28 Feb

Pollo agrodolce all’arancia e bacche di Goji

Oggi un piatto tutto arancione… ricchissimo di vitamina C e molto molto buono!

Una decina di giorni fa avevo pensato di preparare del pollo agrodolce, che di solito faccio al limone, ma non avendo dei bei limoni in casa ho deciso di provare a farlo all’arancia, immaginando già che sarebbe venuto ancora più buono.

E così è stato! L’esperimento è riuscitissimo ed è stato gradito sia a noi grandi che al treenne, in fase un po’ schizzinosa a tavola.
Quindi, già un paio di giorni fa ho riproposto il piatto, visto che è perfetto anche per essere portato in ufficio, accompagnato da riso in bianco thailandese o basmati, ma riscaldato leggermente (io uso un mezzo potentissimo… il termosifone della mia stanza!).

Il pollo cotto in questo modo è accompagnato da una crema deliziosa e irresistibile, molto profumata grazie all’arancia.

E poichè sapete che decido spesso gli ingredienti da usare lasciandomi ispirare solo dal loro colore (a proposito… domani potrete votare la nuova sfida a 6 per Tutti i colori del cibo!) ho aggiunto in ingrediente al piatto originale: le bacche di Goji!

Avevo visto una piccola confezione di queste bacche rosse al supermercato non molto tempo fa, ma non ne avevo mai sentito parlare e alla fine non le ho prese… quando ho avuto la possibilità di provare per il blog questo piccolo concentrato di vitamina C (ne contengono 500 volte la quantità di quella contenuta nelle arance), con un fortissimo potere antiossidante, tutta la mia curiosità è tornata a galla e non vedevo l’ora di metterle in qualche preparazione 🙂

Per completare il piatto dal mio punto di vista è necessario anche il cucchiaio di miele: oltre a donare un gusto agrodolce, è importante per bilanciare il sapore altrimenti un po’ aspro della preparazione. Ho provato con e senza e il risultato è davvero differente.

Ingredienti per circa 3 porzioni:

  • 500 g di petto di pollo
  • 2 arance medie (di cui usare sia la scorza che il succo e la polpa)
  • 1 scalogno
  • 1 cucchiaio abbondante di farina
  • una manciata di bacche di Goji
  • 1 cucchiaio di miele
  • olio extravergine d’oliva e sale q.b.

Ho affettato lo scalogno e l’ho messo a soffriggere dolcemente in una padella con olio extravergine d’oliva.
Ho tagliato il petto di pollo a dadoni e l’ho messo in un piatto con la farina, ricoprendolo interamente, quindi l’ho aggiunto nella padella con lo scalogno.
Ho grattugiato la scorza delle due arance e l’ho aggiunta al pollo, quindi le ho tagliate a metà e ho spremuto tutto il loro succo, versandolo nella padella (attenzione ai semi).
Infine ho cercato di ricavare con un coltello tutta la polpa rimasta attaccata alla buccia, così da non sprecare nulla dell’arancia.

Ho quindi salato e lasciato cuocere il pollo in questo succo profumato (ci vuole molto poco, forse 15 minuti…) aggiungendo anche le bacche di Goji semplicemente sciacquate sotto l’acqua corrente.

Ho lasciato tutto sul fuoco finchè non si è creata una bella cremina. A questo punto ho aggiunto il miele, amalgamato e servito.

Insomma, in pochi minuti la cena (o il pranzo) sono serviti!

 

Pin It
27 Feb

Arista al latte con… burro di arachidi!

Strano, vero? Usare il burro d’arachidi in una ricetta del genere… molto classica, da domenica in famiglia…
Eppure non mi sono inventata poi chissà cosa!
Infatti qualche anno fa, la mia amica Domitilla, congolese, mi ha fatto assaggiare lo spezzatino più buono che avessi mai assaggiato, accompagnato da riso tahilandese in bianco e poi mi ha detto: sai che c’è il burro d’arachidi dentro?! Io in quel periodo non lo avevo proprio mai assaggiato e rimasi davvero stupita del risultato.
Mi feci spiegare subito il procedimento ma poi non l’ho mai messo in pratica. Però non l’ho assolutamente dimenticato e continuavo ad aspettare il momento per provare a mia volta questo particolare abbinamento con la carne, che in realtà è molto comune in diversi Paesi africani (il condimento è conosciuto come mwamba). E infatti lei mi disse che questo burro poteva essere usato a fine cottura per “insaporire” un po’ tutto.

