30 Apr

Coccodè!

Settimane fa sono stata invitata a far parte di un gruppo davvero speciale… quello delle “bloggalline“, un nome davvero ben azzeccato per delle donne splendide che amano cucinare e divertirsi ai fornelli e che adorano chiacchierare attraverso il pc, nei loro blog e sui social network.
E in questo gruppo si parlava di un raduno, come spesso succede nei gruppi facebook, con lo scopo di dare un volto ad amicizie solo virtuali. Ma normalmente queste idee finiscono col cadere nel nulla, perchè è davvero difficile, se non impossibile, mettere insieme tante persone, scegliendo una data in cui la maggior parte sia disponibile, organizzando i viaggi e i soggiorni per i tanti che vivono lontano dal luogo designato, scegliendo un luogo di ritrovo apprezzato da tutti…
E invece, più passavano i giorni, più ho notato un fortissimo entusiasmo e la determinazione a far diventare realtà questa bellissima idea.
E ogni giorno di più, si aggiungevano nuove foodblogger, nuove amiche, a volte già conosciute attraverso i loro blog, a volte scoperte solo in quest’occasione… e la cosa incredibile era che nessuna era lì per fare pubblicità al proprio sito (sono stati giustamente vietati i link ai blog) ma solo ed esclusivamente perchè interessate a conoscersi! E ancora più incredibile, tutto era nato dal basso, da noi blogger, non c’era nessuna azienda sponsor dietro tutto. Insomma un evento unico nell’attuale panorama social!

Naturalmente, mi sono appassionata subito anche io all’idea e in men che non si dica, ho dato la mia disponibilità a partecipare alla giornata di sabato 27, anche perchè non avevo molte scuse… la città in cui ci saremmo incontrate era Roma! E così, dopo tanta ansia e dopo una lunghissima attesa, scandita dai bollettini meteo di tutte, che speravamo in una bella giornata di sole, il gran giorno è arrivato!

Sabato mattina, se siete passati dalle parti della metro Colosseo, non avete potuto non notare circa 70-75 belle donne armate di reflex e dotate di badge con una bella gallina rigorosamente rosa!
E soprattutto non avete potuto non notare i loro sorrisi, la loro gioia nell’abbraciarsi finalmente dal vivo!
E tutte insieme ci siamo incamminate verso una splendida location… il ristorante Aroma di Palazzo Manfredi: un roof garden che guarda dritto in faccia il Colosseo! E dopo una presentazione del direttore e dello Chef Giuseppe Di Iorio, abbiamo iniziato il nostro pranzo condito da tante tante risate, tante chiacchiere e foto a più non posso

Il menu? Guardate che robina!

Antipasti

  • Millefoglie di melanzane e zucchine con ricotta emulsionata al basilico (ottimo!)
  • Involtini di pesce spada farciti con provola piccante e pomodorini confit (originale e gustosissimo)
  • Insalatina di ricciola con fagiolini, patate e olive taggiasche
  • Magatello di vitello con misticanza, parmigiano reggiano e riduzione di aceto balsamico

Primo

  • Risotto primaverile al profumo di agrumi e fiori eduli

Secondo

  • Nocetta in crosta di asparagi e mandorle aromatizzati con le erbe del nostro terrazzo

Dessert

  • Macaron di lamponi
  • Tartellette di frutta fresca
  • Cannoli con crema pasticcera
  • Mousse di cioccolato all’agricanto
  • Panna cotta con salsa di fragole
  • Torta caprese

E soprattutto, dei Cappellotti fritti di panzanella e baccalà alla romana su coulis di pachino confit e basilico, una reinterpretazione moderna di uno dei piatti della tavola della tradizione romana.

Insomma, una giornata perfetta, sotto tutti i punti di vista! Ci siamo divertite moltissimo, abbiamo confermato vecchie amicizie virtuali e fatto nuove amicizie reali, con alcune abbiamo parlato come se fossimo amiche da sempre, con altre non abbiamo potuto approfondire, ma è bastato vedere i loro sorrisi sinceri per desiderare al più presto un nuovo incontro!

Un carissimo saluto a tutte, tutte le mie vecchie/nuove amiche, compagne di chiacchiere virtuali ma ora anche reali!

In particolare a Claudia, Simona, Elena, Stefania, Sabry, Paola, Vaty… ma oddio siete troppe e tutte meritereste una menzione!

PS. Si ringraziano per le foto: Patrizia de Angelis, Vatinee Suvimol, Foto Matrimoni Roma, Agnese Gambini, Kitty’s Kitchen

19 Apr

Crepes di farro con mele renette, vaniglia e limone

Ricettina de.li.zio.sa! Leggera, gustosa, asprigna e molto sfiziosa, perfetta da mangiare non solo calda ma anche tiepida 🙂

Questa ricetta nasce per essere abbinata al Brachetto Doc 2012 dell’azienda agricola Cascina Fonda (Piemonte – Mango CN) che 3Wine mi han inviato nella fantastica box del mese di Marzo.

