31 Lug

Involtini di bucatini cacio e pepe

Anni fa a un matrimonio ho mangiato degli involtini di melanzana ripieni di spaghetti (o tonnarelli? non ricordo più) al sugo. Mi ero sempre ripromessa di farli, ma poi non è mai capitato.
Ultimamente ho rivisto un’idea simile da Stefania e ho capito che era giunto il momento 🙂

Nell’infinità di varianti in cui è possibile riprodurre questo piatto, ho scelto una semplice “cacio&pepe”.
Visto il risultato di piccoli bocconcini, l’idea può essere simpatica anche per un aperitivo o un buffet (ma necessitano comunque di piattino).

Varianti per rendere il piattino più fresco e sfizioso?

  • ricoprire gli involtini con una dadolata di pomodori freschi e basilico;
  • preparare un sughetto leggero di pomodoro come “letto”;
  • un classico: sostituire le melanzane fritte con quelle grigliate.

In questo piatto ho utilizzato il pepe nero di Tec-Al

Ingredienti per circa 15 involtini:

  • 2 piccole melanzane (o una grande)
  • 50 g di bucatini
  • 2 manciate abbondanti di pecorino
  • pepe nero a piacere
  • olio d’oliva o olio per la frittura
  • sale q.b.

Ho iniziato friggendo le melanzane tagliate in fette sottili, quindi le ho messe sulla carta assorbente per asciugare bene l’olio in eccesso.

Ho lessato la pasta abbastanza al dente in abbondante acqua salata.
Mentre lessava ho messo il pecorino in una ciotola insieme al pepe nero in polvere, quindi ho aggiunto un po’ di acqua di cottura alla volta, mescolando con una piccola frusta, fino ad ottenere una crema.
Ho scolato i bucatini e li ho versati nella ciotola col pecorino e il pepe (fin qui è la ricetta del cacio e pepe 🙂 ).

Ho preso circa 3 bucatini per volta e li ho arrotolati un po’ per inserirli nella fettina di melanzana da arrotolare.
Ho messo ogni involtino su una teglia ricoperta da carta forno e ho ripassato tutto in forno circa 10 minuti subito prima di servire.

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30 Lug

Mini cheesecake al cioccolato bianco e frutti di bosco

Questa ve la dovete segnare!
E’ una ricettina golosissima, velocissima e facilissima!! Richiede poco meno di 5-10 minuti di tempo (più un po’ di riposo in frigo) ma è davvero buona e sfiziosa.

Tanto che in due giorni l’ho fatta due volte 😀

Gli ingredienti sono davveri pochi e potrebbero assemblarli anche i bimbi più piccoli con grande facilità. 
I vostri ospiti ne rimarranno sicuramente colpiti, oltre che per il gusto, anche per la simpatica presentazione… Sapete che io non sono bravissima nel fare cose “carine”, ma del risultato estetico di questi sono proprio contenta 🙂
E pensare che l’ispirazione mi è venuta in un lampo…

Insomma, fateli al più presto!

Il colore lilla della crema è del tutto naturale: ho utilizzato del succo di mirtillo e nessun colorante artificiale. Naturalmente, più è succo “puro” meglio è, perchè altrimenti ne servirà troppo per colorare e la consistenza ne risentirebbe.
Il vantaggio di usarlo al posto dei coloranti artificiali, è che donerà anche un ottimo aroma alla crema, che richiama la presenza dei frutti di bosco di guarnizione.

Non ho aggiunto zucchero, in quanto il cioccolato bianco è già piuttosto dolce e il sapore ne risulta perfettamente bilanciato, mentre i frutti di bosco credo siano essenziali per dare un tocco di acidità che contrasta col resto.

Ingredienti per 15 mini cheesecake:

  • 140 g di frollini al cacao
  • 70 g di burro morbido
  • 100 g di cioccolato bianco
  • 60 g di philadelphia
  • circa 3/4 di una tazzina di caffè di succo di mirtillo (circa 25 g)
  • qualche frutto di bosco (anche surgelati)

Ho sbriciolato i biscotti al cacao e li ho impastati insieme al burro morbido (opzione B: mettete nel frullatore biscotti e burro e tritate insieme 🙂 ).

