Cioccolata calda da regalare

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 20-12-2011

Pant pant… vi scrivo col fiatone… Sono state giornate un po’ piene e non sono nemmento riuscita a comunicarvi che sono costretta a prorogare la scadenza del mio contest “Licenza di copia” per scarsa partecipazione :-(

Spero che concedendo un mesetto di tempo in più qualcun’altro sia invogliato a partecipare… Quindi la nuova scadenza è fissata per il 22 gennaio!

E magari vi suggerisco anche qualche ricettina da scopiazzare per questo periodo di feste :-)

Innanzitutto, vi lascio questa idea regalo che ieri ho confezionato in diversi barattoli e oggi spero di poter rifinire con etichette e nastri. Vi pubblico ugualmente le foto perchè così chi è alla ricerca di un’idea dell’ultimo minuto non deve aspettare ancora.
Si tratta del preparato home made per la cioccolata calda! Un’idea vecchia sui blog, ma nuova per me (e magari anche per qualcuno di voi).
Non è bellissimo regalare una coccola?? E cosa è più coccoloso di una tazzona di cioccolata calda con questo gelo (si, finalmente è arrivato anche qui)?

Ricetta da pochissimi minuti, ma di ottima riuscita!

In questa ricetta ho utilizzato il cioccolato fondente di Store Valtellina.

Ingredienti per 3 barattoli da 500 gr di preparato:

  • 75 gr di cacao amaro
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di zucchero raffinato
  • 35 gr di fecola di patate (o amido)
  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 80 gr di gocce di cioccolato fondente

L’unica operazione “lunga” è tritare la tavoletta di cioccolato fondente… Per evitare il surriscaldamento dovuto alle lame del mixer, l’ho tritato insieme al cacao e pare abbia funzionato. Una volta ridotto in polvere (anche se un po’ grossolana), ho unito in una ciotola il cioccolato tritato, il cacao, lo zucchero di canna e bianco, la fecola e le gocce di cioccolato, mischiando un po’ con un cucchiaio.
A questo punto ho travasato nei barattoli e chiuso ermeticamente. Facile no??

Ora faccio le etichette e scrivo le istruzioni per prepararsi una tazza di cioccolata, poi ve le pubblico :-)

Comunque, occorre aggiungere circa 3 cucchiai del preparato (dipende dalla densità voluta) in 130-150 ml di latte freddo e far sobbollire, mescolando bene, fino al raggiungimento della densità desiderata.

Tazza GreenGate

 

PS. Io un regalo di Natale l’ho già ricevuto!! Ho vinto il terzo premio nel contest della Cuochina!!!

Biscotti biscotti e biscotti

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 14-12-2011

Sarà l’aver partecipato al cookie swap, sarà l’averne fatto indigestione sui vari blog, ma io che non ne faccio mai ultimamente sto facendo un sacco di biscotti :-)

E ieri ne ho fatti di tutti i tipi: biscotti normali, biscotti di vetro, biscotti decorati, biscotti ripieni, biscotti da appendere… e tutto con una sola semplicissima ricetta di pasta frolla!

Quindi, più che altro, è un post di idee per i regalini di Natale, poi usate la ricetta che preferite. Purchè non contenga lievito, perchè per queste preparazioni è meglio che tengano bene la forma e non si gonfino in cottura.
Questa, quindi, la mia ricetta base:

  • 300 farina
  • 170 burro
  • 80 zucchero (una volta tanto ho usato quello normale, bianco, perchè quello di canna lascia il biscotto troppo grezzo)
  • 1 uovo
  • 10 caramelle dure (solo per i biscotti di vetro)
  • qualche cucchiaino di marmellata o composta di frutta (per i biscotti ripieni)

Ho mescolato la farina con lo zucchero, aggiunto l’uovo sbattuto, il burro a pezzetti e ho impastato energicamente fino ad ottenere un impasto non appiccicoso e ben omogeneo.
Quindi l’ho steso col mattarello e ricavato tanti biscotti con i vari stampini.

Per la cottura, dipende dalle dimensioni e dalla presenza o meno del ripieno, ma in generale siamo intorno ai 15 minuti. Quando sono ben coloriti, sono pronti!
La temperatura del forno deve essere sui 180°, sul ripiano centrale.

Biscotti di vetro

I biscotti di vetro li volevo preparare da una vita ma non avevo mai le caramelle in casa. L’altro giorno me ne sono ricordata e le ho comprate al supermercato, anche se purtroppo non ce ne erano di colorate e ho preso quelle agli agrumi.
Per le non addette ai lavori spiego cosa c’entrano le caramelle con i biscotti… I biscotti di vetro sono quelli con le finestrelle trasparenti, dure, colorate o bianche. Questa finestrella si ricava riempendo i buchi fatti sul biscotto con le caramelle dure sbriciolate (o almeno questo è un metodo smart, sicuramente ci sarà un modo più professionale di farli).

Tovaglietta GreenGate

Detto così è semplicissimo, nei fatti ho avuto qualche difficoltà nell’operazione “sbriciolamento caramelle”…

1) La prima prova è stata metterle in un sacchetto per il freezer e passarci sopra il mattarello. Non fatelo, a meno che non abbiate sacchetti ultraresistenti, perchè si attaccano al foglio di plastica diventando un tutt’uno e poi vi voglio se mettete in forno caramelle alla plastica…

2) Ho messo le caramelle in freezer, perchè forse faceva troppo caldo in casa e lo scioglimento non aiutava. I primi secondi restano belle dure e danno l’illusione di piegarsi alla volontà del padrone, ma dopo pochissimo ricominciano ad appiccicarsi.