3Wine regala in ogni box anche un opuscolo con 3 ricette da abbinare ad ogni vino e nel caso di questo brachetto, viene consigliata una tarte tatin di mele renette servito con gelato alla crema o alla vaniglia, in quanto questo tipo di spumante non  stucchevole “si sposa molto bene con l’acidità e le caratteristiche aromatiche della mela renetta”.

Come già fatto per il Catarratto siciliano, per cui avevo elaborato una nuova ricetta a partire dagli ingredienti base suggeriti da 3Wine, creando degli gnocchetti di caprino con scorze d’arancia e pistacchi, ho selezionato gli ingredienti che maggiormente caratterizzavano la tarte tatin e li ho riassemblati per dar vita a una nuova proposta che si abbinasse altrettanto bene a questo vino.

Quindi: mele renette, vaniglia del Madagascar (quella in polvere di Ferri), con l’aggiunta di un pizzico di acidità e freschezza in più data dalla scorza di limone fresco. L’aroma della vaniglia è enfatizzato dall’uso dello zucchero di canna Brasil di Bronsugar, e quello del limone dal miele di limone di Rigoni d’Asiago.

Insieme, questi elementi hanno dato vita alla farcitura di queste ottime crepes di farina di farro, leggere perchè senza olio nè burro (se non un pizzico usato per ungere leggermente la padella) e perchè ripiene di mele senza troppi zuccheri.

Ingredienti per 6 crepes da 22 cm di diametro circa:

Per le crepes

  • 260 g di latte
  • 1 uovo
  • 30 g di zucchero di canna
  • 150 g di farina di farro (o 00)
  • una mezza noce di burro o un cucchiaio di olio per cuocere le crepes

Per la farcitura e la finitura

  • 4 mele renette
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere (o essenza di vaniglia o semi della bacca)
  • 100 g di pinoli
  • 100 g di uvetta
  • 1 bicchiere di succo di mela o rum o brandy
  • scorza grattugiata di un limone (attenzione a prendere dei limoni non trattati)
  • 6 cucchiaini pieni di miele di limone

Per prima cosa sciacquiamo e mettiamo a bagno l’uvetta in un bicchiere pieno di succo di mele (o di liquore), lasciandola ammollare per circa 1 ora.
Quindi, prepariamo la pastella per le crepes, sbattendo con forza con la frusta il latte e l’uovo. Aggiungete quindi lo zucchero di canna e mescolate ancora bene, quindi in un sol colpo tutta la farina e sbattete fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Fate riposare questa pastella per almeno 30 minuti, nel frattempo potete preparare gli ingredienti per la farcitura: sbucciando e tagliando le mele a dadini e mettendole in un pentolino antiaderente con lo zucchero di canna, la vaniglia, l’uvetta, insieme a un goccio di acqua e lasciando cuocere coperto a fuoco basso finchè non iniziano a sfaldarsi, ma senza che perdano del tutto la loro forma.

Cuocete le crepes in una padella antiaderente unta leggermente con olio o burro. Non appena il burro si scioglie o l’olio si scalda, con un foglio di carta assorbente “sporcate” bene tutta la padella, eliminando l’eccesso di grasso. Tra una crepes e l’altra ripeto sempre l’operazione, usando lo stesso tovagliolo, ma senza aggiungere altri grassi, e passandolo sul fondo della padella.

Al centro della padella ben calda versate quindi un mestolo di pastella e roteate per ricoprirne il fondo interamente e ottenere una crepes sottile, facendo cuocere e colorare prima una parte e poi l’altra.

Mettete da parte ogni crepes e continuate le operazioni fino a esaurire la pastella.

Pronte le crepes, anche nella stessa padella potete tostare leggermente i pinoli, per far rilasciare loro tutti gli oli aromatici e profumati.

Ora non resta che comporre il piatto, mettendo al centro di ogni crepes la farcitura di mele e uvetta, insieme ai pinoli tostati, quindi arrotolate e condite le crepes con del miele liquido.
Se usate il miele che ho utilizzato io, cremoso, mettetelo sempre nella padella delle crepes e dei pinoli, senza nemmeno accendere il fuoco, visto che è ancora calda: basterà a fargli raggiungere la giusta consistenza.

Aggiungete infine su ogni porzione della scorza di limone grattugiata a momento, per mantenerne tutto il profumo e la freschezza.