Ho riempito con il composto gli stampini, ho pressato bene con le dita e ho messo in frigo.

Stampini in silicone Pavoni

Nel frattempo ho fuso il cioccolato bianco al microonde. Bastano pochi secondi: quando vedete che il cioccolato è ben morbido, potete anche semplicemente farlo fondere del tutto togliendolo dal microonde e  mescolando.
Al cioccolato ho aggiunto il formaggio, rendendo la crema omogenea, e infine ho aggiunto il succo di mirtillo un po’ alla volta, fino ad ottenere il colore desiderato.

Ho messo anche la crema in frigo e ho lasciato che si rapprendesse un po’ col freddo (non servono gelatine, agar agar o altro).
Una volta che è diventata ben soda, ho riempito una tasca da pasticcere e ho farcito le basi delle cheesecake negli stampini.

Sac à poche monouso Tescoma

Stampini in silicone per tartellette Pavoni 

Quindi ho messo di nuovo tutto in frigo per un pochino.

Prima di servire, potete mettere i frutti di bosco freschi e portare in tavola, mentre se avete solo quelli surgelati, guarnite un’oretta prima di servire e lasciate pure tutto in frigo fino all’ora X 🙂

27 Lug

Tutti i colori del cibo! – Il Rosso

E così siamo già alla terza sfida…
Stavolta il colore che l’ha fatta da padrone sulle tavole delle due sfidanti è stato il rosso. Un colore che in estate non è difficile trovare tra frutta e verdura di stagione, basti pensare a ciliegie, fragole, pomodori, peperoni e cocomeri!
E infatti sia Alessia che Mamma Papera hanno utilizzato ingredienti estivi e creato piatti perfetti per la stagione.

Ma prima di vedere da vicino il risultato del loro impegno, dobbiamo proclamare la vincitrice della gara della scorsa settimana!
La foodblogger che passa il primo turno e accede alla fase successiva è Laura (con 13 voti a 12), con la sua crostata di susine con frolla  senza glutine.

Complimenti a Laura! E in bocca al lupo per la prossima sfida 🙂

Per quanto riguarda il bellissimo e originalissimo piatto di Silvia, devo fare una precisazione: purtroppo mi sono resa conto solo 2 giorni fa che la sua ricetta non rispettava la regola della sfida di usare solo coloranti naturali.
Il curacao, infatti, è tinto di blu con un colorante artificiale.
Vista l’assoluta buona fede di Silvia, che nel suo post parla proprio dell’uso di colorante non artificiale,visto che la gara è assolutamente amatoriale, e visto il mio ritardo nel controllo degli ingredienti, non me la sono sentita di annullare la gara o eliminare la sua ricetta.
Le prossime volte starò più attenta!! Chiedo scusa a tutti, ma la precisazione andava fatta, anche per chi capiterà su questo blog cercando il modo di colorare i cibi in modo naturale.

La vittoria di Laura mi ha comunque tolto dall’imbarazzo, ma avevo pronto un piano B che non svantaggiasse la ricetta di Laura e che non vi svelo nel caso mi possa servire per altri casi controversi in futuro ;-P

Ecco ora le due ricette ROSSE che potrete votare fino al prossimo venerdì mattina:

E ora, commentate e votate!!

 

26 Lug

Tortine alle susine e lavanda

No, non ho ancora smesso di mettere frutta in tutti i miei dolcetti… 😀

Stavolta è toccata alle susine che ho abbinato alla profumatissima lavanda. Ho sempre un po’ di timore ad abbinare la lavanda nei dolci e invece ogni volta resto sorpresa dal suo piacevole aroma… Mi devo riproporre di usarla più spesso! 🙂

In questa ricetta ho usato i fiori di lavanda per infusi di Coccole e lo zucchero di canna Tropical Islands Dark Cane Sugar Bronsugar, dall’aroma fruttato e lievemente speziato, perfetto per dolcificare queste tortine.

