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	<title>Nastro di Raso &#187; Saggistica</title>
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	<description>Cucina, ricette, recensione libri, recensione locali</description>
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		<title>Libro e internet. Editori, librerie, lettori online</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 09:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Libro e internet Francesca Vannucchi
Milano, Editrice Bibliografica, 2008
&#160;
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Questa volta vi segnalo un libro che non ho ancora letto (ma cerco di rimediare il prima possibile). Lo faccio per due motivi: 1) l&#8217;ha scritto una mia carissima amica, 2) il tema trattato è molto sentito da tutti noi blogger e da Leggendo Leggendo in particolare.
Dopo Introduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/02/00/1011172993.JPG" id="media-517882" alt="817617216.JPG" style="border-width: 0pt; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0pt; float: left" name="media-517882" /><font size="2"><i>Libro e internet<br /> Francesca Vannucchi</i></font></p>
<p><font size="2"><i>Milano, Editrice Bibliografica, 2008</i></font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="2">Questa volta vi segnalo un libro che non ho ancora letto (ma cerco di rimediare il prima possibile).<br /> Lo faccio per due motivi: 1) l&#8217;ha scritto una mia carissima amica, 2) il tema trattato è molto sentito da tutti noi blogger e da <i>Leggendo Leggendo</i> in particolare.</font></p>
<p><font size="2">Dopo <i>Introduzione allo studio dell&#8217;editoria</i>, in questo volume <b>Francesca Vannucchi</b> approfondisce il <b>ruolo</b> che <b>internet</b> ha avuto e continua ad avere nei processi di produzione, distribuzione e comunicazione del libro.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><span style="font-size: 14px"><font size="2" face="verdana,geneva">Nell’ambito della manifestazione &#8220;<b>Ottobre piovono libri</b>&#8220;, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, <b>mercoledì 29 ottobre 2008</b> presso la Biblioteca Villa Leopardi di Roma, via Makalle, interno Parco Villa Leopardi (tel. 068632789,</font></span> <font size="2" face="verdana,geneva"><b>Michele Rak</b>,</font> (Scuola di Dottorato in Scienze del Testo &#8211; Santa Chiara. Scuola Superiore dell’Università di Siena &#8211; Osservatorio Permanente Europeo sulla Lettura) e <b>Valerio Rosa</b> (Presidente del Circolo dei lettori, Biblioteche del Comune di Roma) <font size="2" face="verdana,geneva">presentano il volume di</font> <font size="2" face="verdana,geneva">Francesca Vannucchi,</font> <font size="2" face="verdana,geneva">Libro e internet. Editori, librerie, lettori online.</font></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p style="margin-bottom: 0pt"><font size="2"><span style="color: #3250a6"><span style="color: #000000; font-style: italic">&#8220;Le tecnologie digitali hanno aperto un nuovo capitolo nella storia del libro, dei suoi produttori e dei suoi lettori. La rete ha assunto un ruolo crescente nei processi di produzione, distribuzione, conservazione e comunicazione del libro.&nbsp;Alla luce di questo panorama, il volume ricostruisce le linee delle trasformazioni dell’editoria libraria in Italia, analizzando l’attività delle case editrici, delle librerie online, dei portali di cultura e di informazione.</span></span></font></p>
<p style="margin-bottom: 0pt"><font size="2"><span style="color: #3250a6"><span style="color: #000000; font-style: italic">Le possibilità offerte nella diffusione dei contenuti non emarginano il libro. L’integrazione dei media nello scenario della comunicazione può incrementare l’uso del libro, che appare ancora un supporto insuperato nel processo di trasmissione della conoscenza e della salvaguardia del patrimonio culturale. Il lettore può scegliere il modo di entrare in contatto con l’offerta di un’ampia gamma di contenuti attraverso un sempre più diversificato uso dei canali.&#8221;<br /></span></span></font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <font size="2">Link: <a href="http://www.bibliografica.it/catalogo/Vannucchi.htm" target="_blank">http://www.bibliografica.it/catalogo/Vannucchi.htm</a></font></p>
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		<title>Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 10:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne Beppe Sebaste
Laterza, 2008
Prezzo: 9,50 €
&#160;
Era un po’ di tempo che giravo intorno a questo libro ma avevo paura di una delusione. Poi ho preso il coraggio a due mani e l’ho preso.
