Buon Halloween!

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 31-10-2011

Buona notte delle zucche stregate a tutti!
E’ il primo anno che ho qualcosa in tema da farvi vedere… non avevo mai preparato niente di “mostruoso” prima d’ora (vabbè a parte qualche orrore non voluto in cucina)!

Invece ho dato una mano con idea e stesura di pasta di zucchero per questa semplicissima torta di zucca e amaretti che serviva a mia sorella per una festa, per cui ne approfitto per un post ad hoc e per augurarvi una notte divertente tra dolcetti e scherzetti.

La torta è stata fatta addirittura a tre mani! Mamma si è occupata dell’impasto e della cottura, io della pasta di zucchero e mia sorella ha disegnato la faccia e la ragnatela.

Ingredienti:

  • 250gr farina
  • 2 uova
  • 250 gr zucchero
  • 100 gr di burro morbido
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 biccherino di amaretto
  • 20 amaretti sbriciolati piccoli (o mandorle tostate e macinate)
  • 200 gr di zucca lessata e frullata
  • 1 bustina di vanillina

Per la decorazione:

  • 1 caramella tonda
  • pasta di zucchero arancione
  • pennarello nero alimentare (ma anche cioccolato fuso se siete bravi a scrivere con la sacca da pasticciere)
  • girelle di liquerizia
  • marmellata o altra crema adatta a ricoprire il dolce

Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, la farina setacciata col lievito e la vanillina, poi l’amaretto e quindi gli albumi montati a neve, piano, cercando di non smontarli.
Infine aggiungete all’impasto gli amaretti sbriciolati e la zucca lessata e tritata.  Questa operazione va fatta sempre con cautela per non smontare troppo l’impasto.

Versare tutto in una tortiera tonda imburrata e infarinata e cuocere a 180° (forno già caldo) per circa 30-40 minuti. Come sempre vale la prova stecchino.

Per la decorazione, stendete la pasta di zucchero arancione (la ricetta la trovate qui) della dimensione giusta per ricoprire l’intera torta.
Stendete un velo di marmellata su tutta la superficie del dolce freddo e sui bordi, per far aderire la pasta di zucchero, quindi stendete quest’ultima sul dolce ricoprendola interamente.

Sulla superficie potete disegnare quindi il volto di Jack O’Lantern con un pennarello alimentare nero, oppure con del cioccolato fuso e una sacca da pasticciere con bocca piccolissima.
Stessa cosa per la ragnatela. Il corpo del ragno invece è stato realizzato con una caramella tonda e le zampette di nuovo col pennarello.

Infine, abbiamo fatto un giro su tutto il bordo con le girelle di liquerizia tagliate a metà.
Queste e la caramella le abbiamo incollate usando sempre la stessa marmellata usata per spennellare il dolce.

Che ne dite? Per essere un dolce facile e velocissimo da fare non è simpatico? O, meglio ancora, ”pauroso”??

Buon Halloween a tutti!

Torta mimosa

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 26-10-2011

… della discordia!

Eh si, perchè questa innocente tortina ha generato una discussione sul gruppo Facebook che sinceramente non mi aspettavo.

Di solito ad infiammare gli animi sono piatti tipo la carbonara (uovo crudo o cotto, tuorli o uova intere, cipolla o no???) o la pastiera (quante volte avete sentito la frase: “questa è la VERA” pastiera napoletana, non quelle che hai sempre mangiato”??), insomma le ricette più tipiche delle nostre regioni.
Ogni famiglia, in questi casi, si erge a paladina della vera e unica ricetta tradizionale, ma alla fine ogni versione, proprio perchè tramandata da nonna a mamma e da mamma a figlia (ma vale sicuramente anche al maschile), non può che entrare di diritto nella tradizione del territorio.

Quindi, alla fine, ciò che conta è il risultato. E se ques’ultimo convince noi e i nostri familiari e amici, facciamo pure diventare ogni nostra invenzione un “classico”, almeno nella nostra cerchia di conoscenti!

Il problema è che ormai trovare tutto e il contrario di tutto è fin troppo facile, tv, giornali, internet… siamo circondati da ricette di ogni tipo. E quindi è facile supportare una tesi, ma anche il suo opposto. Come fare a stabilire, perciò, qual è la ricetta originale (tranne in alcuni casi di documenti storici precisi)? Ma soprattutto, è così importante saperlo?

Secondo me no, a parte una certa curiosità storica riguardo ad alcuni capisaldi della cucina italiana.

Per cui, non so se è LA ricetta della mimosa, ma questa è la MIA ricetta (e di mia mamma e di mia nonna). Loro ne hanno fatte decine per volta, in occasione di comunioni e cresime di cugini e cuginette… io l’ho fatta solo un paio di volte. La adoro, ma non amo fare le creme ed esse sono una componente essenziale in questo dolce.

