29 Gen

Crostata con crema al doppio cioccolato e ricotta

Ieri pomeriggio volevo preparare una merenda speciale per il mio bimbo al suo ritorno da scuola, per “farmi perdonare” i tanti rimproveri della mattina (buffo no?! loro fanno i capricci e i dispetti e noi ci sentiamo in colpa…) e ho preparato delle crostatine al cioccolato.
Non amo fare le creme classiche, con la base di crema pasticcera, perchè mi mettono ansia… si addenserà? verrà grumosa?… e allora trovo sempre delle scorciatoie, ma che siano ancora più golose!   crostatine_cotte

Non avendo panna, non potevo fare una classica ganache e allora ho messo insieme ricotta, cioccolato bianco alle nocciole e cioccolato fondente per una farcitura davvero ottima 🙂

Ho “pulito” la ciotola in cui li avevo mescolati fino all’ultima goccia 😀

Insieme a queste crostatine ho preparato anche una crostata grande per noi adulti con una confettura che amiamo molto: Fiordifrutta fragole e fragoline di bosco di Rigoni d’Asiago (senza zuccheri aggiunti e buonissima).

crostata_cotta

Teglia Icont

In realtà è andata a finire che ci si litiga tutti entrambi i tipi di dolce 😀

La frolla è ottima, una semplice, normalissima frolla (è quella di Santin, con qualche minima variante) senza farine “strane” o altro e col procedimento vecchio stile: non col burro freddo, ma col burro morbido sbattuto insieme allo zucchero e alle uova.

Ingredienti per 12 crostatine (8 cm di diametro) e una crostata (23 cm di diametro):

  • 500 g di farina
  • 140 g di zucchero a velo
  • 2 uova
  • 250 g di burro (morbido a pomata)
  • la buccia grattugiata di un limone
Per faricire le crostatine
  • 150 g di ricotta
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di cioccolato bianco (io ho usato quello con le nocciole)

Per la crostata

  • 330 g di confettura

Ho sbattuto il burro molto morbido insieme allo zucchero a velo, una volta ben amalgamati ho aggiunto le uova e ho continuato a sbattere fino ad ottenere una crema.
A questo punto ho unito la scorza di limone grattugiata e la farina un po’ alla volta, continuando a mescolare con la frusta finchè ho potuto e passando alle mani quando ho terminato di aggiungere la farina.
L’impasto sarà molto morbido, quindi mettetelo in frigorifero a riposare 45-60 minuti.

Nel frattempo preparate la crema per le crostatine, sciogliendo a bagnomaria (o in un pentolino a fiamma bassissima, come ho fatto io) il cioccolato fondente, quello bianco e la ricotta, mescolando continuamente, finchè tutto non è perfettamente amalgamato.

Trascorso il tempo di riposo, ho steso la frolla ricoprendo le formine per le crostatine, al centro ho versato la crema, sistemando infine una stellina di frolla su ognuna.

crostatine_teglia

Per la crostata, ho steso il resto della frolla, usandone un cerchio per ricoprire la teglia.
Ho versato e steso la marmellata sul fondo, quindi ho ricavato le strisce di pasta per completare la crostata, sistemandole sul dolce, e richiudendo leggermente i bordi su se stessi.

crostata_teglia

Ho infornato tutto a 180° fino a doratura della frolla (le crostatine ci metteranno circa 15 minuti, la crostata circa mezz’ora).

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27 Gen

Pesche dolci

Amo le pesche dolci ed è qualche anno che cercavo LA ricetta,quella vera, quella delle pesche che ho sempre mangiato alle feste di compleanno fin dalla mia infanzia.
E sul web se ne trovano a bizzeffe e io ne ho provate parecchie, ma niente… nessuna dava vita al risultato sperato… finchè al compleanno della piccola Sara, una compagna di scuola di Gabriele, eccole di nuovo là, belle, perfette, buonissime!

E poi sento una frase della mamma “tutti i dolci li ha preparati mia suocera…”.
Cosa?!, penso io, fatte in casa?? Urge avere la ricetta!! E così, grazie alla gentilissima concessione della nonna di Sara, finalmente ho potuto farle anche io! 🙂

pesche

L’unica modifica che ho apportato agli ingredienti è stata quella usare il burro invece dello strutto.

