Il piccolo principe

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 18-09-2008

Il piccolo principe è un libro a cui sono molto legata e forse per questo non lo avevo ancora inserito nel blog. Ma ogni tanto rispunta fuori l’idea di parlarne e allora ho deciso di non farne una vera e propria recensione, così da tenerlo ancora ben custodito nell’angolo dei miei ricordi cari, ma di riproporvi quello che avevo scritto in una occasione per me molto importante: il mio matrimonio.

Il piccolo principe è stata infatti la bomboniera scelta per quel giorno, il piccolo dono che ho voluto fare a chi mi è stato vicino in quei felicissimi momenti, insieme a un segnalibro in argento realizzato da mia sorella (una piccola coccinella portafortuna) e un fiore di confetti di Sulmona.
Avevo in mente già da tempo di scegliere un libro come bomboniera, e la scelta è ricaduta quasi subito su questo gioiellino, così particolare perchè sotto le spoglie di una favoletta per bambini si nasconde un vero e proprio tesoro, da scoprire e interpretare più volte nel corso della propria vita. Ad ogni lettura, infatti, emergono nuove sensazioni, nuove emozioni e nuovi insegnamenti.

In occasione del mio matrimonio, naturalmente, scelsi di evidenziarne il messaggio d’amore ed è questo che vi ripropongo oggi, ma ognuno scelga liberamente la sua interpretazione.

In un nuovo omaggio a chi ci è più caro.
Paola e Alessandro - 13 maggio 2006

“L’essenziale è invisibile agli occhi…â€

13 maggio 2006

Tutti voi conoscete di certo questo libro.

Noi l’abbiamo scelto come ricordo da donarvi in occasione del nostro matrimonio in quanto metafora dell’amore.

“Il Piccolo Principe” rappresentò per Antoine De Saint-Exupéry una prova d’amore per riconquistare la moglie, dopo un periodo di distacco.
Paragonandola alla rosa della storia, vanitosa, bugiarda, possessiva, tiranna e presuntuosa, volle dirle che, nonostante tutti i suoi difetti e forse proprio per questi, ella era diversa da tutte le altre perchè lui l’aveva scelta tra tante.

Il piccolo principe ama la sua rosa e quando vede altre rose dice loro che, mentre un passante non le distinguerebbe, ella è in realtà molto più importante perché lui l’ha innaffiata, l’ha messa sotto una campana di vetro per proteggerla, l’ha riparata col paravento, l’ha ascoltata lamentarsi, vantarsi o tacere.

Lei è la più importante “perché è la mia rosa†e il tempo perso per curarla l’ha reso responsabile di lei.

La volpe incontrata nel deserto spiega al piccolo principe che:

“Addomesticare vuol dire creare dei legami… tu non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini… Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondoâ€.

Spero che questa sia un’occasione per leggere nuovamente questo libro dedicato “ai grandi che sono stati bambini una volta e poi se ne sono dimenticatiâ€.

Paola e Alessandro

La nostra bomboniera

Un ragazzo

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 08-09-2008

Un ragazzo
Un ragazzo
Nick Hornby

Guanda, 2006
Prezzo: 15,00 €

TEA, 2007
Prezzo: 8,60 €

Ennesimo libro di Nick Hornby! Dai che li ho quasi finiti e poi non vi scoccio più… (a parte Febbre a 90° o 31 canzoni che trattano argomenti che poco mi attirano).

Mi hanno preso parecchio in giro per il fatto che conoscevo il romanzo, anche se non lo avevo ancora letto fino ad agosto, ma non avevo la più pallida idea che il film About a boy con Hugh Grant fosse la sua trasposizione cinematografica… Naturalmente non avevo visto nemmeno il film, ma tra pubblicità in tv e qualcosa che avevo sentito in giro mi si è illuminata una lampadina e ho capito che la storia doveva essere quella.
La mia ignoranza sul cinema è infinita… :)

**Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.**

La storia narra di un ragazzino di 12 anni, Marcus, che vive con la mamma Fiona e si è appena trasferito a Londra. Nella nuova città ha molte difficoltà nel fare nuove amicizie e nell’ambientarsi nella nuova scuola.
Parallelamente, ci viene presentato un altro protagonista del libro, Will Freeman, trentaseienne, single e benestante nullafacente (vive grazie ai diritti d’autore di una canzone natalizia scritta anni prima dal padre). Will scopre che un’ottima tecnica per conoscere nuove donne è far finta di crescere un figlio da solo e così si intrufola in un gruppo di genitori single.

