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Lasagna al ragù

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Posted by Paola | Posted in Primi piatti | Posted on 19-01-2010

Incredibile vero?! Due post in un giorno! :-P

Se aspettavo a scrivere questa ricetta però, avrei dimenticato le proporzioni e l’avrei più pubblicata…
Domenica abbiamo organizzato una festa a sorpresa per i miei genitori che hanno compiuto entrambi gli anni la scorsa settimana.
Tralascio il racconto dell’immane fatica per allontanare i due festeggiati da casa per preparare il pranzo domenica mattina! Per fortuna alla fine siamo riusciti nell’impresa :-)

Avevo una gran voglia di lasagna “fatta bene”, non come quelle che si mangiano in giro, nei ristoranti, che non mi sono mai piaciute, per cui ho deciso di indirizzarmi su quella come primo.
Però rispetto alle nostre tradizioni familiari ho apportato un paio di modifiche che sono piaciute moltissimo per fortuna. A me hanno pienamente soddisfatto e non cambierei davvero nulla di questa ricetta, anche se mi è rimasta la curiosità di provare una variante con le melanzane al posto dei piselli.

lasagna

Ingredienti per 12 persone:

  • 350 gr circa di sfoglia fresca per lasagne
  • 800 gr di carne macinata di vitello
  • 400 gr di carne macinata di maiale
  • 300 gr di carne di salsiccia
  • mezzo bicchiere di vino rosso
  • 2 litri di passata di pomodoro
  • cipolla, olio q.b.
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • 400 gr di piselli
  • 500 gr di ricotta
  • 200 gr circa di parmigiano reggiano grattugiato
  • 600 gr circa di mozzarella di bufala

Se volete mangiare la lasagna a pranzo, è meglio iniziare a prepararla il giorno prima, cuocendo il ragù e le polpettine. Il resto può essere fatto il giorno stesso.

Preparazione del ragù:

Affettate finemente una cipolla media e mettetela in una pentola capiente (che possa contenere tutto il sugo che andiamo a preparare) a rosolare nell’olio. Insieme alla cipolla potete fare il classico soffritto anche con sedano e carote, ma io non li ho usati.

Appena inizia a dorare la cipolla mettete a rosolare la carne (metà della carne di vitello, metà di quella di maiale e metà di quella di salsiccia) nella stessa padella e, quando è rosolata e quindi sbiancata, aggiungete un mezzo bicchiere di vino rosso (anche meno) e fate evaporare.

A questo punto è possibile aggiungere la passata e salare, lasciando continuare la cottura a fiamma non troppo alta per almeno 3 ore.

Il sugo risulterà molto denso per l’alta percentuale di carne, ma a noi va bene così perchè lo renderemo cremoso con la ricotta in una seconda fase.

Preparazione polpettine:

Le polpettine sono immancabili in qualunque tipo di pasta a forno che si mangia a casa mia.

In una ciotola mettete tutta la carne tritata mista rimasta, aggiungendo circa 80 gr di parmigiano, sale e 1 uovo.

Impastate per bene e aggiungete tanto pangrattato quanto ne serve per ottenere un impasto asciutto e ben amalgamato.

Iniziate quindi a creare le piccole polpette (più sono piccole meglio è) e a metterle da parte.

Quando sono pronte (questa è decisamente la fase più lunga dell’intera ricetta) avete due scelte: friggerle o bollirle.

Fritte sono senz’altro ottime, ma io le ho sempre bollite e devo dire che se non ti viene detto  non diresti mai che sono in versione “light”. In queste preparazioni così condite e ricche non ci si accorge proprio della differenza, per cui io vi consiglio vivamente di scegliere la seconda opzione.

Buttatele quindi in una pentola di acqua bollente e tiratele fuori circa 5 minuti dopo che sono diventate bianche esternamente. Al massimo controllatene una, aprendola a metà, per verificare la cottura.

Preparazione dei piselli:

Mettete a rosolare una cipolla in una padella e, una volta dorata, aggiungete i piselli e fate insaporire. Quindi salate, aggiungete un bicchiere e mezzo di acqua e fate cuocere.

Preparazione della lasagna:

Normalmente preferisco sbollentare la pasta, anche se fresca, prima di comporre la lasagna, ma in questo caso avevo i minuti contati e ho dovuto “rischiare”. Questo però mi ha permesso di scoprire un piccolo trucco per renderla comunque morbida che vi svelo qui sotto :-)

Preparate le teglie rettangolari per il forno (ce ne vogliono almeno 2 di dimensioni classiche) e coprite il fondo con qualche cucchiaiata di ragù, spalmandolo bene per ricoprire tutta la teglia.

Sopra appoggiate la sfoglia coprendo tutta la superficie (di quelle fresche di dimensioni medie di solito ne occorrono 2 per strato).

Preparate quindi parte del sugo mescolandolo con la ricotta e ottenendo una crema di colore rosa non troppo pallido (tanto per farvi rendere conto delle proporzioni tra sugo e ricotta)

A questo punto realizziamo i vari strati di condimento: spalmate questa crema su tutta la sfoglia, poi posizionate le polpettine (io ne ho messe 5 righe e 7 colonne) in modo regolare, aggiungete i piselli negli spazi liberi dalle polpette, ricoprite con parmigiano abbondante e infine sistemate la mozzarella a fette, ricoprendo tutto.

Fate un secondo strato di pasta e un secondo strato di condimento, quindi ricoprite tutto con la pasta.

L’ultimo strato di pasta l’ho condita solo con il ragù, senza ricotta, e poi ho spolverato con abbondante parmigiano.

Ho scelto di usare la mozzarella al posto del fiordilatte, perchè il sugo era piuttosto denso e ricco di carne e non c’erano secondo me abbastanza liquidi necessari ad ammorbidire la pasta.

Naturalmente la mozzarella l’ho comunque un po’ strizzata per eliminare parte del latte.

Assemblata la lasagna, infornate in forno caldissimo per circa 40 minuti coperta.

A questo punto ho verificato che la sfoglia della pasta era piuttosto scrocchiarella e non morbida come piace a me. Pensando pensando m’è venuto in mente questo stratagemma: usare un po’ di brodo vegetale!