Ingredienti per 15 tortine:

  • 260 g  farina
  • 130 g di  zucchero canna
  • 125 g di yogurt bianco
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 100 g di olio d’oliva
  • 6 susine medie
  • 2 cucchiai di fiori di lavanda

Ho mescolato la farina, lo zucchero di canna e il lievito, ho aggiunto le uova leggermente sbattute e lo yogurt mescolando con la frusta, e per ultimo l’olio d’oliva.
Quando l’impasto è diventato omogeneo e cremoso, ho aggiunto i fiori di lavanda.

Ho infine lavato e sbucciato le susine, le ho tagliate in piccoli pezzi e le ho aggiunte all’impasto.

Ho riempito i pirottini di carta per 3/4 e ho infornato a 180° per circa 25-30 minuti.

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Oggi è giovedì!

Devo annunciare il colore per la sfida di Antonella e Alessandra del 9 agosto, l’ultima gara prima di Ferragosto.
Il colore estratto è il VIOLA! Mi raccomando, sottolineo la necessità di utilizzare coloranti naturali 🙂

Buona colazione 🙂

25 Lug

Sale aromatizzato al rosmarino

Una simpatica idea regalo per la quale ho preso spunto, ancora una volta, da Pinterest.
E’ del semplice sale, ma aromatizzato al rosmarino. Visto che ho una bella pianta a casa, non potevo non provarlo 🙂
La realizzazione è davvero elementare e il risultato è originale e molto profumato. Perfetto per donare un delicato aroma a mille piatti di carne, pesce o verdure.

La ricetta originale è sul sito di nientepopodimenoche Martha Stewart.

Ecco come ho fatto io:

Ingredienti:

  • 500 g di sale (ho usato quello fino, ma vorrei provare anche col grosso)
  • circa 6 rametti di rosmarino fresco

Ho messo il sale in una padella antiaderente insieme alla metà del rosmarino ben lavato e ben asciutto, con un fuoco medio.
Ho lasciato sulla fiamma per circa 10 minuti, girando di tanto in tanto per far spargere al meglio gli aromi.

Ho spento, lasciato riposare circa 5 minuti, quindi ho messo tutto in un barattolo di vetro chiudendolo ermeticamente.

Ho lasciato tutto ben chiuso per circa 18 ore (ma ne bastano anche 12), quindi ho aperto e eliminato i rametti secchi di rosmarino.
In due nuovi barattolini ben lavati ho inserito dei rametti di rosmarino fresco e riempito di sale aromatico.
Quindi ho chiuso, infiocchettato e regalato 🙂

Semplice, no?

L’ho regalato insieme a due barattolini con le zollette di zucchero aromatizzate alla cannella e al cacao. Pare siano stati molto apprezzati!

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24 Lug

Danubio con salame e provola affumicata

L’avevo detto che avrei provato a fare il danubio… l’ho visto spessissimo su vari blog e mi è sempre piaciuto il suo aspetto così scenografico e conviviale, ma non l’avevo mai assaggiato ancora, nè tantomeno realizzato.

E poi, quando Caro ha partecipato con la sua versione al mio contest “Mangiamo in spiaggia?”, ho deciso che era giunto il momento 🙂
Che poi non è certo più difficile da fare rispetto ad altri lievitati! Però non so… forse proprio il fatto di non averlo mai mangiato, finora mi aveva bloccato.

Che fosse un rustico tipico del napoletano lo sapevo, ma non immaginavo che addirittura fosse stato creato dal mitico pasticciere Scaturchio negli anni ’20 del Novecento. Ispirato da un dolce tipico dell’Austria, il Buchteln, ne creò una sua versione che chiamò in questo modo in onore della moglie austriaca (altre interessanti informazioni, e una versione dolce del danubio, da Alessandra).
A Napoli è anche conosciuto come brioche a pizzichi o danubiana.