In questo modo, i due si incontreranno e nascerà un rapporto profondo e di reciproco aiuto.
Will rappresenterà per Marcus quella figura paterna che gli manca e sarà per lui una guida in un mondo di adolescenti omologati a cui è molto più vicino lui, trentaseienne, che Marcus.
Marcus farà capire a Will che è pronto per rapporti più profondi e duraturi e gli farà provare un’atmosfera familiare che a lui manca.

** fine dello spoiler **

La storia è in perfetto stile Hornby, ironica anche quando affronta temi tragici come quello del suicidio. Sapiente interprete di stati d’animo così differenti come quelli di un ragazzino o di un single incallito o di una giovane madre depressa. Magistrale nei dialoghi, sempre realistici e con un linguaggio diverso in base agli interlocutori, in base alle situazione e in base ai quartieri da cui provengono i personaggi.
Lettura leggera, ma che come sempre dà spunti di riflessione. Non lo giudico un capolavoro, ma resta un buon libro e non si può fare a meno di affezionarsi ai personaggi.

Come diventare buoni

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 02-09-2008

167057123.2.jpgCome diventare buoni
Nick Hornby

Guanda, 2001

Prezzo: 15.00 €

Ormai la mia passione per Nick Hornby sarà palese… Lo adoro!
E questo libro non è da meno degli altri che ho letto.

**Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.**

La protagonista questa volta è una donna, Katie Karr, sposata da anni con l’”uomo più arrabbiato di Holloway”, marito sarcastico e da cui si sente trascurata, e con due figli.
Katie si sente una donna tutto sommato buona: ha scelto di diventare medico proprio per dedicarsi agli altri, si è sacrificata per la sua famiglia, ma a un certo punto si ritrova con un amante.

Questa è un po’ la scintilla che fa scoppiare una crisi con David, suo marito, anche se in realtà è solo un aspetto secondario di un rapporto ormai deteriorato. Ma David non reagisce urlando o lasciandola e tutto si complica: incontra una specie di santone, BuoneNuove, che ha ottenuto i suoi “poteri” attraverso l’uso di droghe e decide di diventare buono.
Il problema è che diventerà troppo buono e si lascerà coinvolgere in donazioni (anche dei computer e dei giochi dei suoi figli, che non la prendono molto bene…), distribuzioni di cibo e ospitalità ai senzatetto e inizia a scrivere un libro su come diventare buoni.

La situazione diventa sempre più irreale e Katie rimette in discussione tutta la sua vita.

** fine dello spoiler **

Il libro come sempre è ben scritto e il linguaggio, ancora una volta, si adegua perfettamente ai personaggi, adattandosi alle situazioni diverse e alla caratterizzazione di ognuno. La personalità di ogni personaggio è ben delineata e le vicende si intrecciano senza intoppi, se non nel finale, che è un po’ in contrasto con tutto il resto della narrazione e lascia sospesi.
E’ un libro meno ironico degli altri dello stesso autore, perchè il tema, nonostante le apparenze, fa riflettere e rimette in discussione quello che per molti significa “essere buoni”.

Mille splendidi soli

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 02-09-2008

1551353948.jpgMille splendidi soli
Khaled Hossein

Piemme, 2007

Prezzo: 18.50 €

Il secondo romanzo di Khaled Hossein dopo il grandissimo successo de Il cacciatore di acquiloni è Mille splendidi soli: una storia di donne, stavolta, in netto contrasto con quella tutta al maschile del primo best seller.
L’ho letto tutto d’un fiato, in una giornata di mare (buahhhh… permettetemi di rimpiangere le irrimediabilmente finite ferie… sig sig), perchè conquista davvero l’attenzione e ci fa immergere completamente in un’atmosfera lontana come quella dell’Afghanistan degli ultimi decenni.

**Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.**

Le protagoniste sono due donne, Mariam e Laila, molto diverse tra loro.
Mariam è una “harami”, figlia illeggittima, nata dalla relazione tra un ricco uomo di Herat e la sua serva e vissuta in un vero e proprio esilio, nascosta agli occhi del mondo, fino alla tragedia che cambierà la sua vita.
Laila è una bellissima ragazza nata a Kabul vent’anni dopo Mariam ed è figlia di un professore che le insegnerà un grande amore per la cultura e l’importanza dello studio per una donna. Laila cresce spensierata in compagnia di quello che diverrà il suo grandissimo amore, Tariq, ma la vita e la guerra li separeranno.
Le vite delle due donne si intrecceranno ed entrambe si ritroveranno sposate allo stesso uomo, anziano e violento, e, dopo un’iniziale conflitto, creeranno un rapporto solido e complice che permetterà la loro tragica rivincita sulla vita.

** fine dello spoiler **

Sullo sfondo della loro storia, troviamo le vicende storiche che hanno sconvolto l’Afghanistan a partire dall’avvicendarsi dei diversi regimi, dall’invasione russa, all’istituzione del regime talebano e che così tanto hanno influenzato il corso della loro vita.

Il libro ricostruisce in modo molto realista la triste condizione delle donne afghane, che subiscono ogni tipo di vessazione e ingiustizia e sono costrette a nascondersi dietro un burqa, anche se spesso, paradossalmente, traggono conforto dalla loro invisibilità agli occhi del mondo che le circonda.
Hosseini riesce a interpretare in modo mirabile il punto di vista femminile in questa cultura e la storia conquista fin dalle prime righe.

Anche in questo libro, però, l’autore si lascia andare in un finale troppo scontato e molto hollywoodiano, perdendo di realismo e inserendo una nota stonata in uno spartito che, a mio avviso, meritava una uscita di scena più adatta.

Per ascoltare le prime pagine del libro: http://www.radioalt.it/radioalt/ascolta.asp?path=http://www.radioalt.it/radioalt/materiale/SpazLib/Hosseinimille.mp3

Firmino

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 18-08-2008

FirminoFirmino
Sam Savage

Einaudi, 2008

Prezzo 14 €

Questo libro ha suscitato grandi entusiasmi tra i lettori di tutto il mondo e quindi, come sempre, alla curiosità di leggerlo per capirne il successo si è associata una certa diffidenza.

Appena ho iniziato Firmino, però, sono stata conquistata dallo stile utilizzato, davvero piacevole e scorrevole.
Il narratore è un ratto che racconta la storia della sua breve vita. Ciò che stupisce è il suo modo di parlare: forbito nell’esprimersi, anche quando riferisce concetti molto semplici, come possono essere i pensieri di un ratto.
Ma Firmino non è un animale qualunque: è l’ultimo di una nidiata di tredici cuccioli e per sopravvivere alla sopraffazione dei suoi fratelli, che non gli permettono di nutrirsi del latte materno, inizia a mangiare le pagine di un grosso libro.
In effetti, l’allegra famigliola ha la sua tana in una grossa libreria di Boston e, quando Firmino inizierà a esplorare il suo nascondiglio, assaggerà nuovi volumi fino a capire che oltre che nutrirlo nel corpo, quei libri costituiranno per lui un nutrimento spirituale, che gli permetteranno di evolversi e di distinguersi sempre più dai suoi simili, assomigliando invece, soprattutto nei sentimenti, agli esseri umani.

E come gli umani, Firmino ha le sue passioni, oltre che per la letteratura, anche per il cinema e le “bellezze” (donne che osserva sui manifesti in strada, nei vecchi film in bianco e nero e nel cinema a luci rosse del quartiere), e si infatua prima del libraio e dopo di uno scrittore stravagante.

Il nostro protagonista idealizza molto questi personaggi e rimane profondamente deluso e ferito quando il libraio proverà ad avvelenarlo, dopo essersi accorto della presenza di un ratto nella sua libreria. Firmino, infatti, si identifica totalmente con i tanti personaggi dei libri che ama e non ha un’idea di se stesso conforme al suo reale essere, finendo addirittura per odiare la sua immagine pelosa riflessa allo specchio.

L’atmosfera del racconto è malinconica e sembra di ascoltare una lunga melodia jazz: quasi ipnotizza con lo scorrere delle parole e delle frasi.
Fin qui i lati positivi del libro. Ed ora il lato negativo. Uno solo ma importantissimo: la storia non regge. Non so, ma si arriva alla fine della storia e ci si chiede: e quindi? Dove siamo andati a parare?

Non mi ha convinto. Buona idea, buono stile ma storia debole.