Ho quindi preparato pochissimo brodo e poi ho cosparso la superficie delle lasagne con qualche cucchiaiata, evitando di inondare il tutto, ma solo spargendolo bene per farlo assorbire bene.

A questo punto lasciate pure fuori dal forno per riscaldare il tutto solo all’ultimo minuto, circa una mezz’ora prima di servire. Il prodotto finale era perfetto: pasta soda e per niente scotta, ma morbida al punto giusto e con una bella crosticina sulla superficie data dalla carne del ragù e dal parmigiano.

Ripieno cremosissimo e ricco di carne con le polpettine più solide a fare da contrasto.

Insomma ottima! E nonostante la descrizione della ricetta possa sembrare troppo lunga, in realtà non è molto impegnativa e richiede solo un po’ di organizzazione nei tempi per dare al ragù il tempo di cuocere bene e per realizzare le polpettine.

Ve la consiglio vivamente :-)

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PopCo

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Posted by Paola | Posted in Narrativa | Posted on 19-01-2010

Pop Co

PopCo

Scarlett Thomas

Prezzo: 12.90 €

Editore Newton Compton, 2009


















Qualche tempo fa chiudevo il commento al primo libro di Scarlett Thomas dicendo “di certo non leggerò il secondo libro di Scarlett Thomas (PopCo), nonostante il discreto successo che anche questo pare abbia avuto”.

Invece l’ho ricevuto in regalo e in un momento di blocco del lettore, nel senso che in questo periodo non riesco a portare a termine nessun libro a causa dei troppi impegni e cose a cui pensare, ho iniziato anche questo e… sorpresa! L’ho finito!!

E, in fin dei conti, il mio giudizio non è nemmeno così negativo come quello su Che fine ha fatto Mr Y.
Questa storia è meno cupa, più coivolgente, i personaggi più realistici.
Ancora una volta l’autrice si lascia andare a lunghe dissertazioni su vari argomenti, in questo caso logica, matematica, marketing, “moralità” delle multinazionali, ma in modo meno delirante e più finalizzato alla trama.
Alice Butler, la protagonista crittoanalista, lavora non troppo convinta per una multinazionale di giochi e si ritrova coinvolta, insieme a un gruppo di colleghi, in un progetto per accaparrarsi una nuova fetta di mercato, quello delle ragazze adolescenti. Ma durante la narrazione ci sono frequenti flashback che ci raccontano la sua infanzia e adolescenza vissuta insieme ai nonni, una brillante matematica e un crittoanalista.

Costretta a letto per un’influenza, Alice avrà modo di riflettere sulla sua storia, su quello che i suoi nonni e sua madre si sarebbero aspettati da lei e attraverserà una vera e propria crisi che rimetterà in discussione tutta la sua vita e le farà prendere delle decisioni inaspettate sul suo futuro.
A questo contribuiranno dei messaggi da decifrare che le verranno recapitati anonimamente e che la porteranno a conoscenza di una realtà parallela (ma non in senso fantascientifico questa volta) che la faranno riflettere sui valori importanti – anche se più o meno condivisibili – della vita.

Il finale è un po’ affrettato e si sarebbe potuta spendere qualche parola in più, ma nel complesso la trama di questo libro è più interessante e piacevole di quella del primo.
Non aspettatevi però tutti questi colpi di scena che vi lasceranno col fiato sospeso dall’inizio alla fine del libro, promessi nel retro di copertina!

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Pasta integrale con radicchio, noci e provola affumicata

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Posted by Paola | Posted in Primi piatti | Posted on 14-01-2010

Ogni tanto trovo il tempo anche per pubblicare qualcosina, eh?!

Oggi, in puro stile salutista, in linea con il mio stato di mammina in attesa, ho fatto a pranzo questo primo che ha davvero soddisfatto il mio palato senza farmi venire nessun senso di colpa!

Innanzitutto, per evitare rialzi glicemici mi sono data all’integrale, che per altro mi piace molto di più dei prodotti realizzati con la farina raffinata. Trovo che il cibo integrale sia molto più gustoso e mi ispira anche di più nella realizzazione dei vari piatti. Peccato ci sia poca scelta in giro e generalmente costi di più.

Poi, in base alle indicazioni della diabetologa, dovendo comunque mangiare in ogni pasto carboidrati, proteine e verdure, cerco di condire la pasta, che mangio sempre a pranzo, con verdure o proteine o entrambe, mangiando comunque poi un secondo e un contorno.
Quindi, perfetto il condimento col radicchio e, per completare con un buon apporto proteico,, ho aggiunto le noci (ottime in gravidanza) e anche la provola! Entrambi questi ingredienti poi sono ricchi anche di calcio, fondamentale per lo sviluppo delle ossa del bimbo e per la mamma.

E’ un regime un po’ difficile da seguire perchè inventarsi ogni giorno un primo, un secondo e un contorno non è facile, soprattutto perchè poi la sera il problema si ripete, anche se evito di mangiare nuovamente la pasta e la sostituisco col pane.

In compenso ci guadagno, oltre che mantenendo la glicemia nei limiti, mantenendo costante il peso! La pancia è cresciuta molto, ma i chili sono sempre quelli per cui si procede alla grande!!

Salvo inconvenienti nell’ultimo mese, in tutta la gravidanza non dovrei mettere più di 5 kg in tutto, considerando che all’inizio ne avevo persi circa 4, sarei a solo +1 :-D . Speriamo di continuare così, insomma!!

Ma veniamo alla ricetta…

Pasta integrale con radicchio, noci e provola affumicata

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr di pasta integrale (chi non è a dieta aumenti a piacere :-) )
  • 1 radicchio tondo piccolino
  • 1 cipolla
  • 10 noci
  • 40 gr di provola affumicata
  • parmigiano q.b.
  • olio e vino bianco q.b.
  • mezzo bicchiere di latte

Ho tagliato la cipolla in fettine quasi trasparenti e le ho messe a soffriggere in poco olio.
Nel frattempo, ho lavato il radicchio e l’ho tagliato a striscioline, quindi l’ho aggiunto alla cipolla e ho lasciato appassire per qualche minuto. Dopo un po’, prima che il radicchio secchi troppo, ho aggiunto del vino bianco e ho fatto evaporare.