L’aspetto è quello che più caratterizza questa preparazione, in quanto è composta da una serie di palline ripiene affiancate, che dopo la lievitazione e la cottura si uniscono, ma che possono essere agevolmente staccate e mangiate singolarmente, senza bisogno di tagli. Ciò lo rende particolarmente adatto a feste e buffet 🙂

Senza essermi troppo informata prima di realizzare la ricetta, ho utilizzato uno dei ripieni più classici: salame Napoli e provola affumicata. In effetti, pensando ai rustici napoletani, questi sono stati i primi ingredienti che mi sono venuti in mente per farcire questa morbidissima delizia.

La ricetta che ho seguito è quindi quella di Caro, di cui ho modificato solo la farcitura e pochissimo altro.

Ingredienti per l’impasto:

  • 350 g di farina Manitoba
  • 200 g di farina 00
  • 250 ml di latte intero
  • 1 uovo
  • 50 ml di olio d’oliva
  • una bustina di lievito di birra secco (o un cubetto di quello fresco)
  • 2 cucchiaini di sale
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 40 g di miele

Ingredienti per la farcitura e la rifinitura:

  • 80 g di salame tipo Napoli
  • 120 g di provola affumicata
  • un tuorlo
  • semi di papavero

Nella ciotola dell’impastatrice versate la farina, il sale, lo zucchero e il lievito secco (se è quello fresco mettetelo più lontano dal sale e scioglietelo prima nel latte tiepido), azionate le pale e poi aggiungete l’uovo leggermente sbattuto, il miele e un po’ alla volta il latte, aspettando che tutto sia ben amalgamato e assorbito dalla farina.
Per ultimo aggiungete anche l’olio.
Naturalmente, l’intero procedimento si può fare agevolmente a mano.

Una volta formata una palla omogenea ed elastica, mettetela a lievitare coperta in un luogo al riparo da correnti d’aria. Io, come sempre, l’ho messa nel microonde spento.
Dopo circa 1.30 h, quando l’impasto sarà raddoppiato, potete riprenderlo e formare tante palline di uguale dimensione.
Al centro di ogni pallina io ho messo un cubotto di provola avvolto in una fetta di salame.
Potete anche usare il salame a fette spesse tagliato anch’esso a cubetti, naturalmente.

Sigillate bene tutte le palline, potete sistemarle in una teglia tonda per il forno ben unta con olio (o, se non volete rischiare, coperta con carta forno), affiancandole ma senza metterle a contatto l’una con l’altra.

A questo punto, potete mettere a lievitare ancora per un’ora circa, finchè tutte le palline non saranno ben gonfie e aderenti tra loro.
Spennellate la superficie con del tuorlo d’uovo sbattuto o della panna per farle dorare e, se volete, cospargete di semini di papavero o quelli che preferite.

Infornate per circa 40 minuti a 180°, fino a doratura.

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23 Lug

Tortine al cioccolato extrafondente e confettura di arance amare

PS. Oggi ricetta “lista della spesa”, tipo di post odiato dalle foodblogger “serie” .
Non lo faccio mai, ma oggi è così. Punto. Si astengano dalla lettura le persone sensibili all’argomento… 😀

Dopo aver fatto queste tortine ieri (come si sono abbassate poco poco le temperature la voglia di cioccolato s’è impossessata di me 🙂 ), stanotte ho sognato di chiacchierare amabilmente con la mitica Nigella… e pure in inglese, ecco.
Eh sì, perchè la ricetta è la sua, con qualche piccola modifica.

Mi aveva incuriosito particolarmente, perchè al suo interno ci va una quantità incredibile di marmellata… mi chiedevo come potessero riuscire (di solito uso la marmellata come farcitura, non come ingrediente fondamentale dell’impasto) e invece, naturalmente, sono sorprendenti!

La ricetta originale di Nigella prevede l’uso di marmellata di ciliegie (sono i chocolate cherry cupcake) e una glassatura che, essendo comunque estate, ho preferito non fare.