Trovo particolarmente geniale, oltre che indice di vera ricetta tradizionale, il modo di realizzare la farcitura… niente nutella, creme o altro, ma il riciclo delle briciole dei gusci delle pesche, che vanno scavati, e un semplice latte al cacao!
Fantastico e perfetto 🙂

Il liquore che dona colore e aroma a questo dolce è l’alchermes. Io ho utilizzato il classico, che si trova in qualunque supermercato, mischiandolo però a un fantastico alchermes artigianale che mi ha regalato Simona.Il sapore di quest’ultimo è fantastico, non paragonabile a quello commerciale, ma purtroppo non tinge le pesche, altrimenti avrei usato solo quello!

In questa ricetta ho usato farina Petra 5.

Ingredienti per 20 pesche di dimensione media:

  • 2 uova
  • 150 g di zucchero
  • 100 g di burro (strutto casareccio nella ricetta originale)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 500 g di farina

Per la farcitura (a me ne è avanzata un po’)

  • 375 g di latte
  • 50 g di cacao
  • 3 cucchiai di zucchero

Per la finitura

  • alchermes q.b.
  • zucchero semolato q.b.

Ho sbattuto le uova con lo zucchero, ho aggiunto il burro molto morbido (a pomata), amalgamando bene, e poi un po’ alla volta la farina miscelata col lievito, impastando prima con la frusta, poi con le mani.

Ottenuto un impasto morbido e omogeneo, l’ho diviso in panetti che ho allungato in forma tubolare, tagliandone poi piccoli pezzi, di dimensione di poco inferiore a quella dei gusci che si vorranno ottenere (l’impasto infatti lieviterà in cottura).

Con essi ho creato delle semisfere, ottenendo prima delle palline che poi ho appiattito da un lato e ho appoggiato sulla teglia da forno.

sfere

In forno dovranno cuocere a 150° per circa 20 minuti, o comunque finchè non iniziano a biscottare, senza farle colorire molto.

I gusci dovranno raffreddare molto bene, anche fino al giorno dopo, così che perderanno un po’ di croccantezza e assorbiranno meglio il liquore.

Il giorno seguente, ho preparato il cioccolato, mescolando il latte con il cacao e lo zucchero e lasciando cuocere a fiamma media, mescolando continuamente, finchè non è diventato più denso (non esattamente cremoso, visto l’assenza di addensanti). Nel mio caso ci sono voluti 15 minuti.

Mentre esso raffreddava, diventando anche più denso, ho svuotato le semisfere (dal lato piatto), con un cucchiaino, La parte che ho tolto l’ho messa da parte in una ciotola, mescolandolo poi al cioccolato.

A questo punto, ho riempito i gusci e li ho attaccati a due a due, come piccoli panini.

farcitura

Una volta unite tutte le coppie, le ho bagnate in una ciotola di alchermes, lasciandole qualche secondo per farle impregnare bene, quindi le ho rotolate in un piatto pieno di zucchero semolato e le ho sistemate su un vassoio.

Le pesche così preparate andranno quindi fatte riposare in frigorifero: i sapori si amalgameranno, la consistenza sarà più morbida e il dessert più goloso!

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22 Gen

Crostata di frolla alle mandorle con arance e bacche di Goji

Era un po’ che pensavo a come usare delle bellissime arance siciliane in una crostata e oggi ho deciso… al naturale! Ero indecisa se caramellarle o meno, se aggiungere crema o marmellata, ma poi la soluzione migliore mi è sembrata quella di usarle così, pelate a vivo e poco zuccherate.   crostata_cotta

Per esaltarne l’aroma, ho usato semplicemente un’ottima frolla alle mandorle, con farina Petra 5, profumata con la stessa scorza delle arance usate.
Per finire, giusto una manciatina di bacche di Goji, per un tocco di colore e un’ulteriore sferzata di vitamina C.

