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Agnello alla birra

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Secondi | Pubblicato il 10-11-2011

E’ un tipo di carne che non piace a tutti, ma io la adoro.
Questa ricetta, però, si adatta molto anche al pollo, per cui eventualmente potete adattarla ai vostri gusti :-)

In questo piatto ho utilizzato la gelatina alla birra doppio malto Lazzaris, che dona un piacevole gusto agrodolce, il sale rosa dell’Himalaya di Store Valtellina e l’olio extravergine d’oliva Dante.

Tovaglietta Green Gate

 Ingredienti per 4 persone:

  • 1,5 kg di agnello (purtroppo è una carne che rende poco… sono tutte ossa)
  • mezza bottiglia di birra da 33 cl
  • q.b. di sale, olio extravergine d’oliva, rosmarino, cipolle
  • gelatina di birra doppio malto

Mettete a rosolare le cipolle in una padella con l’olio e quando sono dorate, aggiungete la carne. Fatela rosolare da tutti i lati, aggiungete un po’ di birra e fate cuocere.

A metà cottura salate e aggiungete il rosmarino. Non aggiungo questi ingredienti prima perchè il sale secca troppo la carne (spesso lo aggiungo anche poco prima di spegnere il fuoco) e il rosmarino credo conservi maggiormente il suo aroma.

Poichè l’agnello richiede una cottura non proprio breve, a mano a mano che evaporano i liquidi, aggiungete un po’ di birra e continuate a cuocere coperto.

Se l’avete, a fine cottura potete aggiungere un cucchiaino di gelatina di birra, lasciando amalgamare e servite.

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Domani scade la mia mini raccolta di dolci! Dedicatemi un dolce per il mio compleanno e pubblicherò le ricette pervenute su un pdf :-)

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Stracciatella in brodo

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Menu Bimbi, Piatto unico, Primi piatti | Pubblicato il 08-11-2011

Non amo i brodini o le minestrine. A meno che dentro non ci sia qualcosa di goloso, tipo tortellini, passatelli o anche una semplicissima ma ottima stracciatella!

Perfetta per i grandi, ma anche per i più piccoli. L’importante è avere un buon brodo di carne o vegetale pronto, un uovo a persona, del parmigiano e il gioco è fatto!

Ingredienti:

  • brodo di carne (o vegetale)
  • un uovo a persona
  • un cucchiaio abbondante di parmigiano reggiano grattuggiato a testa
  • un po’ di succo di limone (facoltativo)

Fate bollire il brodo e nel frattempo sbattete in una ciotola le uova con il parmigiano. Io aggiungo anche qualche goccia di limone perchè mi piace molto l’aroma. La volta scorsa non avevo limone e ho aggiunto un pochino di noce moscata ed è stato ottimo ugualmente.

Quando il brodo è a bollore, versate l’uovo e mescolate immediatamente con una forchetta (o una frusta) per non farlo ammassare. Ora aspettate solo che si rapprenda, mescolando di tanto in tanto. Ci vorranno 3-4 minuti circa.

Servite ben caldo e godetene ogni cucchiaiata :-)

 

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Approfitto per ringraziare la carissima Cuochina per avermi dedicato la prima torta per il mio compleanno!
Ne aspetto altre, eh! Entro venerdì 11 11 2011 a mezzanotte :-)

Ne farò un bel pdf!

raccolta pdf

Nel frattempo, ho ricevuto un’altra bella ricetta per il mio contest “Licenza di copia“. Continuate a partecipare, perchè scade il 18 dicembre!

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Angel Cake all’amaretto

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Dessert, Dolci | Pubblicato il 04-11-2011

Questo sofficissimo dolce l’ho fatto questa estate, ma era rimasto sempre da parte, in attesa di avere una degna pubblicazione :-)

Ebbene, è giunta la sua ora! E’ il fantastico Angel Cake (nella ricetta di Luca Montersino), una ciambella morbidissima, spugnosa e profumata, molto alta e che contiene un’infinità di albumi… infatti non la faccio spesso, perchè bisogna metterne da parte almeno una decina. Io li congelo in contenitori di plastica, mi segno il numero di albumi e il loro peso, così quando servono, è facile fare i conti (altre info nella sezione Tip & Tricks)!