Io ho invece abbinato al cioccolato extrafondente ( Choco Alpi in vendita su Store Valtellina) della confettura di arance amare (Rigoni d’Asiago), in quanto cioccolato-arancio è uno dei miei abbinamenti preferiti. Questa confettura, poi, ha la caratteristica di avere delle scorzette di arance all’interno, che ci stanno davvero benissimo!

I dolcetti, come dicevo, li ho lasciati senza glassatura. Quello che vedete in foto è del semplice zucchero che ho colorato di arancione solo per decorare.
Lo zucchero di canna usato nella ricetta invece è Bronsugar Swaziland, che ha un delicato aroma di vaniglia.

Ingredienti per 12 tortine (a me ne sono venute 13 però…):

  • 125 g di burro
  • 100 g di cioccolato extrafondente
  • 260 g di confettura di arance amare
  • 150 g di zucchero di canna
  • un pizzico di sale
  • 2 uova
  • 150 g di farina
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci

Ho messo a fondere il burro in una pentola dal fondo spesso, quando era quasi del tutto fuso, ho allontanato dal fuoco e iniziato a mescolare con una spatola in silicone (va bene anche un classico cucchiaio in legno), fino a completo scioglimento.
Quindi ho aggiunto il cioccolato fondente tritato grossolanamente e, continuando a mescolare, ho fatto fondere anche quest’ultimo (sempre lontano dal fuoco).

Spatola in silicone Tescoma

A questo punto ho aggiunto lo zucchero, la confettura, il sale, le due uova leggermente sbattute, facendo amalgamare bene il composto.
Quando è diventato ben omogeneo, ho aggiunto la farina miscelata al lievito e amalgamato.

Con questo impasto piuttosto denso ho riempito i pirottini di carta per 3/4 e infornato a 180° per circa 25 minuti.
Una volta pronti, in realtà mi davano l’impressione di essere ancora crudi, perchè risultavano essere davvero molto morbidi.
Lo stecchino però era asciutto, quindi ho spento e lasciato in forno ancora per 5 minuti circa.
Infine ho sfornato e lasciato raffreddare su una gratella.

20 Lug

Tutti i colori del cibo! – Il Blu

Questa volta era davvero difficile… Il blu credo che sia uno dei colori più difficili in cucina!

Ma Laura e Silvia sono state bravissime!

Ma prima di aprire le votazioni per le loro due ricette, devo proclamare la ricetta vincitrice della sfida sul verde,  quella che permetterà alla sua autrice di passare questo turno e accedere alle semifinali.
La ricetta che ha ottenuto più voti è quella di Elena (17), le tagliatelle verdi con gamberi e zucchine!

Complimenti Elena!!
Ma bravissima anche Stefania (7 voti), che ha saputo dar vita a dei bicchierini innovativi e freschi.

Ma ora veniamo alla nuova sfida… anche stavolta potrete votare la ricetta che preferite e che più, secondo voi, ha rispettato il tema, lasciando un commento a questo post, indicando il nome dell’autrice.
C’è tempo fino a venerdì prossimo, esattamente fino al momento della pubblicazione del post della sfida successiva.

Ecco le due ricette in gara:

 

Via alle votazioni!

19 Lug

Pizzette allo zafferano

Stavolta l’ispirazione mi è stata offerta da queste bellissime pizzette di Lalla.

L’idea di realizzare dei bocconcini dorati ha colpito la mia immaginazione e appena ho potuto ho impastato della normalissima pasta per pizza (breve, lunga o lunghissima lievitazione, fate voi) insieme allo zafferano, condendola con le poche cose che avevo in casa: pomodorini, formaggio e rosmarino.

Belle e buone 🙂

Per queste pizzette io ho utilizzato lo zafferano in filamenti San Gavino.

Ingredienti per la pizza:

  • 300 g di farina 00
  • 200 g di semola rimacinata
  • una bustina di lievito di birra secco (o un cubetto di lievito fresco)
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • due cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 bustina di zafferano
  • acqua tiepida q.b.