Per ascoltare le prime pagine del libro: http://www.radioalt.it/radioalt/spaziolibri.asp?id=1337

Il caso dei libri scomparsi

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 13-08-2008

Il caso dei libri scomparsiIl caso dei libri scomparsi
Sansom Ian

Tea, 2008

Prezzo: 10.00 €

Un libro simpatico, adattissimo per una lettura sotto l’ombrellone. L’autore, Ian Sansom, Ã¨ inglese e scrive infarcendo il racconto con il tipico humour che ben conosciamo, anche se a volte forse risulta un po’ forzato.

Si racconta di un bibliotecario londinese, Israel Armstrong, che accetta un nuovo incarico nella piccola cittadina di Tundrum in Irlanda del Nord. Si accorge presto che il posto non ricorda nemmeno lontanamente la “civiltà” a cui è abituato e dovrà fare i conti con il carattere scorbutico degli abitanti, con i pettegolezzi che si diffondono a macchia d’olio (tipici di un piccolo paese) e con una permanenza forzata in un pollaio.
Inoltre, il lavoro si prospetterà ben diverso da quello che gli era stato proposto: la biblioteca è stata chiusa e lui dovrà diventare biliotecario su un bibliobus.

Deciso ad andarsene immediatamente, si troverà invischiato in un grosso mistero da risolvere: la scomparsa di tutti i quindicimila volumi della biblioteca. Diviene così “investigatore per caso” e si troverà a dover affrontare gli interrogatori dei principali sospettati e la raccolta di indizi per rimettere insieme il puzzle di questo furto.
L’incontro con queste persone così diverse da lui e così lontane dal suo modo di vivere, dà vita a divertenti scenette e sono il succo del racconto, forse più che la trama principale.

La lettura di questo libro non è filata proprio liscia quanto immaginassi. Lo stile, nonostante gli argomenti leggeri affrontati, risente di diversi rallentamenti e la storia lascia il lettore con alcuni interrogativi su fatti secondari non spiegati.
So che questo libro è il primo di una serie sulla “libreria circolante“, per cui forse per le spiegazioni si dovrà attendere i prossimi volumi…

La ragazza delle arance

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 12-08-2008

La ragazza delle aranceLa ragazza delle arance
Gaarder Jostein

Longanesi, 2004

Prezzo: 14.60 €

Mi piacciono molto gli autori scandinavi: immergono i loro racconti in un’atmosfera fiabesca e onirica che fa sognare al lettore un mondo ovattato ma ricco di sentimenti forti e caldi, in contrasto con il paesaggio freddo e spesso innevato in cui sono ambientati.
La ragazza delle arance di Jostein Gaarder (l’autore del più famoso Il mondo di Sofia) non è da meno.

**Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.**

Jan Olav è molto malato e sa di dover morire presto. Per questo, decide di lasciare una lunga lettera al suo bambino di 3 anni, facendo in modo, però, che lui la trovi solo quando sarà più grande.
Georg Røed, infatti, la leggerà a quindici anni, quando sua madre nel frattempo si è legata a un altro uomo ed è riuscita a ricostruirsi una vita.

Questa lettera è indirizzata a Georg, ma in realtà è una bellissima lettera d’amore verso la ragazza delle arance, donna di cui lui si innamorò follemente e di cui perse le tracce, finchè non la ritrovò dopo lunghe e difficoltose ricerche.
Il racconto di questa caccia all’amore perduto è intenso e anche divertente quando il giovane Jan Olav si lascia andare a fantasiose elucubrazioni per giustificare alcuni misteri che non riesce a spiegarsi.
In tutto il racconto Jan chiamerà in causa suo figlio e gli porrà degli interrogativi a cui lui cercherà di rispondere.
Fino a quello più importante, su cui Georg dovrà meditare a lungo prima di dare una risposta:

