Posted by Paola | Posted in Primi piatti | Posted on 01-03-2009
Il “mio” ragù, perchè è quello che ho sempre mangiato a casa mia. Quello che fa mia nonna, quello che fa mia madre e quello che faccio io.
Non è il ragù con la carne tritata, che ho sempre visto solo nei barattoli dei supermercati o nelle mense (ultimamente l’ho mangiato anche a Bologna, che è tutto un’altra cosa…), e non è quello napoletano.
La carne è cotta a pezzi interi, essenzialmente di maiale (ma ci si può unire anche quella di manzo e in quel caso la si può cuocere a parte nelle prime fasi e sfumare con del vino bianco, prima di aggiungerla al resto) e poi è servita come secondo.
Non vi dò le dosi precise perchè non ho mai pesato niente e penso si possa andare tranquillamente ad occhio, calcolando circa 3 pezzi di carne (uno per ogni tipo) a testa.
Ingredienti:
- costolette di maiale
- salsiccia (per noi esiste solo quella di Monte San Biagio – ne ho parlato qui – assaggiare per credere)
- bocconcini grossi di maiale
- passata di pomodoro
- cipolla, sale e olio q.b.
Fare un soffritto con la cipolla in olio extravergine d’oliva e farla imbiondire bene bene.
Aggiugere la carne e rosolare, bucherellando la salsiccia per far uscire il grasso. Quando la carne è colorita esternamente, aggiungere della passata di pomodoro (meglio la tipologia “rustica”) e regolare di sale.
Lasciar cuocere a fiamma non alta per due-tre ore, aggiungendo, se necessario, un pochino d’acqua (pochissima) durante la cottura se il sugo sta restringendo troppo.

Questa bottiglia è (sarebbe meglio dire era, visto che ne è rimasto pochissimo) un rosso Lan Rioja Reserva 2001 al clou del suo invecchiamento (raggiunge il massimo delle sue qualità tra i 4 e i 10 anni, poi inzia a perderle).
Non sono un’esperta e non so descrivervi niente di più. So solo che era davvero buonissimo e che nonostante avesse 13 gradi non mi ha dato nessun fastidio. Il retrogusto poi era fantastico e sulla carne al ragù ci stava da favola.




