30 Gen

Tortine di farina di avena integrale e mele con scorza d’arancia

Incredibilmente, qualche giorno fa, ho trovato in un negozio la farina integrale di avena, macinata a pietra!

Ormai lo sapete quanto mi piaccia sperimentare nuove farine, per cui non me la sono lasciata sfuggire… Poi però ho iniziato a pensare che non sarei mai riuscita a mangiarla, perchè mi sono ricordata di alcuni biscotti di Ikea all’avena, che non mi piacciono assolutamente: mi pare cibo per cavalli 😀

Però ormai la avevo e sono andata subito a cercare sul blog di Federica cosa mi proponeva di buono (so che con lei vado sul sicuro e ha usato praticamente tutte le farine esistenti)!
Tra le varie proposte mi hanno colpito dei muffin con le mele, perchè sembra che fossero piaciuti molto alla sua bimba e se una cosa piace a un bambino è più facile che incontri i gusti di molti, no?!

Però, ancora poco fiduciosa del feeling tra me e l’avena, per di più integrale, ho fatta mezza dose e ho di conseguenza modificato leggermente gli ingredienti (ho aggiunto un po’ di latte, avendo eliminato in proporzione mezzo uovo, e ho profumato con l’arancia).

Insomma, alla fine non è andata male 🙂
Le tortine risultano morbidissime, cremose all’interno per l’alta percentuale di mela, il sapore dell’avena si sente, naturalmente, ma non è nauseante come quello che ricordo nei famigerati biscottini, ed è reso più goloso dalla presenza della scorza d’arancia grattugiata, il cui profumo inebria durante la cottura.
Per cui, non posso comunque reputarla la mia farina preferita, ma il risultato dal punto di vista del gusto è buono (se vi piace già l’avena sarà addirittura ottimo) e la consistenza piacevole.
La farina non integrale sarà sicuramente di gusto meno intenso, quindi magari iniziate provando quella 😛

L’avena ha moltissime proprietà benefiche: è uno dei cereali contenenti più proteine (fino al 17%) e meno carboidrati, ha l’11% di fibre, ed è uno dei cereali con il più basso indice glicemico.  È ricca di vitamine del gruppo B, acido pantotenico, enzimi, minerali (calcio e fosforo), vari oligoelementi e l’avenina, un alcaloide con effetto tonificante, energetico e riequilibrante del sistema nervoso.
E’ infine facilmente digeribile.

Un dibattito aperto è invece quello sul consumo di avena da parte dei celiaci… del glutine è comunque presente in questo cereale, ma alcuni studi dicono che non è assolutamente dannoso per chi soffre di questa malattia, mentre altri studi dimostrano che degli effetti ci sono sul lungo periodo. Fatto sta che in alcuni paesi questo cereale è ammesso nei prontuari, in altri paesi no…
Meglio andarci cauti, insomma.

Ingredienti per 6-7 muffin:

  • 150 g di farina integrale d’avena
  • 90 g di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 35 g di olio d’oliva
  • 50 g di latte
  • 1/2 bustina di lievito istantaneo per dolci
  • 1 grossa mela
  • la scorza grattugiata di un arancio

Ho mescolato la farina con lo zucchero e il lievito, quindi ho unito l’uovo sbattuto insieme al latte e all’olio, mescolando bene.

Ho unito la scorza d’arancio grattugiata e infine la mela sbucciata e tagliata a piccoli dadini.

Ho versato il composto nei pirottini per muffin e ho infornato a 180° per circa 30 minuti.

Pin It
28 Gen

Castagnole di Carnevale (senza liquori)

Quando lo scorso anno ho fatto per la prima volta le castagnole, avevo specificato nel post che mi ero molto documentata, perchè negli ultimi anni mi sono resa conto che è sempre più difficile trovare le “vere” castagnole, quelle che ho sempre mangiato da piccola. Ripiene, aromatizzate, colorate… insomma se ne fanno di tutti i tipi, ma io voglio quelle classiche!
Dopo le mie ricerche ero approdata a una ricetta che mi aveva molto soddisfatta, questa, e solo dopo mia madre mi disse che lei conservava quella di famiglia, abbastanza antica perchè risale almeno alla mia bisnonna.
L’ha fatta così poche volte in vita sua (condividiamo l’odio per la frittura) che ricordava che l’impasto era molto morbido e andava prelevato col cucchiaio.
Ma non è così 😀 è un impasto morbido e molto setoso, ma che può essere modellato con le mani per formare le palline.
In questa ricetta inoltre, non sono previsti liquori, cosa da non sottovalutare per chi non li ama, non vuole usarli per i bambini o è intollerante all’alcol (e ultimamente ne ho conosciute diverse di persone con questo problema).
Rispetto alla ricetta dello scorso anno, si mantengono morbide e molto buone per più tempo, mentre quelle ricordo che il giorno dopo si erano già seccate molto.
Insomma, se siete alla ricerca di una ricetta facile, testata e adatta a tutti, seguitela senza problemi!
E visto che le ho rifatte 2 volte in 2 giorni, direi che sono da provare 😀
Unica variazione sulla ricetta originale è lo zucchero, che io ho sostituito con quello di canna.
La seconda volta che le ho fatte, poi, ho messo 20 g in più di zucchero e devo dire che a noi sono piaciute ancora di più 🙂
Ingredienti:
  • 600 g di farina
  • 100 (o 120) g di zucchero di canna (nella ricetta originale zucchero bianco)
  • 150 g di burro
  • 4 uova
  • 1 bustina di lievito istantaneo per dolci
  • la scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico sale