“Immagina di trovarti sulla sogli di questa favola, in un momento non precisato di miliardi di anni fa, quando tutto fu creato. Avevi la possibilità di scegliere se un giorno avresti voluto nascere e vivere su questo pianeta. Non avresti saputo quando saresti vissuto, e non avresti neppure saputo per quanto tempo saresti potuto rimanere qui, ma non si trattava comunque che più di qualche anno. Avresti solo saputo che, se avessi scelto di venire al mondo un giorno, quando i tempo fossero stati maturi, come si dice, o ‘a tempo debito2, allora un giorno avresti anche dovuto staccarti da esso e lasciare tutto dietro di te. Forse questo ti avrebbe ferito violentemente, poichè molte persone pensano che la vita in questa grande favola sia così meravigliosa che vengono loro le lacrime agli occhi al solo pensiero che un giorno debba finire. Può essere tutto così bello qui, che fa un male terribili pensare che prima o poi non ci saranno più altri gironi da vivere. [...] Cosa avresti scelto, Georg, se ci fosse dunque stata una potenza superiore che ti avesse lasciato questa scelta. In questo ruolo, nella grande e misteriosa favola, possiamo forse immaginarci una fata cosmica. Avresti scelto di vivere un girono una vita sulla terra, breve o lunga, dopo centomila o cento milioni di anni? [...] Oppure avresti rifiutato di partecipare a questo gioco perchè non accettavi le regole?”

** fine dello spoiler **

Un libro commovente, romantico ma anche divertente e ricco di serenità, quella propria di una persona che, pur se sul punto di morire, sa di aver ricevuto dalla vita il dono meraviglioso dell’amore.

Alta Fedeltà

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 23-07-2008

Alta fedeltàAlta fedeltà
Nick Hornby

Guanda, 1999

Prezzo: 8 €


Rob Fleming è il classico trentenne che ha paura di crescere e affrontare le sue responsabilità di uomo maturo.
Gestisce un negozio di dischi (vinile!) insieme a due coetanei molto simili a lui e il suo passatempo preferito è stilare classifiche delle top 5 di libri, musica, film… e anche ragazze!
Infatti il libro si apre proprio con la classifica delle 5 storie che più gli hanno lasciato il segno, a partire dalla sua prima ragazza.

La storia prende il via da un evento che sconvolge la sua vita tutto sommato tranquilla: la sua attuale compagna lo lascia e va via di casa, senza un apparente motivo, e questo sarà lo spunto per una serie di riflessioni sulla sua vita e sul fallimento (?) delle sue aspirazioni del passato.

Rob, infatti, sembra un uomo senza ambizioni, che tira avanti col suo piccolo negozio con difficoltà economiche, mentre la sua ragazza è un avvocato che è passata da piccole cause a lavori sempre più importanti, modificando anche il suo modo di vestirsi e pettinarsi e “tradendo” (secondo Rob) ciò in cui credeva.

La storia di Rob, dei suoi amici, della sua famiglia è raccontata da Hornby con la solita ironia e con il caratteristico humour inglese.
Diverte, narrandoci esperienze e sentimenti comuni a molti trentenni nostri contemporanei, le paure e le ansie proprie del nostro mondo e le difficoltà a legarsi e a trovare la “persona giusta”.
Il tutto è condito da una sapiente colonna sonora che accompagna ogni momento saliente del romanzo e dallo stile inconfondibile di Hornby.

La donna che non poteva essere qui

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 22-07-2008

1424105983.jpgLa donna che non poteva essere qui
Guillaume Musso

Sonzogno, 2006

Prezzo: 8.50 €

Ok, già il titolo avrebbe dovuto farmi capire, ma la recensione sulla quarta di copertina un po’ mi aveva incuriosito, c’era un bell’adesivo Best Seller appiccicato sopra e il prezzo in offerta a 3.50 € ha fatto il resto.
Come avrete capito, La donna che non poteva essere qui non m’è piaciuto. Per niente.

**Attenzione: di seguito viene rivelata, del tutto o in parte, la trama dell’opera.**

Il protagonista è Sam, un medico vedovo, la cui moglie si è suicidata senza un apparente motivo (in fondo che ce n’importa a noi, no?) mentre aspettava il suo primo figlio.
Un personaggio irreale, perchè nato e cresciuto in un quartiere malfamato di New York, che pare abbia fatto cose terribili in gioventù (ma sempre e solo per il suo grande amore – sig), ma nonostante questo viene descritto come un bamboccione che dopo un anno dalla morte della moglie non trova più un senso nella sua vita e si butta a capofitto nel lavoro.
Ma si sa, l’amore è sempre dietro l’angolo e il nostro bel dottorino “s’incontra e si scontra” (citazione solo per dotti: chi non la capisce è out) con una francesina (Juliette) che casualmente proprio un paio di giorni dopo deve tornare in Francia per sempre.
Nonostante l’amore travolgente, per altro condito da finzioni e bugie (naturalmente ancora una volta del tutto ininfluenti sulla trama), lei decide di partire comunque, salvo ripensarci all’ultimo secondo, scendendo dall’aereo che dopo poco esploderà.