E così domenica, avendo programmato di cucinare un bel pezzo di arista e avendo adocchiato in dispensa un barattolo aperto di burro d’arachidi (usato per queste crostatine) ho deciso di trasformare una semplice arista al latte in un piatto dal gusto un po’ esotico.
Beh, esperimento riuscitissimo e molto apprezzato!
Ottimo sia mangiato la stessa domenica come semplice secondo, sia il giorno dopo in ufficio accompagnato dal riso thailandese in bianco, amalgamato alla golosa salsina…

Vi ho incuriosito un po’?! Spero di si, perchè è un piattino che vale proprio la pena di provare! E la prossima volta, sarà il turno del famoso spezzatino ;-P

Ingredienti:

  • un pezzo di arista di maiale da 1 kg
  • 4 carote
  • 2 bicchieri di latte
  • 1 cipolla
  • olio extravergine d’oliva e sale q.b.
  • 3 cucchiai di burro d’arachidi

Ho messo la cipolla ad ammorbidirsi in una pentola a fondo spesso con olio extravergine d’oliva. Ho aggiunto il pezzo di carne a l’ho fatto sigillare su tutti i lati, girandolo non appena prendeva colore.
Ho quindi aggiunto le carote sbucciate ma intere e poi il latte, ho coperto e lasciato cuocere per circa 50 minuti coperto, rigirandolo a metà cottura e salando solo alla fine.

Ho quindi tolto la carne e frullato tutto il condimento, cipolla, carote, olio, latte, succhi… ottenendo una gustosissima crema a cui ho infine aggiunto il burro d’arachidi, mescolando bene.
Ho aggiunto il burro solo dopo aver tritato tutto solo perchè quello in mio possesso aveva i pezzetti di arachidi e volevo si sentisse la loro consistenza.

Ho quindi rimesso nella pentola la carne e lasciato insaporire il tutto per pochi minuti, girando spesso per evitare che il burro di attaccasse sul fondo.
Tagliare quindi l’arista a fette sottili e servire con la deliziosa salsa calda… slurp!

 

Pin It
26 Feb

Sformato di finocchi con “besciamella” all’olio extravergine d’oliva e brodo di finocchi

A volte dei piatti che potrebbero sembrare scontati non vengono in mente finchè non li vedi da qualcun’altro… e così avevo i finocchi in frigorifero e pensavo di farli come sempre gratinati, ma proprio nel giorno in cui avrei dovuto cuocerli vedo le “lasagne di finocchi” di Hariel che attirano subito la mia attenzione!

Detto fatto, ho cambiato programma e realizzato questo piatto, godurioso da morire, per cena!
Una di quelle ricette perfette anche per far fuori qualche avanzo di formaggi dal frigorifero o, perchè no, anche qualche salume, tipo prosciutto cotto (che io però non ho usato, non avendolo).

La ricetta quindi è più un’idea che altro, potete assolutamente adattarla come preferite 🙂
Io per l’occasione ho anche usato una besciamella molto particolare… già normalmente sostituisco il burro con l’olio extravergine d’oliva, ma in questo caso, ispirata da Claudia, ho sostituito anche il latte con del “brodo“. Anzi, più esattamente, ho usato l’acqua di cottura dei finocchi, visto che prima vanno lessati.

Beh, che dire, perfetta! Molto liscia, saporita, buonissima!

E l’ho riprovata anche in altre preparazioni, con del brodo vegetale, con proporzioni liquidi/olio/farina anche molto diversi e con risultati sempre ottimali. Insomma una bellissima scoperta per alleggerire questa salsa e renderla adatta anche agli intolleranti al lattosio (non tutta la ricetta dello sformato, visto che ci sono i formaggi, parlo solo della besciamella) 🙂

Ingredienti per circa 4 porzioni:

  • 2 finocchi
  • 200 g di formaggio tipo caciotta, fontal, asiago o altro che avete in casa
  • parmigiano reggiano e pangrattato q.b.

Per la besciamella:

  • 50 g di farina
  • 35 g di olio
  • 400 g di brodo

Pulite i finocchi, sciacquateli e tagliateli in fette di poco meno di un 1 cm di spessore, quindi immergeteli in una pentola con acqua fredda, portateli a bollore e lasciateli ammorbidire un po’, ma non eccessivamente perchè cuoceranno ancora in forno.