E’ un dolce molto… dolce :lol:  , per cui si associa bene a marmellate asprigne che vadano un po’ in contrasto e può essere usato al posto del pandispagna, anche per torte farcite (io che non amo il pandispagna lo preferisco moltissimo).

Ingredienti:

  • 360 g di albume (da circa una decina di uova medie)
  • 350 g di zucchero semolato
  • 5 g di cremor tartaro
  • 150 g di farina 180 W (DB) (corrisponde alla farina 00)
  • 10 g di liquore all’amaretto
  • 2 g di scorza di limone
  • 2 g di sale

Dividete lo zucchero in due parti: una da 200 gr e una da 150 gr.
Montate la prima parte dello zucchero con gli albumi tiepidi (non quindi freddi di frigo) a neve ben ferma.

Miscelare a parte la farina con lo zucchero restante, il cremor tartaro, il sale e la buccia di limone grattuggiata.
Quando gli albumi sono ben montati, possiamo mescolarli molto delicatamente a questi ingredienti secchi, infine aggiungiamo un bicchierino di liquore all’amaretto.

Versiamo tutto in uno stampo da forno (tipo quello da savarin, ma anche liscio purchè abbia i bordi molto alti) che non serve imburrare, in quanto gli albumi non lo faranno attaccare (io comunque uso uno stampo in silicone, per cui il pericolo non lo corro ugualmente :-) ).
Infornare quindi a 170° per circa 25-30 minuti.

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E ora vi faccio una strana richiesta…
Fra una settimana è il mio compleanno! Giorno speciale, non solo perchè è nata la sottoscritta (ahahhah :lol: ), ma perchè sarà l’11-11-2011! E poi io sono nata alle 11 (e un quarto) del mattino! Peccato che non compio 11 anni :-D

E voi direte… embè che c’entriamo noi?
Beh, poichè in questi giorni mi sa che sarò troppo impegnata per provvedere alla mia torta,  perchè non me ne fate una voi???
A cosa serve conoscere tante bravissimi/e foodblogger (ma anche semplici appassionati di cucina) se poi non mi aiutate nel momento del bisogno? Quindi, se vi va, dedicatemi un dolcino, anche piccolo piccolo, e festeggiamo insieme i miei prossimi (sig) 34 anni!

Non è un contest (ce n’è già uno qui!) ma una brevissima raccolta di dolci da compleanno :-)
Scadenza venerdì 11 novembre a mezzanotte.

Buon weekend!

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Polpette di ceci

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Menu Bimbi, Secondi | Pubblicato il 02-11-2011

Inizio col dire che Gabriele se n’è mangiate ben 5, e non erano certo piccole :-)

E’ una semplicissima, ennesima variante delle polpette coi legumi, ma torna sempre utile ricordarsene per farle anche all’ultimo minuto (come è capitato a me) quando non si sa bene cosa portare in tavola per cena.

Ingredienti per 12 polpette:

  • 250 gr di ceci lessati
  • 7 cucchiai di farina
  • 7 cucchiai di pangrattato + altro per impanare le polpette
  • 10 cucchiai di parmigiano
  • olio extravergine d’oliva, sale q.b.

Ho messo nel mixer i ceci con un pizzico di sale e li ho fatti diventare una crema, quindi  ho trasferito il composto in una ciotola e ho aggiunto il parmigiano, la farina e il pangrattato.
Suggerisco di aggiungere questi ingredienti un cucchiaio per volta, impastando con le mani per verificarne la consistenza di volta in volta. Se si ottiene una consistenza facile da lavorare e non più appiccicosa, non serve aggiungere altri cucchiai di pangrattato o farina, mentre il parmigiano lo metterei comunque tutto perchè dona più sapore.
Le dosi in questi casi non possono essere molto precise, perchè dipende molto dall’umidità dei ceci e da quanto li avete scolati.