Il risultato è una crostata deliziosa e aromatica ma non pesante, perfetta per la merenda ma anche per un’allegra colazione 🙂

Per realizzarla ho utilizzato una teglia Icont davvero comoda per questo tipo di crostate, perchè grazie ai suoi bordi bassi di circa 1 cm permette di sformare il dolce molto facilmente e inoltre consente una cottura e doratura uniforme della frolla grazie ad alcuni piccoli fori presenti sul fondo.
Essi consentono all’umidità di uscire dal basso e quindi di cuocere meglio il fondo della crostata, che spesso, con la farcitura, tende a restare più umido.

teglia

Ingredienti per due crostate da 23 cm (potete farne solo 1 e congelare il resto della frolla):

  • 250 g di farina
  • 100 g di farina di mandorle
  • 120 g di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 140 g di burro
  • scorza grattugiata di 2 arance
  • 2 arance
  • una manciata di bacche di Goji
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • una spolverata di zucchero a velo

Ho mescolato la farina, la farina di mandorle, lo zucchero e la scorza grattugiata di due arance. Al centro ho messo l’uovo e il burro freddo tagliato a pezzi molto piccoli.
Ho impastato velocemente con le mani ottenendo un impasto sodo e omogeneo, quindi l’ho messo in frigorifero per circa mezz’ora.

Nel frattempo, ho messo a bagno le bacche di Goji in acqua calda, dopo averle ben sciacquate.

Trascorso il tempo di riposo della frolla, ho pelato a vivo le arance e le ho affettate a rondelle (attenzione, se ci sono, ai semini).

Ho steso la frolla e l’ho messa nella tortiera in alluminio, coprendo con essa fondo e bordi.
Sopra ho sistemato le fette di arancia sovrapponendole leggermente e aggiungendo anche le bacche scolate.

crostata

Ho ricoperto tutto con i 3 cucchiai di zucchero di canna e infornato a 180° per circa 30 minuti.

crostata_cotta_int

Aggiornamento 23/01/2014

Solo oggi scopro del contest de La Cucina Italiana che sostiene la ricerca sul cancro con l’AIRC.

Sabato 25 gennaio tornerà infatti nelle piazze italiane l’appuntamento con le Arance della Salute e con un contributo di 9 euro si potranno ricevere 2,5 kg di arance rosse e consigli e ricette per una sana e gustosa alimentazione.

Inserirò da oggi il banner AIRC sul mio blog e partecipo con questa golosa ricetta al contest “Le arance della salute”.

Banner AIRC

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20 Gen

Torta al caffè con crema di amaretti

A Gennaio sono nati entrambi i miei genitori a distanza di soli 4 giorni per cui posso divertirmi a realizzare torte belle farcite e golosissime 🙂

Lo scorso weekend è stata la volta dello zuccotto con crema di mandorle e torrone, questo weekend di una torta al caffè a cinque strati, farcita di una crema con gli amaretti.

torta_amaretti2

Voglio tranquillizzarvi dicendo che le mie torte sono sempre di una facilità incredibile, alla portata di tutti e soprattutto di chi ha poco tempo (come me appunto).
Non sono capace di fare grandi decorazioni e devo organizzare il mio lavoro in step brevi , così da poter seguire senza problemi i miei bimbi (quasi 4 anni e 2 mesi).

Per di più, ormai cucino (e faccio tutto il resto) solo con Angelica in braccio, per cui tutto è a prova di realizzazione con un solo braccio 😀

Quindi, base del dolce semplicissima da impastare e cuocere (ricetta del ciambellone all’acqua ma con variante al caffè), creme senza cottura (camy cream aromatizzata agli amaretti) e assemblaggio veloce 🙂

Non disponendo di uno stampo dal diametro ridotto e una certa altezza, ho ricavato da un dolce di 24 cm di diametro una base più piccola, usando come riferimento per il taglio un coperchio, e ricavando uno strato in più dai ritagli.