Il libro è invitante, piccolino, di quelli che puoi mettere nella borsetta. Il colore verde predominante ispira [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img name="media-479100" src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/00/01/237883761.4.jpg" alt="167057123.4.jpg" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px" id="media-479100" /></p>
<p><font size="2"><em>Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne<br /> Beppe Sebaste</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Laterza, 2008</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Prezzo: 9,50 €</em></font></p>
<p><em><font size="2"><br /></font></em>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva">Era un po’ di tempo che giravo intorno a questo libro ma avevo paura di una delusione. Poi ho preso il coraggio a due mani e l’ho preso.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva">Il libro è invitante, piccolino, di quelli che puoi mettere nella borsetta. Il colore verde predominante ispira tranquillità. Il titolo è ispirato/ispirante: <em><strong>Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne</strong></em>.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva">Non sono arrivata nemmeno a pagina 20 che ho già messo diverse orecchie sulle pagine (si, sono una di quelle che fanno le orecchie sui libri. Lo ammetto. Il fatto è che odio sottolineare un libro e perdo sempre i segnalibri anche se ne ho un centinaio. E poi le orecchie danno al libro un’aria vissuta ma non troppo. Le mie sono piccole piccole, in alto sulla pagina, non disturbano e non fanno spessore).</p>
<p></font><font size="2" face="verdana,geneva">“<em>[…] sulla mia panchina mi sentivo vivo e presente. È il potere delle migliori panchine, quando sono ben situate. Una buona panchina fa sentire al riparo chi vi si siede, e fa apparire il suo ozio come un’attività non soltanto legittima, ma di qualità superiore, da intenditore – un po’ come quando al ristorante uno ordina un piatto molto semplice e il cuoco gli fa capire di considerarlo un buongustaio […]. Una panchina perfetta è come una piega del mondo, non un luogo nascosto ma una zona franca, liberata o salvata, dove semplicemente sedersi è già in sé una meditazione</em>”.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">“<em>Per molti, che a stare seduti su una panchina provano imbarazzo, è l’immagine della provvisorietà, della precarietà, forse del declino. Stare in panchina, nel lessico attuale, è il contrario dello scendere in campo. Ma la panchina è l’ultimo simbolo di qualcosa che non si compra, di un modo<span>&nbsp;</span> gratuito di trascorrere il tempo e di mostrarsi in pubblico, di abitare la città e lo spazio. La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È il margine sopraelevato della realtà, vacanza a portata di mano. È anche il posto ideale per osservare quello che accade. […]</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva"><em>Sulle panchine si contempla dunque lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere il tempo, come leggere un romanzo</em>”.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">Questo rappresentano le panchine. E molto di più.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva"><strong>Meditazione</strong>, dunque, <strong>vacanza</strong>, <strong>libertà</strong>, <strong>vita</strong> nel senso più pieno del termine.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">Ma anche <strong>simbolo politico</strong>, da quando sulle panchine siedono i “poveri”, e cioè gli anziani, gli extracomunitari, i disoccupati, coloro che vivono al margine della società, e quindi sono state messe al bando dalle varie amministrazioni comunali (di destra e di sinistra) che in diverse città hanno deciso di eliminarle, segarle, renderle scomode con sedili che impediscano di distendersi.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva"><strong>Valore gratuito</strong>, come non ce ne sono altri, in una società così consumistica che apprezza una sosta all’aperto solo se accompagnata da un caffè, un aperitivo, da una consumazione, insomma, che confermi il proprio status di clienti a tempo pieno.