 

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16 Apr

Crumble di baby asparagi profumato al limone e mentuccia

Ieri ho postato una ricetta ispirata da un link di Facebook, oggi posto una ricetta ispirata da un link di Twitter, così per non scontentare nessuno! 😀

Mentre scorrevo i vari tweet in treno, distrattamente leggo di un crumble di asparagi che là per là mi fa pensare “che bella idea!”, ma poi proseguo imperterrita a seguire le vicende della dinastia Forrester attraverso il tag #twittamibeautiful 😀

Ebbene si, esco allo scoperto: sono una fan di Beautiful e delle sue incredibili e irrealistiche vicende familiari… ma purtroppo non posso seguirlo mai, visto che a quell’ora viaggio, per cui mi viene in soccorso il team di @TwBeautiful che mi aggiorna con le notizie più succulente… ormai per me è un rito irrununciabile, il loro livetweet!

Tornata a casa, apro il frigorifero e vedo un bel mazzolino di baby asparagi che aspettavano una degna fine, dopo essere in parte finiti in un fantastico risotto domenica a pranzo, per cui mi torna subito in mente quella ricetta: crumble di asparagi, postata da @LaFemmeduChef (questo il suo blog) sul nuovo portale PaperProject!

Sono appassionata di crumble, dolci e salati, e la mia versione preferita è senza dubbio quella di melanzane e pomodorini, e così decido subito di mettermi all’opera per quella che già immaginavo essere una ricetta rapidissima e di sicura riuscita.
Per la verità, non ho avuto il tempo di leggere la ricetta di Claudia se non dopo aver realizzato la mia versione, con quello che avevo a disposizione, ma devo dire che alla fine non mi sono discostata moltissimo dal suo piatto! Eravamo proprio in sintonia, si vede 🙂

La modifica maggiore è relativa alle “briciole”, il crumble appunto. Così come per quello di melanzane, ho voluto infatti utilizzare il pane raffermo, visto che ne ho sempre piccole scorte a disposizione, e non realizzare un impasto apposito.

Per il resto, ho pensato subito che “la morte sua” sarebbe stata l’utilizzo dello stracchino o della crescenza, ma non ne avevo e mi sono dovuta accontentare di un altro formaggio cremoso, molto meno saporito. E infatti, come poi ho visto, Claudia ha utilizzato proprio lo stracchino! 🙂

Infine ho aromatizzato il crumble con scorzette di limone e della mentuccia fresca.

Insomma un piattino pronto in pochissimo tempo, ma davvero sfizioso e sicuramente molto molto primaverile! Grazie a Claudia per l’ispirazione 🙂

Ingredienti per una porzione:

  • 15 baby asparagi
  • 100 g di formaggio cremoso (meglio se stracchino o crescenza)
  • 10 g di parmigiano grattugiato
  • 40 g di mollica pane raffermo
  • qualche fogliolina di mentuccia
  • olio extravergine d’oliva
  • la scorza grattugiata di mezzo limone

Ho eliminato la parte finale bianca dagli asparagi, li ho lavati bene, quindi ho tagliato le punte mettendole da parte e ho affettato il resto del gambo a rondelline.
Queste le ho messe in acqua bollente per circa 2-3 minuti, quindi le ho prelevate con una schiumarola e le ho sistemate sul fondo della cocotte sopra una cucchiaiata di olio extravergine d’oliva.

Mentre gli asparagi venivano sbollentati, ho tagliato la mollica del pane a dadini piccoli, quindi li ho messi in una ciotola insieme al parmigiano, alla mentuccia tritata, a un paio di cucchiai di olio e alla scorza del limone.
Ho mescolato bene, quindi ho aggiunto anche un mestolo di acqua di cottura degli asparagi. Il pane deve diventare morbido ma non essere annacquato.

Ho ricoperto gli asparagi col formaggio, quindi ho sistemato tutto il pane come ultimo strato e ho infilato le punte degli asparagi in verticale come decorazione.

Ho infornato a 200° finchè il pane non è diventato ben dorato (circa 15 minuti).

 