3) Quindi le ho messe su un tagliere e le ho schiacciate con un bicchiere pesante di vetro. Alla fine l’operazione è riuscita, ma con difficoltà e caramelle irrimediabilmente appiccicate sul fondo del bicchiere e sul tagliere (per fortuna si lavano via facilmente).

4) Opzione frullatore/mixer? Non ho provato perchè Gabriele dormiva. Se qualcuno di voi sa che funziona meglio, fatemi sapere!

Comunque, una volta ottenute delle briciole più o meno grosse, basta metterle direttamente nei buchini fatti sui biscotti con delle formine prima di infornare. In forno si scioglieranno creando quest’effetto bellissimo e molto decorativo (soprattutto se avete quelle colorate).

Naturalmente, prima di togliere i biscotti dalla placca del forno, aspettate che siano freddi per non rovinare il “vetro”.

Biscotti per l’albero

L’idea di mettere i biscotti in una palla di Natale non è mia, l’ho letta su qualche forum. Ma non è geniale?? Basta trovare quelle palle di plastica trasparente nei negozi di bricolage e poi riempirle di biscottini! Credo sia una bellissima idea regalo, molto economica ed originale.
E poi in questo modo i biscotti si conserveranno benissimo fino a Natale!

Le stelline sono “gli avanzi” dei biscotti di vetro, ricavate dal buco ottenuto nelle stelle più grandi.
Gli alberelli mignon sono invece stati ricavati con questi stampini Pavoni. Ho naturalmente eliminato la parte esterna perchè in questo caso non mi serviva.

Biscotti ripieni

Alcuni biscotti li ho riempiti con un’ottima composta di pesche all’amaretto di Mariangela Prunotto.
In parte li ho messi nei pirottini (bellini, vero, questi di Ikea per il Natale?), mettendo un cucchiaino di composta all’interno e ricoprendo con la pasta frolla, chiudendo bene per evitare che in cottura fuoriesca.

In parte, invece, l’ho aggiunta dopo la cottura, sopra dei biscottini mignon dalla forma a ciambella, ricavati da questi simpaticissimi stampini Pavoni.

Piattino EcobioShopping

Allora, qualche idea ve l’ho data?

Biscotti noci e nocciole per il Cookie Swap

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 12-12-2011

Non partecipo mai agli swap perchè tutto ciò che riguarda le spedizioni mi mette un po’ d’ansia… “e se non arriva in tempo?”, “e se perdono il pacco?”, “e se si rompe quello che c’è nel pacco?”…

Quest’anno però mi son fatta prendere la mano e ho deciso di partecipare a questo simpatico Great FoodBlogger Cookie Swap: uno scambio di biscotti! L’idea mi sembrava troppo simpatica :-)

Ogni partecipante ha ricevuto biscotti da 3 persone e li ha inviati ad altre 3. La confusione, almeno per me, è stata tanta perchè inizialmente pensavo che le 3 persone a cui avrei dovuto mandarli erano le stesse che li avrebbero mandati a me e poi non avevo capito che occorreva rispettare il segreto sia delle ricette che dei blog abbinati… vabbè spero di essere perdonata e l’anno prossimo andrà meglio!

I miei biscotti di prova – Piatto Green Gate

Io li ho ricevuti da:

Veraincucina, che mi ha inviato dei dolcetti tipici della Sardegna, i papassini, con una variante buonissima: le gocce di cioccolato! La scatola l’ha decorata lei stessa :-)
PS. Scusa se ho violato la regola del segreto su Twitter e ho spifferato quali biscotti erano! Non ci avevo capito nulla… :(

Calimera86, di Pillole Culinarie, mi ha inviato questi biscotti colorati con la glassa :-) Finiti in un attimo…

Infine, mi è arrivato il delizioso pacchetto di LaVally (Il mio posto sicuro) con all’interno dei preziosi diamanti :-) Per capire meglio, andate a vedere le sue foto perchè le mie non rendono di certo!

Io li ho invece inviati a: Pareti di zucchero (questo il suo post sul cookie swap), La tana del coniglio (questi i suoi biscotti), Zenzero e caffè (che a causa di qualche problemino nella spedizione li ha mangiati una decina di giorni dopo essere stati fatti… per fortuna mi ha assicurato che non c’era muffa :-D – ecco il suo link).

La mia ricetta, che spero sia piaciuta, l’ho provata qualche giorno prima per verificare che la mia idea fosse mangiabile, e visto che lo era, l’ho rifatta e inviata alle “fortunate”.

Ingredienti (circa 90 biscotti… già che c’ero ne ho fatti un po’):

  • 1 kg farina 00
  • 200-220 gr di noci e nocciole (pesate già pulite)
  • 300 g zucchero a velo
  • 400 g burro a temperatura ambiente
  • 2 uovo
  • 10 cucchiai di panna da montare
  • 15 cucchiai di cannella in polvere
  • 1 bustina di lievito
  • un pizzico di sale

Ho miscelato prima gli elementi secchi (farina, zucchero a velo, lievito, cannella, sale), quindi ho aggiunto l’uovo, la panna (non serve montarla) e il burro, e ho impastato con le mani fino ad ottenere un impasto ben omogeneo.
Per ultimo ho aggiunto le noci e nocciole tritate. Io ho usato il mortaio per avere un effeto più rustico, ma potete benissimo usare il mixer lasciando qualche pezzettino un po’ più grosso da sentire sotto i denti.