Ho sgusciato le noci (mi raccomando, quelle buone sono di colore scuro! Quelle bianche che si vedono in giro sono sbiancate chimicamente e fanno male…) e le ho tagliate a pezzettini piccoli col coltello in modo grossolano, aggiungendole poi al radicchio.

Quando il vino è del tutto evaporato ho aggiunto circa 3/4 del latte per amalgamare bene (lo uso spesso al posto della panna), ottenendo una cremina. A questo punto ho spento e ho aggiunto il resto del latte e il formaggio tagliato a cubetti, mescolando solo un pochino.

La pasta l’ho scolata un paio di minuti prima della cottura ultimata, per cui l’ho ripassata direttamente in padella col condimento, dando così modo al latte di amalgamarsi col resto e al formaggio di fondersi.

Condire con parmigiano a piacere.

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Buon 2010 con gli Struffoli!

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Posted by Paola | Posted in Dolci | Posted on 03-01-2010

Vi ho augurato buon Natale col mio alberello di frutta secca e ora vi auguro un fortunatissimo 2010 con il dolce tipico del nostro Capodanno… gli struffoli.

Struffoli
Conosciuto in molte regioni d’Italia con poche varianti, perlopiù sulle dosi e sul nome (cecamarini, cecamariti, purceddruzzi, cicerchiata, …) resta un dolce associato al Capodanno – ma anche al Carnevale – perchè si dice portifortuna :-)
Si, perchè il suo comporsi di tante piccole palline dorate lo rende simile alle monete e quindi, così come per le lenticchie, il melograno, l’uva, mangiarlo il primo dell’anno porta soldi tutto l’anno.

Da tradizione, da me (o nella mia famiglia, non ho ancora capito i confini territoriali di questa versione) non si usa “condire” gli struffoli con robine colorate varie, cioè confettini, canditi e altri ostacoli che secondo il mio parere distraggono inutilmente dal gusto e dall’aroma degli struffoli che è ottimo di per sè. Solo crescendo ho conosciuto, ma non apprezzato, questa variante più carnevalesca e poco natalizia del dolce.

Una volta finita la preparazione, queste dolci palline vengono normalmente assemblate a forma di ciambella su un bel piatto da portata, ma mia madre inventa spesso nuovi modi di presentarli per ogni Capodanno.
E così un anno ha messo al centro delle candele, un anno ha decorato il buco centrale con tulle rosso, un anno ha realizzato una fantastica e enorme cornucopia di pasta frolla da cui uscivano tutte le “monetine” dorate…
Quella presentazione è stata sicuramente la più spettacolare e quest’anno, avendo partecipato anche io alla preparazione, ho proposto di rifarne una versione mignon con il MarshMallow Fondant rosso che mi era avanzato dal dolce del mio compleanno.
Purtroppo infatti quest’anno non avremmo avuto proprio il tempo di fare altro e così questa è sembrata un’idea veloce e pratica da realizzare. Niente a che vedere con la precedente versione ma comunque carina.

Struffoli

Vi ricopio gli ingredienti pari pari come sono stati tramandati da mia nonna e trascritti da mia madre sul suo quaderno.

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 1 guscio d’uovo pieno di olio
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiai di zucchero
  • circa 600 gr di farina
  • 1 cucchiaio e mezzo circa di cannella macinata
  • olio extravergine d’oliva (in abbondanza per friggere)
  • miele Millefiori q.b. (circa 250-300 gr)

Innanzitutto, mettete l’olio extravergine d’oliva a scaldare in una pentola abbastanza grande e coi bordi alti, adatta alla frittura.
Su una spianatoia, formare una fontana con la farina e al centro mettere le uova, l’olio, lo zucchero, la cannella e il pizzico di sale.
E’ preferibile usare la cannella in stecche e tritarla con il mortaio di legno, perchè il suo aroma è molto più intenso.
Impastare tutto energicamente fino ad ottenere un impasto elastico e non troppo duro.
A questo punto, potete formare dei bastoncini tagliando un po’ di impasto alla volta e lavorandoli coi palmi sulla spianatoia, con lo stesso procedimento che si usa per fare gli gnocchi. Ottenuti dei bastoncini di circa 3-4 mm massimo di diametro (un po’ meno di mezzo cm insomma), con il coltello tagliate tante palline di dimensioni uguali.
E’ importante non fare palline troppo grandi, perchè l’impasto friggendo si gonfierà.
E’ preferibile non terminare la realizzazione di tutti gli struffoli prima di iniziare a friggere per evitare di far indurire troppo l’impasto. L’ideale è friggere a mano a mano e per questo è una di quelle ricette che è consigliabile realizzare in compagnia, magari i bambini possono formare le palline mentre voi friggete o potete alternarvi con qualsiasi altro membro della vostra famiglia :-D

Una volta messe a friggere le palline nell’olio bollente, potete tirarle fuori con la schiumarola non appena hanno assunto un bel colore dorato.
Gli struffoli fritti vanno messi su un piatto ricoperto di carta assorbente. Potete verificare la cottura rompendo a metà uno struffolo e controllando che l’interno sia perfettamente asciutto e non unto allo stesso modo dell’esterno.
La cottura può essere fatta la sera precendente, lasciate riposare la notte e poi la mattina (se li mangerete la sera) potete completare il dolce con il miele, così avranno modo di assorbirne tutto l’aroma.
Sciogliete il miele a bagnomaria e poi versate sugli struffoli, mescolando bene per condire tutte le palline.

A questo punto, potete dare la forma di ciambella direttamente sul piatto che porterete in tavola, aiutandovi con un cucchiaio.
Questo dolce va conservato a temperatura ambiente e non in frigo.
Buono anche nei giorni seguenti, se mai dovesse avanzarvi qualche misera pallina…

Struffoli
Auguro tanta fortuna a tutti!!! Spero che sia un anno fantastico ricco di sorprese e belle notizie :-)

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Albero di Natale di frutta secca

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Posted by Paola | Posted in Dolci | Posted on 23-12-2009

Lo so, sono un po’ latitante, ma non sto cucinando niente di sfizioso un po’ perchè ho avuto un rialzo di glicemia (si sospettava addirittura diabete gestazionale!!) e ho dovuto stare attenta, un po’ non sto usando per niente il pc (assurdo eh?!) perchè il mio nuovo hobby è il punto croce (!!presto vi pubblico qualche foto dei miei lavoretti :-) ), un po’ sono presa da visite mediche e burocrazia per la maternità obbligatoria (non vi dico che roba… non so se in tutta Italia è così, ma io me la sto vedendo brutta. Eppure è “obbligatoria”!!!!).