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva"><strong>Luogo di aggregazione</strong>? Si, ma solo per quelle persone che, come dicevamo, vivono fuori dai margini (“non c’è niente di meno marginale della questione dei margini”). Eppure solo pochi anni fa le panchine erano davvero il fulcro della vita di adolescenti e giovani che sapevano sempre dove trovarsi anche se non erano forniti di cellulari.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva">In fondo, vengo da una cittadina in cui quando ci si incontrava con una faccia nuova le si chiedeva: “ma tu a quale panchina appartieni?”, identificando la panchina con l’idea stessa di gruppo, comitiva. Non so se ancora oggi i ragazzi lo facciano, oppure se anche lì il bar, la sala giochi, il pub, la gelateria abbiano del tutto sostituito l’ultima possibilità di aggregazione gratuita rimastaci.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">Le panchine che sento più mie?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="2" face="verdana,geneva">I momenti di pace più intensi li ho provati su una <strong>panchina del lungomare</strong>, con un libro in mano, abbandonato solo per perdere per qualche istante lo sguardo all’orizzonte lasciandosi trascinare dai pensieri. Sceglievo la più isolata possibile (“alla ventiquattresima”, ultima traversa del lungomare di Terracina) per non essere disturbata dal passeggio o dal traffico di macchine e là ho preparato molti esami universitari a primavera e in autunno.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">Poi c’è stata quella che io e Alessandro sceglievamo per passare le due ore e mezza (!!) di pausa pranzo al laghetto dell’Eur. L’avevamo soprannominato il nostro “<strong>angoletto zen</strong>”, perché assomigliava molto a uno di quei giardinetti con fontane dei monasteri buddisti. Aveva alle spalle una piccola montagnola di terra con delle scalette, era circondata da alberi e cespugli ed era vicino a una delle fonti che ricambiano l’acqua, per cui era piuttosto isolata e rilassante, anche grazie al rumore dell’acqua di sottofondo.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">Poi ho abitato in un condominio con un <strong>giardino interno</strong>, con molti alberi e… panchine! Non ho visto mai nessuno sedersi là e penso che nessuno abbia nemmeno mai fatto caso al fatto che io invece ci andavo spesso. E poi in realtà le consideravo un po’ mie, in quanto, abitando al primo piano, le mie finestre e i miei balconi si affacciavano direttamente su quelle panchine.</font></p>
<p><font size="2" face="verdana,geneva">E ora invece non ce l’ho una panchina. Ho provato quelle del paese in cui mi sono trasferita da poco, ma ancora non ho eletto la mia preferita. <strong>La ricerca continua!</strong></font></p>
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		<title>Come un romanzo</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 15:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Daniel Pennac Come un romanzo
Feltrinelli, 2003
Prezzo: 6,50 €
 Leggete un&#8217;anteprima del libro&#160;su Google Books!
 
Daniel Pennac esprime in questo libro tutto il suo amore per i libri e la lettura. Non è un punto di vista snob, che esalta i lettori contro chi non ama leggere, al contrario, afferma il sacrosanto diritto di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img name="media-473650" src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/00/02/187743567.jpg" alt="Come un romanzo" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px" id="media-473650" /></p>
<p><font size="2"><em>Daniel Pennac<br /> Come un romanzo</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Feltrinelli, 2003</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Prezzo: 6,50 €</em></font></p>
<p> <font size="2">Leggete un&#8217;anteprima del libro&nbsp;su</font> <a target="_blank" href="http://books.google.it/books?id=LJb5QWlUJ4cC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=come+un+romanzo&amp;source=gbs_summary_r&amp;cad=0"><font size="2">Google Books</font></a><font size="2">!</font></p>
<p> 
<p><font size="2"><strong>Daniel Pennac</strong> esprime in questo libro tutto il suo <strong>amore per i libri e la lettura</strong>. Non è un punto di vista snob, che esalta i lettori contro chi non ama leggere, al contrario, afferma il sacrosanto diritto di non leggere e spiega perchè nel mondo moderno la lettura sia relegata a un ruolo del tutto secondario e spesso sia interpretata come un lusso.</font></p>