Mortaio linea Mediterraneo di EasyLife Design

Ho steso l’impasto col mattarello (un po’ alla volta, non tutto insieme) di uno spessore di circa mezzo cm (in cottura, essendoci il lievito, si alzano un po’) e ho ricavato i vari biscotti con le formine.

Carta da forno riutilizzabile Tescoma

Ho messo su una teglia ricoperta di carta forno, distanziandoli leggermente (per evitare di farli attaccare) e ho cotto in forno a 180° per circa 15 minuti. Occhio che la prima infornata cuoce più lentamente, poi le successive (a meno che non abbiate un bel forno grande e li mettete tutti insieme) sono pronti anche in 10 minuti.

Quando sono belli colorati sono pronti. Lasciate raffreddare e distribuite!

A me sono piaciuti molto. Avrei preferito sentire di più il sapore della cannella, ma eran buoni lo stesso. Ne ho anche conservati alcuni da mangiare dopo 7-8 giorni per capire cosa avrebbero mangiato le mie colleghe di swap e si sono tenuti abbastanza bene!

Tovaglietta, tovagliolo e piatto Green Gate

I biscotti che ho spedito avevano invece la forma di abete natalizio e li ho confezionati in un vassoietto di Natale incartati 5 alla volta (ne ho mandati in tutto 15 a testa) con un fiocchetto rosso.
Poi ho aggiunto un bigliettino di auguri ricamato da me a punto croce. Quest’ultimo è stata un’impresa, perchè, non avendo molto tempo a casa, li ho ricamati sul treno! Avevo decisamente sottovalutato il tremolio del treno… Non vi dico come mi guardava mio marito mentre io ero intenta nel ricamo e intorno a me c’era il delirio di pendolari di tutte le mattina :-D

Non ho mai pubblicato un post con così tante foto! C’è sempre una prima volta, no?

Invece, mi sono accorta di non aver fatto nemmeno una foto in cui si vedessero bene gli alberelli, per cui vi rimando al link di Ilaura per vederli :-)

PS. Tenete sotto controllo il prossimo post perchè ho preparato una sorpresina per voi, insieme alle carissime “colleghe” La Cuochina Sopraffina, L’omin di Panpepato e Ricette di cultura!

Fiore allo yogurt e nocciole

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 07-12-2011

Dolcetto semplice semplice (dalla base classica del dolce allo yogurt) fatto per recuperare uno yogurt in scadenza.
A me non piacciono gli yogurt, ma a volte in frigo ne ritrovo qualcuno (ci deve essere un folletto malvagio che mi fa gli scherzi perchè io non li compro di certo). Questi poi erano alla banana (malvagissimo sto folletto)… che, insieme alla pesca, è un frutto che mi piace mangiare solo al naturale. Odio tutte le cose “alla banana” e “alla pesca”. Che ci volete fare ;-P

Insomma, l’unica degna fine di quel barattolino era in un dolce e per smorzare un po’ l’aroma della frutta ho aggiunto delle nocciole tritate e anche un po’ di aroma alla nocciola di Flavourart (però la banana si sentiva ancora un pochino in sottofondo, uff). Voi naturalmente potete usare il gusto di yogurt che più vi piace :-)

Per questo dolce ho usato il bellissimo stampo in monoporzioni della Pavoni , che avevo già usato per un altro dolcetto un po’ di tempo fa, ma non avevo pubblicato la ricetta perchè non era stata poi un granchè. Però le foto mi piacevano e le pubblico alla fine di questa ricetta :-)

Ingredienti:

  • un vasetto di yogurt (alla banana) da 125 gr
  • 3 uova
  • 90 gr di zucchero di canna
  • 170 gr di farina 00
  • 60 gr di burro
  • una ventina di nocciole tritate
  • una quindicina di gocce di aroma alla nocciola (facoltativo)
  • 1 bustina di lievito per dolci

Ho mescolato con una frusta a mano (ma anche elettrica va benissimo) lo yogurt, le uova e il burro morbido, quindi ho aggiunto lo zucchero di canna e l’aroma.
A questo punto ho setacciato la farina insieme al lievito e per ultimo ho aggiunto le nocciole tritate, lasciandone un pochino da parte per metterle sopra ogni fetta (un cucchiaio per fetta, se usate anche voi stampi porzionati).
Ho versato in ogni stampo (se non in silicone, ricordate di imburrare e infarinare), messo sopra il cucchiaio di nocciole tritate e infornato a 180° per circa 35 minuti.



Nella foto del “vecchio” dolce sformato manca un petalo… chissà che fine aveva fatto! un’idea ce l’ho :-D

Struffoli a festa

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 24-11-2011

Di solito, nei pochi casi in cui partecipo a un contest, cerco di utilizzare una ricetta che già ho o che comunque avrei fatto. In questo caso la sfida lanciata era davvero interessante e la ricetta l’ho ideata apposta per La Cuochina!

Si trattava (anzi tratta, visto che scade il 15 dicembre) di reinterpretare una ricetta della tradizione (familiare, regionale, delle feste…) in modo frizzante. Pensa e ripensa… dal cappello è uscita questa ricetta. Non ero sicurissima dell’effetto che avrei ottenuto, ma ieri sera abbiamo assaggiato il risultato e posso caldamente consigliarlo a tutti!