Per la verità in questa versione manca una crema allo zabaione. Sul ricettario di mamma c’è un’indicazione che non mi convince. Ho provato a farla così come c’è scritto ma non m’è venuta bene. Lei aveva scritto la ricetta in modo molto schematico (proprio perchè farla era l’ordine del giorno), ma ora dopo tanti anni non ricorda più bene come andava fatta.

D’altronde visto che ‘ste creme sono il mio punto debole, magari l’indicazione è completa e sono io che l’ho fatta male :-(

Fatto sta che ci riproverò ed eventualmente vi faccio sapere anche quella ricetta.

Ingredienti per il pandispagna (la mia mimosa era piccolina, circa 7 porzioni):

  • 6 uova
  • 180 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 150 gr di farina (anche metà farina e metà fecola di patate)

Montare a lungo (circa 15-20 minuti con le fruste elettriche, di più se usate quelle a mano) le uova intere con lo zucchero e il pizzico di sale. Devono diventare molto spumose e “scrivere”, per cui se si lascia cadere un po’ di composto sopra al resto, questo non affonda subito ma crea un disegno sulla superficie.

A questo punto si può aggiungere la farina, setacciandola un po’ alla volta e mescolando delicatamente, meglio a mano, dal basso verso l’alto, incorporandola alle uova e facendo molta attenzione a non smontarle e a far uscire l’aria incorporata. Non avendo lievito, infatti, sarà quest’aria a far gonfiare il nostro pandispagna nel forno.

Mettere quindi in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 170-180° per circa 30 minuti.
Per evitare di dover tagliare a metà i dischi di pandispagna, io ho cotto questa dose in una teglia larga, così da farlo venire basso.
In questo modo, ho dovuto solo ritagliare i 3 dischi, senza grande fatica e paura di rompere tutto :-)

Per tagliare i dischi precisi, ho utilizzato un coperchio che ho appoggiato direttamente sopra, e poi ho tagliato tutto intorno con un coltello.

Con tutti i ritagli, ho realizzato i dadini che servono per decorare la mimosa.
Per questi ultimi, occorre fare attenzione a non utilizzare le parti colorite del pandispagna, ma solo la parte interna gialla.

Fatto il pandispagna, occorre fare la crema pasticciera. Potete usare la vostra ricetta, ma io per comodità riporto le dosi di quella fatta in quest’occasione. A questa crema va mescolata la panna e poi le gocce di cioccolato.

Ingredienti per la crema:

  • 175 gr di zucchero
  • 500 ml di latte
  • 40 gr di farina
  • 4 tuorli
  • buccia di limone (senza parte bianca)
  • circa 200 ml di panna da montare zuccherata

Per la bagna:

  • Maraschino allungato con un pochino di acqua

Mescolare con le fruste i tuorli con lo zucchero, ottenendo una bella cremina chiara. Aggiungere la farina e poi unire il latte. Una volta ben amalgamato il tutto, versare in un pentolino con la buccia di limone a pezzi grossi (così è più facile da eliminare) e far cuocere mescolando in continuazione, finchè non si è addensata.

Farla raffreddare (se coprite con della pellicola non si forma la “crosticina” sulla crema), quindi aggiungere la panna montata, un po’ alla volta. Non deve prevalere sulla crema, ma solo alleggerirla, per cui conviene aggiungerne un pochino alla volta, a cucchiaiate, verificando la giusta quantità, in base al vostro gusto, dal colore e dal sapore (tocca assaggiare, mi dispiace! ;P ). Comunque le dosi sono più o meno quelle che vi ho dato.

Pronta la crema, non resta che comporre il dolce: posizionare il primo disco di pandispagna su un piatto da portata e bagnarlo con un pennello con un po’ di maraschino diluito con acqua. Io non amo i liquori nei dolci e nemmeno la sensazione di “pane bagnato”, per cui bagno mooolto poco, tanto ci pensa la crema a inumidire! :-D

Sopra questo disco, spalmare una generosa dose di crema, quindi aggiungere qualche manciata di gocce di cioccolato fondente. E’ meglio non mescolare le gocce direttamente alla crema, perchè poi ci servirà parte della crema per ricoprire il dolce e se non la dosate bene la faccenda è un pochino più complicata (ma fattibile, eh).

Ripetete queste operazioni anche sul secondo disco di pandispagna, che andrà posizionato sopra al primo (bagna, crema, gocce).

Posizionate, infine, l’ultimo disco e ricopritelo con un ultimo strato di crema, ricoprendo completamente anche i bordi del dolce. Questo permetterà ai dadini di pandispagna di aderire bene alla torta e di uniformare la superficie. La forma finale del dolce deve essere quella di una cupola, per cui abbondate un po’ più con la crema al centro, piuttosto che sui bordi.

Ora, va ricoperto, appunto, tutto il dolce con i tipici dadini che ricordano il fiore della mimosa, da cui deriva il nome di questa torta. Premete leggermente con le mani, per farli incollare dappertutto.

E la nostra Mimosa è pronta! Anche se, per tornare alla tradizioni familiari, a casa mia di solito si completa il tutto con un dischetto colorato di alchermes sulla cima della cupola. E’ semplicemente del liquore versato a cui si dà una forma circolare.