Ho fuso il burro e l’ho fatto intiepidire, quindi l’ho sbattuto insieme alle uova intere. Ho quindi aggiunto lo zucchero e la scorza del limone e continuato a sbattere con le fruste.
Infine ho aggiunto un po’ alla volta la farina, il lievito e il sale, mescolati precedentemente tra loro.

Come dicevo, l’impasto finale sarà morbido e setoso.

Formate con le mani tante palline, non troppo grandi perchè in cottura di gonfieranno.

Nel frattempo, fate scaldare l’olio in una pentola. L’olio deve essere profondo. Quando è caldo, mettete a friggere un po’ di palline alla volta, girandole un po’ con una schiumarola per farle dorare da tutte le parti e prelevandole appena ben colorite.
Fatele asciugare dell’olio in eccesso sulla carta assorbente e poi ricoprite con zucchero a velo.

E’ importante che l’olio sia ben caldo ma non troppo bollente, altrimenti le castagnole diventeranno subito dorate e resteranno crude internamente. Se scuriscono non appena le buttate dentro, fate raffreddare un po’ l’olio prima di cuocere le altre, allontanando per un poco la pentola dal fuoco (non mentre state cuocendo naturalmente).

Pin It
23 Gen

Danubio con broccoletti e salsiccia (oppure con prosciutto cotto e scamorza affumicata)

Oggi vi presento una ricetta che già avete visto sul mio blog, il danubio salato, lasciandovi solo due idee diverse per la farcitura. In particolare, la versione broccoletti e salsiccia è fenomenale!! 🙂 Slurp!

Ho fatto un danubio di forma classica, ma usando una teglia più piccola (Icont, da 24 cm) rispetto alle dosi, così da far avanzare qualche pallina da cuocere come piccoli panini negli stampini per muffin (sempre Icont). Li trovo davvero molto carini questi bocconcini! 🙂

Ma prima di lasciarvi la ricetta, che è in realtà un copia & incolla della precedente con la piccola variazione del ripieno, ho una comunicazione di servizio da fare: siamo quasi al termine della coloratissima sfida “Tutti i colori del cibo!“.
Iniziamo ora la terza fase, in cui si affronteranno 3 blogger alla volta in due sole gare. Le due vincitrici di ogni sfida si affronteranno poi nella finalissima dell’ultima fase 🙂

Ci ho pensato a lungo… non è facile decidere quali colori mettere in campo in ogni fase e per le ultime 3 sfide ho quindi pensato a qualcosa di particolare.

Per la penultima fase vorrei scegliere i due NON colori: il bianco e il nero.

Per la finale, invece, rivoluzioneremo tutto e invece di un solo colore i protagonisti saranno i 7 colori dell’arcobaleno (ecco ora che l’ho detto faranno a gare per non passare il turno!! 😀 )!

In fondo, chi è giunto fino alla fine di questo gioco si è dimostrato senza dubbio capace di giocare con la tavolozza in cucina, ha sicuramente una marcia in più ed ha anche acquistato dimestichezza con la gara e le sue pochissime regole (anzi, una sola: non usare coloranti artificiali), quindi sono certa che la difficoltà verrà accettata nel modo più giusto, mettendosi ancora una volta in gioco e divertendosi in cucina! Anche perchè, lo ricordo, tutte le sfidanti sono sempre state consapevoli che la loro fatica non sarebbe stata ricompensata con nessun premio…

E vi sarete appena resi conto che, avendo già annunciato tutti i prossimi colori in gioco, sto stravolgendo le regole delle due settimane e delle sfide alternate.
Ecco, visto che le concorrenti sono in numero ridotto, ho pensato di rendere la cosa più movimentata, lanciando le due sfide del terzo turno in contemporanea, per il colore bianco e per il nero, e di lasciare più tempo a tutte 3 settimane di tempo a tutte.
Quindi, la prossima sfida ci sarà il prossimo 28 febbraio! 15 febbraio! Di solito le ricette sono state postate sempre di giovedì, ma questa volta capiterebbe il 14 febbraio, per cui vorrei lasciare le blogger libere di postare, eventualmente, ricette per il S. Valentino.

Il post per le votazioni sul mio blog verrà quindi pubblicato di Lunedì.