E poi, mi piace proprio il vestitino festivo di questi struffoli :-)

Eh si, perchè la ricetta è praticamente quella degli struffoli, dolce tipico del centro sud per il Capodanno (ma anche, forse per la somiglianza coi coriandoli, per il Carnevale), perchè si dice che porti fortuna (e soprattutto soldi) mangiarlo il primo giorno dell’anno.
Però non li ho fritti, ma cotti al forno (ho già parlato della mia allergia alla frittura, no? ;-P ) e poi ho utilizzato dei bellissimi e molto festivi chicchi di melagrana.
Infine, invece del miele, ho utilizzato un mix di marmellate agrumate della Rigoni d’Asiago: limoni e mandarini.
Quindi, alla fine, è anche una ricetta dietetica che però non perde assolutamente niente in termini di gusto! Niente fritto, niente confettini (che per altro nella ricetta della mia famiglia non si usano assolutamente) e niente miele, ma Fiordifrutta senza zucchero! E poi ditemi che non penso mai al vostro benessere…

Ingredienti:

  • 2 uova
  • 1/2 guscio d’uovo pieno di olio
  • un pizzico di sale
  • 3 cucchiai di zucchero di canna (rispetto alla ricetta originale ho usato lo zucchero di canna e aumentato la dose, perchè non essendoci miele avevo paura che risultassero troppo poco dolci)
  • circa 300 gr di farina
  • 1 cucchiaio di cannella macinata
  • Confettura di agrumi
  • 1 melagrana

Ho impastato gli ingredienti per gli struffoli: uova, olio, zucchero, farina, cannella e sale. Quindi ho creato dei salamini da cui ho tagliato i vari bottoncini.

Li ho posti su una teglia con carta da forno (vabbè, se volete potete pure friggerli, ma vi assicuro che il sapore non ne ha risentito minimamente!) e cotti per circa 10 minuti a 180°.

Ho scaldato un po’ di marmellata di limoni e mandarini e l’ho fatta colare sugli struffoli, fino a ricoprirli completamente.
Ho sgranato la melagrana e mischiato i chicchi rossi agli struffoli, quindi ho impiattato.
Da noi gli struffoli si trovano spesso porzionati su foglie di limone e stavolta le ho usate anche io perchè trovavo molto festivo il contrasto tra il dorato degli struffoli, il rosso della melagrana e il verde delle foglie :-)

Che ne dite, è abbastanza “frizzante” come ricetta?? Se ci abbinate un bel bicchiere di spumante credo sia il massimo!

Tovaglietta GreenGate

Carina come idea per il Capodanno, vero?

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Con questa ricetta partecipo al contest “Ricetta sopraffina, festeggia la cuochina” in collaborazione con Sodastream.

Cupcakes al limone con gocce di cioccolato

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 14-11-2011

Per il mio compleanno sapevo che non sarei riuscita a fare una torta, visto che ogni momento “libero” lo dedico alla pulizia della casa, ormai occupata dai muratori da 2 mesi e mezzo.
Finalmente dentro non devono fare più nulla per cui  sto cercando di renderla nuovamente vivibile, un po’ alla volta.

Alla fine, però, quando Gabriele si è addormentato giovedì pomeriggio, ho impastato molto velocemente questi cupcakes, la cui ricetta ho trovato qui: erano troppo carini per non provarli!

In realtà il mio grande cruccio in materia è il frosting… non riesco a trovarne uno che mi piaccia davvero!
Questa volta, come suggerito da Riccardo, ne ho provato uno al mascarpone differenziandolo dal suo per l’aggiunta di zucchero a velo e per la quantità di burro.

Il risultato estetico mi è piaciuto molto: facile da lavorare e modellare con la sacca da pasticciere e  col passaggio in frigo diventa della giusta consistenza. Però come gusto (per il mio gusto almeno) non ci siamo: davvero troppo pesante! Mentre la preparavo (e assaggiavo) l’avevo immaginato, ma non potendo uscire per recuperare altri ingredienti l’ho usata così come era.
Credo che potrebbe migliorare parecchio alleggerita dalla panna. Vedremo la prossima volta!

Ingredienti per 12 cupcakes (ricetta leggermente modificata, per l’originale qui):

  • 235 g farina 00
  • 80 g burro
  • 125 g zucchero di canna
  • 2 uova
  • 1/2 vasetto di yogurt
  • due cucchiaini di lievito per dolci
  • il succo di mezzo limone
  • gocce di cioccolato a piacere (per me tante! :lol: )

Per la copertura:

  • 150 gr di mascarpone
  • 50 gr di zucchero a velo
  • una cucchiaiata di burro
  • coloranti alimentari a piacere
  • confettini colorati

Ho mescolato insieme tutti gli ingredienti secchi (farina, lievito, zucchero) e a parte quelli umidi (burro morbido, yogurt, uova e succo di limone), poi ho unito i due composti e ho aggiunto le gocce di cioccolata.
Ho messo tutto negli stampini e infornato a 180° per circa 20 minuti.

Una volta freddi, ho preparato la glassa setacciando lo zucchero a velo nel mascarpone mescolato al burro. Alla fine ho aggiunto i coloranti (metà glassa l’ho fatta lilla e metà verde).
Quindi ho messo ogni composto nella sacca da pasticciere e ho decorato i dolcetti, aggiungendo anche i confettini colorati.

Ecco vi ho detto come ho fatto la glassa, ma non mi prendo responsabilità se non vi piace… d’altro canto, se non mi scrivo come ho fatto, la prossima volta non mi ricordo cosa devo modificare e sono punto e a capo!