Naturalmente se volete semplificare, potete anche semplicemente tagliare in sezioni il dolce al caffè così come è e farcirlo…. 🙂

torta_amaretti

Ingredienti (torta da 18 cm circa):

Per la base al caffè (ho usato una tortiera da 24 cm di diametro)

  • 250 g di farina 00
  • 250 g di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 130 g di caffè (circa 3 tazzine di caffè piene a metà)
  • 120 g di olio d’oliva
  • 3 cucchiaini di caffè solubile
  • 1 bustina di lievito per dolci

Per la camy cream agli amaretti

  • 500 g di mascarpone
  • 250 ml di panna fresca (non zuccherata)
  • 170 ml di latte condensato
  • 100 g di amaretti secchi

Per decorare

  • mandorle a scaglie
  • amaretti secchi interi
  • cacao
  • scaglie di cioccolato bianco

Due giorni prima ho preparato la base per la torta, montando le uova con lo zucchero.
In una ciotola ho poi miscelato la farina con lo zucchero, quindi ho unito il composto di uova e poi il caffè e l’olio, mescolando bene con una frusta.
Nel caffè caldo avevo sciolto anche i cucchiaini di caffè solubile.

Ho versato tutto in una tortiera unta di olio e infarinata e cotto a 180° per circa 40 minuti (fate sempre la prova stecchino).

Il giorno prima ho invece preparato la crema e assemblato tutto.

Ho montato la panna, quindi ho mescolato bene con le fruste il mascarpone e il latte condensato, infine aggiunto la panna, ottenendo una crema soffice e omogenea.

Ho sbriciolato gli amaretti con le mani, polverizzandoli in parte, ma mantenendo anche qualche pezzo più grossolano e li ho incorporati alla crema delicatamente.

A questo punto ho tagliato la torta in strati sottili. Innanzitutto, volendo ottenere un effetto di torta alta ma non troppo grande, ho appoggiato sopra un coperchio di una pentola del diametro che mi serviva e ho tagliato tutt’intorno per ottenere la base necessaria. Da questa ho ricavato 4 strati sottili, tagliando orizzontalmente la torta con un coltello lungo.
Dal ritaglio avanzato del dolce ho poi ricavato un ulteriore “piano”, tagliandolo sempre sottilmente e usando poi i pezzi affiancati in uno degli strati centrali.

Ho appoggiato una prima fetta di dolce al caffè sul piatto di portata, ho spalmato un generoso strato di crema, poi ho continuato ad alternare dolce e crema, lasciando da parte un po’ di crema per rifinire tutto il dolce (superficie completa e bordi).

E’ importante che lo strato di dolce al caffè composto dai ritagli sia centrale, così che non si noti.
Invece lo strato ricavato dalla superficie del dolce, che non sarà piana ma a cupola, potete usarlo comunque (molti la eliminano) ma capovolgendo la parte tondeggiante verso il basso.

Un altro trucco è capovolgere il dolce intero, fin dal momento in cui lo sformate, così da avere il fondo già piatto in alto e far appiattire del tutto anche la cupola col peso del dolce.

Finito l’assemblaggio con l’ultimo strato di dolce al caffè, ricoprite del tutto il dolce con la restante crema (sia superficie che bordi).

Infine, ricoprite interamente i bordi con le mandorle a scaglie e la superficie con gli amaretti, spolverandoli col cacao e aggiungendo qualche scaglia di cioccolato bianco.

Conservate la torta in frigo fino al giorno dopo o comunque lasciatela riposare in frigorifero per qualche ora (ma il giorno dopo sarà sempre più saporita).

torta_amaretti_fette

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17 Gen

Torta salata con brisèe di orzo e farro integrale alle noci con zucchine e pancetta

Questa ricetta nasce dall’idea di Vale della brisèe ai pistacchi che mi era piaciuta davvero tantissimo e che avevo usato già in due ottime ricette: nella torta con zucca e zucchine e in quella di ricotta e mortadella.

Da subito avevo immaginato di farla anche alle noci e finalmente è arrivato il momento, anche se stavolta ho usato la ricetta base della briseè all’olio extravergine d’oliva e ho utilizzato un mix di farina di orzo, che mi ha fatto conoscere e amare Federica e che si sposa perfettamente con l’aroma delle noci, e di farina integrale di farro. brisee_cotta

Teglia cannellata Icont

Per la farcitura ho usato della provola e della pancetta affumicata, con delle zucchine (purtroppo fuori stagione… ma me le avevano portate e mi dispiaceva sprecarle).