<p> <font size="2"><em>&#8220;Leggere? Vorrei tanto, ma il lavoro, i bambini, la casa, non ho più tempo&#8230;&#8221;<br /> &#8220;Come la invidio, lei, che ha&nbsp;tempo per leggere!&#8221;<br /> [...] Il tempo per leggere è sempre tempo&nbsp;rubato. (Come il tempo per scrivere, d&#8217;altronde, o il tempo per amare.)<br /> Rubato a cosa?<br /> Diciamo, al dovere di vivere.</em></font></p>
<p> <font size="2">Si ricorda che la lettura era un regalo, un <strong>dono d&#8217;amore dei genitori verso i loro figli</strong>, quando la sera dedicavano loro del tempo prezioso per leggere delle storie, e per questo era amata e desiderata, mentre col crescere si è traformata in un obbligo e ci si è trovati sottomessi all&#8217;imperativo &#8220;<em>bisogna leggere!</em>&#8220;.<br /> Da atto di amore e condivisione, diventa un qualcosa da cui fuggire e cercare scappatoie.</font></p>
<p><font size="2"><em>In argot francese leggere si dice ligoter, che vuol dire anche &#8220;incatenare&#8221;.<br /> Nel linguaggio figurato un grosso libro è un mattone.<br /> Sciogliete quelle catene e il mattone diventerà una nuvola.</em></font></p>
<p><font size="2">Per far riacquistare il piacere della lettura ai giovani è fondamentale <strong>non chiedere niente in cambio</strong>, non porre domande, non chiedere se hanno capito, non dare compiti, non dare indicazioni biografiche, giudizi di valore, ecc.<br /> Occorre lasciare che questo &#8220;piacere&#8221; ridiventi tale, che le emozioni fluiscano senza costrizioni, che la fantasia sia libera di creare il contesto più adatto.</font></p>
<p><font size="2">Pennac, col suo stile inconfondibile, ci parla delle sue esperienze di ragazzo prima e di insegnante poi e ci lascia con un decalogo di &#8220;<strong>diritti imprescrittibili del lettore</strong>&#8220;, riabilitando molte persone che magari si sentivano in colpa solo perchè non sono riuscite a finire un libro o hanno preferito saltare una descrizione troppo noiosa pur di andare al punto che più le interessava.</font></p>
<p> <font size="2">I.&nbsp; &nbsp; Il diritto di non leggere<br /> II.&nbsp;&nbsp; Il diritto di saltare le pagine<br /> III.&nbsp; Il diritto di non finire un libro<br /> IV.&nbsp; Il diritto di rileggere<br /> V.&nbsp; &nbsp;Il diritto di leggere qualsiasi cosa<br /> VI.&nbsp; Il diritto al bovarismo<br /> VII.&nbsp;Il diritto di leggere ovunque<br /> VIII.Il diritto di spizzicare<br /> IX.&nbsp; Il diritto di leggere a voce alta<br /> X.&nbsp;&nbsp; Il diritto di tacere</font></p>
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		<title>S.P.Q.R. Sacri e profani questi romani</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 13:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[SPQR Sacri e profani questi romani Giuliano Compagnano
Sonda, 2008
Prezzo: 12,50 €
&#160;
&#160;
Un ritratto ironico ma&#160;realistico&#160;di Roma e dei suoi coloriti abitanti. Giuliano Compagnano ci parla della nostra capitale, caratterizzata da pregi e difetti unici al mondo, immersa in una storia millenaria che si respira ad ogni angolo e di cui i suoi abitanti sono consapevoli (per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><em><img src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/02/00/1723886136.jpg" alt="SPQR Sacri e profani questi romani" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px" id="media-471356" name="media-471356" />SPQR Sacri e profani questi romani<br /> Giuliano Compagnano</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Sonda, 2008</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Prezzo: 12,50 €</em></font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="2">Un <strong>ritratto ironico ma&nbsp;realistico</strong>&nbsp;di Roma e dei suoi coloriti abitanti. Giuliano Compagnano ci parla della nostra capitale, caratterizzata da pregi e difetti unici al mondo, immersa in una storia millenaria che si respira ad ogni angolo e di cui i suoi abitanti sono consapevoli (per loro Roma resta sempre&nbsp;<em>caput mundi</em>), ma anche alle prese con i problemi del mondo contemporaneo, come il traffico e l&#8217;inquinamento.</font></p>
<p><font size="2">I romani vengono studiati da tutti i punti di vista, analizzando i loro miti (da Totti, a Gigi Proietti, da Andreotti a De Gregori), le loro passioni (il calcio in primis, con l&#8217;eterna contesa tra Roma e Lazio), le loro abitudini e i modi di fare, con uno stile divertente e anche un po&#8217; irriverente.</font></p>