Ringrazio ancora una volta chi mi ha fatto gli auguri e chi mi ha dedicato dei dolci per il mio compleanno! Anche se sono pochine, vi ho promesso un pdf e lo avrete! ;-P

Porta Muffin di WD Lifestyle

Angel Cake all’amaretto

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 04-11-2011

Questo sofficissimo dolce l’ho fatto questa estate, ma era rimasto sempre da parte, in attesa di avere una degna pubblicazione :-)

Ebbene, è giunta la sua ora! E’ il fantastico Angel Cake (nella ricetta di Luca Montersino), una ciambella morbidissima, spugnosa e profumata, molto alta e che contiene un’infinità di albumi… infatti non la faccio spesso, perchè bisogna metterne da parte almeno una decina. Io li congelo in contenitori di plastica, mi segno il numero di albumi e il loro peso, così quando servono, è facile fare i conti (altre info nella sezione Tip & Tricks)!

E’ un dolce molto… dolce :lol:  , per cui si associa bene a marmellate asprigne che vadano un po’ in contrasto e può essere usato al posto del pandispagna, anche per torte farcite (io che non amo il pandispagna lo preferisco moltissimo).

Ingredienti:

  • 360 g di albume (da circa una decina di uova medie)
  • 350 g di zucchero semolato
  • 5 g di cremor tartaro
  • 150 g di farina 180 W (DB) (corrisponde alla farina 00)
  • 10 g di liquore all’amaretto
  • 2 g di scorza di limone
  • 2 g di sale

Dividete lo zucchero in due parti: una da 200 gr e una da 150 gr.
Montate la prima parte dello zucchero con gli albumi tiepidi (non quindi freddi di frigo) a neve ben ferma.

Miscelare a parte la farina con lo zucchero restante, il cremor tartaro, il sale e la buccia di limone grattuggiata.
Quando gli albumi sono ben montati, possiamo mescolarli molto delicatamente a questi ingredienti secchi, infine aggiungiamo un bicchierino di liquore all’amaretto.

Versiamo tutto in uno stampo da forno (tipo quello da savarin, ma anche liscio purchè abbia i bordi molto alti) che non serve imburrare, in quanto gli albumi non lo faranno attaccare (io comunque uso uno stampo in silicone, per cui il pericolo non lo corro ugualmente :-) ).
Infornare quindi a 170° per circa 25-30 minuti.

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E ora vi faccio una strana richiesta…
Fra una settimana è il mio compleanno! Giorno speciale, non solo perchè è nata la sottoscritta (ahahhah :lol: ), ma perchè sarà l’11-11-2011! E poi io sono nata alle 11 (e un quarto) del mattino! Peccato che non compio 11 anni :-D

E voi direte… embè che c’entriamo noi?
Beh, poichè in questi giorni mi sa che sarò troppo impegnata per provvedere alla mia torta,  perchè non me ne fate una voi???
A cosa serve conoscere tante bravissimi/e foodblogger (ma anche semplici appassionati di cucina) se poi non mi aiutate nel momento del bisogno? Quindi, se vi va, dedicatemi un dolcino, anche piccolo piccolo, e festeggiamo insieme i miei prossimi (sig) 34 anni!

Non è un contest (ce n’è già uno qui!) ma una brevissima raccolta di dolci da compleanno :-)
Scadenza venerdì 11 novembre a mezzanotte.

Buon weekend!

Buon Halloween!

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 31-10-2011

Buona notte delle zucche stregate a tutti!
E’ il primo anno che ho qualcosa in tema da farvi vedere… non avevo mai preparato niente di “mostruoso” prima d’ora (vabbè a parte qualche orrore non voluto in cucina)!

Invece ho dato una mano con idea e stesura di pasta di zucchero per questa semplicissima torta di zucca e amaretti che serviva a mia sorella per una festa, per cui ne approfitto per un post ad hoc e per augurarvi una notte divertente tra dolcetti e scherzetti.

La torta è stata fatta addirittura a tre mani! Mamma si è occupata dell’impasto e della cottura, io della pasta di zucchero e mia sorella ha disegnato la faccia e la ragnatela.

Ingredienti:

  • 250gr farina
  • 2 uova
  • 250 gr zucchero
  • 100 gr di burro morbido
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 biccherino di amaretto
  • 20 amaretti sbriciolati piccoli (o mandorle tostate e macinate)
  • 200 gr di zucca lessata e frullata
  • 1 bustina di vanillina

Per la decorazione:

  • 1 caramella tonda
  • pasta di zucchero arancione
  • pennarello nero alimentare (ma anche cioccolato fuso se siete bravi a scrivere con la sacca da pasticciere)
  • girelle di liquerizia
  • marmellata o altra crema adatta a ricoprire il dolce

Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, la farina setacciata col lievito e la vanillina, poi l’amaretto e quindi gli albumi montati a neve, piano, cercando di non smontarli.
Infine aggiungete all’impasto gli amaretti sbriciolati e la zucca lessata e tritata.  Questa operazione va fatta sempre con cautela per non smontare troppo l’impasto.

Versare tutto in una tortiera tonda imburrata e infarinata e cuocere a 180° (forno già caldo) per circa 30-40 minuti. Come sempre vale la prova stecchino.

Per la decorazione, stendete la pasta di zucchero arancione (la ricetta la trovate qui) della dimensione giusta per ricoprire l’intera torta.
Stendete un velo di marmellata su tutta la superficie del dolce freddo e sui bordi, per far aderire la pasta di zucchero, quindi stendete quest’ultima sul dolce ricoprendola interamente.