La mimosa va tenuta in frigo per qualche ora. Meglio farla il giorno prima per il giorno dopo. Acquisterà sapore e consistenza.

*****************
E ora, non per infiammare gli animi, ma solo per conferma alla varietà di versioni, un bel sondaggio!
Anche se sarebbe ancora più interessante abbinare la versione più famosa a una zona geografica. A Roma e dintorni (ma credo in generale nel Lazio), per esempio, pare prevalga la versione con gocce di cioccolato. Magari potete lasciare scritto quello che avete votato e il vostro luogo di provenienza nei commenti al post :-)

Quindi, secondo voi…

Con cosa si fa la mimosa?

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Torte decorate

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 19-10-2011

AVVERTENZA: segue post chilometrico! accertatevi di avere tempo per leggerlo :-)

Ho ceduto al richiamo della sfida… vedo in giro degli autentici capolavori e dovevo assolutamente fare almeno un tentativo, cercando di mettere da parte tutta la mia imbranataggine e scarsa vena artistica per tirar fuori qualcosa di non troppo orribile!

Non è che abbia ottenuto chissà quale risultato… ma non è stato nemmeno un disastro totale, almeno spero…

Tentativo di torta (piccola) a due piani con rose

Erano mesi che avevo reperito gli ingredienti “strani” per realizzare la pasta di zucchero (glicerolo e glucosio), ma mi mancava quella spinta finale che mi convincesse a mettere le mani in pasta.

Se parlo di glucosio e glicerolo le colleghe foodblogger sanno ormai benissimo di cosa parlo e dove reperirli (la moda della decorazione delle torte imperversa da tempo sul web), ma per chi si sta chiedendo “e dove vado a pescarli?” voglio specificare che il glucosio (da alcuni sostituito col miele) si trova nelle torrefazioni più fornite, in alcune catene di supermercati, nei negozi dove vendono ciò che serve per la decorazione di dolci. Io l’ho trovato da Castroni.
E’ un liquido viscosissimo, simile appunto al miele, e molto dolce.

Il glicerolo (in molte ricette indicato come glicerina) si compra facilmente in farmacia e serve a dare maggiore elasticità alla pasta. E’ un lassativo, in realtà, ma si usa in piccole dosi che non creano effetti collaterali! Non è che serva specificare “per uso alimentare”, ma fate attenzione a ciò che vi danno!
Quando l’ho preso, la farmacista senza chiedermi nulla mi ha dato e messo in pagamento l’olio di vaselina… per fortuna che mi è caduto l’occhio sulla scatola e ho notato la sostituzione! “vabbè ma è  uguale”, diceva lei… bah, mica lo so se a te piacerebbe mangiare una torta all’olio di vaselina!

Per quanto riguarda la ricetta usata, come prima volta ho provato quella più classica, e, dopo una lunga ricerca sul web, mi è parso che quella di Lindy Smith fosse tra le più gettonate. La prossima volta proverò la versione più “nostrana” con miele e senza glicerolo, consigliatami da una collega bravissima.
La difficoltà di questa ricetta??? Dosare gli ingredienti!
E’ tutto espresso in ml, infatti, e se non si ha un dosatore molto preciso è facile sbagliarsi. Io ho usato l’unico a disposizione: il biberon di Gabriele! Però un contenitore lungo e stretto non è l’ideale per tirar fuori una roba appiccicosa come il glucosio, per cui credo di non aver seguito al meglio le dosi indicate.

Per ovviare al problema nel futuro, però, da ragazza diligente quale sono, ho ben pensato di segnarmi le corrispondenze in grammi. Ve le metto tra parentesi perchè, vista la difficoltà a misurare i ml, non credo corrispondano perfettamente alla ricetta originale.
Comunque, con queste dosi in gr mi sono trovata bene, per cui vale la pena segnarsele e poi provvedere, eventualmente, a minime modifiche.

Quindi vi lascio la ricetta di Lindy Smith e ne riparliamo alle prossime prove…

Ingredienti pasta di zucchero (con questa dose ci ricoprite almeno 2 torte di dimensioni classiche e ne avanzerà anche per le decorazioni extra):

  • 1 kg di zucchero a velo (non fatto in casa)
  • 60 ml di acqua fredda
  • 20 ml (4 cucchiaini) di gelatina in polvere (o la stessa quantità di gelatina in fogli)
  • 125 ml di glucosio liquido (ho pesato 75 gr)
  • 15 ml di glicerina (ho pesato 10 gr)

Mettete la gelatina il polvere in una ciotola insieme all’acqua per almeno 5-10 min. Quando avrà assorbito tutto il liquido mettete in un pentolino sul fuoco (basso) e fate sciogliere, senza far bollire a lungo altrimenti caramella.
Appena si scioglie, unire il glucosio e il glicerolo e continuare a mescolare per alcuni secondi.