Detto questo, passiamo agli abbinamenti e ai relativi colori per ogni sfida! Come sempre ho fatto una piccola estrazione… nessun notaio in vista, ma spero vi fidiate 🙂

A prima vista il nero potrebbe sembrare un colore più difficile rispetto al bianco, ma non credo sia così. Ci sono varie possibilità per ottenerlo, sia nei dolci che nel salato, senza usare nessun colorante. E di una di queste ho già parlato sul mio blog (e non è il nero di seppia) 🙂

In bocca al lupo a tutte!

Ingredienti per l’impasto:

  • 350 g di farina Manitoba
  • 200 g di farina 00
  • 250 ml di latte intero
  • 1 uovo
  • 50 ml di olio d’oliva
  • una bustina di lievito di birra secco (o un cubetto di quello fresco)
  • 2 cucchiaini di sale
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 40 g di miele

Nella ciotola dell’impastatrice versate la farina, il sale, lo zucchero e il lievito secco (se è quello fresco mettetelo più lontano dal sale e scioglietelo prima nel latte tiepido), azionate il gancio e aggiungete l’uovo leggermente sbattuto, il miele e un po’ alla volta il latte, aspettando che tutto sia ben amalgamato e assorbito dalla farina. Per ultimo aggiungete l’olio.
Naturalmente, l’intero procedimento si può fare anche a mano.

Una volta formata una palla omogenea ed elastica, mettetela a lievitare coperta in un luogo al riparo da correnti d’aria. Io, come sempre, l’ho messa nel microonde spento, ma ieri faceva piuttosto freddo in casa e nel forno, dopo aver visto che la situazione si era smossa ben poco dopo 1 ora, ho aggiunto un pentolino pieno di acqua bollente.

Ingredienti per la farcitura e la rifinitura:

  • 150 g di prosciutto cotto e 100 g di scamorza affumicata
  • oppure: un piatto di broccoletti, 2 dita di salsiccia secca, 50 g di scamorza affumicata
  • oppure: fate metà dose di entrambe le farciture e alternate i ripieni 🙂

Dopo circa 1.30-2 h, quando l’impasto sarà raddoppiato, potete riprenderlo e formare tante palline di uguale dimensione, quindi schiacciatele come se voleste fare delle pizzette, e al centro di ognuna mettete un cubotto di provola avvolto in una fetta di prosciutto cotto, oppure i broccoletti con i pezzetti di salsiccia e un pezzo di formaggio.

Sigillate bene tutte le palline, e sistematele in una teglia tonda per il forno ben unta con olio, affiancandole ma senza metterle a contatto l’una con l’altra.

Mettete a lievitare ancora per un’ora circa, finchè tutte le palline non saranno ben gonfie e aderenti tra loro.
Spennellate la superficie con olio per farle dorare e, se volete, cospargete di semini di papavero.

Infornate per circa 30-40 minuti a 180°, fino a doratura.

Pin It
22 Gen

Lasagne monoporzione di ceci e farro con carne e piselli e crosticina golosa di parmigiano e nocciole

La domenica, soprattutto se piovosa e fredda, non c’è nulla di più bello che mettere le mani in pasta e dar vita a creazioni golose sia dolci che salate, lasciando libera la fantasia e assemblando gli ingredienti che si trovano nella dispensa.

In particolare, non può mancare la pasta fresca da trasformare in semplici fettuccine, in ravioli, in cannelloni o anche lasagne.
E se poi la pasta all’uovo è fatta di farina di farro e di farina di ceci… beh la soddisfazione aumenta notevolmente! Il sapore è delizioso e l’effetto dopo la cottura molto goloso.
Invece di fare la solita lasagna multiporzione, infatti, ho voluto fare delle monoporzioni utilizzando gli stampini da muffin (quelli in alluminio di Icont, che sono leggermente più grandi degli stampi in silicone o carta) e lasciando fuoriuscire dai bordi dei lembi di sfoglia, come dei petali di fiori, ottenendo un effetto molto gradevole dal punto di vista estetico e molto stuzzicante dal punto di vista del gusto, perchè con la cottura in forno questi bordi sono diventati croccanti.
Se avessi usato della classica farina 00 o semola, l’effetto sarebbe stato più duro ma allo stesso tempo gommoso, invece la farina di ceci ha resto la pasta “scrocchiarella” quanto una chips di patate. Molto, molto sfiziosa!

Per completare questo effetto croccante ho ricoperto la superficie di ogni “cupcake” con parmigiano grattugiato e pezzetti di nocciole. L’abbinamento di gusti e consistenze è risultato perfetto (credetemi) e ogni boccone è stato assaporato  in ogni suo più piccolo dettaglio, dalla farcitura resa cremosa dal formaggio, alla gusto della carne e dei pisellini finissimi (ad averli avuti anche due funghetti sarebbero stati perfetti), alla golosità della crosticina di pasta, parmigiano e nocciole.