Sulla superficie potete disegnare quindi il volto di Jack O’Lantern con un pennarello alimentare nero, oppure con del cioccolato fuso e una sacca da pasticciere con bocca piccolissima.
Stessa cosa per la ragnatela. Il corpo del ragno invece è stato realizzato con una caramella tonda e le zampette di nuovo col pennarello.

Infine, abbiamo fatto un giro su tutto il bordo con le girelle di liquerizia tagliate a metà.
Queste e la caramella le abbiamo incollate usando sempre la stessa marmellata usata per spennellare il dolce.

Che ne dite? Per essere un dolce facile e velocissimo da fare non è simpatico? O, meglio ancora, ”pauroso”??

Buon Halloween a tutti!

Torta mimosa

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 26-10-2011

… della discordia!

Eh si, perchè questa innocente tortina ha generato una discussione sul gruppo Facebook che sinceramente non mi aspettavo.

Di solito ad infiammare gli animi sono piatti tipo la carbonara (uovo crudo o cotto, tuorli o uova intere, cipolla o no???) o la pastiera (quante volte avete sentito la frase: “questa è la VERA” pastiera napoletana, non quelle che hai sempre mangiato”??), insomma le ricette più tipiche delle nostre regioni.
Ogni famiglia, in questi casi, si erge a paladina della vera e unica ricetta tradizionale, ma alla fine ogni versione, proprio perchè tramandata da nonna a mamma e da mamma a figlia (ma vale sicuramente anche al maschile), non può che entrare di diritto nella tradizione del territorio.

Quindi, alla fine, ciò che conta è il risultato. E se ques’ultimo convince noi e i nostri familiari e amici, facciamo pure diventare ogni nostra invenzione un “classico”, almeno nella nostra cerchia di conoscenti!

Il problema è che ormai trovare tutto e il contrario di tutto è fin troppo facile, tv, giornali, internet… siamo circondati da ricette di ogni tipo. E quindi è facile supportare una tesi, ma anche il suo opposto. Come fare a stabilire, perciò, qual è la ricetta originale (tranne in alcuni casi di documenti storici precisi)? Ma soprattutto, è così importante saperlo?

Secondo me no, a parte una certa curiosità storica riguardo ad alcuni capisaldi della cucina italiana.

Per cui, non so se è LA ricetta della mimosa, ma questa è la MIA ricetta (e di mia mamma e di mia nonna). Loro ne hanno fatte decine per volta, in occasione di comunioni e cresime di cugini e cuginette… io l’ho fatta solo un paio di volte. La adoro, ma non amo fare le creme ed esse sono una componente essenziale in questo dolce.

Per la verità in questa versione manca una crema allo zabaione. Sul ricettario di mamma c’è un’indicazione che non mi convince. Ho provato a farla così come c’è scritto ma non m’è venuta bene. Lei aveva scritto la ricetta in modo molto schematico (proprio perchè farla era l’ordine del giorno), ma ora dopo tanti anni non ricorda più bene come andava fatta.

D’altronde visto che ‘ste creme sono il mio punto debole, magari l’indicazione è completa e sono io che l’ho fatta male :-(

Fatto sta che ci riproverò ed eventualmente vi faccio sapere anche quella ricetta.

Ingredienti per il pandispagna (la mia mimosa era piccolina, circa 7 porzioni):

  • 6 uova
  • 180 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 150 gr di farina (anche metà farina e metà fecola di patate)

Montare a lungo (circa 15-20 minuti con le fruste elettriche, di più se usate quelle a mano) le uova intere con lo zucchero e il pizzico di sale. Devono diventare molto spumose e “scrivere”, per cui se si lascia cadere un po’ di composto sopra al resto, questo non affonda subito ma crea un disegno sulla superficie.

A questo punto si può aggiungere la farina, setacciandola un po’ alla volta e mescolando delicatamente, meglio a mano, dal basso verso l’alto, incorporandola alle uova e facendo molta attenzione a non smontarle e a far uscire l’aria incorporata. Non avendo lievito, infatti, sarà quest’aria a far gonfiare il nostro pandispagna nel forno.

Mettere quindi in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 170-180° per circa 30 minuti.
Per evitare di dover tagliare a metà i dischi di pandispagna, io ho cotto questa dose in una teglia larga, così da farlo venire basso.
In questo modo, ho dovuto solo ritagliare i 3 dischi, senza grande fatica e paura di rompere tutto :-)

Per tagliare i dischi precisi, ho utilizzato un coperchio che ho appoggiato direttamente sopra, e poi ho tagliato tutto intorno con un coltello.

Con tutti i ritagli, ho realizzato i dadini che servono per decorare la mimosa.
Per questi ultimi, occorre fare attenzione a non utilizzare le parti colorite del pandispagna, ma solo la parte interna gialla.

Fatto il pandispagna, occorre fare la crema pasticciera. Potete usare la vostra ricetta, ma io per comodità riporto le dosi di quella fatta in quest’occasione. A questa crema va mescolata la panna e poi le gocce di cioccolato.

Ingredienti per la crema:

  • 175 gr di zucchero
  • 500 ml di latte
  • 40 gr di farina
  • 4 tuorli
  • buccia di limone (senza parte bianca)
  • circa 200 ml di panna da montare zuccherata

Per la bagna:

  • Maraschino allungato con un pochino di acqua

Mescolare con le fruste i tuorli con lo zucchero, ottenendo una bella cremina chiara. Aggiungere la farina e poi unire il latte. Una volta ben amalgamato il tutto, versare in un pentolino con la buccia di limone a pezzi grossi (così è più facile da eliminare) e far cuocere mescolando in continuazione, finchè non si è addensata.