Una precisazione: mi dicono spesso che uso farine “strane” e che quindi non sempre ie mie ricette possono essere replicate da tutti. Innanzitutto, voglio tranquillizzarvi sulla facile reperibilità degli ingredienti che uso… Vivo in una piccola città e faccio la spesa in comunissimi supermercati, quindi ogni mio ingrediente non è frutto di ricerche particolari, viaggi esotici o acquisti online.

Inoltre, soprattutto nel caso della farina, a parte rarissimi casi, potete sostituirle con della comunissima farina 00 o 0. Certo, il risultato non sarà identico nel sapore, sicuramente il piatto sarà meno salutare, ma “se pò fà”.

Ingredienti:

  • 100 g di farina di orzo
  • 50 g di farina integrale di farro
  • 50 g di acqua
  • 50 g di olio extravergine d’oliva
  • 50 g di noci (pesate sgusciate)
  • 3 zucchine piccole-medie
  • 100 g di pancetta affumicata
  • 1 uovo
  • 150 g di provola

Ho messo nel mixer le farine con 2/3 delle noci e ho tritato, poi ho aggiunto olio e acqua e fatto andare le lame ancora brevemente ottenendo un impasto morbido ma non ancora del tutto omogeneo.

Ho messo da parte qualche gheriglio di noce per la decorazione, quindi ho sbriciolato le altre noci con le mani e le ho aggiunte alla brisèe, impastando stavolta a mano.
Ho formato una palla e ho messo a riposare per circa 30 minuti in frigorifero.

brisee_noci

Trascorso il tempo, ho steso la brisèe col mattarello e con essa ho foderato una teglia tonda.
Ho fatto uno strato con la provola tagliata a fette e la pancetta tagliata a cubetti, ho versato l’uovo dopo averlo sbattuto e infine ho ricoperto con le zucchine a rondelle e i gherigli di noce.

brisee_torta

Ho infornato a 200° per circa 30 minuti.

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15 Gen

Gnocchi di farina integrale di farro e carciofi con pancetta e crema di pecorino

Per la serie “cotto, mangiato e postato” (ma anche per la rubrica “ricette a una sola mano”, visto che ormai cucino solo con in braccio Angelica), questi strepitosi gnocchi di farro integrale e carciofi fatti a pranzo, non potevano aspettare ad essere pubblicati, perchè sono davvero buonissimi!

Avevo dei carciofi in padella già destinati a condire un primo, quando mi è balenata l’idea di trasformare direttamente loro in primo!

E per condirli ho pensato a qualcosa che ne esaltasse il sapore, senza coprirlo troppo, quindi una morbida crema di pecorino con dei cubetti di pancetta (ispirata da una gricia, ma non avevo guanciale).

gncarc2

Ingredienti per due porzioni

Per gli gnocchi

  • 200 g di farina integrale di farro (se non l’avete potete usare anche altra farina)
  • 200 g di carciofi cotti (lessi o in padella)

Per il condimento

  • 200 g di pancetta affumicata
  • 40 g di pecorino
  • pepe nero
  • olio extravergine d’oliva (quello di cottura dei carciofi se li avete cotti in padella)

I carciofi erano stati in precedenza cotti in padella con olio extravergine d’oliva e uno spicchio d’aglio, dopo averli leggermente salati. Li ho quindi scolati dall’olio (che ho tenuto da parte) e frullati.

Li ho messi sul piano di lavoro al centro della farina sistemata a fontana e ho impastato. Ho fatto riposare l’impasto sotto un piatto capovolto per circa 30 minuti, quindi ho formato gli gnocchi.

Valutate in base alla farina utilizzata se usare più o meno farina rispetto a quella indicata.

gncarc

Ho messo a bollire l’acqua per lessarli, e, nel frattempo, ho fatto rosolare la pancetta nella padella di cottura dei carciofi, insieme al loro condimento.