Non appena l’impasto non è più molto appiccicoso, formate delle polpette (dalla forma classica o schiacciata, come ho fatto io per velocizzare la cottura) e passatele nel pangrattato.
Se non avete asciugato troppo l’impasto (aggiungendo, appunto, troppi cucchiai di ingredienti secchi) non serve l’uovo.

A questo punto, potete cuocere le polpette in forno oppure in padella con un po’ d’olio, finchè non sono belle dorate.

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Come va con il contest “Licenza di copia“?
Aspetto le vostre ricette, mi raccomando!

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Buon Halloween!

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Dessert, Dolci | Pubblicato il 31-10-2011

Buona notte delle zucche stregate a tutti!
E’ il primo anno che ho qualcosa in tema da farvi vedere… non avevo mai preparato niente di “mostruoso” prima d’ora (vabbè a parte qualche orrore non voluto in cucina)!

Invece ho dato una mano con idea e stesura di pasta di zucchero per questa semplicissima torta di zucca e amaretti che serviva a mia sorella per una festa, per cui ne approfitto per un post ad hoc e per augurarvi una notte divertente tra dolcetti e scherzetti.

La torta è stata fatta addirittura a tre mani! Mamma si è occupata dell’impasto e della cottura, io della pasta di zucchero e mia sorella ha disegnato la faccia e la ragnatela.

Ingredienti:

  • 250gr farina
  • 2 uova
  • 250 gr zucchero
  • 100 gr di burro morbido
  • 1 bustina lievito per dolci
  • 1 biccherino di amaretto
  • 20 amaretti sbriciolati piccoli (o mandorle tostate e macinate)
  • 200 gr di zucca lessata e frullata
  • 1 bustina di vanillina

Per la decorazione:

  • 1 caramella tonda
  • pasta di zucchero arancione
  • pennarello nero alimentare (ma anche cioccolato fuso se siete bravi a scrivere con la sacca da pasticciere)
  • girelle di liquerizia
  • marmellata o altra crema adatta a ricoprire il dolce

Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, la farina setacciata col lievito e la vanillina, poi l’amaretto e quindi gli albumi montati a neve, piano, cercando di non smontarli.
Infine aggiungete all’impasto gli amaretti sbriciolati e la zucca lessata e tritata.  Questa operazione va fatta sempre con cautela per non smontare troppo l’impasto.

Versare tutto in una tortiera tonda imburrata e infarinata e cuocere a 180° (forno già caldo) per circa 30-40 minuti. Come sempre vale la prova stecchino.

Per la decorazione, stendete la pasta di zucchero arancione (la ricetta la trovate qui) della dimensione giusta per ricoprire l’intera torta.
Stendete un velo di marmellata su tutta la superficie del dolce freddo e sui bordi, per far aderire la pasta di zucchero, quindi stendete quest’ultima sul dolce ricoprendola interamente.

Sulla superficie potete disegnare quindi il volto di Jack O’Lantern con un pennarello alimentare nero, oppure con del cioccolato fuso e una sacca da pasticciere con bocca piccolissima.
Stessa cosa per la ragnatela. Il corpo del ragno invece è stato realizzato con una caramella tonda e le zampette di nuovo col pennarello.

Infine, abbiamo fatto un giro su tutto il bordo con le girelle di liquerizia tagliate a metà.
Queste e la caramella le abbiamo incollate usando sempre la stessa marmellata usata per spennellare il dolce.

Che ne dite? Per essere un dolce facile e velocissimo da fare non è simpatico? O, meglio ancora, ”pauroso”??

Buon Halloween a tutti!

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Crocchetta di pollo su stecco

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Menu Bimbi, Secondi | Pubblicato il 28-10-2011

Oggi ricettina per il Menu Bimbi! Buonissima ma anche divertente da mangiare :-)

Quando ho dato a Gabriele il suo piatto con questi stecchi e senza posate mi ha guardato un po’ strano e…  poi lo ha afferrato e messo in bocca “per lungo”, cioè dalla parte del legno… a quel punto gli ho fatto vedere come prenderlo ed era tutto contento della novità!