<p><font size="2">Ma questa Roma è ritratta da un suo innamorato, che vede i suoi tanti punti deboli, ma riconosce&nbsp;le sue innegabili virtù. Quelli che i romani conoscono bene e che i visitatori sapranno apprezzare.</font></p>
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		<title>Breve storia di (quasi) tutto</title>
		<link>http://www.nastrodiraso.com/wordpress/breve-storia-di-quasi-tutto.html</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 13:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve storia di (quasi) tutto Bryson Bill
TEA, 2008
Prezzo 9,00 €
Il titolo era molto invitante e, vista la promozione dei libri della TEA a 5,90 €, ne ho approfittato subito nella speranza di non aver fatto un buco nell&#8217;acqua data la mole del libro (circa 600 pagine) e gli argomenti così ostici&#8230; Sì, perchè l&#8217;autore sembrava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><em><img name="media-452627" src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/01/02/237883761.2.jpg" alt="Breve storia di (quasi) tutto" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px" id="media-452627" />Breve storia di (quasi) tutto<br /> Bryson Bill</em></font></p>
<p><font size="2"><em>TEA, 2008</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Prezzo 9,00 €</p>
<p></em>Il titolo era molto invitante e, vista la promozione dei libri della TEA a 5,90 €, ne ho approfittato subito nella speranza di non aver fatto un buco nell&#8217;acqua data la mole del libro (circa 600 pagine) e gli argomenti così ostici&#8230;<br /> Sì, perchè l&#8217;autore sembrava molto <strong>pretenzioso</strong>: l&#8217;obiettivo del libro è descrivere in <strong>forma divulgativa</strong>&nbsp;le scoperte in ambito astronomico,&nbsp;la formazione del nostro pianeta, la nascita della vita sulla Terra e l&#8217;evoluzione degli esseri viventi,&nbsp;la scoperta dell&#8217;esistenza degli atomi, la loro costituzione e una miriade&nbsp;di altri&nbsp;fondamentali eventi,&nbsp;spaziando così da una branca all&#8217;altra delle scienze moderne: <strong>astronomia, chimica, fisica, geologia, archeologia</strong>&#8230;</font></p>
<p><font size="2">Invece le promesse sono state ampiamente mantenute e il libro è stato davvero <strong>interessante</strong> e <strong>istruttivo</strong>, riuscendo a stimolare ampiamente la mia curiosità e generando moltissimi spunti di riflessione e approfondimento.<br /> Sebbene gli argomenti siano spesso difficili, lo stile è quello di un romanzo, permettendo una facile&nbsp;comprensione di tutti i concetti illustrati, anche e soprattutto grazie a <strong>magistrali esempi</strong> che rendono più concreti e vicini alla nostra esperienza numeri e formule altrimenti inaccessibili ai più.</font></p>
<p><font size="2">La trattazione si arricchisce poi di numerosi <strong>elementi biografici sugli scienziati</strong> che hanno posto le basi alle conoscenze del mondo contemporaneo, contestualizzando così i loro studi e&nbsp;esplicitando le influenze che spesso hanno subito le loro scoperte. Inoltre, questo permette all&#8217;autore di spiegare perchè alcune teorie sono state più accreditate di altre e perchè, a volte, sono occorsi molti anni prima di poter riabilitare alcuni importantissimi studi.</font></p>
<p><font size="2">La lettura di questo saggio divulgativo è, per i non addetti ai lavori, un vero è proprio tesoro <strong>ricco di curiosità e informazioni interessanti</strong> che consiglierei vivamente a tutti coloro che vogliono sapere qualcosa&nbsp;di più della scienza che si studia sui banchi di scuola e che spesso non comprendiamo.</font></p>
<p><font size="2">Decisamente il libro più bello che ho letto ad Agosto!</font></p>
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		<title>Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti</title>
		<link>http://www.nastrodiraso.com/wordpress/povera-santa-povero-assassino-la-vera-storia-di-maria-goretti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 14:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti Giordano Bruno Guerri
 Bompiani, 2008
 Prezzo: 12 €
 Ammetto di avere un po&#8217; un debole per queste opere classificate come &#8220;anticlericali&#8221;, ma questo libro, che tanto ha fatto discutere nel 1985 (anno della sua prima pubblicazione), merita davvero molta attenzione.