A questo punto unite il liquido allo zucchero a velo. Potete impastare con le mani, ma io ho messo lo zucchero nel robot e aggiunto il liquido. Ho lasciato girare un paio di minuti ed è diventato tutto a pallette, quindi ho tirato fuori e continuato a impastare a mano, fino a che non ho ottenuto una consistenza liscia, omogenea ed elastica. Se proprio dovesse sbriciolarsi anche dopo la lavorazione, è possibile aggiungere un cucchiaio di acqua fredda.

La pasta è ora pronta. Può essere colorata con i coloranti in pasta o gel (ho letto, e mi sembra logico, che quelli liquidi rendano la pasta poco lavorabile, a meno che non sottraiate dalla ricetta un uguale quantità di acqua, ma credo sia difficile regolarsi).
Il colore va aggiunto qualche goccia alla volta, occorre lavorare bene l’impasto con le mani fino ad ottenere un colore uniforme, quindi se non avete ottenuto il colore desiderato, aggiungete ancora un paio di gocce e lavorate ancora. Continuate così fino al raggiungimento del risultato che più vi soddisfa.

La pasta di zucchero va conservata al riparo dall’aria, quindi avvolgendola bene nella pellicola trasparente e in una busta per alimenti chiusa. Dovrebbe durare diverse settimane.

Se si indurisce troppo col tempo, ho provato a metterla pochi secondi al microonde ed è diventata di nuovo lavorabilissima. Qualcuno suggerisce di aggiungere di nuovo un cucchiaio di glicerolo (o miele).

Per ricoprire una torta, basterà spolverizzare con dello zucchero a velo un piano di lavoro e quindi stenderla col mattarello il più sottile possibile, per evitare di avere una copertura troppo doppia e stucchevole.
Prima di far aderire la copertura sul dolce, questo va ricoperto con una crema (spesso si usa la crema al burro), della panna o, come ho fatto io, della marmellata.

Se avete una certa manualità, quella che a me decisamente manca, potete fare fiori, pupazzi, animaletti e quello che più vi piace, come fareste con della plastilina.
All’aria ogni creazione seccherà e sarà ancora più facile usarla per decorare un dolce. Per incollare tra loro pezzi diversi, basta spennellare le parti con poca acqua.

Tentativo di mini-cake con calle

La ricetta che ho seguito per la torta, invece, è quella della Victoria Sponge Cake, un classico della tradizione inglese (deve il nome alla regina Vittoria), che è praticamente la ricetta dei cupcakes di Nigella, ho scoperto, che ho usato anche qui.

Ingredienti per la torta da ricoprire:

  • 350 gr di farina
  • 350 gr di burro morbido
  • 350 gr di zucchero
  • 5 uova
  • qualche cucchiaio di latte
  • 2 cucchiaini di lievito

Per la farcitura:

  • marmellata

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, ottenendo una crema, e infine versare la farina e il lievito e mescolare bene.

Se l’impasto è troppo asciutto, aggiungere qualche cucchiaio di latte alla volta, mescolando bene finchè non si ottiene una consistenza cremosa ma densa, non liquida.

Per evitare di tagliare a metà la torta ottenuta, l’ho cotta direttamente in diversi stampi (2 medi e uno grande da cui poi ho tagliato dei rettangoli di torta) facendo attenzione a non versare troppo impasto per ottenere uno spessore adatto alla creazione di più strati.

Ho infornato a 180° per circa 20 minuti (visto che era molto sottile).

La torta a due piani era composta, quindi, da 2 torte di grandezza media e due fette più piccole per la parte superiore.
La torta piccola, invece, da tre strati formati da rettangoli ricavati dalla torta grande.

Ogni strato, in entrambi i casi, è tenuto insieme dalla stessa marmellata con cui ho ricoperto il tutto.

NB. Con questa copertura i dolci durano a lungo e restano morbidissimi, anzi col passare dei giorni acquistano molto (magari non settimane, ma diversi giorni si).
Io l’ultima fetta l’ho mangiata 5 giorni dopo aver fatto il dolce ed era perfetta, come appena fatta, anzi più buona, appunto.

Fagottini di pere alla cannella

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 11-10-2011

Ve l’avevo anticipato… con la pasta frolla in più, avanzata dopo aver ricoperto le mele, ho realizzato questi fagottini ripieni. La ricetta in realtà è un copia e incolla della precedente, perchè ho riutilizzato anche lo stesso ripieno delle mele. L’unica differenza è quindi la sostituzione della mela con la pera in pezzi.

E’ quindi, più che altro, un’idea in più!

Ma il sapore in realtà è tutta un’altra cosa… e devo dire che alla fine hanno riscosso più successo delle mele :-)

E visto che parliamo di riciclo, anche in questa ricetta ho usato la stessa confettura extra di albicocche del Vesuvio di Casa Barone.