Comunque non potevo lasciarvi senza auguri di Buone Feste, per cui vi pubblico questo dolcetto natalizio che ho fatto ieri e di cui assaggerò solo una briciola perchè ogni cm quadrato penso che abbia un indice glicemico di 3000-4000.

Per fortuna in realtà non amo la frutta secca, per cui non sarà un gran sacrificio  :-P

L’ho fatto più che altro perchè a mio marito e mio padre piace da impazzire e anche il resto della famiglia non disdegna.

Cercavo in rete la ricetta del pangiallo romano, ma ho trovato due versioni totalmente diverse, una prevede un semplice mescolamento di frutta secca, con miele e spezie, mentre l’altra addirittura usa la pasta di pane o un impasto comunque lievitato per 12 ore insieme al resto degli ingredienti.

Poichè la cosa mi ha confuso parecchio, ho deciso di fare di testa mia e di andare ad occhio, per questo non ho intitolato il post “Pangiallo” e mi sono tenuta sul vago… non ho idea di quale sia la vera ricetta!

Quindi vi lascio la mia personalissima versione :-)

albero di frutta secca

Ingredienti per 2 belle “pagnotte” della dimensione più o meno di un cocco medio (non mi veniva in mente altro paragone :-) ):

  • 250 gr di mandorle
  • 100 gr di nocciole
  • 200 gr di noci
  • 100 gr di pinoli
  • 60-70 gr di canditi
  • 6-7 fichi secchi
  • 4 manciate di uva passa fatta rinvenire nel rum
  • 3-4 cucchiai  di cacao amaro
  • 4 cucchiai abbondanti di cannella
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 325 gr circa di miele
  • 150 gr di farina
  • un po’ di burro e farina per la teglia

Preparare con anticipo la frutta secca e i vari ingredienti. La frutta naturalmente va sgusciata (la parte più antipatica della ricetta a meno che non comprate quella già senza guscio) ma lasciata intera. Solo i fichi secchi vanno tagliati a pezzetti.

I pesi che ho indicato sono stati presi con la frutta già priva del guscio.

Accendere il forno a 150 ° e imburrare e infarinare la teglia (se usate una teglia con una forma come ho fatto io), altrimenti basterà mettere la carta forno sulla classica teglia del forno e dare al dolce la classica forma a cupola.

Mettere in una ciotola capiente tutta la frutta secca, i canditi, l’uva passa scolata dal rum, i fichi secchi a pezzetti, il cacao, lo zucchero, la cannella e la farina, mescolando per bene.

Scaldate poi il miele a bagnomaria o, come ho fatto io, per 30 secondi nel microonde a 750 WE, quindi versate tutto sopra alla frutta secca e mescolate fino ad amalgamare per bene il tutto.

Il composto naturalmente è piuttosto denso e non liquido. A questo punto versate tutto nello stampo oppure sulla carta forno e aiutandovi con un cucchiaio date la forma al tutto.

Per la cottura ci vuole circa 1 ora, lasciando il forno a 150°. La superficie diventerà più scura e toccando il centro del dolce cederà leggermente, ma poi raffreddandosi il miele solidifica e avrà una consistenza ben solida e un pochino gommosa per la presenza del miele.

albero di frutta secca

Visto che ho utilizzato la forma di albero di Natale, ho decorato con le ciliegine candite rosse e verdi, per cui l’effetto finale è molto adatto alla tavola delle feste :-)

renna

Per ora vi auguro Buon Natale e magari cerco di ripassare prima di Capodanno!!

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Pane alla birra

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Posted by Paola | Posted in Pane e Pizza | Posted on 02-12-2009

Mamma mia quanto profuma!!! E in tutte le sue fasi! Durante la lievitazione, durante la cottura, appena sfornato e anche il giorno dopo…

Buonissimo e assolutamente da provare, facile e di ottima riuscita.

La ricetta l’ho presa da Grazia e l’ho copiata pari pari senza modificare nulla, nemmeno le dosi.

pane alla birra

Ingredienti per 4 belle pagnottine:

  • 300 gr di farina 00
  • 300 gr di farina 0
  • 250-300 gr di birra chiara a temperatura ambiente
  • 40 gr di miele
  • 30 gr di lievito di birra
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • un cucchiaino di sale

Sciogliete il lievito in 250 gr di birra insieme al miele. Il resto della birra potrebbe servire se l’impasto riuscisse un po’ duro, ma a me non è servita, per cui immagino che 250 gr siano davvero sufficienti.

Mettete la farina e il sale a fontana sulla spianatoia o in una grossa ciotola per impastare, quindi aggiungete l’uovo sbattuto insieme ai 4 cucchiai di olio e poi anche il lievito sciolto nella birra col miele.

Impastate per bene e poi mettete a lievitare al caldo e coperto per un paio d’ore o fino al raddoppio.

A questo punto ricavate dall’impasto le pagnottine della forma che preferite e poi mettete a lievitare di nuovo direttamente nella teglia che poi andrà in forno. Importante è distanziare bene le pagnotte perchè lievitano lievitano lievitano…

Questa seconda fase di lievitazione l’ho fatta direttamente in forno perchè mi era difficile coprire la teglia senza comprimere il pane. L’ideale, come suggerisce Grazia, sarebbe tenere la luce di cortesia accesa, ma il mio forno se è spento non la fa accendere, per cui niente. In compenso è lievitato ugualmente benisssimo.
Una volta che le pagnotte hanno raddoppiato il loro volume, potete accedendere il forno e cuocere il tutto. Ci vogliono circa 20-30 minuti a 170 gradi.

pane3

Il profumo è davvero inebriante (sarà la birra che evapora?? ;-P ) ed è impossibile resistere e non prendere a morsi una pagnotta appena sfornata!

E pensare che a me la birra nemmeno piace! Comunque il pane è andato a ruba e praticamente abbiamo mangiato una pagnotta a testa…

Il pezzettino minuscolo che è avanzato l’ho chiusto in una busta per alimenti e il giorno dopo era ancora morbidissimo e per niente gommoso. Il sapore della birra invece si era intensificato.