Ingredienti per 9 lasagnette:

  • 100 g di farina di ceci
  • 100 g di farina di farro + altra da aggiungere per la lavorazione
  • 2 uova medie
  • 500 g di carne tritata
  • 150 g di piselli
  • 1 carota
  • 1 scalogno
  • 80 g di provolone
  • 100 g di fontina
  • 25 g di parmigiano reggiano + altro per la superficie
  • vino bianco, olio extravergine d’oliva e sale q.b.

Ho iniziato dalla pasta, mescolando le due farine e formando una fontana. Al centro ho messo le due uova e ho mescolato prima pian piano con una forchetta e poi energicamente con le mani. Una volta ottenuto un impasto elastico e omogeneo, ho messo da parte e lasciato riposare coperto.

Nel frattempo, ho tritato uno scalogno e una carota e li ho fatti imbiondire in una padella in olio extravergine d’oliva. Ho aggiunto quindi i pisellini finissimi e la carne tritata, un paio di dita di vino bianco, ho salato e portato a cottura (ci vorrà circa un quarto d’ora).

Trascorso il tempo di riposo della pasta (almeno 30 minuti), ho iniziato a stenderla con la macchina per tirare la pasta (ma potete usare anche il mattarello). Rispetto agli impasti di farina 00 o semola, questo è risultato molto più appiccicoso, per cui ho utilizzato molta più farina di supporto (usando a tale scopo quella di farro e non quella di ceci che credo avrebbe amplificato il problema), infarinando bene l’impasto prima di inserirlo nella macchina.

Ho iniziato dallo spessore più largo, diminuendo di uno ad ogni passaggio, ma senza riuscire a utilizzare lo spessore più piccolo e fermandomi quindi a “5”. Oltre questo, la pasta si bucava e si rovinava. Ma poco male, proprio perchè l’effetto dopo la cottura sarà diverso da quello della classica pasta all’uovo.

Pronte le varie sfoglie, ho spennellato gli stampini con olio extravergine d’oliva, e poi ho tagliato 9 quadrati di pasta, sistemandoli nei pirottini e facendo in modo che le punte uscissero fuori dai bordi.

Ho mescolato la carne e i piselli con il parmigiano grattugiato e il formaggio tagliato a cubetti e poi con questa farcitura ho fatto uno strato sulla prima sfoglia.


Ho tagliato quindi altri 18 quadrati di pasta, ma più piccoli rispetto ai primi e con 9 di questi ho coperto la farcitura già posizionata, poi ne ho fatto un secondo strato e ho ricoperto anche questo con i restanti 9 quadrati.

Ho spennellato la superficie con olio e poi ho grattugiato su ogni porzione abbondante parmigiano reggiano e ho coperto con delle nocciole tritate molto grossolanamente col coltello.

Ho infornato a 200-220° per circa 20-30 minuti e servito ben caldo.

 

 

Pin It
21 Gen

“Trionfo alle nocciole” (ovvero torta alle nocciole con crema di Nocciolata, glassa a specchio e croccante alle nocciole)

E mò c’ho preso gusto! Di nuovo una bella torta farcita sul mio blog (e sulla mia tavola, certo), ma d’altro canto i miei genitori festeggiano il loro compleanno a soli 4 giorni di distanza!

La torta al cacao con crema al pistacchio della scorsa settimana, per il compleanno di mia madre, è stata un gran successo per cui stavolta non avevo davvero idee per creare un dolce altrettanto goloso ma che non fosse troppo simile a quello.

E invece… credo di esserci riuscita! La torta è un tripudio di nocciole, presenti nell’impasto, nella crema di farcitura (come crema al cacao e nocciole ho utilizzato la golosissima Nocciolata di Rigoni d’Asiago) e nel croccante che ho utilizzato per la decorazione.
Per enfatizzare l’aroma delle nocciole ho anche usato una piccola percentuale di farina di orzo.

Per l’occasione mi sono anche cimentata in una favolosa glassa, la cui ricetta avevo messo da parte già da una vita, che è bellissima a vedersi perchè lucidissima e molto liscia, ma è soprattutto di un buono… avrei dovuto postarvi la foto di mio figlio mentre ne rubava le cucchiaiate durante la preparazione del dolce!! Non ci sarebbe stato nulla di più esplicativo 😀
E’ una glassa al cacao “a specchio”, facile da fare (se ci riesco io è senza dubbio così) e di una riuscita fantastica, perchè oltre a tutti i suoi pregi resta morbida, con una consistenza budinosa, golosissima.
E dopo averla assaggiata ho deciso che non avrebbe potuto essere una semplice glassatura per la mia torta, ma un vero e proprio ulteriore strato, per cui ho utilizzato un piccolo trucchetto per non farla scivolare lungo i bordi (leggete nella ricetta), ma per farla depositare tutta sulla superficie, senza farne avanzare nemmeno un pochino.

Guardate che meraviglia l’effetto “specchio” 🙂

Io ho seguito le indicazioni molto precise trovate su La settimana gastronomica, ma le dosi che trovate qui sotto sono precise precise per la quantità che ho utilizzato io (a parte le cucchiaiate rubate dal piccolo goloso).