Piatto Ecobioshopping - Tovaglietta Creativitavola

Ingredienti per 6 fagottini:

  • 1 pera media
  • una manciata di uvetta messa a bagno in un biccherino di rum
  • una manciata di pinoli
  • 4-5 cucchiaiate di confettura di albicocche (o altro frutto)
  • cannella in polvere a piacere
  • 3-4 cucchiaini di zucchero di canna

Per la pasta frolla (vi dimezzo le dosi della ricetta precedente):

  • 50 gr. di burro
  • 50 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo interoe e 12 tuorli
  • 200 gr di farina 00
  • un cucchiaio di rum
  • scorza di metà limone

Per servire:

  • zucchero a velo

Preparare la pasta frolla impastando gli ingredienti necessari (per il procedimento, se vi dovesse servire, vedete qui) e mettetela a riposare una trentina di minuti in frigo.

Lavate, sbucciate e tagliate la pera a quadratini. Mescolate in una ciotola la confettura, i pinoli, l’uvetta strizzata, la cannella, lo zucchero di canna e la pera.

Stendete la pasta frolla col mattarello, con uno spessore di circa mezzo centimetro, e ricavate dei rettangoli.
Ponete al centro di ogni rettangolo parte del ripieno e arrotolate la pasta frolla (tipo cannellone), quindi chiudete bene i due bordi aperti di questo fagottino con i rebbi di una forchetta, facendo aderire le estremità, altrimenti in cottura la marmellata uscirà tutta.

Effettuate poi dei taglietti obliqui su ogni fagottino (io ne ho fatti 3), mettete un cucchiaino di zucchero di canna sulla superficie, per caramellare, e infornate a 180° per circa 20 minuti.

Tiepidi o freddi hanno un sapore più intenso, anche se difficilmente riuscirete a resistere da un assaggio appena sfornati!

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In chiusura vi ricordo che stasera ci sono le estrazioni del lotto e che sapremo il nome del vincitore del giveaway! Guardate l’elenco del post precedente per sapere il numero abbinato al vostro commento :-)

Per ricapitolare, oggi pubblico questa tabellina in cui evidenzio i lati positivi e negativi che avete trovato nel mio blog. Cercherò di lavorare sui lati negativi (laddove è possibile) e potenziare quelli positivi :-)
Grazie a tutti per lo sforzo fatto!

Cosa non piace di Nastro di Raso:

  1. Al primo posto, con 10 voti, la grafica! Più che altro, mi sembra di capire, i colori, che molti di voi vorrebbero più vivaci e accattivanti. Purtroppo è un tasto dolente, perchè è proprio quello che a me piace del sito :( Però prometto che ci penso su e che cercherò di trovare il modo di far convergere i gusti di tutti :)
  2. Al secondo posto, a pari merito con un voto a testa, troviamo:
    • il nome del blog: ma credo sia perchè c’entri poco con l’argomento trattato. Aveva un senso quando il blog trattava argomenti diversi (ed è un gioco di parole col mio cognome) ma meno ora.
    • la frequenza dei post: problema almeno momentaneamente risolto ;-P
    • l’usabilità del sito: sembra che ci si perda un po’… quest’ultimo punto vorrei approfondirlo meglio e chiedo a Tiziana di argomentarlo più in dettaglio, se può.

Cose che piacciono di Nastro di Raso:

  1. Al primo posto, con 18 voti, le ricette. E questo è già un gran bel risultato :-)
    Sono state definite originali, interessanti, semplici, delicate, ben spiegate, ripetibili, ben fotografate (ma sicuro???), preparate con amore, adatte a persone impegnate tutto il giorno, con ingredienti facilmente reperibili
  2. La grafica (2 voti controcorrente ;-P): “pulizia del sito e creatività frizzante che traspare continuamente, nonostante il format rigoroso” e “graficamente, i colori, strutturalmente, ben fatto e subito intuibile”
  3. Area download (1 voto)… ma credo che dovrei aggiornarla un po’…
  4. La posizione degli elementi della sidebar (1 voto)

In bocca al lupo a tutti i partecipanti! :-)

Profumatore per ambienti o biscottini?

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 04-10-2011

Eh già, il dubbio viene! Questi biscotti, infatti, sono aromatizzati con fiori di lavanda e durante la cottura il profumo è inebriante…

Fino a pochissimo tempo fa non sapevo nemmeno che fosse possibile utilizzare la lavanda in cucina e invece scopro che ha tantissimi usi, nel dolce e nel salato, e che ha un sapore delicato (nei biscotti, in tisana credo sia molto più intenso) e con un retrogusto che lascia quella freschezza che ricorda la sensazione che dà la menta.

Io ho usato i fiori secchi per l’infuso di Coccole, che descrive così le proprietà di questo fiore: “Detta anche pianta della serenità, la lavanda contribuisce a  calmare e ridurre ansia e stress causati dalla vita di tutti i giorni, alleviando anche emicranie e insonnia“. Buono a sapersi!

In realtà avrei voluto fare una semplice pasta frolla a cui aggiungere i fiori, ma non avevo abbastanza burro, per cui ho optato per questa ricetta (presa qui) con latte ma senza uova. Rispetto all’originale, non ho usato la salvia, ho utilizzato zucchero di canna, per dare un aroma più particolare, e ho dovuto aggiungere della farina, in quanto il mio impasto era troppo appiccicoso per essere steso.