Come sempre, mi raccomando, non pensate di cucinarle solo per i nanetti della casa… andranno a ruba!

Per gli stecchi, se i bimbi sono piccoli, cercatene una versione senza punte. In alternativa, naturalmente, potete anche fare delle semplici crocchette.

Ingredienti per 5 stecchi:

  • 100 gr di petto di pollo lesso
  • 1 piccola patata lessa
  • 5 cucchiaiate di ricotta
  • 5 cucchiai di parmigiano
  • sale e olio extravegine d’oliva q.b.
  • pangrattato e un uovo per la panatura

Tritate insieme tutti gli ingredienti: il pollo lesso, la patata bollita, la ricotta e il parmigiano, insieme a un pizzico di sale.

Formate con le mani delle polpette allungate e in mezzo posizionate lo stecco. Rotolate poi il tutto in un piatto in cui avrete sbattuto un uovo e poi in un piatto in cui c’è il pangrattato, ricoprendo interamente il pollo con la panatura. Se necessario, sistemate con le mani la forma (ora che è panato è più facile modellarlo), quindi adagiate ogni stecco su una teglia per il forno, coperta da carta forno e leggermente unta.
Cuocete in forno a 180° per circa 20 minuti, finchè non si dorano.
Se stanno colorendo troppo sopra, mentre sotto ancora no, rigirateli a metà cottura. Io non l’ho fatto ma il colore era uniforme.
Servire tiepidi, magari vicino a una salsa di zucca (più che altro un passato: zucca bollita, parmigiano e olio) in cui intingerli. Meglio del ketchup!
Quello della foto è semplice sugo al pomodoro, perchè l’idea di mettergli vicino il passato che era il suo contorno per cena, m’è venuta dopo :-P

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Un paio di giorni fa sono arrivati i regali che avevo ordinato per il contest “Licenza di copia!”, ma che belli dal vivo!! (dite che sono di parte? :-P ) Soprattutto il quaderno per le ricette mi piace un sacco :-)

Infine volevo dirvi che, salvo inconvenienti dell’ultimo minuto, parteciperò alla giornata organizzata per i foodblogger da Frantoi aperti il 5 novembre in Umbria.
Qualcuno di voi partecipa? Ci incontriamo là?

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Torta mimosa

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Dessert, Dolci | Pubblicato il 26-10-2011

… della discordia!

Eh si, perchè questa innocente tortina ha generato una discussione sul gruppo Facebook che sinceramente non mi aspettavo.

Di solito ad infiammare gli animi sono piatti tipo la carbonara (uovo crudo o cotto, tuorli o uova intere, cipolla o no???) o la pastiera (quante volte avete sentito la frase: “questa è la VERA” pastiera napoletana, non quelle che hai sempre mangiato”??), insomma le ricette più tipiche delle nostre regioni.
Ogni famiglia, in questi casi, si erge a paladina della vera e unica ricetta tradizionale, ma alla fine ogni versione, proprio perchè tramandata da nonna a mamma e da mamma a figlia (ma vale sicuramente anche al maschile), non può che entrare di diritto nella tradizione del territorio.

Quindi, alla fine, ciò che conta è il risultato. E se ques’ultimo convince noi e i nostri familiari e amici, facciamo pure diventare ogni nostra invenzione un “classico”, almeno nella nostra cerchia di conoscenti!

Il problema è che ormai trovare tutto e il contrario di tutto è fin troppo facile, tv, giornali, internet… siamo circondati da ricette di ogni tipo. E quindi è facile supportare una tesi, ma anche il suo opposto. Come fare a stabilire, perciò, qual è la ricetta originale (tranne in alcuni casi di documenti storici precisi)? Ma soprattutto, è così importante saperlo?