Come teglia per cuocere il dolce ho utilizzato quella in alluminio di Icont, da 24 cm di diametro.

Il consiglio che vi do e che è valido per tutti i casi di torte farcite (o quasi tutti), è di preparare e farcire la torta il giorno prima per far insaporire il tutto, lasciando per il giorno stesso solo la finitura e la decorazione (nel mio caso solo il croccante).

Ingredienti per il dolce:

  • 120 g di farina 00
  • 50 g di farina di orzo
  • 50 g di amido di frumento oppure mais oppure fecola di patate
  • 80 g nocciole tritate finemente
  • 130 g zucchero di canna
  • 140 burro
  • 100 g di latte
  • 3 uova
  • mezza bustina di lievito istantaneo per dolci

Ho mescolato la farina 00 con quella di orzo, con l’amido, lo zucchero di canna, le nocciole tritate e il lievito.
Ho sbattuto le uova, rendendole spumose, quindi ho aggiunto il latte e il burro fuso al microonde, sempre mescolando.

Ho versato questo composto sugli ingredienti secchi e ho mescolato con la frusta ottenendo un impasto cremoso e omogeneo.
Ho unto una teglia per dolci e ho versato l’impasto, scuotendo un po’ la teglia per livellarlo bene, quindi ho infornato a 180° per circa 45 minuti.

Ingredienti per la crema:

  • 100 g di panna fresca
  • 200 g di crema al cacao e nocciole

Per la crema ho semplicemente montato la panna fresca e poi l’ho aggiunta un po’ alla volta alla crema di cacao e nocciole, con delicatezza per non smontare la panna.
Mi raccomando… la crema è necessaria per farcire il dolce, se sapete di non riuscire a resistere ad affondare il cucchiaio fatene una dose doppia! 🙂

Tagliate il dolce a metà in senso orizzontale e farcite con tutta la crema, “sporcando” anche un po’ i bordi.

Ingredienti per la glassa:

  • 100 g di panna fresca
  • 113 g di acqua
  • 153 g di zucchero
  • 50 g di cacao amaro
  • 4,6 g di gelatina in fogli

Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda.

Mescolare il cacao con lo zucchero e metterli in un pentolino col fondo spesso, quindi aggiungere l’acqua e la panna, facendo cuocere tutto a fuoco basso, mescolando in continuazione per 8-10 minuti (finchè non inizia a bollire).
Togliere quindi dal fuoco e aggiungere la gelatina strizzata, mescolando bene. A questo punto potete passare tutto al colino per togliere eventuali grumi, ma sinceramente non ne ho avuto bisogno perchè la glassa viene liscissima.
A questo punto dovreste aspettare il raggiungimento dei 40° di temperatura, ma se non avete un termometro, basta aspettare che diventi meno fluida e che non scivoli via troppo velocemente dal cucchiaio.

Una volta tiepida è pronta per essere usata: io ho sistemato tutt’intorno al dolce della carta forno, fermandola ben stretta e spillandola e lasciando i bordi alti.
Questo è necessario solo se volete ottenere uno strato bello spesso in superficie, per una classica glassatura potete semplicemente far scivolare la glassa sul dolce.

Pronta “l’impalcatura”, ho spostato comunque il dolce su una gratella posizionata su una placca da forno (per raccogliere il cioccolato nell’eventualità che fuoriuscisse un pochino), ho versato la glassa al centro e ho lasciato che ricoprisse l’intera supercifie con uno strato uniforme.

A questo punto ho messo tutto in frigorifero fino al giorno dopo.

Ingredienti per il croccante alle nocciole:

  • 200 g di zucchero semolato
  • 60 g di nocciole

Per finire il dolce ho pensato di usare dei pezzetti di croccante alle nocciole.
Ho fatto sciogliere lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso, una volta caramellato, ho spento il fuoco, ho aggiunto velocemente le nocciole, mescolando e poi ho steso tutto su un foglio di carta da forno, livellando con una spatola per ottenere uno strato il più sottile possibile (avrei voluto un risultato più sottile, ma non sono riuscita).

Mentre non era ancora del tutto freddo, ho inciso le parti che avrei voluto ottenere con un coltello, per essere facilitata una volta solido.

Ho quindi aspettato che indurisse e poi ho staccato i vari rettangoli irregolari.

Solo non molto prima di servire il dolce (diciamo prima di pranzo o cena) ho “attaccato” i pezzi di croccante alle nocciole tutt’intorno al bordo della torta.
Avendo “sporcato” i bordi con la crema, non c’è stato bisogno di aggiungere altro perchè il croccante restasse incollato.

PS. Una volta glassato il dolce deve riposare qualche ora in frigorifero per permettere alla glassa di addensarsi, ma consiglierei di servirlo a temperatura ambiente (a meno che non sia estate), tirandolo fuori almeno un paio d’ore prima del servizio.