Pronti i finocchi, toglieteli dall’acqua, senza però scolarla così da poterla riutilizzare nella besciamella.
Mescolate la farina e l’olio, facendo assorbire quest’ultimo completamente dalla farina. Versate quindi l’acqua di cottura dei finocchi e mescolate con una frusta per amalgamare tutto, mettete quindi sul fuoco e, mescolando sempre, fate rassodare, cercando di ottenere una salsa non troppo soda.

Una volta pronta, fate un primo strato di besciamella in una teglia per il forno coi bordi di almeno 3-4 cm, quindi uno strato di finocchi, il formaggio tagliato in fette, il parmigiano.
Poi ricominciate con uno strato di besciamella, i finocchi, il formaggio, il parmigiano, terminando comunque con un po’ di besciamella e una copertura di pangrattato per far gratinare lo sformato in forno.

Mettete quindi in forno a 200-220° per circa 30 minuti, o comunque finchè non si è ben dorata la superficie, quindi servite caldo, coi formaggi filanti, ma anche tiepido.

Promosso a pieni voti (tant’è che già ieri l’ho rifatto…)!

 

 

Pin It
25 Feb

Tortine di mele e arancio con Kamut® e farro

Era un po’ che ci giravo intorno… sia alla farina di Kamut®, che m’è sempre stata antipatica a prescindere, sia a dei muffin-tortine alle mele.

Però non trovavo la giusta ispirazione e lasciavo cadere l’idea, ma poi venerdì ho deciso: avrei fatto la mia ricetta classica di torta di mele (che non è mia ma “passata” dalla mia amica Domitilla anni fa), che ho sempre amato per la morbidezza e umidità, rivisitandola in parte con la sostituzione della classica farina 00 con parte di farina di farro e parte di farina di Kamut®.

Ho deciso di provare questa farina soprattutto perchè, visto che ne sto provando di tutti i tipi, volevo conoscerla più da vicino, ma come dicevo, già il solo fatto che Kamut® non sia in realtà il nome del cereale, ma di un marchio registrato, perchè il grano da cui è prodotta la farina si chiama invece Khorasan, non mi ha mai ispirato molto, così come il fatto che sia coltivato solo nel Nord America, Montana, Alberta e Saskatchew.

Certo, è una farina più digeribile e che non dà grossi problemi di intolleranze, non perchè senza glutine (e quindi resta sconsigliato ai celiaci) ma perchè non soggetto a modificazioni genetiche (è però un ibrido), però la filiera è lunga e si potrebbe tranquillamente sostituire con del grano prodotto in Italia come il Senatore Cappelli.
Ma, proprio grazie alle abili attività di marketing e distribuzione della Kamut®, ormai questa farina si trova praticamente ovunque mentre le farine nostrane che dovrebbero essere più reperibili, sono piuttosto rare da trovare in commercio.

Da un articolo molto interessante di Bressanini apprendo che comunque anche il grano Senatore Cappelli (che buffo nome eh? Nell’articolo c’è la spiegazione anche di questo) è un prodotto ibrido e non italiano fin dalle origini, in quanto deriva da una varietà tunisina, ma non sono certo la paladine dell’autarchia, anche storica, solo vorrei che anche queste varietà con filiera più corta e più vicine a noi avessero la stessa diffusione del Kamut® e soprattutto fossero più conosciute, visto che le caratteristiche sono così simili.

E poi, non può che farmi più simpatia, visto che Strampelli (lo “scopritore” di questa e mille altre varietà di grani) “non si arricchì mai con i suoi frumenti, scegliendo di non richiedere royalties per lo sfruttamento commerciale dei semi da lui distribuiti”.

Per quanto riguarda l’uso di questo o di quel grano in presenza di intolleranze non voglio invece esprimermi. Non sono assolutamente un’esperta e credo che in casi gravi non si possa che ascoltare il parere medico… in rete ho cercato di documentarmi spesso, ma le informazioni che trovo sono sempre molto approssimative e a volte piuttosto fuorvianti.