Ingredienti per condire:

  • olio extravergine d’oliva
  • rosmarino
  • formaggio a scelta
  • pomodorini
  • sale

Ho messo lo zafferano a sciogliere in una tazzina di acqua calda per una decina di minuti.

Ho mescolato la farina con tutti gli altri ingredienti per l’impasto (se usate il lievito secco non c’è bisogno di farlo sciogliere prima) e ho usato l’acqua con lo zafferano per iniziare a impastare, aggiungendone altra al bisogno.

Ottenuto un impasto molto elastico e omogeneo (anche per il colore), ho messo la ciotola nel microonde spento e chiuso a lievitare. Se non l’avete, coprite tutto e lasciate al caldo.

Al raddoppio dell’impasto (dopo circa 1 ora e mezza), ho steso l’impasto col mattarello e poi ho ricavato tanti dischi con un coppapasta (va bene anche un bicchiere).

Ho lasciato lievitare ancora 45 minuti circa e poi ho condito le pizzette: alcune solo con olio, sale e rosmarino fresco, altre con pomodorini tagliati, sale e olio, altre semplicemente con un pezzo di formaggio.
Io non avevo granchè in casa in quel momento, ma potete sbizzarrirvi con i condimenti 🙂

Ho infine cotto in forno a 200° per circa 20 minuti.

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E con questi bei pomodorini in primo piano vi comunico che il colore della prossima gara del 2 agosto, quella di Alessia&Tiziana e Vera, è il MARRONE!!

(PS stamattina avevo comunicato il colore della sfida prima di questa… sorry!)

Mentre oggi vedremo le ricette di Laura e Silvia, di colore BLU!!

Invece, avete già votato le ricette VERDI??

Ormai siamo proprio nel pieno della gara 🙂

17 Lug

Formaggelle di ricotta e uvetta

Mi piace moltissimo questo dolcetto. E’ uno dei tanti prodotti dolciari tipici della Sardegna, ma forse resta il mio preferito.
Ho assaggiato le formaggelle nel mio primo viaggio in quest’isola meravigliosa, consigliata da quello che allora era il mio ragazzo e ora mio marito.
Lui le conosceva bene perchè in Sardegna ha vissuto diversi anni. A me l’idea di assaggiarle non ispirava molto, perchè il nome “formaggella” mi faceva associare il dolce a qualcosa di salato e, non essendo ancora una raffinata foodblogger (ridete pure, tranquilli), certe cose ritenevo non facessero per me… 😀

E invece, fu amore al primo morso!! Delicate, profumate, non troppo dolci… davvero buonissime!
E poi, come qualcuno di ha fatto notare su Instagram, non sembra un piccolo Sole??

Ho fotografato proprio la formaggella più cicciottella (quelle sullo sfondo sono già più sottili)… quindi, prendetela come riferimento per fare l’impasto più sottile. La metà di questo spessore diciamo.

E’ uno di quei dolci che si trova solo nella zona d’origine (mai viste altrove, ma immagino che qualche negozio che vende prodotti tipici sardi possa averle), salvo che in sporadiche comparsate da Lidl. In realtà quelle di Lidl non sono proprio uguali a quelle che conosco io. A parte l’ovvia considerazione che sono dei prodotti industriali per cui molto lontani dal sapore più genuino di quelle del forno o delle pasticcerie presso cui le ho mangiate, in quelle manca anche l’uvetta e l’aroma di arancio è quasi inesistente.

E allora, qualche giorno fa, quando m’è presa una grandissima voglia di mangiarle di nuovo, mi sono messa alla ricerca di una ricetta che mi ispirasse autenticità e tradizione. Impresa ardua!
Come per tutti i dolci sardi, esistono differenze notevoli tra la versione delle ricette delle diverse zone (per non parlare dei nomi: formaggelle, pardulas, casadine…). E così leggo tra gli ingredienti di alcune “zafferano”, ma ero abbastanza certa che in quelle mangiate non ci fosse…
E poi niente uvetta…
E poi primosale? O ricotta? Insomma una giungla…