Posata da dessert Broggi

Pin It
18 Gen

Zuppa di pasta e patate al pomodoro

This entry is part 8 of 8 in the seriesPrimi Piatti

La mia ricetta di oggi non è una di quelle che normalmente posto sul blog, perchè è un piatto talmente “normale” che lo si porta in tavola senza nemmeno rendersi conto… Ma a volte qualcuno mi ricorda la necessità di diffondere anche queste preparazioni di base!

Il post nasce più che altro come scusa per annunciare l’ultima vincitrice dell’ultima sfida, quella lilla, della seconda fase di Tutti i colori del cibo!

E’ stata una bella gara, tra due piatti molto diversi anche se partivano dagli stessi ingredienti di base: la ricotta e il cavolo viola.
La vincitrice è Martina, con i suoi sformatini che hanno ottenuto 39 voti, ma tantissimi complimenti vanno fatti anche a Stefania e alle sue girelle di pasta (28 voti), tanto più che è stata coinvolta all’ultimo minuto per sostituire un’altra concorrente!
Presto vi farò sapere tutte le informazioni relative alla penultima fase della sfida 🙂

Ritornando invece al piatto del giorno, la pasta e patate è un classico molto amato, un vero comfort food, un primo piatto sotto forma di zuppa che riscalda cuore e fisico in queste fredde giornate.

E se vi dicessi che invece io non lo mangiavo mai quando mamma lo preparava?! Sapete, quelle fissazioni che vengono da ragazzini e che poi all’improvviso scompaiono, per fortuna!
Anche perchè invece ho sempre amato moltissimo tutte le zuppe, con fagioli, lenticchie, piselli… tranne pasta e patate 😀

E’ uno di quei piatti familiari, che sanno di casa e che ognuno fa a modo suo, rispettando appunto le proprio tradizioni. Da me si fa col pomodoro, ad esempio, e con una consistenza leggermente brodosa (ma non troppo).

Quindi, questa è la nostra pasta e patate, semplice semplice 🙂

Ingredienti per 3 porzioni:

  • 3 patate medie
  • 400 g di polpa di pomodoro finissima o passata
  • 1 cipolla media
  • olio extravergine d’oliva, sale q.b.
  • 200 g di pasta mista
  • parmigiano reggiano per condire

Ho tagliato finemente la cipolla e l’ho lasciata imbiondire in una pentola dai bordi alti in olio extravergine d’oliva.
Ho aggiunto la polpa di pomodoro, un bicchiere di acqua e lasciato cuocere a fuoco basso, nel frattempo ho lavato e sbucciato le patate, tagliandole a cubetti molto piccoli.
Ho aggiunto anche le patate al sugo, ho salato e lasciato cuocere coperte sempre a fiamma bassa, facendo restringere il pomodoro.

Quando le patate sono ben ammorbidite (ma non devono sfaldarsi), ho lessato la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolandola a metà cottura, ma trattenendo un paio di mestoli di acqua di cottura.

Ho quindi aggiunto la pasta alle patate con un po’ dell’acqua di cottura e terminato la cottura facendo insaporire insieme, ottenendo una zuppa più cremosa o più brodosa, in base ai vostri gusti.

Servite ben caldo con abbondante parmigiano grattugiato.

 

Pin It
17 Gen

Tortine di farro con mandorle e pere

This entry is part 1 of 1 in the seriesMuffin, Tortine, Cupcake

Nella fruttiera c’erano un paio di pere che diventavano ogni giorno più nere e nessuno mangiava e così, due giorni fa, ho deciso di farle fuori io, naturalmente senza spargimenti di sangue, ma immergendole in un profumatissimo impasto di farina di farro e mandorle, ottenendo delle tortine morbidissime, succose, golose, perfette sia a merenda che a colazione.

La ricetta, come sempre, è semplicissima: il tempo di pesare i pochi ingredienti e di impastare velocemente, poi in forno per una ventina di minuti e il gioco è fatto.

Ingredienti per 8 muffin:

  • 110 g di farina di farro
  • 50 g di farina di mandorle (o mandorle macinate molto finemente)
  • 90 g di zucchero di canna
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 75 g di burro
  • 2 uova medie
  • 50 g  di latte
  • 2 pere medie

Ho miscelato la farina di farro con quella di mandorle e con lo zucchero, quindi ho aggiunto il lievito setacciato.
Nel frattempo ho fatto fondere il burro mettendolo per una trentina di secondi al microonde, lasciandolo poi intiepidire.

Intanto ho sbucciato le pere e le ho tagliate a dadini, quindi, ho unito il burro alle uova e le ho sbattute con la frusta.

Ho versato il composto di burro sugli ingredienti secchi, incorporando bene tutto, e poi ho aggiunto il latte per amalgamare meglio e rendere l’impasto meno denso.
Ho aggiunto anche i dadini di pera, mescolando, e poi ho versato tutto nei pirottini di carta inseriti in stampini rigidi (quelli in alluminio, ma anche le apposite teglie).