Ma veniamo alle mie deliziose tortine morbidissime, umide, aromatiche per l’altissima percentuale di mele e per la presenza di succo e scorza di arancia e un pizzico di cannella.
Si conservano al meglio per più giorni e sono perfette sia a colazione che a merenda.

E poi è uno di quei dolci che si dosano coi bicchieri… comodissimi da fare al volo senza particolare attenzione 🙂
Poichè so che in molti me lo chiederanno, vi dico subito che il bicchiere che ho usato è un classico bicchiere di carta, riempito fino all’orlo.

Ingredienti per 13-14 tortine:

  • 3 mele di media-piccole grandezza
  • 3 uova
  • 1 bicchiere di zucchero di canna
  • 1,5 bicchieri di farina di farro
  • 1,5 bicchieri di farina di Kamut®
  • 3/4 di bicchiere di olio di oliva
  • 1 bustina di lievito
  • mezzo cucchiaio di cannella
  • scorza di 1 arancia grattugiata
  • succo di 1 arancio

Ho mescolato le due farine con lo zucchero di canna, il lievito e la cannella. Ho quindi aggiunto le 3 uova e l’olio, mescolando e amalgamando bene tutti gli ingredienti.
Ho quindi grattugiato la scorza di un’arancia, aggiungendola all’impasto, e poi spremuto il succo della stessa arancia e mescolato ancora tutto con la frusta.
L’impasto risulta piuttosto denso.

Infine ho sbucciato le mele, le ho pulite e le ho tagliate a cubetti piccoli, aggiungendole al resto degli ingredienti.
Ho amalgamato e quindi versato tutto nei pirottini di carta (se usate quelli in alluminio ungeteli).

Ho infornato a 180° per circa 30 minuti, ma verificate come sempre con uno stuzzicadenti.

Pin It
22 Feb

Pastina per il brodo homemade

Questa non è esattamente una di quelle paste che si pensa spesso di fare in casa… ci sono cose che si danno per scontato, come quella che la pastina per il brodo va comprata.

E invece, è una cosa talmente facile da fare, talmente veloce e talmente buona da mangiare fatta da noi, che dovrebbe essere assolutamente il contrario: “ma perchè, la pastina si può anche comprare?!”

Vabbè se poi siete alla ricerca di stelline, cuoricini, tubetti mignon… allora è un’altra storia, occorre avere un minimo di attrezzatura, ma se la forma non è tutto per voi questa sabbiolina è favolosa, gustosa, dalla consistenza perfetta, da tuffare nel comfort food per eccellenza: il brodino della sera 😀

E così ho fatto ieri, avendo un bel po’ di brodo vegetale in frigo, avanzato dalle verdure usate per il passato la sera prima, e non avendo assolutamente formati di pasta da metterci dentro, in quattro e quattr’otto ho preparato la pasta perfetta 🙂
A dire la verità, l’ha preparata Gabriele (3 anni quasi, per chi non lo sapesse), mentre io ho solo pesato la farina.

E così facendo se l’è pure mangiata di più gusto…

Ma veniamo alla ricetta che più elementare non si può.

Ingredienti per 3-4 porzioni:

  • 150 g di semola rimacinata + circa 30 g per la lavorazione
  • 1 uovo medio
  • circa 15 g di acqua (NB. come per la pasta fresca in genere la dose è di 1 uovo ogni 100 g di farina. Io ho usato 150 g per cui avrei dovuto usare 1 uovo e mezzo, ma per non farmi avanzare metà uovo ho messo un po’ di acqua. La pasta è più leggera e non ne risente minimamente)
  • brodo vegetale

Mettere in un mixer con le lame la semola (150 g), l’uovo e l’acqua (se fate la mia dose), quindi avviare le lame fino ad ottenere un impasto sodo.
A questo punto aggiungete altri 20 g di semola e continuate a far girare le lame: vederete che la massa formata in precedenza pian piano si riduce in briciole. Ma per ottenere un risultato ottimale, probabilmente servirà ancora altra farina: io in tutto ho utilizzato 30 g, ma valutate aggiungendone un po’ alla volta, perchè in base al tipo di farina, alla grandezza dell’uovo, all’umidità potrà servirne di più o di meno.

Comunque non appena avrete ottenuto delle briciole fini, della dimensione che preferite, la pasta è pronta!

Un gioco da ragazzi, vero?!