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15 Apr

Dolce morbido di kamut® con frutti di bosco al profumo di limone

Sabato pomeriggio, dopo pranzo, il treenne ha ceduto al richiamo della nanna e incredibilmente fuori fa troppo caldo per godersi il giardino, per cui, prima che giunga il momento di uscire per una passeggiata, perdo un po’ di tempo a mettere “like” su facebook, quando il mio like va a una torta morbidissima con mirtilli e lime, dall’aspetto piuttosto semplice ma che richiama inevitabilmente la mia attenzione.
In un attimo decido e sono lì a pesare gli ingredienti, felicissima di consumare un po’ di frutti di bosco surgelati che è troppo tempo che stazionano nel mio congelatore, e variando piccole cose qua e là per venire incontro alla disponibilità della mia dispensa.
Innanzitutto la mancanza di lime, facilmente sostituito dal limone (uno degli unici 3 esemplari del mio povero alberello), poi l’uso di frutti di bosco misti, appunto, e la farina di kamut® invece della 00, non tanto per fare la foodblogger che si dà le arie, ma perchè 1) sto cercando di limitare al minimo l’uso della 00 che pare non sia l’ingrediente più sano del mondo, 2) perchè l’ho proprio finita da un po’ e mi dimentico anche di ricomprarla (d’altro canto se non la uso…).
Comunque, ferma restando la mia preferenza dichiarata per la farina di farro, devo dire che, problemi commerciali a parte (mi dà fastidio il fatto che sia un marchio registrato), la farina di kamut® nei dolci mi piace. Dà un retrogusto antico a tutto, senza snaturare il sapore.
Mentre ancora non mi sono ricreduta sulla pasta di kamut®, che non mi piace, e devo ancora farmi un’opionione sulla pizza.
Infine, altre piccole varianti, sono state l’aumento della proporzione della farina di mandorle e la mancanza di sciroppo da usare dopo la cottura.
Insomma, grazie a Arabafelice, il mio pomeriggio ha assunto un colore molto allegro e golosissimo 🙂
Ingredienti per una teglia quadrata da 23 cm:
  • 210 g di burro ammorbidito (io per qualche secondo al microonde)
  • 225 g di zucchero di canna
  • 210 g di farina di kamut®
  • 50 g di farina di mandorle (oppure mandorle tritate molto finemente)
  • 200 g di frutti di bosco misti (io surgelati)
  • 4 uova intere
  • 3 cucchiaini di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • la buccia grattugiata di 1 limone
  • il succo di 1 limone

Ho messo i frutti di bosco in una ciotola insieme a un paio di cucchiai di farina prelevata da quella indicata negli ingredienti, mescolando bene per farli infarinare, e ho messo da parte. Questo impedisce ai frutti di andare tutti sul fondo del dolce.

Ho sbattuto con la frusta il burro morbido con lo zucchero ottenendo una crema chiara, ho aggiunto le uova, incorporandole una alla volta, e quindi ho mescolato il composto con la farina di mandorle, la scorza di limone, la farina e il lievito setacciato.

L’impasto risulta piuttosto denso e corposo, per cui a questo punto conviene usare una spatola di silicone o simile. Ho aggiunto quindi il succo del limone per ammorbidirlo un po’ e infine i frutti di bosco infarinati, incorporandoli con delicatezza.

Ho imburrato lo stampo quadrato, l’ho infarinato e poi ho versato e livellato l’impasto.

Ho infornato a 180° per circa 40 minuti.

 

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11 Apr

Gnocchetti di caprino e farina di farro con scampi e pistacchi

Ricordate quei begli gnocchetti di caprino con scorze d’arancia e pistacchi di lunedì?? Ecco, come anticipato, li ho preparati anche in una versione più classica: con un bel sughetto di scampi e ancora una volta l’aggiunta dei pistacchi croccanti, che ci stanno non bene ma benissimo, con questi crostacei!

Questa tipologia di gnocchi li ho sempre amati molto, soprattutto in abbinamento col pesce e poi restano ben sodi, come piace a me, quindi adatti davvero a tutti i condimenti.

E poi, se preparato per poche persone naturalmente, è un piatto anche veloce: siamo tornati a casa dalla spesa del sabato mattina alle 12.30 e alle 13.30 eravamo a tavola con questo piatto fumante davanti 🙂
Il tempo di impastare e tagliare gli gnocchi, che l’acqua bolle già. Il sughetto cuoce in un lampo, si butta tutto dentro e via!

La ricetta della pasta è quindi identica a quella di lunedì, ma la riporto per comodità.

Ingredienti per 2 persone:

  • 150 g di farina di farro (o 00)
  • 150 g di caprino fresco
  • 30 g di parmigiano reggiano
  • 200 g di scampi
  • 20 pomodorini
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine d’oliva
  • 1/3 di bicchiere di brandy
  • circa 15-20 g di pistacchi (meglio se naturali e di Bronte, ma anche salati, se non li trovate)

Impastate in una ciotola il formaggio caprino con il parmigiano e la farina, fino a ottenere un impasto omogeneo.

Nel frattempo mettete a bollire una pentola d’acqua e iniziate a preparare il condimento, facendo imbiondire in una padella ben capiente (che servirà anche a ripassare gli gnocchi) uno spicchio d’aglio in olio extravergine d’oliva.
Aggiungete quindi gli scampi e i pomodorini tagliati a dadini, aggiungete il brandy e portate tutto a cottura, lasciando sul fuoco medio per circa 15 minuti, senza far asciugare troppo il condimento.