Ma per fortuna che c’è Twitter e così scopro la ricetta di Daniela (Senza Panna). E’ lei! E’ la mia ricetta, ne sono sicura!
Detto fatto, il giorno dopo le inforno e le mangio pure… Voglia, per ora, soddisfatta, ma sull’agenda della brava foodblogger mi sono appuntata di rifarle a breve! Anche perchè sono venute buonissime, ma devo perfezionarle un po’ nella manifattura (pasta più sottile e ripieno posizionato meglio).
Leggete il post di Daniela perchè dà notizie interessanti, e spiega anche che è un dolcetto che veniva tradizionalmente cotto nel forno a legna, alla temperatura più bassa.
Io, naturalmente, ho seguito la sua ricetta alla lettera. Unica diversità le dosi tra impasto base e “ripieno”.
Ho dimezzato le dosi della crema, tenendo però uguali quelle dell’impasto che la contiene. Ebbene, se avessi fatto diversamente l’impasto non mi sarebbe bastato.
La differenza può stare in parte nel fatto che le prime che ho realizzato dovevano essere un po’ più sottili (e rivedendo oggi le foto direi anche parecchio più sottili), poi ci ho preso la mano e sono venute perfette…
Daniela mi suggeriva che un altro fattore può essere la dimensione dei dolcetti e quindi la diversa proporzione tra ripieno e base.

Comunque, io vi lascio le dosi così come le ho seguite io… Se proprio dovesse avanzarvi dell’impasto lo potete congelare e tenere pronto per la prossima volta (io ne avevo fatto di più proprio per questo motivo…)!

Il mio personale baby chef all’opera

Ingredienti per la pasta:

  • 300 gr di semola rimacinata (potete usare anche farina 0)
  • 1 pizzico di sale
  • 75 gr di burro (nella ricetta originale si usa lo strutto)
  • acqua q.b. (circa una tazzina di caffè)

Ingredienti per il ripieno:

  • 500 g di ricotta di pecora
  • la buccia grattugiata di 1 arancio
  • 1 uovo piccolo
  • 50 g di semola rimacinata (o farina 0)
  • 50 g di zucchero (io, come sempre, ho usato quello di canna)
  • 50 g di uvetta ammollata nel succo dell’arancia
  • un pizzico di sale

Ho impastato la semola con il burro freddo a pezzetti, il pizzico di sale e un pochino di acqua, quel poco che è bastato per avere un impasto sodo e lavorabile. A me è servita più o meno una tazzina di caffè di acqua.
Ho messo l’impasto in frigo e ho preparato il ripieno.

In una ciotola ho lavorato leggermente la ricotta con la forchetta, quindi ho aggiunto l’uovo, lo zucchero, la semola e il pizzico di sale.
Ho quindi grattuggiato la buccia dell’arancio, incorporandola al resto e poi unito l’uvetta precedentemente ammollata nel succo d’arancio.
Nella ricetta originale non si parla di ammollo dell’uvetta perchè non necessario. Io l’ho fatto per aumentarne l’aroma.
Come sapete, gli aranci in commercio ora non sono il massimo visto che non è stagione, per cui dovevo potenziarne un po’ il profumo 🙂

Ho messo la crema in frigo (fa davvero troppo caldo per tenere certi ingredienti fuori anche per pochi minuti) e ho steso la pasta con un paio di mm di spessore. Quindi, con un coppapasta o un bicchiere non troppo piccolo, ho ricavato tanti cerchi al cui centro ho messo una cucchiaiata di ripieno.
A questo punto non resta che creare la forma caratteristica delle formaggelle, pizzicando i bordi della pasta.

Sempre lei, la formaggella più obesa, prima della cottura… si vede che era quella con la forma più carina… 😀

Infornate a 160° fino a doratura. 
Come tutti i dolci a base di ricotta (e non solo) il giorno seguente sono al massimo del loro gusto.

PS. Visto la presenza di ricotta, col caldo preferisco conservarle in frigo. Sono ottime anche fredde!