Ora non resta che cuocerla nel brodo bollente e salato per 3-4 minuti. Se ne avanza un pochino, potete conservarla in frigorifero almeno per un paio di giorni, magari mettendola in un vassoietto ricoperto da semola, così da far assorbire l’umidità in eccesso.

Pin It
19 Feb

Involtini di girello con mortadella e formaggio con contorno di piselli

Amo gli involtini di carne… saporiti, golosi e con una sorpresa filante al loro interno 🙂

E poi sono perfetti per far fuori qualche piccolo avanzo in frigorifero. Per esempio un po’ di mortadella in fette e dei pezzi di formaggio. La carne usata è quella di girello già tagliata in fettine sottili, ma andrebbero bene anche delle fettine classiche.

Il risultato è un piatto succulento, con un goloso sughetto di accompagnamento, in cui si disperde parte del formaggio fuso e che quindi fa parte integrante di questo secondo, reso ancor più invitante dalla presenza dei piselli di contorno.

La cottura è rapida e forse ci vuole più tempo ad arrotolare che a cucinare il tutto 🙂
Perfetto quindi anche per pranzi e cene settimanali da decidere all’ultimo minuto, appena tornati da lavoro.

Ingredienti per 10 piccoli involtini:

  • 10 fettine di girello (circa 500 g)
  • 5 fette di mortadella tagliata sottile
  • circa 150 g di formaggio (asiago, fontina, provolone… quello che avete in casa)
  • 1 cipolla
  • 450 g di piselli
  • olio extravergine d’oliva, sale q.b.

Ho iniziato dai piselli che hanno cottura più lunga della carne (se non sono di quelli finissimi o di quelli freschi): ho tagliato mezza cipolla e l’ho fatta soffriggere in qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva, quindi ho versato i piselli e portato a cottura con un bicchiere di acqua.

Nel frattempo, ho steso sul tagliere le fettine di girello, quindi ho steso sopra mezza fetta di mortadella e all’interno ho posizionato dei bastoncini di formaggio. Ho quindi avvolto la carne creando un involtino e l’ho fermata con uno stuzzicandente.

Ho fatto imbiondire mezza cipolla in una padella con olio extravergine d’oliva, e poi ho posizionato tutti gli involtini, salando leggermente (gli altri ingredienti sono già saporiti) e lasciando cuocere la carne coperta (ci vorranno circa 10 minuti).

Ho servito gli involtini ben caldi col loro sughetto e con i piselli.

Pin It
18 Feb

Crostata di mele e confettura di fichi con frolla alla farina di castagne

Realizzata per togliere di mezzo un po’ di ingredienti aperti, il risultato è stato così soddisfacente da poter essere condiviso con voi… 🙂

In particolare, so che la farina di castagne una volta aperta va consumata in tempi brevi perchè tende a diventare molto amara, quindi, avendo deciso di fare una crostata, ho pensato di mettere nella frolla gli ultimi 50 grammi che avevo in dispensa.

Credevo che su 350 g di farina totali, usandola in percentuale così bassa non si sarebbe nemmeno sentita, e invece il suo aroma era ben presente. Senza naturalmente prevalere e coprire gli altri ingredienti, così come doveva essere, per non rovinare l’equilibrio dei sapori.

E a giusto complemento aromatico ho abbinato a questo sapore così particolare della confettura di fichi senza zucchero (Rigoni di Asiago) e una copertura di mele tagliate a fette con una leggerissima spolverata di cannella.

Sapori particolari, insomma, ma in un connubio molto piacevole e perfetto con una bella tazza di tè 🙂

Ingredienti:

  • 300 g di farina 00
  • 50 g di farina di castagne
  • 150 g di zucchero di canna
  • 150 g di burro
  • 2 uova medie
  • 250 g di confettura di fichi
  • 2 mele medie
  • un po’ di cannella

Per la frolla, ho miscelato lo zucchero con le due farine, quindi ho aggiunto le due uova e il burro ben freddo e tagliato a dadini.

Ho impastato un po’ coi polpastrelli, incorporando il burro e le uova agli ingredienti secchi, quindi più energicamente con le mani, molto velocemente per non scaldare l’impasto. Ottenuta una palla omogenea, ho messo a riposare 30 minuti in frigorifero.