(segue insieme dei pensieri degli ultimi istanti di vita di alcune delle persone morte nell’incidente… mah!)

Ma questo è solo l’inizio…
Come in Final Destination, ci viene ricordato che non si può fuggire alla Morte e se il destino ha deciso che dobbiamo morire, non c’è niente da fare: nemmeno il più grande amore può salvarci!
Il romanzetto rosa si tinge di horror? Macchè… magari! I toni restano quelli pacati e insulsi di prima.

Ma un po’ di fantasy non lo mettiamo nel caldarone? Eccolo qua: spunta fuori un bel fantasma panterona, poliziotta morta 10 anni prima lasciando una figlia di 5 anni, con delle notizie bomba dal futuro. Incredibilmente Grace è fornita di anima, corpo e anche borsetta con soldi, documenti e foto lasciati un decennio prima in questo mondo.
La poliziotta ha una missione: deve portare Juliette nel mondo dei morti e portare a compimento il suo destino.

Ma c’è qualcosa che sfugge (fosse solo questo…) come mai è stata scelta Grace per questa missione ingrata?
Incredibile: è stato proprio Sam ad uccidere Grace, per errore, privando la sua bambina della madre e destinandola a un orribile destino.
Ma Sam si riscatta egregiamente e salva la ragazza ormai grandicella (che stava per essere usata come bomba umana in un parco pubblico – ma sì! -), conquistando la gratitudine di Grace, che alla fine deciderà di lasciare che i due piccioncini vivano la loro storia d’amore.

Ma… non si era detto che il destino non può essere cambiato?? E chi è Grace (che non ricorda nulla dei dieci anni in cui è stata morta e non conosce nemmeno chi le ha affidato la missione) per decidere di lasciar vivere Juliette?
Se fosse un filmetto horror mi aspetterei un secondo capitolo in cui uno spettro ben più deciso fa fuori la donzella.

** fine dello spoiler **

Insomma, trama con grandissime lacune, temi più o meno importanti buttati là senza un legame evidente, personaggi del tutto irreali, storia assurda. Scrittura scorrevole, ma davvero non basta.
Pare che Musso abbia scritto anche altri libri… ma non penso che ne troverete la recensione su questo blog!

Una cosa da nulla

0

Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 14-07-2008

00f2cbb2ab225c58c13c6fca1c1b28f8.jpg

Una cosa da nulla
Mark Haddon

Einaudi, 2006

Prezzo: 17.50 €

Dopo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” ero molto curiosa di leggere altri libri di Mark Haddon.
Il primo libro lo avevo divorato e mi aveva molto colpito la capacità dello scrittore di descrivere i  pensieri e la logica di un ragazzo autistico, quindi l’aspettativa era molta.

Non dico di essere rimasta delusa: nel complesso il libro mi è piaciuto e la storia mi ha coinvolto, ma manca qualcosa. O forse, al contrario, c’è troppo. Nel senso che la si fa un po’ lunga e la lettura ha qualche intoppo qua e là.

La storia narra le vicende di una normalissima famiglia, con due genitori ormai un po’ avanti con gli anni, una figlia divorziata con un bambino e che deve risposarsi e un figlio gay.
La vita scorre lentamente e forse un po’ noiosamente, ma due eventi fanno precipitare le cose: l’annuncio del matrimonio di Kate e la scoperta di un eczema (scambiato per un cancro) da parte del padre George.
Questo basta a far perdere a George, che è il personaggio principale della vicenda, il senso della realtà e a fargli fare gesti davvero inconsueti per una persona così ben mimetizzata nella sua normalità.

Anche in questo romanzo, l’autore riesce a esprimere in modo molto realistico le personalità così diverse dei protagonisti (la moglie che cerca una via di fuga nel tradimento, il marito che sconfina nella pazzia, il figlio gay che soffre per amore, la figlia dura ma che poi si lascia trascinare dai sentimenti…) dando l’impressione che a raccontare la storia siano proprio i vari personaggi.

Ma… come dicevo all’inizio, non convince del tutto. Forse in una veste più snella e scorrevole nella lettura l’avrei apprezzato maggiormente.