Salata l’acqua per la pasta, ho cotto gli gnocchi per 2 minuti circa dal momento che sono saliti a galla, quindi li ho prelevati con la schiumarola e li ho messi nella padella con la pancetta ad insaporire per altri due minuti circa.
Ho prelevato qualche cucchiaio di acqua di cottura degli gnocchi e l’ho aggiunta in una ciotola dove avevo messo il pecorino e una grattata di pepe nero, mescolando con una frusta e ottenendo una crema.

Ho aggiunto quindi gli gnocchi conditi alla crema, mescolato bene e servito fumanti, con un’ulteriore manciata di pecorino e una spolverata di pepe.

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14 Gen

Zuccotto cremoso alle mandorle e torrone

Questa torta realizzata per il compleanno di mamma è stata un vero successo, la crema è una delle migliori mai fatte!
Non troppo dolce, ma golosissima grazie all’uso della crema di mandorle e di torrone morbido tritato.

Perfetto anche l’abbinamento con la base, il classico dolce all’acqua, morbidissima e umida senza bisogno di bagne.

Invece di fare la solita torta a strati, ho preferito fare uno zuccotto per farcirlo con abbondantissima crema, perchè qui non siamo per niente golosi! 😀

In questa occasione ho voluto provare a giocare un po’ con il cioccolato plastico, per la copertura, in cerca di un’alternativa alla bella ma poco amata pasta di zucchero.

zuccotto

Piatto Poloplast

E’ stato facilissimo farlo, molto più della pasta di zucchero, e facilissimo lavorarlo 🙂
Però, non mi ha ugualmente convinto, non tanto per il sapore, perchè composto di solo cioccolato bianco e miele (ho usato un miele dal gusto delicato, quello di Acacia Rigoni d’Asiago), quindi il sapore è quello del cioccolato con un retrogusto di miele, ma per la consistenza un po’ gommosa.

Credo che usando la ricetta che prevede anche lo zucchero a velo, questa sensazione si attenui un po’, ma il gusto sarebbe troppo dolce e si tornerebbe al problema di fondo, sostituendo una copertura troppo zuccherina come la pasta di zucchero con un’altra ugualmente dolce.

Però la ricetta del cioccolato plastico che ho seguito la diffondo comunque volentieri perchè ne risulta una pasta molto bella e così elastica che non rischia di creparsi, facile da stendere e da modellare, che può sempre tornare utile 🙂
Per decorare il nastro che circonda la base ho usato il rullo personalizzabile di Pavonidea.

zuccotto2

Ingredienti (per uno stampo con la base da 24 cm di diametro):

Per la base

  • 250 g di zucchero di canna
  • 250 g di farina 00
  • 3 uova
  • 120 g di olio d’oliva
  • 140 g di acqua
  • 1 bustina di lievito

Per la farcitura

  • 500 g di mascarpone
  • 250 ml di panna fresca (quindi non zuccherata)
  • 350 g di crema di mandorle
  • 100 g di torrone morbido alle mandorle

Per la copertura (del tutto facoltativa)

  • 300 g di cioccolato bianco
  • 75 g di miele d’acacia
  • poco zucchero a velo per stendere la pasta

Ho preparato la base per la torta due giorni prima, montando le uova con lo zucchero.
In un’altra ciotola ho mescolato la farina con il lievito, quindi ho aggiunto il composto di uova e zucchero mescolando con la frusta e poi l’acqua e l’olio, fino a ottenere un’impasto liscio.
Ho versato tutto in uno stampo unto e infarinato e infornato a 180° per circa 40 minuti.

E’ importante la prova stecchino per non cuocere troppo il dolce, perchè risulterebbe secco, o troppo poco.

Il giorno prima conviene preparare anche il cioccolato plastico (se decidete di fare la copertura): basta fondere il cioccolato bianco al microonde (per massimo 30 secondi alla volta, poi mescolare e riaccendere fino a scioglimento) o a bagnomaria.