Tovaglietta Creativitavola

Ingredienti per circa 40 biscotti:

  • 1 cucchiaio fiori di lavanda secchi
  • 150ml latte
  • 300 gr di farina 00 circa
  • 40 gr di burro
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci

Innanzitutto occorre mettere a scaldare il latte, ma senza farlo bollire (come con l’acqua per le tisane). Una volta caldo, aggiungere il cucchiaio di fiori di lavanda e lasciare in infusione per circa 10 minuti.

Quindi, impastate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero di canna (a mano o con le fruste) e iniziate ad aggiungere un po’ alla volta la farina setacciata col lievito, alternandola col latte con la lavanda. Iniziate con un quantitativo di farina di 275 gr e aggiungetene altra solo se necessario.

Impastate fino ad ottenere un composto ben lavorabile, quindi stendete tutto col mattarello e mantenendo uno spessore di circa mezzo centimetro. Create i biscotti con un tagliabiscotti o un coltello e stendeteli su una teglia ricoperta da carta forno, infornando a 180° (con forno già a temperatura) per circa 25 minuti, o comunque finchè non saranno ben dorati anche in superficie.

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Meno 5 giorni alla chiusura del giveaway di Nastro di Raso! Affrettatevi a lasciare un commento e provare a vincere il libro Ricette per gioco di Natalia Cattelani!

Clafoutis con more e prugne al profumo di cannella

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 22-09-2011

Non faccio che vedere clafoutis in giro sui blog e m’è venuta la curiosità! Ma come sarà mai questo dolce? E che consistenza avrà??

Allora ieri, dovendo consumare le ultime more allo sciroppo che avevo usato per le meringhette, ho deciso di provare a farne uno, vista la semplicità e gli ingredienti facilmente reperibili in casa.

E poi è un dolce leggero, visto che non ha burro o altri grassi. La consistenza è particolare, quasi budinosa, ma meno molliccio e più simile a una torta. Inizialmente pensavo che non fosse cotto bene, invece poi ho cercato delle foto in rete e mi sono resa conto che era proprio così che doveva venire (magari un po’ meno colorito, ma vabbè…).

Sapore? Naturalmente tutto sta nella frutta usata! Più saporita sarà, migliore sarà il dolce.
La ricetta originale francesce prevede le ciliege (con tanto di nocciolo) ma ormai lo si trova in mille varianti.

A me è piaciuto, anche se non posso eleggerlo come mio dolce preferito, ma alla mia famiglia è piaciuto molto di più e la teglia è stata completamente ripulita!

E poi, è un buon modo per riunire dessert e frutta :-)

Ho trovato dosi molto diverse in giro. Visto che si tratta essenzialmente di una pastella credo che si possano facilmente modificare le quantità degli ingredienti senza stravolgere troppo il risultato. In alcune versioni viene usata addirittura la panna.

Io ho seguito le indicazioni trovate qui e visto che il risultato è stato così apprezzato ve le propongo volentieri con le mie poche modifiche.

In questo dolce ho usato le more allo sciroppo Sant’Orsola e la farina 00 di Molino Chiavazza.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 100 gr di zucchero
  • 90 gr di farina 00
  • 200 ml di latte
  • 2 cucchiai di maraschino
  • cannella in polvere
  • 2 prugne grosse
  • circa 30-35 more
  • un po’ di burro per la teglia e zucchero a velo per decorare

Montate le uova con lo zucchero ottenendo un composto molto spumoso e chiaro.
Aggiungete delicatamente la farina setacciata e il latte un po’ alla volta, cercando di non smontare il composto.
Infine unite il liquore scelto. Questa pastella risulterà piuttosto liquida.

Imburrate uno stampo per torte e posizionate sul fondo la frutta (le more intere e le prugne a fette sottili). Versate sopra la pastella delicatamente e coprite tutta la frutta. Sopra spolverizzate con la cannella.

Io ho infornato a 180° per circa 40 minuti, ma credo sia meglio una temperatura inferiore (sui 160) in quanto si è sgonfiato un po’ una volta spento il forno e si è colorito troppo presto.

E’ ottimo tiepido, magari ricoperto di zucchero a velo, e credo si accompagni benissimo con una salsa leggera alla vaniglia (ci proverò la prossima volta :-) ).

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Ricordatevi di partecipare al Giveaway! Si vince il libro Ricette per Gioco di Natalia Cattelani di Tempo di cottura!

Meringhette con crema e more

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 16-09-2011

 Ieri ho messo da parte il mio odio viscerale per la sacca da pasticcere e mi sono cimentata nella preparazione delle meringhe! Per la precisione, parlo delle meringhe francesi (cioè da forno) e per essere un po’ più tranquilla sul risultato, ho preferito affidarmi alle indicazioni di Luca Montersino.
La preparazione e le dosi sono molto semplici: si monta una quantità di albumi con uguale quantità di zucchero semolato e poi a questo composto si unisce ancora la stessa quantità di zucchero: questo permetterà alle meringhe di essere belle croccanti dopo la cottura.