Ho infornato a 180° per circa 20 minuti, facendo la prova stecchino a fine cottura.

Fate raffreddare completamente prima di servire.

Pin It
16 Gen

Pannenkoeken dei Paesi Bassi

E così mi do anche alla cucina internazionale!! 😀
Ricordate l’Abbecedario Culinario della Comunità Europea di cui vi avevo parlato pochi post fa? Finalmente il viaggio ha avuto inizio e la prima a partire è stata Mony di Gata de Plar che naturalmente ha inaugurato la prima lettera dell’alfabeto, la A, con la Appeltaart.
Fino al 27 gennaio chiunque abbia un blog potrà partecipare con una ricetta, diversa dalla appeltaart, dei Paesi Bassi e io ho scelto di partecipare con una ricetta molto semplice ma anche sfiziosa!
Si tratta dei pannenkoeken, che sono una via di mezzo tra le crepes e i pancake, come spessore e come consistenza.
Ho scoperto che esistono addirittura dei ristoranti specializzati solo in questo piatto, sia in versione dolce che in versione salata…
Un’altra particolarità dei pannenkoeken è che “la farcitura”, quando presente, va inserita direttamente in cottura e non dopo, come per le crepes.
Si mette un po’ di pastella nella padella, facendola rapprendere leggermente, si mettono gli ingredienti prescelti (bacon, prosciutto, mele, formaggi…) e poi si continua a cuocere su entrambi i lati.
Su questo punto in particolare avevo avuto qualche dubbio documentandomi in rete, perchè in alcuni casi si parlava di elemento fondamentale che contraddistingueva la ricetta, in altri non se ne faceva cenno, quindi  ho pensato di andare sul sicuro chiedendo a una “collega” blogger italiana che vive in Olanda: Giovanna di Mangia senza Pancia.
Lei ha confermato l’idea che mi ero fatta di questo piatto tipico ed è stata così gentile da inviarmi anche delle foto del marito olandese ai fornelli, per fugare ogni dubbio 😀
Quindi ecco la mia versione di pannenkoeken! La base è una pastella neutra abbastanza densa e io l’ho farcita con prosciutto cotto, perchè ne avevo da consumare in frigo, ma voi potete farcirle a vostro piacimento!
 Ingredienti per 6 pannekoeken medi:
  • 150 g farina
  • 2 uova
  • 185 g latte
  • circa 60 g di prosciutto cotto a fette tagliato grossolanamente in pezzi
Ho sbattuto con una frusta le uova, fino a renderle un po’ spumose, quindi ho aggiunto il latte, mescolando ancora bene, e infine la farina, un po’ alla volta, facendo attenzione a non formare grumi.
Ho lasciato riposare la pastella per circa 30 minuti, quindi ho imburrato con un pennello il fondo una padella antiaderente, fatto scaldare bene e versato una cucchiaiata di composto.
 
Non appena ha iniziato a rapprendersi leggermente sul fondo, ho aggiunto il prosciutto cotto a pezzetti.
Quando il fondo si è ben cotto, ho rigirato il pannenkoeken e lasciato cuocere anche l’altro lato.
Quando entrambi i lati sono risultati cotti, ho tolto dal fuoco e messo da parte, procedendo alla cottura delle altre “frittelle” e ungendo di tanto in tanto il padellino col burro.
I pannekoeken cotti possono essere messi l’uno sull’altro e mantenuti in caldo appoggiando il piatto su di una pentola con acqua bollente (suggerimento di Giovanna).
PS. i pannenkoeken sono molto buoni appena fatti. Il giorno dopo sono mangiabili ma perdono moltissimo…
Se li fate neutri, invece, sarà più facile dargli nuova vita, per esempio in versione dolce, con Nutella, sciroppo, marmellata o altro 🙂
Pin It
15 Gen

Torta al cacao con camy cream al pistacchio e scaglie di cioccolato fondente

Raramente mi cimento nelle torte ma ultimamente ci ho preso un po’ gusto, soprattutto da quando ho scoperto questa crema superfantastica!
Fare le creme non mi è mai piaciuto moltissimo, ma questa è diversa: soli 3 ingredienti, necessita solo di fruste e nessuna cottura!
E’ buonissima, molto golosa e può essere personalizzata come si preferisce… A Capodanno l’avevo “insaporita” (come se ce ne fosse bisogno…) con torrone per renderla adeguata alle feste, sabato invece, per festeggiare il compleanno di mia madre, ne ho fatto una versione favolosa alla crema di pistacchio di Bronte.

E’ di una golosità estrema 🙂

E questa crema l’ho usata per farcire una semplice base di torta al cacao (la stessa di Capodanno: la old fashioned chocolate cake di Nigella) che poi ho ricoperto con del cioccolato fondente fatto a scaglie semplicemente con un coltello.