Ho quindi ripreso l’impasto, stendendone su una teglia unta circa 2/3.
Ho ricoperto il fondo con la confettura e sopra ho posizionato le mele sbucciate e tagliate a fette, spolverizzando tutto con poca cannella.

Infine ho steso col mattarello la restante pasta frolla su un piano ben infarinato e ho creato un foro centrale con un coppapasta a forma di fiore. Ho ricoperto la crostata, tagliato gli eccessi di pasta e sigillato tutti i bordi con attenzione, quindi con i ritagli ho creato anche due foglioline e le ho sistemate come decorazione finale.

Ho infornato a 180° per circa 1 ora (controllate che la frolla sia ben cotta, toccando la parte superiore con le mani).

Pin It
14 Feb

Cuori trafitti di sfoglia furbissima ripieni di confettura di frutti di bosco

In molti oggi mi hanno chiesto “ma un’idea veloce da preparare per S.Valentino?!”… Sinceramente avevo un po’ sottovalutato la questione e pensavo di cavarmela con qualche link dal mio archivio ;-P

E allora, per chi si riduce all’ultimissimo secondo, per chi è arrivato a casa solo ora (o ancora è al lavoro), per chi vuol stupire il proprio partner senza fatica, senza perdere tempo, ma facendo una bellissima figura con pochi ingredienti… ecco cosa mi sono inventata questo pomeriggio!

Se avete un’oretta a disposizione, fate la pasta sfoglia voi… è quella furbissima, che vi ho già fatto vedere in passato sia in piatti dolci che salati (e alternando versione con pieghe e senza, con ricotta o con philadelphia…), con i tempi ridotti al minimo ma con un risultato sempre perfetto.
Se volete risparmiare anche questa operazione, comprate un bel rotolo di pasta sfoglia e via ;-P

Un ringraziamento anche a Arabafelice, perchè mi ha chiarito un po’, nel suo post, la questione della cottura della pasta sfoglia: ho sempre dubbi sulla cottura ottimale, forno alto o medio? Lei dice, apprendendolo da Montersino, che la cottura deve essere di 170° e non di più. Credo che la temperatura giusta vada scoperta e provata in base al proprio forno (che si sa, quella del termostato è piuttosto indicativa) e per me è stata sui 180°.
Comunque, mentre ho sempre edicosempre avuto problemi con la cottura di questo tipo di pasta che o si brucia o mi resta cruda, da quando la faccio homemade nella versione furba, furbissima, semplificata, o superfacile che dir si voglia, tutti i problemi sono svaniti e il risultato è sempre ottimale!

E per precisione, avendo provato le varie versioni, voglio dire che io preferisco quella al Philadelphia rispetto a quella con la ricotta, perchè nella seconda sento un po’ il sapore del formaggio che nella prima non avverto minimamente.
Ma questa è una questione di gusto personale.

PS. chiedo scusa per la qualità delle foto (non che di solito siano un granchè…) ma la mia macchina fotografica è attualmente fuori gioco 🙁
Tutte le foto le ho quindi fatte col mio smartphone.

In questi dolcetti ho utilizzato Fiordifrutta ai frutti di bosco di Rigoni di Asiago.

Ingredienti per 10 cuori di dimensione medio-grande:

  • 75 g di Philadelphia
  • 75 g di burro
  • 90 g di farina 00 + altra farina per la lavorazione
  • confettura di frutti di bosco o altra di colore rosso vivo
  • un paio di cucchiai di latte e di zucchero di canna
  • 5 bastoncini per spiedini, un po’ di cartoncino rosso per le frecce

Impastate molto rapidamente il Philadelphia con il burro e la farina.
Gli ingredienti devono essere ben freddi e non devono essere lavorati troppo per non essere riscaldati dalle mani.
La pasta che si ottiene perciò è piuttosto sbriciolosa e i pezzetti di burro saranno addirittura visibili in parte, senza essere del tutto amalgamati al resto.
Questo è fondamentale, perchè garantisce che la pasta in cottura “sfogli” alla perfezione.

Potete mettere tutto in frigorifero a far raffreddare, ma non avendo tempo va benissimo il congelatore! Una ventina di minuti e potete riprendere la vostra pasta sfoglia per stenderla sottilmente, aiutandovi con della farina.