In realtà più che di una cottura parliamo di un’asciugatura in forno: la temperatura sarà molto bassa (90-100°) e durerà molto a lungo (dalle 2 ore in su). Inoltre, Montersino consiglia di inserire un cucchiaio nello sportello del forno, così da mantenerlo socchiuso e favorire l’uscita dell’umidità, ma questo passaggio l’ho tralasciato visto che Gabriele adora giocare col forno e sono mesi che cerca di entrarci dentro, per cui ho voluto evitare di creare un’ulteriore attrattiva…
In compenso, visto che in questo periodo a causa dei lavori a casa mia sono ospite dai miei, ho usato il forno ventilato che asciuga maggiormente.

Parte delle meringhe le ho fatte in modo classico, parte a forma di piccolo contenitore, farcito poi con crema e panna e decorato con una bella mora succosa.

Le more sono quelle allo sciroppo della Sant’Orsola, mentre la panna è Hulalà della Codap.

Ingredienti per le meringhe (a me ne sono venute una ventina di dimensione media):

  • 100 gr di albumi (circa 3 uova piccole)
  • 200 gr di zucchero semolato da usare in due volte

Ingredienti per la farcitura:

  • crema pasticcera (ho usato i 3 tuorli avanzati dalle meringhe, ma ho seguito la mia ricetta))
  • uguale quantità (più o meno) di panna montata
  • 1 mora per ogni meringa

Montate gli albumi con metà zucchero semolato: deve risultare una schiuma a bolla fine, quindi con bollicine quasi invisibili, e molto ferma. A questa schiuma aggiungete lo zucchero restante e mescolate (stavolta a mano) molto delicatamente dal basso verso l’alto.

A questo punto riempite la famigerata sacca da pasticcere e formate le meringhe direttamente su una teglia ricoperta da carta forno. Io ne ho fatte parte con la forma tradizione a punta e parte a forma di “scodellina”, creando una base circolare e facendo un ulteriore giro esterno sopra questa base.

Quindi infornate a 100° (di meno ma non di più) per un minimo di 2 ore. A me, per questa dimensione, ci sono volute 3 ore piene. Credo valga solo la prova assaggio per appurare che l’asciugatura sia completata, fatevene una ragione :-D

Cotte le meringhe, potete farcirle con una crema ottenuta mescolando la crema pasticcera con più o meno un’uguale quantità di panna e decorare con una mora.

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Ricordatevi di partecipare al giveaway! In palio il libro Ricette per Gioco di Natalia Cattelani :-)

Coni gelato a sorpresa

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 30-08-2011

Questa, più che una ricetta, è un’idea. L’ho trovata qui e m’è sembrata geniale!

Pensate che sorpresa, mangiare il gelato e poi addentare il cono trovandolo pieno di dolce!

Non avrei mai pensato che si potesse fare una cosa del genere senza bruciare il cono una volta infornato e invece, probabilmente grazie all’umidità del contenuto, il risultato è sorprendente :-)

Ho cercato ovunque i coni con la base piatta, più adatti per la cottura e il servizio, ma quando serve una cosa naturalmente non la si trova mai! Per cui mi sono adattata ai coni classici e ho seguito il consiglio di Liz di coprire con la carta d’alluminio ben tesa una teglia da forno coi bordi alti, inserendo poi i coni nella carta facendo dei piccoli buchini distanziati e tenendoli ben dritti.

Funziona, ma se trovate i coni “a coppetta” è senz’altro l’ideale!

In questa ricetta ho usato la panna al cioccolato Spray Pan (che buona!).

Ingredienti per circa 15 coni (l’impasto di base è quello dei cupcakes di Nigella):

  • 125 gr di burro morbido
  • 125 gr di zucchero
  • 125 gr di farina
  • 2 uova grandi
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato di soda
  • due cucchiaini di lievito
  • 2-3 cucchiai di latte
  • la scorsa di 2 limoni grattuggiati

Mescolare insieme tutti gli ingredienti, lasciando per ultimo il latte che aggiungerete pian piano alla fine.

Con quest’impasto riempire i coni per circa 3/4 (meglio di meno che di più per evitare fuoriuscite in cottura) facendo attenzione a tenerli ben dritti una volta riempiti.

Sistemateli in una teglia (usando il sistema della carta d’alluminio se avete i coni a punta, oppure direttamente appoggiati su di essa se avete i coni piatti) e cuocete per circa 20 minuti a 180° (fate la prova stecchino: se inserendolo nel dolce esce asciutto, sono pronti).

Fate raffreddare e, al momento di servire, mettete sopra il gelato del vostro gusto preferito e magari un po’ di panna.


E con questi coni, faccio tanti tanti auguri a mio marito che oggi compie 40 anni!! Un bacio!!