Mentre il sugo cuoce, procedete alla creazione degli gnocchetti, formando dei bastoncini con l’impasto di caprino aiutandovi con i palmi delle mani e facendoli rotolare su un piano leggermente infarinato.
Formate dei bastoncini non troppo grandi, di circa mezzo cm di diametro, e tagliate quindi dei piccoli gnocchi.

Fateli lessare nell’acqua salata, quindi scolateli dopo 1 minuto circa che sono saliti a galla e terminate la cottura direttamente nella padella con gli scampi, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua di cottura.
Fate insaporire e legare tutto per almeno 2-3 minuti, quindi impiattate e cospargete con qualche pistacchio tritato grossolanamente col coltello.

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10 Apr

Carciofi ripieni con salsiccia secca di Monte San Biagio

Amo i carciofi e sicuramente, adeguatamente farciti, sono tra i piatti più golosi di questo periodo. Anche se, a onor del vero, un altro modo sublime di consumarli è nella pizza ripiena che fa mia madre a Pasquetta! Vabbè voi non la conoscete… ma fidatevi! Una goduria 😀

Questa versione dei carciofi ripieni è quella classica, di famiglia, del mio paese, ma magari li fanno così dappertutto, non so!

Le dosi, sono indicative, io ho pesato quello che ho usato, ma il risultato migliore, come sempre, si ottiene valutando un po’ a occhio e a consistenza sotto le mani.

Ingredienti:

  • 4 carciofi
  • 50 g di pane raffermo
  • 25 g di parmigiano reggiano
  • 40 g di salsiccia secca (da noi, rigorosamente, di Monte S. Biagio)
  • 1 uovo grande
  • sale
  • prezzemolo tradizionalmente (o mentuccia, variante mia)
  • olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • mezzo bicchiere di vino bianco

Pulite bene i carciofi, togliendo tutte le foglie esterne più dure, eliminando col coltello le punte del fiore e tagliando i gambi, privandoli della “corteccia” esterna.

Metteteli a mano a mano in una ciotola piena di acqua col succo di limone.

Preparate la farcitura, sbriciolando il pane raffermo in una ciotola e mescolandolo con il parmigiano grattugiato, con l’uovo, la salsiccia secca tritata e i gambi dei carciofi tagliati a piccoli pezzi. Amalgamate bene con le mani.

Riprendete i carciofi e create dei contenitori allentando le foglie con le mani e lasciando quindi un vuoto nella parte interna, in cui potrete inserire la farcia.
Riempite tutti i carciofi, quindi fate imbiondire in una pentola uno spicchio d’aglio con olio extravergine d’oliva e poi sistemate i carciofi ripieni uno vicino all’altro, di modo che si sostengano bene a vicenda senza cadere.
Aggiungete un bicchiere di acqua e mezzo bicchiere di vino bianco e il prezzemolo o la mentuccia, quindi fate cuocere a fiamma medio-bassa finchè non si sono perfettamente ammorbiditi (ci vuole almeno 1 ora e mezza, ma dipende dal tipo di carciofi) e aggiungendo di tanto in tanto del liquido (acqua o brodo vegetale).

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09 Apr

Plumcake di farro e farina integrale con yogurt ai mirtilli

Un classico dolcino da colazione, semplice, molto saporito e morbidissimo. E’ in realtà l’ennesima variante della ricetta delle ciambelline morbidissime (la cui ricetta originale è di Federica) da cui ho ricavato un bel plumcake di farina di farro e farina integrale, diminuendo leggermente l’olio e usando un gustoso yogurt ai mirtilli.

Insomma una di quelle ricettine semplicissime, che ho preparato nei pochissimi minuti in cui ho aspettato che il mio tè caldo diventasse leggermente più tiepido e che era già pronto per l’ora di merenda del mio bimbo.

Per questo plumcake ho utilizzato una teglia usa e getta in alluminio di Icont.

Ingredienti:

  • 150 g di farina di farro
  • 100 g di farina integrale
  • 130 g zucchero di canna
  • 125 g yogurt ai mirtilli (o quello che preferite)
  • 100 g di olio di oliva
  • 3 uova medie
  • 1 bustina di lievito per dolci

Ho mescolato in una ciotola le due farine con lo zucchero e il lievito setacciato.

Ho aggiunto le uova, lo yogurt e l’olio, mescolando con una frusta fino a rendere tutto ben omogeneo. Se l’impasto dovesse risultare troppo denso, potete aggiungere una paio di cucchiai di latte.

Ho versato l’impasto in uno stampo per plumcake unto e infarinato e infornato a 180° per circa 30 minuti, togliendo dal forno dopo la prova stecchino.

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08 Apr

Gnocchetti di caprino con scorze d’arancia e pistacchi

Quando ho ricevuto il bellissimo box con una selezione di vini 3Wine sono rimasta davvero colpita dalla splendida confezione, dalla cura dei particolari, dall’immediata sensazione di aver ricevuto un dono elegante e molto gradito.