Farla raffreddare (se coprite con della pellicola non si forma la “crosticina” sulla crema), quindi aggiungere la panna montata, un po’ alla volta. Non deve prevalere sulla crema, ma solo alleggerirla, per cui conviene aggiungerne un pochino alla volta, a cucchiaiate, verificando la giusta quantità, in base al vostro gusto, dal colore e dal sapore (tocca assaggiare, mi dispiace! ;P ). Comunque le dosi sono più o meno quelle che vi ho dato.

Pronta la crema, non resta che comporre il dolce: posizionare il primo disco di pandispagna su un piatto da portata e bagnarlo con un pennello con un po’ di maraschino diluito con acqua. Io non amo i liquori nei dolci e nemmeno la sensazione di “pane bagnato”, per cui bagno mooolto poco, tanto ci pensa la crema a inumidire! :-D

Sopra questo disco, spalmare una generosa dose di crema, quindi aggiungere qualche manciata di gocce di cioccolato fondente. E’ meglio non mescolare le gocce direttamente alla crema, perchè poi ci servirà parte della crema per ricoprire il dolce e se non la dosate bene la faccenda è un pochino più complicata (ma fattibile, eh).

Ripetete queste operazioni anche sul secondo disco di pandispagna, che andrà posizionato sopra al primo (bagna, crema, gocce).

Posizionate, infine, l’ultimo disco e ricopritelo con un ultimo strato di crema, ricoprendo completamente anche i bordi del dolce. Questo permetterà ai dadini di pandispagna di aderire bene alla torta e di uniformare la superficie. La forma finale del dolce deve essere quella di una cupola, per cui abbondate un po’ più con la crema al centro, piuttosto che sui bordi.

Ora, va ricoperto, appunto, tutto il dolce con i tipici dadini che ricordano il fiore della mimosa, da cui deriva il nome di questa torta. Premete leggermente con le mani, per farli incollare dappertutto.

E la nostra Mimosa è pronta! Anche se, per tornare alla tradizioni familiari, a casa mia di solito si completa il tutto con un dischetto colorato di alchermes sulla cima della cupola. E’ semplicemente del liquore versato a cui si dà una forma circolare.

La mimosa va tenuta in frigo per qualche ora. Meglio farla il giorno prima per il giorno dopo. Acquisterà sapore e consistenza.

*****************
E ora, non per infiammare gli animi, ma solo per conferma alla varietà di versioni, un bel sondaggio!
Anche se sarebbe ancora più interessante abbinare la versione più famosa a una zona geografica. A Roma e dintorni (ma credo in generale nel Lazio), per esempio, pare prevalga la versione con gocce di cioccolato. Magari potete lasciare scritto quello che avete votato e il vostro luogo di provenienza nei commenti al post :-)

Quindi, secondo voi…

Con cosa si fa la mimosa?

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Torte decorate

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 19-10-2011

AVVERTENZA: segue post chilometrico! accertatevi di avere tempo per leggerlo :-)

Ho ceduto al richiamo della sfida… vedo in giro degli autentici capolavori e dovevo assolutamente fare almeno un tentativo, cercando di mettere da parte tutta la mia imbranataggine e scarsa vena artistica per tirar fuori qualcosa di non troppo orribile!

Non è che abbia ottenuto chissà quale risultato… ma non è stato nemmeno un disastro totale, almeno spero…

Tentativo di torta (piccola) a due piani con rose

Erano mesi che avevo reperito gli ingredienti “strani” per realizzare la pasta di zucchero (glicerolo e glucosio), ma mi mancava quella spinta finale che mi convincesse a mettere le mani in pasta.

Se parlo di glucosio e glicerolo le colleghe foodblogger sanno ormai benissimo di cosa parlo e dove reperirli (la moda della decorazione delle torte imperversa da tempo sul web), ma per chi si sta chiedendo “e dove vado a pescarli?” voglio specificare che il glucosio (da alcuni sostituito col miele) si trova nelle torrefazioni più fornite, in alcune catene di supermercati, nei negozi dove vendono ciò che serve per la decorazione di dolci. Io l’ho trovato da Castroni.
E’ un liquido viscosissimo, simile appunto al miele, e molto dolce.

Il glicerolo (in molte ricette indicato come glicerina) si compra facilmente in farmacia e serve a dare maggiore elasticità alla pasta. E’ un lassativo, in realtà, ma si usa in piccole dosi che non creano effetti collaterali! Non è che serva specificare “per uso alimentare”, ma fate attenzione a ciò che vi danno!
Quando l’ho preso, la farmacista senza chiedermi nulla mi ha dato e messo in pagamento l’olio di vaselina… per fortuna che mi è caduto l’occhio sulla scatola e ho notato la sostituzione! “vabbè ma è  uguale”, diceva lei… bah, mica lo so se a te piacerebbe mangiare una torta all’olio di vaselina!

Per quanto riguarda la ricetta usata, come prima volta ho provato quella più classica, e, dopo una lunga ricerca sul web, mi è parso che quella di Lindy Smith fosse tra le più gettonate. La prossima volta proverò la versione più “nostrana” con miele e senza glicerolo, consigliatami da una collega bravissima.
La difficoltà di questa ricetta??? Dosare gli ingredienti!
E’ tutto espresso in ml, infatti, e se non si ha un dosatore molto preciso è facile sbagliarsi. Io ho usato l’unico a disposizione: il biberon di Gabriele! Però un contenitore lungo e stretto non è l’ideale per tirar fuori una roba appiccicosa come il glucosio, per cui credo di non aver seguito al meglio le dosi indicate.