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Caramelle rustiche profumate al limone

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Posted by Paola | Posted in Antipasti, Aperitivo | Posted on 27-11-2009

Oggi vi presento una semplicissima idea per un antipasto/aperitivo sfizioso.
Poichè fa ancora parte del menu del mio compleanno, ho pensato di farvi vedere il menu che ho preparato per il pranzo e di spiegarvi brevemente tutti i piatti :-)

menu_ del mio compleanno

  • Sformatini di parmigiano e robiola al profumo di bosco:

Non sono nient’altro che questi fantastici sformatini, conditi stavolta con un sughetto di piselli e funghi cotti in padella con olio e aglio (tolto dopo la cottura). Confermo che sono buonissimi in tante versioni! Il giorno dopo, essendone avanzati un paio, li abbiamo provati col ragù e le spuntature… non vi dico che roba!

  • Sfiziosità rustiche:

Salsiccia secca e caramelle rustiche profumate al limone… questa ricetta la posto qui sotto.

  • Ravioli alla casareccia:

Dei ravioli di carne conditi con un bel ragù come si fa dalle mie parti. A differenza di questo però, il sugo è stato fatto con sole spuntature di maiale (per stare più leggeri!).

  • Salsiccia monticellana e patate al forno:

Per chi conosce il mio blog da un po’, la mitica salsiccia di Monte San Biagio, cotta semplicemente al forno, senza aggiunta di nulla, ma solo bucherellando la superficie per far uscire il grasso in cottura, accompagnata da patate al forno croccanti tagliate a tocchetti e profumate con cipolla e rosmarino.

  • Torta di compleanno:

Comprata! Mi sono dedicata al secondo dolce. Per la cronaca era una delizia al limone che, per come la fanno in questa pasticceria, è l’unico dolce che fa digerire invece di appesantire… Davvero buono!

  • Sopresa al cioccolato:

Ormai la conoscete! E’ questa, già ben documentata con foto e tutto. PS. Siccome ne è avanzato un pezzetto e ora ci siamo messi a dieta, per cui ci andiamo piano coi dolci, vi confermo che dopo 5 giorni è sempre più buona! La sto tenendo fuori dal frigo perchè tanto non si squaglia (magari ad agosto è diverso) e il sapore è più deciso.

Che ne dite?? Può andare come menu?

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Passiamo ora alla ricetta del giorno! Caramelle rustiche profumate al limone :-)

E’ una ricetta che fa sempre mia madre e le dosi non sono precise, perchè per queste cose vado sempre un po’ ad occhio, aggiustando in corso d’opera.

caramelle2

Ingredienti:

  • Pasta sfoglia (io ho usato quella comprata, ma avendo più tempo sicuramente quella fatta in casa dà qualche soddisfazione in più)
  • Ricotta fresca
  • scorza di un limone grattugiata (usate limoni non trattati!)

Stemperate la ricotta col la scorza del limone grattugiata, amalgamando bene. La ricotta assumerà un colore giallino ma delicato e soprattutto un profumino delizioso.
Ricavate dalla sfoglia, su un piano di lavoro infarinato, dei rettangoli di pasta e su ognuno di essi ponete una pallina di ripieno con un cucchiaino.
Richiudete ogni rettangolo a caramella, stringendo bene i due fiocchi laterali.
Mettete tutte le caramelle su una teglia per il forno e se volete spennellate la superficie con un po’ di tuorlo d’uovo (di solito noi non lo facciamo, ma stavolta avevamo dei rossi avanzati).
In forno ben caldo per circa 20-30 minuti, finchè non hanno assunto un bel colorito dorato.

caramelle

L’ideale è farle la mattina per il pranzo (quindi appena appena tiepide) o dopo pranzo per la sera, ma sono buone anche il giorno dopo.

Oggi vi presento una semplicissima idea per un antipasto/aperitivo sfizioso.
Poichè fa ancora parte del menu del mio compleanno, ho pensato di farvi vedere il menu che ho preparato per il pranzo e di spiegarvi brevemente tutti i piatti :-)

img menu 32 b

- Sformatini di parmigiano e robiola al profumo di bosco:
Non sono nient’altro che questi fantastici sformatini, conditi stavolta con un sughetto di piselli e funghi cotti in padella con olio e aglio (tolto dopo la cottura). Confermo che sono buonissimi in tante versioni! Il giorno dopo, essendone avanzati un paio, li abbiamo provati col ragù e le spuntature… non vi dico che roba!

- Sfiziosità rustici:
Salsiccia secca e caramelle rustiche profumate al limone… questa ricetta la posto qui sotto.

- Ravioli alla casareccia:
Dei ravioli di carne conditi con un bel ragù come si fa dalle mie parti. A differenza di questo però, il sugo è stato fatto con sole spuntature di maiale (per stare più leggeri!).

- Salsiccia monticellana e patate al forno:
Per chi conosce il mio blog da un po’, la mitica salsiccia di Monte San Biagio, cotta semplicemente al forno, senza aggiunta di nulla, ma solo bucherellando la superficie per far uscire il grasso in cottura, accompagnata da patate al forno croccanti tagliate a tocchetti e profumate con cipolla e rosmarino.

- Torta di compleanno:
Comprata! Mi sono dedicata al secondo dolce. Per la cronaca era una delizia al limone che, per come la fanno in questa pasticceria, è l’unico dolce che fa digerire invece di appesantire… Davvero buono!

- Sopresa al cioccolato:
Ormai la conoscete! E’ questa, già ben documentata con foto e tutto. PS. Siccome ne è avanzato un pezzetto e ora ci siamo messi a dieta, per cui ci andiamo piano coi dolci, vi confermo che dopo 5 giorni è sempre più buona! La sto tenendo fuori dal frigo perchè tanto non si squaglia (magari ad agosto è diverso) e il sapore è più deciso.

Che ne dite?? Può andare come menu?

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Passiamo ora alla ricetta del giorno! Caramelle rustiche profumate al limone :-)
E’ una ricetta che fa sempre mia madre e le dosi non sono precise, perchè per queste cose vado sempre un po’ ad occhio, aggiustando in corso d’opera.