Per chi ancora non conoscesse questo bellissimo servizio, spiego brevemente che 3Wine offre ogni mese una selezione di 3 vini di grande qualità, che verranno spediti dove desiderate (a casa vostra, ma anche da un amico a cui volete fare un bellissimo regalo molto originale) in una confezione molto curata e insieme a una brochure in cui ci sono 3 ricette ognuna in abbinamento a una bottiglia e una lista della spesa con gli ingredienti che serviranno per prepararle 🙂
E’ possibile comprare una sola box, ma anche scegliere un abbonamento da 3, 6 o 12 mesi, risparmiando in modo proporzionale sulle spese di spedizione e sul costo delle bottiglie.

Insomma, se non l’avete capito, io la trovo un’idea geniale e davvero ben studiata!

La prima delle bottiglie nella box di marzo (il mese in cui ho ricevuto la mia box) è un Catarratto, un vitigno a bacca bianca tipico della Sicilia, “caratterizzato da una spiccata acidità e freschezza e ben bilanciato dalle sue note aromatiche e da sentori di agrumi e fiori bianchi” (copio dalla brochure perchè non sono certo un sommelier ;-P ). La sua gradazione è di 13,5% e va servito a una temperatura di circa 10-12 gradi.
Il sommelier di 3Wine ha abbinato questa bottiglia a uno splendido antipasto di tartufini di caprino, pistacchio e arancia (la video ricetta è disponibile qui).

Io, non volendo copiare pari pari le ricette proposte dagli chef, ho deciso di selezionare di volta in volta gli ingredienti fondamentali del piatto e creare con essi un nuovo piatto da abbinare allo stesso vino.

In questo caso, gli ingredienti sono: caprino fresco, pistacchi di Bronte, arancia. Con essi, aggiungendo solo farina, parmigiano e una noce di burro (ingredienti dal sapore assolutamente non preponderante, per mantenere ben delineati gli aromi a cui abbinare il Catarratto) ho creato degli assaggini di gnocchetti di caprino conditi con burro, scorza d’arancia e pistacchi.

Credo infatti che questo piatto dal sapore aromatico ma delicato, sia perfetto, più che come un vero e proprio primo, come piccolo assaggio  in pranzo o una cena composta di più portate originali e inconsuete.

Questi stessi gnocchetti, in una versione più classica ve li presenterò invece nel prossimo post 🙂

Ingredienti per circa 4-5 persone in versione assaggini (per 2 persone se servito come primo piatto):

  • 150 g di farina di farro (o 00)
  • 150 g di caprino fresco
  • 30 g di parmigiano reggiano
  • circa 50 g di pistacchi (meglio se naturali e di Bronte, ma anche salati, se proprio non li trovate)
  • la scorza di un’arancia grattugiata
  • circa 40 g di burro
  • un pizzico di sale

Impastare in una ciotola il formaggio caprino con il parmigiano e la farina, fino a ottenere un impasto omogeneo.

Nel frattempo mettere a bollire una pentola d’acqua, quindi procedere alla creazione degli gnocchetti, formando dei bastoncini con l’impasto di caprino aiutandovi con i palmi delle mani e facendoli rotolare su un piano leggermente infarinato.
Formate dei bastoncini non troppo grandi, di circa mezzo cm di diametro, e tagliate quindi dei piccoli gnocchi.
Preparate anche i pistacchi, che andranno tritati grossolanamente, preferibilmente col coltello.

Non appena l’acqua bolle, salatela e gettatevi dentro gli gnocchi.
Nel frattempo, in una padella fate sciogliere il burro con la scorza d’arancia grattugiata. Quando gli gnocchetti salgono a galla, lasciateli cuocere ancora un minutino, quindi versateli nella padella col condimento, insieme a una cucchiaiata di acqua di cottura.
Fate insaporire un altro paio di minuti, quindi impiattate e ricoprite con la granella di pistacchi.

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04 Apr

Colomba di Pasqua moretta

Lo so, Pasqua è passata e le colombe son volate tutte via, ma io questa ricetta ve la devo lasciare lo stesso, innanzitutto perchè chi l’ha detto che si può mangiare solo a Pasqua, e poi perchè magari ve la mettete da parte per il prossimo anno!

 

Io il lievito madre non ce l’ho… l’ho avuto ma ebbe un brutto incidente e non ebbi più il coraggio di sostituirlo. E quindi per questo tipo di dolci a lunga lievitazione naturale opto ormai per un lievito naturale secco che si trova abbastanza facilmente nei supermercati (per esempio al Todis).