Come sempre, per le torte farcite, farle il giorno prima è la scelta migliore, non solo per ottimizzare i tempi, ma soprattutto per farle insaporire e amalgamarne i sapori.
Io spesso tendo a fare la crema il giorno stesso, perchè ho sempre paura che si rovini, ma non c’è paragone tra una torta farcita mangiata il giorno dopo e il giorno stesso!

Ingredienti per la torta:

  • 200 g di farina 00
  • 200 g di zucchero di canna
  • 1,5 cucchiaini di lievito istantaneo per dolci
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 40 g di cacao amaro
  • 175 g di burro
  • 2 uova
  • 150 g di kefir (o panna, o yogurt naturale)

Ho mescolato tra loro gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, bicarbonato e cacao), ho aggiunto mescolando con la frusta le uova, il kefir e il burro fuso (lasciato prima intiepidire un po’), lasciandone però da parte una cucchiaiata con cui ho imburrato la teglia.
Ho amalgamato tutti gli ingredienti e quindi versato tutto nella tortiera.
Ho infornato a 180° per circa 30-40 minuti, togliendo la torta dal forno dopo aver fatto la prova stecchino.

Ingredienti per la camy cream al pistacchio:

  • 250 g di mascarpone
  • 125 g di panna fresca
  • 85 g di latte condensato (mezzo tubetto)
  • 150 g di crema di pistacchio di Bronte

Ho montato la panna fresca (ben fredda di frigorifero) e l’ho messa da parte.

In un’altra ciotola, ho montato leggermente il mascarpone, quindi ho aggiunto un po’ alla volta il latte condensato e infine la crema di pistacchio.

Ho aggiunto la panna montata mescolando molto delicatamente con la frusta a mano, facendo attenzione a non smontare il composto e amalgamando bene tutto.

Ingredienti per la rifinire la torta:

  • una tavoletta spessa di cioccolato fondente da 100 g

Qualche ora prima di servirla, ho tagliato la torta a metà, orizzontalmente, e ho farcito con abbondante crema al pistacchio il primo strato, quindi ho ricoperto con il secondo strato di torta e ricoperto tutta la torta con la restante crema, sulla superficie e sui bordi.

Quindi ho creato tante scagliette di cioccolato fondente, grattando la tavoletta con un coltello, e con esse ho ricoperto tutto il dolce.

Conservare la torta in frigorifero, ma tirarla fuori una quarantina di minuti prima di servirla.

Io ho realizzato anche una piccola decorazione con fili di caramello. E’ una tecnica semplice ma magari merita un post a parte perchè richiede qualche spiegazione, anche se non mi definirei assolutamente un esperta in merito!

 

 

Pin It
14 Gen

Muffin salati di farro al parmigiano e salsiccia, con pepe rosa e semi di papavero

Quando Claudia giovedì mattina ha postato i suoi bellissimi muffin cacio e pepe non ho resistito nemmeno un attimo e appena sono arrivata a casa ho dovuto provare la ricetta! Quando si dice il potere di una foto! Era davvero evidente che i muffin fossero morbidissimi e  golosissimi.

Sicuramente ottima la sua versione, non avevo però in casa il pecorino, per cui ho modificato un pochino la ricetta e ne ho ricavato dei fantastici muffin al parmigiano e salsiccia, sostituendo anche il tipo di pepe, usando il pepe rosa, che dona un fantastico aroma, e dei semi di papavero, più di decorazione che altro.

Infine ho utilizzato 100% di farina di farro.

Il risultato è uno stuzzichino davvero sofficissimo e molto saporito, perfetto anche in versione mignon per un bel buffet o per un aperitivo.

Per questa ricetta ho utilizzato gli stampi in alluminio Icont.

Ingredienti per 8 -9 muffin:

  • 200 g di farina di farro
  • 100 g di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 190 latte
  • 50 g olio
  • 1 bustina di lievito istantaneo per pizze e torte salate (tipo Pizzaiolo)
  • 50 g salsiccia secca (per me quella di Monte S. Biagio)
  • pepe rosa
  • semi papavero

 

Ho setacciato la farina di farro con il lievito, a parte ho sbattuto con la frusta l’uovo, il latte e l’olio, quindi ho unito questo composto liquido alla farina, mescolando bene e infine ho aggiunto il parmigiano reggiano grattugiato.

Ho schiacciato con un bicchiere alcune bacche di pepe rosa e ho tagliato in pezzi piccolissimi (quasi tritato) della salsiccia secca, ho aggiunto tutto all’impasto e mescolato ancora. Il composto resta comunque molto denso.

A questo punto ho versato tutto nei pirottini di carta sistemati in quelli di alluminio, ho cosparso con semi di papavero e ho infornato per circa 20 minuti a 180°.

Se usate i pirottini di alluminio non sono necessari anche quelli in carta, purchè li ungete con olio, mentre non potete usare quelli in carta senza un supporto rigido perchè i muffin non crescerebbero bene in altezza.

Pin It