Sto leggendo Una vita da lettore di Nick Hornby, che naturalmente recensirò presto, ma non resisto e voglio assolutamente condividere con voi un paio di frasi che mi sono davvero piaciute, in quanto le condivido pienamente:
“Sembra un comandamento scolpito nella pietra: o i libri costano fatica, o sono una perdita di tempo. E così ci sfianchiamo impantanandoci in romanzi seriosi, e a volte seriamente tediosi, o in enormi biografie di politici; alla fin fine i libri sembrano poco più che un dovere, e Pop Idol comincia a esercitare sempre più fascino. Mollateli vi prego.
E, vi prego, piantatela di snobbare quelli che stanno leggendo un libro – Il codice Da Vinci, per esempio – perchè gli piace. [...] E comunque, leggere per diletto è una cosa che dovremmo fare tutti. Non intendo che tutti dovremmo leggere romanzi rosa o thriller (però se è questo che volete leggere, per me va benissimo, perchè… Ascoltate, vi confesserò una cosa che nessuno vi dirà mai: se non leggete i classici o il romanzo che ha vinto l’ultimo Booker Prize, non vi succederà niente di male; e soprattutto, se li leggete non vi succederà niente di straordinario); voglio dire soltanto che voltare le pagine non dovrebbe essere come arrancare in un denso pantano. Lo scopo primario dei libri è che noi li leggiamo: e se scoprite di non farcela, può darsi che la colpa non sia della vostra inadeguatezza.”
Ohhhhhh!!! Che qualcuno lo gridi!!!
“[...] quando cercavo di ricordare qualcosa di Stop-Time, a parte la sua eccellenza, non ci riuscivo. Forse si parlava di un patrigno che era… un tipo particolare? O questo è Voglia di ricominciare? E ho capito che, come praticamente per tutti i libri che ho consumato, diciamo dai quindici ai quarant’anni, non ho letto nemmeno tutti i libri che ho letto. Non vi dico che cosa deprimente. A che cazzo serve, allora?”
Ecco, mi sento meglio. Ma come si fa a dimenticare un libro che ci è piaciuto così tanto??? Eppure è così anche per me. Ne devo prendere atto. ![]()
Almeno non sono l’unica!