E la mia guru per il suo utilizzo è Mamma Papera, che ho tartassato per avere più informazioni possibili sulla lievitazione. E anche la ricetta di questa colomba l’ho presa dal suo blog, apportando però delle piccole modifiche un po’ per necessità un po’ per casualità.

Innanzitutto, credo che il problema principale per chi lavora fuori è riuscire a far combaciare i tempi di lievitazione con i momenti in cui si è in casa… per questo spesso ci si deve ridurre a far tutto nei weekend, ma nemmeno si può pretendere di azzerare gli impegni degli unici due giorni in cui si è in casa solo per fare un dolce!

Quindi, visto che nella ricetta di Mamma Papera era prevista una prima lievitazione di 12 ore, poi un nuovo impasto, un riposo di 1 ora e una nuova lievitazione di 7 ore, capite bene che non avrei proprio avuto speranze di poterla fare.
Per questo ho deciso di allungare i tempi, diminuendo un po’ il lievito usato: non 15 g dunque ma 10 g.
In realtà alla fine i tempi sono stati mooolto più lunghi, ma non per il problema del lievito, bensì per la temperatura in casa.
La temperatura ottimale consigliata è di 28°… ma sfido la maggior parte di noi ad avere questa temperatura in casa in questo periodo dell’anno! Soprattutto, perchè queste lievitazioni lunghe si svolgono soprattutto di notte, quando i termosifoni sono spenti, il tiepido calore del sole non c’è (vabbè che piove sempre…), la cucina è disabitata…

Di solito si consiglia di mettere gli impasti nel forno chiuso con la luce accesa. Non so i vostri forni ma a me aveva più freddo lui che il frigorifero… Ho anche avvolto attorno alla ciotola una coperta, come facevano le nostre nonne, ma niente: l’impasto di notte congelava e la forte quantità di burro presente lo faceva diventare un bel mattoncino.

Però, alla fine tutto questo è stato un vantaggio per me: la notte tutto si fermava, la sera ci lavoravo su e il giorno lo aiutavo a lievitare: tutto regolato alla perfezione! 😀

Quindi, alla fine, ho iniziato a impastare il giovedì sera, ha riposato/lievitato tutta la notte  e il giorno seguente, l’ho reimpastato venerdì, ho fatto riposare/lievitare il sabato mattina fino al primo pomeriggio, mentre noi eravamo fuori per le spese del sabato mattina, quindi ho infornato alle 16.00 e alle 17.00 era pronta e con lei pronti noi ad uscire per una passeggiata 🙂

Domenica, alla fine del pranzo pasquale, abbiamo gentilmente azzannato la dolce colomba moretta 🙂

Ultima nota prima di passare alla ricetta: inizialmente avrei voluto usare le gocce di cioccolato (non amiamo i canditi in casa), ma poi ho pensato che ero fin troppo piena di tavolette di cioccolata (tra cui l’ormai famosa cioccolata fondente con scorze d’arancia di LIDL) per cui ho optato per tritare molto grossolanamente quest’ultima e inglobarla all’impasto.
Naturalmente, mentre le gocce di cioccolato restano ben separate dall’impasto, la cioccolata, vista l’alta temperatura della lievitazione (da me aiutata con pentolini di acqua bollente nelle vicinanze), si scioglie e tende a diventare parte dello stesso, trasformando la colomba in una versione, altrettanto golosa, al cioccolato, soprattutto a causa dell’ultima lavorazione da fare con le mani, la pirlatura.

Versione particolarmente apprezzata soprattutto dal treenne di casa… 😀

In questa colomba ho utilizzato la farina Petra 1 del Molino Quaglia, miele d’arancio di Rigoni di Asiago e zucchero di canna Bronsugar Brasil.

I passo: la glassa

  • 32-33 g di Farina di mandorle (o mandorle intere tritate)
  • 50 gr di zucchero di canna chiaro
  • 25 g di  fecola
  • un pizzico di Sale
  • 25 g di albume

Si inizia dalla parte facile 🙂
Va preparata con anticipo per permettere al tutto di insaporirsi e amalgamarsi.

Ho mescolato le mandorle tritate con lo zucchero, il pizzico di sale e la fecola, quindi ho aggiunto l’albume e mescolato energicamente con la frusta a mano.
La glassa è molto densa, ma credo sia meglio non aggiungere liquidi (se non è proprio lavorabile, aggiungete pochissimo albume) perchè altrimenti colerà dalla colomba.

