) e ho fatto sciogliere a fuoco dolce, senza portare ad ebollizione. L’ideale credo che sia portare il tutto “quasi” a scioglimento e poi proseguire semplicemente continuando a mescolare a fornello spento.

Nella ciotola della planetaria o in una ciotola qualunque, ho setacciato la farina col lievito e il cacao, quindi ho versato il composto di cioccolato fuso lasciato raffreddare un pochino, e poi le uova, una alla volta con le fruste già azionate.

Ho versato tutto in uno stampo per il forno imburrato e infarinato e cotto per circa un’ora-un’ora e un quarto in forno a 180°.

 

Che ne dite, volete provarla per il contest Licenza di copia?? Scade Domenica!