 La storia è quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><em><img name="media-419432" src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/00/02/251221924.2.jpg" alt="Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px" id="media-419432" />Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti<br /> Giordano Bruno Guerri</p>
<p> Bompiani, 2008</p>
<p> Prezzo: 12 €</em></p>
<p> Ammetto di avere un po&#8217; un debole per queste opere classificate come &#8220;anticlericali&#8221;, ma questo libro, che tanto ha fatto discutere nel 1985 (anno della sua prima pubblicazione), merita davvero molta attenzione.</p>
<p> La storia è quella di <strong>Maria Goretti</strong>, bambina di 12 anni che nel 1902 fu uccisa dal ventenne <strong>Alessandro Serenelli</strong> per la sua reazione a un tentativo di stupro.<br /> In seguito a varie vicende, analizzate nel dettaglio da Giordano Bruno Guerri, Maria Goretti fu proclamata <strong>santa nel 1950</strong> da papa Pio XII.</p>
<p> Il libro analizza innumerevoli documenti e conduce un&#8217;interessantissima analisi storica di quella che era la vita nelle <strong>paludi</strong> <strong>pontine</strong> negli anni a cavallo tra l&#8217;800 e il &#8216;900. E già questo sarebbe bastato a conquistare tutta la mia attenzione, in quanto sono sempre stata molto affascinata dalla storia di questo territorio (in cui sono nata e vissuta), che solo ieri era palude e aveva uno stile di vita così primitivo e povero.<br /> Ma questa analisi è finalizzata a contestualizzare le vicende che hanno portato alla morte di Maria, all&#8217;arresto del suo assalitore e, soprattutto, alla canonizzazione della giovane.</p>
<p> Il saggio non esclude di analizzare i comportamenti di ogni personaggio intervenuto in questa storia, di evidenziare i vantaggi (poco miracolosi) che molti hanno ottenuto, e di analizzare tutti i particolari, compresi quelli relativi alla scelta di un&#8217;iconografia della Santa così lontana dalla realtà.<br /> Viene portato alla luce come la realtà storica fosse così lontana da quella dipinta anni dopo il delitto, per influenze di vario tipo provenienti dall&#8217;esterno, da chi aveva conosciuto Maria, madre e assassino compresi.<br /> La giovane viene idealizzata come donna già fatta, bellissima e molto pia e per confermare queste descrizioni, si arriverà addirittura a spostare di un anno la data della sua prima comunione, per giustificare che nella sua breve vita ella abbia ricevuto la comunione solo altre 3 volte (di cui una in punto di morte).<br /> Si falsificheranno le testimonianze, si invalideranno processi per istruire meglio i testimoni, si cambieranno più volte le carte in tavola (Maria ha gridato &#8220;Si, si, si&#8221; per evitare il martirio, &#8220;No, no, no&#8221; per far desistere il suo assalitore o &#8220;Ih, ih, ih&#8221;, sillaba individuata come espressione di stupore e ribrezzo???)&#8230;</p>
<p> Guerri racconta tutto con <strong>attenzione</strong> e <strong>partecipazione umana</strong> al dramma di Maria e Alessandro, ma nello stesso anno dell&#8217;uscita del libro, verrà istituita una <strong>Commissione di studio dalla Congregazione per le cause dei santi</strong> che dopo attente analisi pubblicherà un elenco di <strong>79 errori</strong> che avrebbe commesso lo studioso.<br /> In questa nuova edizione Guerri risponde con grande precisione a ogni appunto mosso dalla Chiesa, lanciando nuovi interrogativi e accuse e traendo delle conferme a quelle che inizialmente erano solo ipotesi.</p>