Ingredienti:
- Pasta sfoglia (io ho usato quella comprata, ma avendo più tempo sicuramente quella fatta in casa dà qualche soddisfazione in più)
- Ricotta fresca
- scorza di un limone grattugiata (usate limoni non trattati!)

Stemperate la ricotta col la scorza del limone grattugiata, amalgamando bene. La ricotta assumerà un colore giallino ma delicato e soprattutto un profumino delizioso.
Ricavate dalla sfoglia, su un piano di lavoro infarinato, dei rettangoli di pasta e su ognuno di essi ponete una pallina di ripieno con un cucchiaino.
Richiudete ogni rettangolo a caramella, stringendo bene i due fiocchi laterali.
Mettete tutte le caramelle su una teglia per il forno e se volete spennellate la superficie con un po’ di tuorlo d’uovo (di solito noi non lo facciamo, ma stavolta avevamo dei rossi avanzati).
In forno ben caldo per circa 20-30 minuti, finchè non hanno assunto un bel colorito dorato.
L’ideale è farle la mattina per il pranzo (quindi appena appena tiepide) o dopo pranzo per la sera, ma sono buone anche il giorno dopo.

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Sorpresa al cioccolato

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Posted by Paola | Posted in Dessert, Dolci | Posted on 23-11-2009

E finalmente ieri dopo 11 giorni dal mio compleanno ho festeggiato :-)

Sono davvero contenta perchè quest’anno era un compleanno davvero speciale!! E per l’occasione ho realizzato la mia prima “tortina” decorata!

torta

Ci avevo provato due anni fa col MMF (marshmallow fondant) per il compleanno di mio marito ma fu un mezzo disastro e alla fine dovetti rinunciare, perchè se il fondant era riuscito bene, colorarlo risultò un’impresa per me impossibile!
Servirebbero infatti dei coloranti in pasta che non sono mai riuscita a trovare da nessuna parte e avevo a disposizione solo quelli liquidi.
Avevo letto che con i coloranti liquidi l’effetto era molto sbiadito, ma mi sarei accontentata, non fosse che il problema del colore non acceso era proprio insignificante rispetto a quello ben più grave della non lavorabilità della pasta a causa dell’appiccicume inimmaginabile.

Nel frattempo ho continuato a vedere delle creazioni bellissime sui foodblog e non mi capacitavo di non essere riuscita a fare nemmeno una cosina semplice semplice, per cui mi sono impuntata e ho riprovato!
Stavolta il risultato è stato decisamente migliore e sono stata davvero soddisfatta del risultato :-)

La “torta” in realtà non è una torta ma un semplicissimo torrone napoletano al cioccolato (copiato da imma) con copertura al cioccolato fondente e ripieno di nutella, cioccolato bianco e nocciole. Tempo di realizzazione 20 minuti al massimo!

torta

Ingredienti:

  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 200 gr di cioccolato bianco
  • 400 gr di nutella
  • 250 gr circa di nocciole tostate già sgusciate

Ho fuso il cioccolato fondente al microonde: mettetelo in una ciotola per 30 secondi alla massima potenza, poi mescolate per bene e se non è ancora del tutto fuso mettete ancora al microonde per altri 20-30 secondi. Amalgamate il tutto sempre con un cucchiaio e poi versate in uno stampo da plumcake (io uso quello di silicone), ruotandolo fino a ricoprire l’intero stampo di uno strato il più possibile omogeneo. Ci vuole un po’ di pazienza per ricoprire tutte le pareti e il fondo senza lasciare spazi, ma l’operazione è facile.
Mettete quindi in frigo a rassodare in tanto che preparate il ripieno.

Fondente il cioccolato bianco così come avete fatto per quello fondente e poi versatelo sulla nutella amalgamando bene i due composti. Il cioccolato bianco essendo ben caldo ammorbidirà anche la nutella.
Infine versate e mescolate alla crema le nocciole. Potete lasciarle intere o tagliarle in parte a metà.

Aspettate 3-4 minuti perchè la crema non sia troppo calda e poi versatela nello stampo ricoperto di cioccolato fondente. Livellate bene e lasciate in frigo a rassodare.
Il ho preparato tutto il sabato per la domenica, ma penso che un paio d’ore in frigo siano sufficienti.

Togliete il dolce dal frigo un’oretta prima di servirlo perchè altrimenti tagliarlo è davvero difficile, ma anche se duretto resta buonissimo e si squaglierà in bocca…

La lavorazione della copertura col MMF è iniziata invece giovedì scorso…

Ingredienti:

  • 300 gr di marshmallow
  • 350-400 gr di zucchero a velo
  • coloranti liquidi

Con queste quantità ho realizzato 5 colori: verde pistacchio, verde scuro, arancione, fucsia e giallo.

Verde pistacchio per il prato:

  • 100 gr di MM + 3 cucchiai di colorante verde liquido

Fucsia per i fiori:

  • 70 gr di MM + 2 cucchiai di colorante rosso liquido

Verde scuro per le foglie:

  • 50 gr di MM + 1,5 cucchiai di colorante liquido blu! In questo caso penso che sia venuto verde perchè le caramelle erano di vari colori e una volta fuse probabilmente non erano bianche ma gialline, per cui giallo + blu = verde…

Giallo per i pistilli:

  • 30 gr di MM + 1 cucchiaio di colorante liquido giallo

Arancione per i fiori:

  • 50 gr di MM + 1 cucchiaio di colorante liquido giallo e mezzo cucchiaio di colorante liquido rosso.

torta

Il trucco che ho scoperto navigando, navigando e navigando in rete è che il colorante liquido può essere utilizzato purchè si usi al posto dell’acqua per fondere le caramelle!! L’unico problema è che occorre dividere prima le dosi di pasta dei vari colori perchè naturalmente una volta colorato non si può tornare indietro.
Con questo metodo non ho avuto problemi e vi dico che procedimento ho utilizzato: innanzitutto nella solita scodella per il microonde ho messo le caramelle e la relativa dose di colorante, lasciando cuocere a 630 W per 30 secondi.
Per il verde pistacchio (che prevedeva 100 gr di caramelle), dopo questo passaggio ho mescolato e poi reinfornato per altri 20 secondi alla stessa potenza. Dopo questo tempo le caramelle si erano gonfiate molto, ho finito di amalgamare col cucchiaio e basta.