Una volta fuso, aggiungete il miele e impastate insieme con un cucchiaio. Vedrete che immediatamente si formerà un impasto morbido ma sodo. A questo punto potete continuare a impastare con le mani.
Verrà rilasciato un liquido oleoso, il burro di cacao, che man mano verrà riassorbito dal cioccolato.
Ottenuta una palla molto elastica e poco unta, fatela riposare una mezz’ora all’aria, poi potete stenderla subito, con l’aiuto di poco zucchero a velo, oppure coprirla con pellicola e tenerla anche per qualche giorno in luogo fresco, ma non in frigo.
Indurirà un poco, ma basterà rilavorarla con le mani (o al massimo metterla pochissimi secondi al micro, ma non lo consiglio molto) per farla ritornare perfetta e modellabile.Per lavorare il cioccolato plastico è importante che l’ambiente non sia troppo caldo.

Il giorno prima ho preparato anche la crema, montando la panna e mettendola da parte. Ho quindi montato insieme anche il mascarpone con la crema di mandorle e poi aggiunto la panna montata molto delicatamente. Ho prelevato una piccola parte di crema da usare per rivestire il dolce, mettendola da parte in frigorifero.
Infine ho incorporato il torrone morbido tritato col coltello alla crema restante.

Pronto tutto ho composto lo zuccotto, tagliando in fette orizzontali di circa mezzo cm il dolce e ricoprendo il fondo e interamente i bordi dello stampo da zuccotto ricoperto da pellicola trasparente.

Ho quindi versato un bel po’ di crema e poi alternato ancora 2 strati di dolce con due di crema, completando con un ultimo strato di dolce per creare una base per la torta che verrà capovolta.

Ho messo il dolce in frigorifero per tutto il giorno (o tutta la notte) e la sera l’ho sformato sul piatto da portata, l’ho ricoperto con la crema restante e poi con la sfoglia di cioccolato plastico ottenuta stendendolo col mattarello e un po’ di zucchero a velo.

Se non volete ricoprirla in questo modo, basterà lasciare lo zuccotto semplice, come si presenta appena sformato (lo trovo comunque molto bello) oppure ricoprirlo solo con la crema.e magari una spolverata di cacao.

La torta si conserva perfettamente in frigorifero.

fetta_zuccotto

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10 Gen

Ravioloni al pepe rosa con mortadella e pistacchi

Questi sono davvero dei ravioli da fare e rifare… non stancherebbero mai!

ravioli

Tappeto in silicone Pavoni

Golosissimi grazie alla mortadella, gustosi grazie al pistacchio, stuzzicanti grazie al pepe rosa.Tre ingredienti in perfetta armonia, che si compensano e completano rendendo questa pasta una vera ghiottoneria.

Come sempre, preferisco andare sul formato gigante per la pasta ripiena, non solo per la golosità che mi caratterizza e che viene pienamente soddisfatta solo da farciture maxi, ma anche per la praticità di poter fare molto più velocemente i ravioli grandi che quelli piccolini…

Io ho condito questi medaglioni con del semplice sugo di pomodoro, ma li vedrei perfetti anche con un sugo in bianco, perchè sono talmente buoni che non hanno bisogno di molto  altro.

Ingredienti per due porzioni (10 ravioli da 9 cm di diametro):

  • 150 g di farina
  • 50 g di semola
  • 2 uova
  • 1/2 cucchiaino di pepe rosa (io l’ho usato in grani e l’ho macinato)

Farcitura

  • 120 g di mortadella
  • 30 g di pistacchi
  • 30 g di parmigiano
  • 70 g di robiola (ma anche ricotta o altro formaggio cremoso)

Ho impastato i due tipi di farina con il pepe rosa macinato e le uova, ho formato una palla e l’ho messa a riposare sotto una ciotola capovolta per circa 30 minuti.

Nel frattempo ho tritato col frullatore la mortadella insieme a parmigiano e ricotta e ho aggiunto i pistacchi solo dopo che il resto era ben amalgamato così da doverli tritare poco e lasciarli un po’ grossolani, per mantenerne sapore e consistenza.

Ho steso la pasta e ricavato 20 cerchi con un coppapasta tondo, ho farcito la metà di essi col composto di mortadella, quindi ho posizionato sopra ogni raviolo un altro cerchio e ho sigillato i bordi della pasta con i rebbi di una forchetta.

ravioli_ap

Ho lessato la pasta in abbondante acqua salata per circa 8 minuti (se li fate più piccoli cuoceranno in meno tempo) e li ho conditi con sugo di pomodoro e parmigiano grattugiato.