<p> Lo stile del racconto è molto coinvolgente e, nonostante sia un saggio, conquista come un romanzo.<br /> Una lettura che fa davvero pensare.</font></p>
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		<title>Diario di scuola</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 10:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Diario di scuola Daniel Pennac
Milano, Feltrinelli, 2008
Prezzo: 16 €
 Ho inserito questo libro nella sezione Saggistica, ma sarebbe stato molto bene anche nella sezione Narrativa, perchè, nonostante l&#8217;argomento trattato,&#160;lo stile di Pennac resta sempre quello di un coinvolgente narratore.
Questo è un libro sulla scuola, ma non tanto sulla professione dell&#8217;insegnante (che Pennac è stato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/00/01/a8821239978fb1c0c90a559e7e64858e.jpg" name="media-342805" alt="eb1e44b72cee39196e5ffbf1b261e5cf.jpg" style="border-width: 0px; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; float: left" title="Diario di scuola" id="media-342805" /><font size="2"><i>Diario di scuola<br /> Daniel Pennac</i></font></p>
<p><font size="2"><i>Milano, Feltrinelli, 2008</i></font></p>
<p><font size="2"><i>Prezzo: 16 €</p>
<p></i> Ho inserito questo libro nella sezione Saggistica, ma sarebbe stato molto bene anche nella sezione Narrativa, perchè, nonostante l&#8217;argomento trattato,&nbsp;lo stile di Pennac resta sempre quello di un coinvolgente narratore.</font></p>
<p><font size="2">Questo è un libro sulla scuola, ma non tanto sulla professione dell&#8217;insegnante (che Pennac è stato per moltissimi anni), nè sul ruolo dello studente qualunque, ma su una figura particolare, che noi tutti abbiamo conosciuto e forse siamo stati (anche i migliori lo saranno stati, magari solo in una materia, oppure su un argomento specifico&#8230;): il <b>somaro</b>!<br /> E&#8217; un libro autobiografico, in quanto Pennac, al tempo Pennacchioni, è stato un vero somaro, totalmente assorbito dalla sua incapacità da pensare che non ce l&#8217;avrebbe mai fatta, che non sarebbe mai &#8220;diventato&#8221; nella vita. E all&#8217;incapacità di studiare, memorizzare, imparare si aggiungeva la difficoltà di accettare la delusione che questa situazione generava in famiglia.</font></p>
<p><font size="2">Pennac parte dalla sua storia di somaro per analizzare le molte sfaccettature del pensiero delle diverse generazioni di studenti che, nel corso della sua vita professionale, ha incontrato e fa il ritratto di alcuni professori che, consapevolmente o no,&nbsp;lo hanno salvato dalla somaraggine.</font></p>
<p><font size="2">La lettura di questo libro è molto scorrevole: i capitoli sono brevissimi e lo stile ironico dell&#8217;autore fa il resto. Divertente è la figura della mamma (di 102 anni) che ancora oggi, pensando al figlio ex somaro e ormai scrittore famoso in tutto il mondo,&nbsp;gli chiede: ma ce la farai mai?? ma a Parigi ce l&#8217;hai una casa??<br /> Le mamme sono sempre uguali, anche in Francia&#8230;</font></p>
<p><font size="2">Se volete curiosare su alcuni aneddoti di Pennac e su alcune parti del libro, ascoltandolo nell&#8217;interpretazione di Stefano Benni, vi lascio il link della Feltrinelli: <a href="http://www.feltrinellieditore.it/IntervistaInterna?id_int=2275" target="_blank">http://www.feltrinellieditore.it/IntervistaInterna?id_int=2275</a>.</font></p>