Per le dosi inferiori di caramelle ho notato che i primi 30 secondi bastavano per scioglierle del tutto per cui non ho infornato una secondo volta.

A questo punto nella ciotola stessa ho iniziato a versare lo zucchero a velo un po’ alla volta, mescolando molto bene col cucchiaio. Non fatevi venir voglia di toccare il composto prima perchè è la roba più appiccicosa che possiate mai incontrare nella vostra vita!
Dopo qualche (4/5) cucchiaiata di zucchero a velo, ho versato il composto su una spianatoia (preferibilmente usatene una di plastica o silicone) ricoperta da molto zucchero a velo.
Sopra il composto di MM ho versato ulteriore zucchero a velo e ho continuato a impastare solo col cucchiaio senza mai toccare nulla. Vi renderete conto che mano a mano che incorporate zucchero il tutto diventa sempre meno appiccicoso e lavorabile. Quando vi sembra facilmente lavorabile, potete anche toccare con le mani e continuare ad impastare direttamente. Sicuramente anche in questa fase continuerà ad assorbire ancora zucchero.
La palla finale che otterrete sarà molto morbida ed elastica, ma non più appiccicosa.
Questa palla la potrete avvolgere nella pellicola trasparente e mettere a riposare in credenza.
Sempre leggendo in giro troverete scritto che questo riposo dovrebbe essere di almeno 24 ore. In realtà vi consiglio di lavorarla e dare forma molto prima, perchè altrimenti seccherà un po’ troppo.
Se anche dovesse seccarsi troppo potete semplicemente rimettere tutto nel micro per pochissimi secondi (una decina) e sarà di nuovo abbastanza morbida, però lavorando il tutto già direttamente il giorno dopo sarà più facile.

Quando inizierete a dare delle forme a questo fondant ricordate sempre di mettere sulla spianatoia abbastanza zucchero a velo e tenerlo sempre a portata di mano, così da non avere mai mattarello o mani appiccicose.

A questo punto potete usare semplicemente le formine per i biscotti come ho fatto io o creare pupazzetti e tutto quello che volete come se fosse pongo.

Per ricoprire la torta, ho ricoperto il torrone con un sottile strato di panna montata e poi ho steso il fondant verde pistacchio che avevo precedentemente steso in una sfoglia col mattarello. Ho fatto aderire bene e tagliato le parti in eccesso.

I fiori e le foglie sopra le ho appiccicate semplicemente bagnando ogni pezzetto con dell’acqua (appena appena, con un pennellino). Aderirà in modo perfetto.

A quel punto, ho conservato in frigo fino al giorno dopo e poi affettato!

Tutta questa descrizione può sembrare lunghissima e laboriosa, in realtà, le varie fasi portano via ognuna pochi minuti… E’ solo che bisogna organizzarsi per tempo per fare tutto un po’ alla volta!

Spero che il mio primo semplice esperimento vi piaccia!!

PS. Il MMF che avanza potete conservarlo sempre in credenza, e non in frigo, per anche 3 mesi!

orchidea

Questa orchidea è un particolare del bellissimo mazzo che mi hanno portato i miei amici ieri :-)

Grazie ancora di tutto, anche del bellissimo regalo!!!

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Aggiornamento del 24/11/2009

Sono stata davvero scortese, perchè (causa crisi isterica dovuta al malfunzionamento dell’adsl) ho dimenticato una cosa fondamentale!!

Volevo ringraziare la carissima Onde99 che mi ha dedicato questa meravigliosa crostata sempre in occasione del mio compleanno!

Grazie!!!!!!!!!! :-D

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Strangula(priévete)

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Posted by Paola | Posted in Primi piatti | Posted on 13-11-2009

Conoscevo già questo favoloso impasto per una pasta fatta in casa veloce veloce e senza uova.

Avevo visto più volte mettere la farina in una pentola piena di acqua bollente, dare una veloce impastata e trarne in un attimo gnocchetti e simili, ma non avevo mai provato perchè mi sembrava una magia che poco mi si addiceva e pensavo: “figurati se a me riesce…”

Invece in onore del mio già trentaduesimo compleanno (sig) ho provato e voilà! E’ facile davvero!

Occorrerebbe fare tutto un excursus sul nome di questi gnocchetti, che come cito nel titolo sono strangulapriévete, quindi di orgine napoletana, ma sarò breve perchè ho trovato chi lo spiega in modo molto preciso e vi lascio il link: STRANGULAPRIÉVETE ED AFFINI, un articolo di Raffaele Bracale, un vero esperto di lingua e tradizioni napoletane.

Come sempre (non offendetevi) i napoletani sono molto suscettibili sulle loro tradizioni culinarie e ogni famiglia pare conservare gelosamente il segreto dell’unica vera ricetta di ogni piatto che immancabilmente è diverso da quello di tutte le altre famiglie. Per quanto mi riguarda è inutile star lì a discuterne… una tradizione familiare è pur sempre una tradizione, sia essa estendibile a tutta la città o meno.

Nel caso di questi gnocchetti napoletani vi dirò solo che con la parola “strangulapriévete” ci si riferisce solo alla pasta di sola semola, acqua bollente e sale e che il nome nulla ha a che vedere con gli altrettanto famosi strozzapreti o strangolapreti diffusi nel resto d’Italia.

La parola, infatti, deriva dal greco ed è composta dal verbo strongulóo (arrotolare – attorcere) e dal verbo preto (comprimere – incavare). Quindi, niente preti che si strozzano con questa bontà, ma solo un riferimento alla doppia operazione che va compiuta per creare gli gnocchetti.

  1. dopo aver impastato, si creano dei bastoncini di pasta arrotolandoli sul tagliere infarinato
  2. si ricavano da questi bastoncini dei piccoli cilindri che poi andranno incavati, strusciandoli con un dito.

Ora io in realtà dovrei chiamare i miei gnocchetti solo “strangula”, perchè non li ho incavati ed ecco il perchè delle parentesi nel titolo…
Infatti gli gnocchetti li preferisco così, belli regolari e non mi pongo il problema del sugo che con l’incavatura diventa un tutt’uno con la pasta, perchè alla fin fine sono così piccolini (ben lontani dai classici gnocchi di patate che si vedono in giro e che non mi sono mai piaciuti) che il condimento ha tutto il modo di avvolgere per benino ogni singolo elemento.
Ma de gustibus!