A questo punto, tagliate dei cuori con un tagliabiscotti (ne vengono una ventina grandi) e su 10 di essi, mettete un cucchiaino di una bella marmellata, quindi posizionate uno stuzzicandenti per spiedini tagliato a metà per traverso (per un effetto cuore trafitto) e ricoprite con un altro cuore di sfoglia, facendo aderire bene i bordi e sigillandoli con una forchetta.

Mettete in freezer per circa 30 minuti, fino a che non diventano ben duri, quindi posizionateli su una teglia per il forno, spennellate con latte (o uova) e spolverizzate con un po’ di zucchero di canna.

Infornate in forno già caldo per circa 35 minuti, fino a doratura, quindi terminate di decorare con del cartoncino rosso per creare la punta della freccia di Cupido (a forma di cuore) e la parte finale.

Che ne dite, vi piace l’idea??

Pin It
11 Feb

Torta Arlecchino sofficissima all’arancia per un allegro Carnevale

Domani è Martedì Grasso e ho preparato un dolcino da portare all’asilo del mio bimbo, visto che faranno una festicciola in costume…

Io che sforno dolci tutti i giorni, entro sempre un po’ in crisi in queste occasioni, perchè inizio a scartare tutte le ricette di mia conoscenza, pensando “questa si sbriciola troppo per dei bimbi piccoli”, “questa può non piacere a tutti”, “questa è troppo aromatica”, “questa ha la crema e si sporcano tutti”… insomma mi faccio mille problemi! 😀

E così, arrivata a ieri sera, ancora non riuscivo a decidermi, e stavo quasi per cedere all’idea di fare le castagnole, quando alla fine ho preso la mia decisione nel momento esatto in cui ho estratto le uova dal frigo. Avrei fatto un dolce semplicissimo (come volevo che fosse per piacere a tutti), sofficissimo e colorato per il Carnevale.

Per la ricetta del dolce sofficissimo non potevo che affidarmi a quella del ciambellone più soffice del mondo, per il colore… sapete che non amo i coloranti, ma una tantum si può fare, no? Il Carnevale è la festa dei colori, dell’allegria, e allora facciamo uno strappo!

La torta fotografata non è quella che Gabriele porterà a scuola domani, naturalmente, è quella che ho fatto per noi, da mangiare a colazione o a merenda. E i colori sono anche un po’ diversi, ma rende ugualmente l’idea 🙂
Domani mattina magari fotografo anche l’esterno di quella, perchè, se riesco, vorrei fare una semplicissima decorazione con i confettini colorati.

Ho fatto una prova, perchè non sapevo bene se sarei riuscita a tenere gli strati colorati ben separati, o se avrei invece pasticciato tutto mixando i colori per un effetto finale più adatto a Halloween 😛
Invece è semplice, basta capire la tecnica e avere anche la ricetta di un dolce dall’impasto adeguato, come questo che ho scelto.

Per altro questo dolce è davvero buonissimo, molto molto soffice (con un nome così d’altronde…) e si presta a mille varianti.
In questo caso, per esempio, ho pensato di aromatizzarlo all’arancia, usando sia la scorza che il succo. Nella ricetta originale, infatti, tra gli ingredienti è prevista l’acqua, ma io ho usato parte di acqua e parte di succo spremuto.

Il risultato è perfetto, aromatico al punto giusto e con la sofficità che contraddistingue questo dolce.

Ingredienti:

  • 250 g di zucchero di canna
  • 250 g di farina 00
  • 3 uova
  • 130 g di olio d’oliva
  • 60 g di succo d’arancia (spremuto, non confezionato)
  • 70 g di acqua
  • la scorza grattugiata di 2 arance
  • 1 bustina di lievito istantaneo per dolci
  • coloranti alimentari

Ho montato le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose, quindi ho aggiunto l’olio, l’acqua, il succo d’arancia, la scorza grattugiata di due arance e ho mescolato bene.

Infine ho versato la farina setacciata col lievito e amalgamato tutto con la frusta.

Ho diviso l’impasto in 4 ciotole e a 3 di esse ho unito qualche goccia di colorante, fino a ottenere dei colori vivaci.

Ho quindi unto con olio e infarinato una teglia per il forno e ho versato sul fondo l’impasto non colorato.

Poi al centro ho versato uno degli impasti colorati, e così anche con gli altri. Sempre al centro, senza smuovere la teglia per non mescolarli tra loro.

L’effetto finale, visto dall’alto è quello di cerchi concentrici colorati.