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		<title>La filosofia del Dr. House</title>
		<link>http://www.nastrodiraso.com/wordpress/la-filosofia-del-dr-house.html</link>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 07:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[BlitrisLa filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo
Firenze, Ponte alle Grazie, 2007
Prezzo 12 €
&#160;
Preferisci un medico che ti tiene la mano mentre muori, o uno che non ti guarda mentre migliori?&#160;&#160;
Io lo adoro. House, dico. E come me milioni di telespettatori. Ma vi siete mai chiesti il motivo di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2"><img name="media-333015" src="http://leggendoleggendo.myblog.it/media/01/01/47017d1533a9f11c11969bec8e864f88.jpg" alt="f6513c5d27fc8122bdb50ac3e68cea30.jpg" style="float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0px; border-width: 0px" title="La filosofia del Dr. House" id="media-333015" /><em>Blitris<br /></em></font><font size="2"><em>La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Firenze, Ponte alle Grazie, 2007</em></font></p>
<p><font size="2"><em>Prezzo 12 €</em></font></p>
<p><em><font size="2"><br /></font></em>&nbsp;</p>
<p align="right"><font size="2"><em>Preferisci un medico che ti tiene la mano mentre muori, o uno che non ti guarda mentre migliori?</em>&nbsp;&nbsp;</font></p>
<p><font size="2">Io lo adoro. House, dico. E come me milioni di telespettatori. Ma vi siete mai chiesti il motivo di questo successo? Un personaggio così odioso, antipatico, presuntuoso che insegna anche ai suoi assistenti a &#8220;mentire, barare, rubare&#8221; e si arrabbia quando loro non lo fanno.<br /> E per di più, tutte queste &#8220;qualità&#8221; sono concentrate in un medico, una figura che tutti noi vorremmo potesse essere per noi un punto di riferimento, una persona in cui riporre la nostra fiducia.</font></p>
<p><font size="2">E invece ad House non importa nulla del malato, ma solo della malattia. La priorità per lui è sciogliere la diagnosi, anche,&nbsp;in alcune situazioni limite,&nbsp;a costo della vita di un paziente, manifestando quella che è la sua iper-etica: la risoluzione del caso.<br /> Ma tutto questo, così tante volte esplicitato nel corso delle varie puntate, non è nemmeno così vero, perchè altrettante volte House dimostra anche di voler a tutti i costi trovare la cura per salvare davvero il paziente. Ma proprio attraverso questa e altre dicotomie, si sviluppa la singolarità del personaggio House.</font></p>
<p><font size="2">In qualche modo, è&nbsp;<strong>Blitris</strong> che ci spiega se questo personaggio è buono o cattivo, se segue un&#8217;etica, qual è la sua logica, come fa a individuare una diagnosi e a sapere che è quella corretta&#8230; e anche per me che non amo la filosofia, il discorso è assolutamente comprensibile e, oltre all&#8217;analisi di molti episodi delle serie, i paragoni sono eccellenti: Popper, Kant, Kierkegaard&#8230;</font></p>
<p><font size="2"><em>Blitris (dal greco, indica un puro suono che imita quello di uno strumento a corde, senza un significato preciso)&nbsp;è il&nbsp;nome di un collettivo filosofico nato nel 2007.&nbsp;I suoi membri sono M. Cristina Amoretti, Daniele Porello, Simone Regazzoni e Chiara Testino. <a target="_blank" href="http://www.blitris.net">www.blitris.net</a></em></font></p>
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