Nella foto vedete comunque entrambe le versioni, a puro scopo dimostrativo :-) , il secondo con l’incavatura e il primo come piace a me!

strangulaprievite

Passiamo al facile procedimento.

Ingredienti per 7 porzioni abbondanti:

  • 700 gr di semola di grano duro rimacinata + 50 gr circa per l’impasto successivo
  • 800 gr di acqua bollente
  • sale q.b.

Mettete l’acqua sul fuoco e quando inizia a bollire salatela (poco). A questo punto allontanate la pentola dal fuoco e versate la farina a pioggia, mescolando per bene con un cucchiaio di legno.
Per quanto riguarda le quantità, l’indicazione più ricorrente è di mettere uguale quantità di acqua e uguale di farina.
Io mi sono resa conto mentre mescolavo che avevo bisogno di più acqua rispetto alla farina che stavo utilizzando. Immagino dipenda da molti fattori, tra cui il tipo di farina, per cui siate un po’ elastici su queste quantità.

Mescolato bene il tutto, versate sulla spianatoia infarinata e quando l’impasto non sarà ancora così bollente da ustionarvi impastate con le mani.
E’ lavorabile molto facilmente visto che tutto è già ben amalgamato per cui l’operazione non richiede grande fatica.

A questo punto lasciate riposare una mezz’oretta e poi iniziate a formare gli gnocchetti, togliendo di volta in volta un pugnetto di impasto, ricavando i bastoncini di circa un dito di diametro (io li faccio un po’ più piccolini) rotolandoli sulla spianatoia e infine tagliando i singoli gnocchetti. A voi la scelta se incavarli strusciandoli con un dito sul tagliere o lasciarli nella loro forma originaria.

Per entrambe queste operazioni aiutatevi con ulteriore farina con cui spolvererete a mano a mano la spianatoia su cui state lavorando.

Strangulapriévete

Per cuocerli, come tutti gli gnocchi, metteteli in acqua bollente salata e toglieteli non appena vengono a galla (nel giro di 1-2 minuti massimo).
L’operazione deve essere fatta velocemente altrimenti mangerete una bella colla appiccicosa e informe.

Si possono preparare anche il giorno prima e conservare in frigo come tutta la pasta fresca. Io infatti li ho fatti il 10 per l’11, giorno del mio compleanno :-) e li abbiamo conditi con un bel sughetto bianco di funghi galletti e piselli, con abbondante spolverata di parmigiano!

Bon appétit! (ebbene sì, finalmente ho visto anche io Julia&Julie)

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Sformatini di robiola e parmigiano al profumo di noce moscata

12

Posted by Paola | Posted in Antipasti | Posted on 10-11-2009

Naturalmente mi piacciono molto le riviste di cucina, con quelle belle fotografie di pietanze invitanti, ma non mi ricapita quasi mai di provare a fare le ricette che propongono.
Un po’ perchè spesso so già che non sarebbero apprezzate in famiglia (sono molto tradizionalisti in fatto di cibo…), un po’ perchè a volte usano ingredienti di difficile reperibilità nella mia zona, un po’ perchè tendono a rendere le cose più difficili di quanto siano in realtà.

Nel numero di dicembre di Cucina Moderna invece ho trovato ben 2 ricette che ho rifatto solo con piccoli aggiustamenti nelle dosi e con modeste variazioni sul tema.
In particolare, oggi vi propongo questi sformatini che vi consiglio davvero caldamente perchè sono stati strepitosi! Ottimi per il loro gusto di parmigiano e robiola, e per l’aroma di noce moscata che dona completezza al sapore.
Ottimi anche perchè velocissimi e facilissimi da fare, ma soprattutto perchè potete adattarli a un’infinità di combinazioni!

In questo caso li ho provati con questo sughetto di pomodori ciliegina e tonno, ma li vedo benissimo con funghi galletti o porcini, con salsiccia e piselli… insomma gli abbinamenti sono infiniti!

Naturalmente fanno una bellissima figura come antipasti e il bello è che potete preparare gli sformati in anticipo e poi riscaldare solo il condimento all’ultimo minuto, quindi molto comodi per ogni occasione.
Sformatini di robiola e parmigiano
Ingredienti per 6 sformatini
:

  • 150 gr di robiola
  • 150 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 uova intere + 1 albume
  • 1,5 dl di panna da cucina
  • 22 gr di farina
  • noce moscata

Ingredienti per il condimento:

  • 1 scatoletta di tonno
  • una quindicina di pomodori ciliegina
  • uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva

In una ciotola mescolate con un cucchiaio o una spatola la robiola con il parmigiano. Unite la farina, la panna e poi le uova e l’albume.

Infine, grattugiate un po’ di noce moscata per profumare.

Il composto sarà molto cremoso ma non liquido.

Versate tutto negli stampini per muffin. Usando quelli in silicone non ho imburrato, nè infarinato gli stampi, ma se usate quelli in alluminio ricordate di farlo per facilitarne l’estrazione dopo la cottura.
Questi sformati non si gonfieranno molto, perciò potete riempire gli stampi fino al bordo.
La cottura avverrà in forno a bagnomaria, per cui mettete gli stampini in una teglia da forno coi bordi alti, in cui verserete acqua calda fino a ricoprire circa i 3/4 dell’altezza degli stampini. Fate molta attenzione a non far cadere acqua negli sformati.
Mettete infine in forno caldo la teglia con l’acqua e gli stampini e fate cuocere per circa mezz’ora a 170°.
Dopo un quarto d’ora – venti minuti, inizieranno a scurirsi sulla superficie, per cui a questo punto conviene coprirli con un po’ di carta d’alluminio.
Passati i 30 minuti ho tirato fuori dal forno e lasciato ancora nell’acqua fino a quando non si è raffreddata del tutto. Quindi li ho sformati.

Poi ho preparato questo sughetto lampo col tonno, rosolando uno spicchio d’aglio in olio e aggiungendo i pomodorini tagliati a cubetti. Appena i pomodori hanno iniziato ad appassire ho aggiunto il tonno e lasciato cuocere circa una decina di minuti.

Al momento di servire, ho messo sulla sommità di ogni sformato il condimento caldo e ho portato in tavola.

Sformatini di robiola e parmigiano