Secondo me no, a parte una certa curiosità storica riguardo ad alcuni capisaldi della cucina italiana.

Per cui, non so se è LA ricetta della mimosa, ma questa è la MIA ricetta (e di mia mamma e di mia nonna). Loro ne hanno fatte decine per volta, in occasione di comunioni e cresime di cugini e cuginette… io l’ho fatta solo un paio di volte. La adoro, ma non amo fare le creme ed esse sono una componente essenziale in questo dolce.

Per la verità in questa versione manca una crema allo zabaione. Sul ricettario di mamma c’è un’indicazione che non mi convince. Ho provato a farla così come c’è scritto ma non m’è venuta bene. Lei aveva scritto la ricetta in modo molto schematico (proprio perchè farla era l’ordine del giorno), ma ora dopo tanti anni non ricorda più bene come andava fatta.

D’altronde visto che ‘ste creme sono il mio punto debole, magari l’indicazione è completa e sono io che l’ho fatta male :-(

Fatto sta che ci riproverò ed eventualmente vi faccio sapere anche quella ricetta.

Ingredienti per il pandispagna (la mia mimosa era piccolina, circa 7 porzioni):

  • 6 uova
  • 180 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • 150 gr di farina (anche metà farina e metà fecola di patate)

Montare a lungo (circa 15-20 minuti con le fruste elettriche, di più se usate quelle a mano) le uova intere con lo zucchero e il pizzico di sale. Devono diventare molto spumose e “scrivere”, per cui se si lascia cadere un po’ di composto sopra al resto, questo non affonda subito ma crea un disegno sulla superficie.

A questo punto si può aggiungere la farina, setacciandola un po’ alla volta e mescolando delicatamente, meglio a mano, dal basso verso l’alto, incorporandola alle uova e facendo molta attenzione a non smontarle e a far uscire l’aria incorporata. Non avendo lievito, infatti, sarà quest’aria a far gonfiare il nostro pandispagna nel forno.

Mettere quindi in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno già caldo a 170-180° per circa 30 minuti.
Per evitare di dover tagliare a metà i dischi di pandispagna, io ho cotto questa dose in una teglia larga, così da farlo venire basso.
In questo modo, ho dovuto solo ritagliare i 3 dischi, senza grande fatica e paura di rompere tutto :-)

Per tagliare i dischi precisi, ho utilizzato un coperchio che ho appoggiato direttamente sopra, e poi ho tagliato tutto intorno con un coltello.

Con tutti i ritagli, ho realizzato i dadini che servono per decorare la mimosa.
Per questi ultimi, occorre fare attenzione a non utilizzare le parti colorite del pandispagna, ma solo la parte interna gialla.

Fatto il pandispagna, occorre fare la crema pasticciera. Potete usare la vostra ricetta, ma io per comodità riporto le dosi di quella fatta in quest’occasione. A questa crema va mescolata la panna e poi le gocce di cioccolato.

Ingredienti per la crema:

  • 175 gr di zucchero
  • 500 ml di latte
  • 40 gr di farina
  • 4 tuorli
  • buccia di limone (senza parte bianca)
  • circa 200 ml di panna da montare zuccherata

Per la bagna:

  • Maraschino allungato con un pochino di acqua

Mescolare con le fruste i tuorli con lo zucchero, ottenendo una bella cremina chiara. Aggiungere la farina e poi unire il latte. Una volta ben amalgamato il tutto, versare in un pentolino con la buccia di limone a pezzi grossi (così è più facile da eliminare) e far cuocere mescolando in continuazione, finchè non si è addensata.

Farla raffreddare (se coprite con della pellicola non si forma la “crosticina” sulla crema), quindi aggiungere la panna montata, un po’ alla volta. Non deve prevalere sulla crema, ma solo alleggerirla, per cui conviene aggiungerne un pochino alla volta, a cucchiaiate, verificando la giusta quantità, in base al vostro gusto, dal colore e dal sapore (tocca assaggiare, mi dispiace! ;P ). Comunque le dosi sono più o meno quelle che vi ho dato.