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Piatto Poloplast

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05 Gen

Sciroppo alla cannella, vaniglia e zenzero per caffè e tè

Avreste mai pensato di realizzare uno sciroppo per aromatizzare e dolcificare il vostro caffè o il vostro tè?

In effetti in Italia non siamo molto abituati ad usarli e non si trovano molto nemmeno nei bar, se non nelle caffetterie di ispirazione anglosassone, ma quando li ho visti su Pinterest me ne sono subito innamorata!

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Anche questi, come le zollette di zucchero aromatizzate, sono una bellissima idea regalo, facile da fare e originale 🙂

Potete usare i vostri aromi preferiti, io ho aggiunto vaniglia, zenzero e cannella per un gusto tutto natalizio.

Una volta pronto, basta imbottigliare, etichettare e regalare (o usare…)

Se volete cimentarvi con questa idea, vi regalo anche le etichette da stampare e attaccare sulle bottigliette: download.

Ingredienti:

  • 3 tazze di acqua
  • 3 tazze di zucchero
  • 1 cucchiaino di vaniglia bourbon in polvere (Io i semi di una stecca)
  • 1 cucchiaino di zenzero
  • 1 cucchiaino di cannella (o un bastoncino)

Mettete l’acqua e lo zucchero in una pentola dal fondo spesso e lasciate cuocere finchè non bolle, quindi aggiungete le spezie e lasciate sul fuoco medio per circa 20 minuti.

Filtrate per eliminare i residui delle spezie e imbottigliate.

sciroppo2

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04 Gen

Sale al vino rosso e rosmarino

Adoro preparare regalini home made per amici e conoscenti e mi piace scovare sempre idee nuove.

Ho già provato con soddisfazione il sale aromatizzato al rosmarino, ma ultimamente sono stata conquistata dal bellissimo colore, e, dopo averlo provato, dal profumo del sale al vino rosso, visto sul blog Cucchiaio e Mattarello.

E’ perfetto per salare la carne, ma l’ho usato anche su zucca, legumi, patate e funghi, e sicuramente ci saranno tanti altri piatti a cui dare quel tocco in più 🙂

sale

Ho usato un Montefalco Rosso DOC, ma potete usare il vino rosso che preferite, purchè sia “di carattere”, e l’ho aromatizzato ulteriormente con del rosmarino.

Rispetto alla ricetta originale ho usato il doppio dela sale, ma non tutto insieme: ho usato prima 300 g, quindi, per recuperare il vino scolato, ho aromatizzato altri 300 g.
L’alternativa per non sprecare vino potrebbe essere quella di usarlo per cucinare, ma si dovrà prestare molta attenzione alla quantità perchè sicuramente cederà parecchio sale ai cibi.

Il risultato è un sale dal bellissimo color rubino chiaro e da un intenso profumo che farà una gran figura in un bel barattolino di vetro.

Se vi va potete anche stampare le etichette che ho usato io per il tappo dei barattoli: download.

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Insomma una bella idea regalo e un modo per utilizzare quel bicchierino di vino avanzato a pranzo che non si vuol far rovinare 🙂

Ingredienti:

  • 600 g di sale grosso
  • 1 bicchiere di buon vino rosso
  • 3 rametti di rosmarino

Mettete 300 g di sale in una ciotola insieme al vino rosso e a un rametto di rosmarino, lasciando assorbire bene l’aroma per circa 1 ora.

Scolate il sale dal vino in eccesso con un colino e mettetelo su una teglia per il forno ricoperta di carta da forno insieme al rosmarino, quindi lasciate asciugare a temperatura bassa (50° circa) finchè il sale non è ben asciutto.

Togliete il rosmarino secco, mettete il sale in un barattolo e aggiungete un rametto di  rosmarino fresco.

Se volete, potete usare il vino scolato per fare altro sale aromatizzato (altri 300 g circa), ripetendo esattamente lo stesso procedimento di prima.

Non consiglio di mettere fin da subito 600 g di sale nel vino perchè non assorbirebbe bene il liquido e l’aroma.

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