II passo: I impasto (colomba da 1 kg)

  • 330 g di farina (Petra 1 o Manitoba)
  • 117 g di acqua
  • 95 g di zucchero di canna
  • 10 g di lievito madre secco
  • 120 g di tuorli (circa)
  • 135 g di burro morbido

Impastate circa 280 g di farina con l’acqua e il lievito madre secco. Non appena si forma un impasto ben elastico iniziate ad aggiungere un pò di tuorlo, fatelo assorbire, aggiungete un po’ di zucchero e un po’ di farina, fate incordare (cioè rendete l’impasto molto elastico, lucido, che non si strappi quando viene tirato), quindi ricominciate con altro tuorlo, lo zucchero, la farina, finchè questi ingredienti non sono finiti , ma facendo attenzione a far incordare bene l’impasto tra un’aggiunta e l’altra.

A questo punto potete iniziare a inserire il burro morbido, sempre un poco alla volta, aspettando di volta in volta che esso venga ben assorbito dall’impasto. Ancora una volta il risultato finale deve essere un impasto ben incordato.
Questa prima fase di impasto è la più lunga e non durerà meno di 30-40 minuti.

Ora mettete a lievitare tutto in una ciotola ampia, coperta da pellicola. Trovate il posto più favorevole per la lievitazione, che sia il più caldo possibile, senza correnti d’aria. Provate anche il forno chiuso con la luce accesa (che con me non funziona).
La lievitazione dovrà durare almeno 12 ore: l’impasto dovrà triplicare, ma se come me avete problemi di orario, potete anche non preoccuparvi di quello che succederà la notte e aiutare l’impasto a lievitare dalla mattina seguente, mettendo vicino alla ciotola dei pentolini di acqua bollente, oppure accendendo ogni tanto il forno per pochi secondi, di modo che generi quel poco di calore necessario a far partire la lievitazione.

III passo: emulsione

  • 30 g di burro
  • 15 g di miele d’arancia
  • 30 g di cioccolato bianco
  • 2-3 cucchiaini di polvere d’arancia oppure buccia di 2 arance grattugiate

Sciogliete al microonde il burro insieme al miele e al cioccolato bianco, aspettate che si sia ammorbidito tutto, ma non completamente sciolto, e poi terminate di far amalgamare e sciogliere tutto solo mescolando. Aggiungete la polvere d’arancia o la scorza e mescolate bene.

IV passo: II impasto

  • Il I impasto lievitato
  • 55 g di farina
  • 23 g di tuorli (circa)
  • 22 g di zucchero di canna
  • 27 g di burro morbido
  • un pizzico di sale
  • 210 g di cioccolato fondente all’arancia

Aggiungete al primo impasto la farina, quindi fate incordare, aggiungete i tuorli e lo zucchero e fate incordare, aggiungete l’emulsione e il sale e fate incordare. Infine aggiungete il burro morbido un pezzo alla volta e come sempre fate incordare prima di aggiungerne altro.
Rispetto al primo impasto questa fase sarà molto più veloce.

Ora potete unire il cioccolato (o le gocce) e far impastare velocemente e brevemente (altrimenti si scioglierà), giusto per distribuirlo meglio.

Questo impasto andrà fatto riposare per circa un’ora, sempre in un luogo tiepido, quindi va pirlato (per questa fase vi conviene vedere un video di spiegazione, come quello che consiglia Alessandra: video). Fate riposare ancora una decina di minuti, quindi dividete l’impasto in due pezzi: uno da 2/3 e uno da 1/3. Quello da 1/3 dividetelo infine a metà.

Prendete lo stampo e sistemate a forma di salsicciotto la parte più grande, formando il corpo della colomba, mentre le due parti piccole sistematele nello spazio per le ali.
Coprite lo stampo con la pellicola e fate lievitare ancora per circa 7 ore (ma anche di più o di meno), finchè l’impasto non arriva praticamente ai bordi dello stampo.

A questo punto, togliete lo stampo dal forno (se l’avete fatto lievitare là), accendetelo, riscaldandolo a 165-170°.
Nel frattempo glassate la colomba cospargendola con la glassa preparata il giorno (o 2 giorni) prima, cospargete di zucchero in granella ed eventualmente mandorle intere e infine infornatela.

Ci vorrà circa 1 ora per essere cotta, se avete un termometro dovete controllare che il cuore della colomba arrivi a 96-97° circa, altrimenti regolatevi come per qualunque dolce (odore, consistenza, stecchino…).

Una volta sfornata io l’ho semplicemente fatta raffreddare su una gratella. In realtà andrebbe trafitta con degli stecchini (2 da un’ala e 2 dall’altra) e messa a raffreddare capovolta su un sostegno, per circa 6-12 ore.

Io non l’ho fatto perchè ho avuto paura di farla cadere, in quanto non ho trovato un appoggio stabile e un posto sicuro in casa.

Devo dire che il risultato è stato comunque buono e almeno ho trascorso quelle ore serena e non preoccupata 😀

Credo che capovolgendola la colomba resti maggiormente alveolata, ma la mia è stata comunque morbidissima e molto buona, apprezzatissima da tutti 🙂

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