Ho infine infornato a 180° per circa 40 minuti. La torta gonfia bene ma resta abbastanza piatta in superficie. Al tatto sembrerà ancora cruda, ma se fate la prova stecchino, sarà ben asciutto.

Sfornate e fate raffreddare, quindi spolverate di zucchero a velo, o decorate come preferite.

Pin It
08 Feb

Frappe al Philadelphia?! Si, si può fare!

Avevo già avuto modo di provare le proprietà “sfoglianti” del Philadelphia con la pasta sfoglia “furba” e ne ero rimasta piuttosto stupita e molto soddisfatta.

Poi leggo da Arabafelice che lei con questo formaggio cremoso ci ha fatto le frappe! Anzi le Phrappe come giustamente le ha chiamate…

Son quelle cose a cui non riesci a credere, ma poi l’anima da foodblogger viene fuori e ti butti… da piccola d’altronde ho sempre desiderato avere una scatola da Piccolo Chimico!

E niente, come a volte succede (non spesso, che di ricette fregatura in rete se ne trovano a bizzeffe), la ricetta è di quelle che ti conquistano!
Dell’autrice del blog in questione mi fido, eh, ma ‘sta novità delle frappe al Philadelphia mi faceva comunque temere un po’, per cui le ho provate solo perchè nel frattempo stavo facendo quelle classiche, per cui ho pensato che buttarci dentro un po’ di quelle non sarebbe stato un spreco totale, nell’eventualità di un insuccesso (non solo per la ricetta in sè, ma anche per le mie capacità).

E invece… ma che belle che sono! Perfette nella consistenza, friabilissime, scrocchiarelle, piene di bolle… E pure buone! A voler essere pignoli, io le preferirei più dolci, ma spolverandole bene con lo zucchero a velo sono ottime.

Insomma alla fine, tra le classiche che avevo fatto e queste al Philadelphia, quelle che hanno riscosso più successo sono proprio queste ultime!!

Stavolta la ricetta l’ho seguita così com’è proprio per non avere scuse per eventuali insuccessi, ma la prossima volta proverò ad aggiungere comunque un pochino di zucchero già nell’impasto.

E poi, si sono conservate molto bene, ben chiuse in una busta per alimenti. Dopo 1 settimana (nel frattempo siamo stati poco bene a casa e non abbiamo ecceduto nel consumo di dolci) erano ancora molto croccanti.

Insomma, senza nulla togliere alle frappe tradizionali, alle nostre care ricette di famiglia, questa è una variante con soli 2 ingredienti, alla portata di tutti e da tenere assolutamente in considerazione 🙂

Ingredienti:

  • 100 g di Philadephia
  • circa 80-85 g di farina + ancora un po’ per la lavorazione (forse
  • un pizzico di lievito per dolci
  • zucchero a velo, per la copertura

Mettete il Philadelphia in una ciotola, insieme al pizzico di lievito e alla farina. Iniziate a impastare con le mani fino a ottenere un impasto omogeneo e non appiccicoso.
Mettete quindi in frigorifero coperto con la pellicola a far riposare circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo riprendete il panetto. Sicuramente sarà un po’ più appiccicoso di quando l’avete lasciato, per cui prima di stenderlo (possibilmente con la macchina per tirare la pasta) infarinatelo ancora bene. A me ha preso ancora parecchia farina.

Ora iniziate a stendere un pezzo per volta, tenendo presente che le frappe andrebbero assottigliate il più possibile, diventando quasi trasparenti.
Arabafelice dice di arrivare (aumentando ad ogni passata) alla sesta tacca della macchinetta, io non sono riuscita a stenderle oltre la quinta, senza rompere tutto.

Nonostante questo sono venute perfette, sottili al punto giusto e croccantissime 🙂
Naturalmente, se la forza delle vostre braccia ve lo consente, potete fare tutto a mano…

Le strisce ottenute andranno quindi tagliate con una rotella e incise internamente con un taglio verticale (ma la forma può anche variare come preferite).

Infine, friggetele in olio ben caldo. Non dovrà essere al massimo per non bruciarle, ma abbastanza caldo da fare le bolle.

Una volta dorate, fate scolare l’olio in eccesso su carta assorbente, quindi spolverate tutto con zucchero a velo (abbondante).

 

Pin It