Dolcini ripieni di confettura

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 28-08-2011

Per questi dolcini di pasta frolla ripieni ho seguito le dosi per la frolla di Luca Montersino ed è venuta davvero buonissima :-)

Sono perfetti per la colazione e per una buona merenda.

Come ripieno ho utilizzato la confettura extra di Misto Bosco Sant’Orsola (frutta in quantità di 55 g per 100 gr, zucchero di canna e pectina).

La vaniglia che ho utilizzato, invece, è quella Madagascar in polvere de I gusti vegetali.


Per dare la forma a fiore ho invece usato lo stampo da 6 Briochettes in silicone della linea Amélie della Guardini.

Ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • 300 gr di burro
  • 200 gr di zucchero a velo
  • 80 gr di tuorli
  • 1 gr di sale
  • buccia di limone grattuggiata
  • vaniglia bourbon (io ho usato quella in polvere)
  • marmellata o confettura del gusto preferito

Mettete la farina a fontana su una spianatoia e al centro lo zucchero a velo, i tuorli, il burro a temperatura ambiente a pezzetti, il sale, la scorza di limone e un pizzico di vaniglia. Lavorate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo, quindi fatelo riposare coperto in frigo per almeno mezz’ora.

Montersino specifica, nel suo libro Peccati di Gola, che la grammatura del burro e dello zucchero possono essere variati: se si aumenta la quantità di zucchero la pasta frolla verrà più croccante, se si aumenta quella di burro sarà più friabile.

Trascorso il tempo di riposo al fresco, ho messo parte dell’impasto negli stampini, formando un piccolo contenitore. Al centro ho posto un bel cucchiaio di confettura (senza esagerare, perchè altrimenti in cottura uscirà fuori) e poi ho ricoperto con altro impasto, chiudendo i bordi molto bene.

Ho infornato a 180° per circa 25-30 minuti.

Cornetti brioche rapidi

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 02-08-2011

Sto sperimentando vari tipi di dolcetti da dare al mio Gabriele, di 16 mesi. Infatti il classico ciambellone non è proprio adattissimo ad essere mangiato da solo… si sbriciola tutto e alla fine non gli resta nulla da mangiare :-) Così, ho pensato che fosse più facile mangiare una consistenza tipo brioche o cornetto, che non presentano l’inconveniente dello “sbriciolamento”.

Però l’idea di far lievitare per ore i cornetti e fare le pieghe, e quindi tutta la cura necessaria per ottenere il cornetto sfogliato, non mi andava proprio, per cui quando ho trovato questa ricetta che comportava solo 2 orette e mezzo circa di lievitazione l’ho testata subito!
E poi mi dava grande fiducia… Chicchi dice infatti di averla trovata su un libro di scuola! Si può non fidarsi di un testo scolastico??

Comunque ci sono piaciuti molto (non solo a Gabriele) e li ho rifatti già un paio di volte con qualche piccolo esperimento: semplici, con marmellata all’interno (prima della cottura e dopo la cottura), spennellati col miele, impastati direttamente con la marmellata (aggiungendo anche un pochino di farina, buoni ma avrei preferito un colore più intenso… riproverò!), con aroma all’arancio.

In particolare, ho usato marmellata di Cranberry Rigoni d’Asiago (sia per la cottura che per la farcitura “a freddo”) e l’aroma all’arancia di Flavourart.
Per la doratura, invece, ho utilizzato il Doratore spray della CODAP.Vi descriverò solo la ricetta base, perchè per le sperimentazioni lasciate libera la vostra fantasia!

Ingredienti per una trentina di cornettini mignon:

  • 250 gr di farina
  • 87 gr di burro
  • 63 gr di latte
  • 1 uovo
  • 37 gr di zucchero
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 1 pizzico di sale

Ho mescolato prima gli elementi asciutti, poi ho aggiunto l’uovo e infine il latte (in cui avevo sciolto il lievito) e il burro sciolto a bagnomaria.

Se volete aggiungere degli aromi fatelo in questo momento, dopodichè lasciate riposare l’impasto per circa 20 minuti.

Trascorso il tempo, stendete l’impasto con uno spessore di circa 4 mm e ricavate dei triangoli lunghi.

Per formare i cornetti, occorre arrotolare questo triangolo partendo dalla base larga. se volete riempirli di marmellata o altro, prima di arrotolare dovrete mettere un cucchiaino del ripieno (senza esagerare, perchè in cottura uscirebbe fuori) sulla base e quindi arrotolare, facendo attenzione a non premere troppo.

Una volta formati i cornetti posizionateli direttamente sulla teglia da forno, così non sarà necessario spostarli, e distanziateli abbastanza l’uno dall’altro, visto che come minimo raddoppieranno il loro volume.
Per farli lievitare, con questo caldo, basta metterli in forno chiuso e spento.

Trascorsa un’ora e mezza – due ore, spennellateli con un tuorlo d’uovo per farli dorare in superficie, oppure usate il Doratore come me.
Se volete invece un sapore più dolce senza farciture, usate il miele.

Infornate a 180° per circa 25 minuti.