Per ovviare al problema nel futuro, però, da ragazza diligente quale sono, ho ben pensato di segnarmi le corrispondenze in grammi. Ve le metto tra parentesi perchè, vista la difficoltà a misurare i ml, non credo corrispondano perfettamente alla ricetta originale.
Comunque, con queste dosi in gr mi sono trovata bene, per cui vale la pena segnarsele e poi provvedere, eventualmente, a minime modifiche.

Quindi vi lascio la ricetta di Lindy Smith e ne riparliamo alle prossime prove…

Ingredienti pasta di zucchero (con questa dose ci ricoprite almeno 2 torte di dimensioni classiche e ne avanzerà anche per le decorazioni extra):

  • 1 kg di zucchero a velo (non fatto in casa)
  • 60 ml di acqua fredda
  • 20 ml (4 cucchiaini) di gelatina in polvere (o la stessa quantità di gelatina in fogli)
  • 125 ml di glucosio liquido (ho pesato 75 gr)
  • 15 ml di glicerina (ho pesato 10 gr)

Mettete la gelatina il polvere in una ciotola insieme all’acqua per almeno 5-10 min. Quando avrà assorbito tutto il liquido mettete in un pentolino sul fuoco (basso) e fate sciogliere, senza far bollire a lungo altrimenti caramella.
Appena si scioglie, unire il glucosio e il glicerolo e continuare a mescolare per alcuni secondi.

A questo punto unite il liquido allo zucchero a velo. Potete impastare con le mani, ma io ho messo lo zucchero nel robot e aggiunto il liquido. Ho lasciato girare un paio di minuti ed è diventato tutto a pallette, quindi ho tirato fuori e continuato a impastare a mano, fino a che non ho ottenuto una consistenza liscia, omogenea ed elastica. Se proprio dovesse sbriciolarsi anche dopo la lavorazione, è possibile aggiungere un cucchiaio di acqua fredda.

La pasta è ora pronta. Può essere colorata con i coloranti in pasta o gel (ho letto, e mi sembra logico, che quelli liquidi rendano la pasta poco lavorabile, a meno che non sottraiate dalla ricetta un uguale quantità di acqua, ma credo sia difficile regolarsi).
Il colore va aggiunto qualche goccia alla volta, occorre lavorare bene l’impasto con le mani fino ad ottenere un colore uniforme, quindi se non avete ottenuto il colore desiderato, aggiungete ancora un paio di gocce e lavorate ancora. Continuate così fino al raggiungimento del risultato che più vi soddisfa.

La pasta di zucchero va conservata al riparo dall’aria, quindi avvolgendola bene nella pellicola trasparente e in una busta per alimenti chiusa. Dovrebbe durare diverse settimane.

Se si indurisce troppo col tempo, ho provato a metterla pochi secondi al microonde ed è diventata di nuovo lavorabilissima. Qualcuno suggerisce di aggiungere di nuovo un cucchiaio di glicerolo (o miele).

Per ricoprire una torta, basterà spolverizzare con dello zucchero a velo un piano di lavoro e quindi stenderla col mattarello il più sottile possibile, per evitare di avere una copertura troppo doppia e stucchevole.
Prima di far aderire la copertura sul dolce, questo va ricoperto con una crema (spesso si usa la crema al burro), della panna o, come ho fatto io, della marmellata.

Se avete una certa manualità, quella che a me decisamente manca, potete fare fiori, pupazzi, animaletti e quello che più vi piace, come fareste con della plastilina.
All’aria ogni creazione seccherà e sarà ancora più facile usarla per decorare un dolce. Per incollare tra loro pezzi diversi, basta spennellare le parti con poca acqua.

Tentativo di mini-cake con calle

La ricetta che ho seguito per la torta, invece, è quella della Victoria Sponge Cake, un classico della tradizione inglese (deve il nome alla regina Vittoria), che è praticamente la ricetta dei cupcakes di Nigella, ho scoperto, che ho usato anche qui.

Ingredienti per la torta da ricoprire:

  • 350 gr di farina
  • 350 gr di burro morbido
  • 350 gr di zucchero
  • 5 uova
  • qualche cucchiaio di latte
  • 2 cucchiaini di lievito

Per la farcitura:

  • marmellata

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, ottenendo una crema, e infine versare la farina e il lievito e mescolare bene.

Se l’impasto è troppo asciutto, aggiungere qualche cucchiaio di latte alla volta, mescolando bene finchè non si ottiene una consistenza cremosa ma densa, non liquida.

Per evitare di tagliare a metà la torta ottenuta, l’ho cotta direttamente in diversi stampi (2 medi e uno grande da cui poi ho tagliato dei rettangoli di torta) facendo attenzione a non versare troppo impasto per ottenere uno spessore adatto alla creazione di più strati.

Ho infornato a 180° per circa 20 minuti (visto che era molto sottile).

La torta a due piani era composta, quindi, da 2 torte di grandezza media e due fette più piccole per la parte superiore.
La torta piccola, invece, da tre strati formati da rettangoli ricavati dalla torta grande.

Ogni strato, in entrambi i casi, è tenuto insieme dalla stessa marmellata con cui ho ricoperto il tutto.

NB. Con questa copertura i dolci durano a lungo e restano morbidissimi, anzi col passare dei giorni acquistano molto (magari non settimane, ma diversi giorni si).
Io l’ultima fetta l’ho mangiata 5 giorni dopo aver fatto il dolce ed era perfetta, come appena fatta, anzi più buona, appunto.