Pronta la crema, non resta che comporre il dolce: posizionare il primo disco di pandispagna su un piatto da portata e bagnarlo con un pennello con un po’ di maraschino diluito con acqua. Io non amo i liquori nei dolci e nemmeno la sensazione di “pane bagnato”, per cui bagno mooolto poco, tanto ci pensa la crema a inumidire! :-D

Sopra questo disco, spalmare una generosa dose di crema, quindi aggiungere qualche manciata di gocce di cioccolato fondente. E’ meglio non mescolare le gocce direttamente alla crema, perchè poi ci servirà parte della crema per ricoprire il dolce e se non la dosate bene la faccenda è un pochino più complicata (ma fattibile, eh).

Ripetete queste operazioni anche sul secondo disco di pandispagna, che andrà posizionato sopra al primo (bagna, crema, gocce).

Posizionate, infine, l’ultimo disco e ricopritelo con un ultimo strato di crema, ricoprendo completamente anche i bordi del dolce. Questo permetterà ai dadini di pandispagna di aderire bene alla torta e di uniformare la superficie. La forma finale del dolce deve essere quella di una cupola, per cui abbondate un po’ più con la crema al centro, piuttosto che sui bordi.

Ora, va ricoperto, appunto, tutto il dolce con i tipici dadini che ricordano il fiore della mimosa, da cui deriva il nome di questa torta. Premete leggermente con le mani, per farli incollare dappertutto.

E la nostra Mimosa è pronta! Anche se, per tornare alla tradizioni familiari, a casa mia di solito si completa il tutto con un dischetto colorato di alchermes sulla cima della cupola. E’ semplicemente del liquore versato a cui si dà una forma circolare.

La mimosa va tenuta in frigo per qualche ora. Meglio farla il giorno prima per il giorno dopo. Acquisterà sapore e consistenza.

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E ora, non per infiammare gli animi, ma solo per conferma alla varietà di versioni, un bel sondaggio!
Anche se sarebbe ancora più interessante abbinare la versione più famosa a una zona geografica. A Roma e dintorni (ma credo in generale nel Lazio), per esempio, pare prevalga la versione con gocce di cioccolato. Magari potete lasciare scritto quello che avete votato e il vostro luogo di provenienza nei commenti al post :-)

Quindi, secondo voi…

Con cosa si fa la mimosa?

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Pettola e fagioli

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Primi piatti | Pubblicato il 24-10-2011

Il piatto di oggi è tipico delle mie zone. Di quelli che in inverno non se ne avrebbe mai abbastanza, un piatto povero ma ricco di sapori.

La pettola è una pasta di sola acqua e farina, tagliata come viene, che tipicamente viene preparata coi fagioli.
Però… io ne ho fatta un po’ di più e congelata. Peccato che la mattina seguente, dopo aver preso dal congelatore una fettina di carne, lo sportello sia rimasto socchiuso… Per fortuna ce ne siamo accorti abbastanza presto e le uniche cose che avevano iniziato a scongelarsi erano la pasta, appunto, e due sogliole.

Visto che la pettola l’avevamo mangiata la sera prima coi fagioli e che per pranzo era prevista zucca, l’ho condita con la zucca e ci stava benissimo lo stesso :-)
Quindi, fatela perchè è velocissima e se proprio non vi piacciono i fagioli, conditela come preferite perchè sta bene con tutto!

In questa ricetta ho utilizzato l’olio extravergine d’oliva Dante.

Ingredienti per la pettola (per 4 persone):

  • 250 gr di farina
  • acqua q.b. (io ne ho usata circa 1 bicchiere di plastica)

Piccola nota sulle quantità di pasta: ho indicato 250 gr come dose per 4 persone perchè, essendo essenzialmente una minestra, e vista la presenza di una buona quantità di fagioli, non si può calcolare una porzione di pasta “normale” a testa: ce ne andrà sicuramente di meno. Lo specifico perchè ho cercato un po’ sul web prima di pubblicare la mia ricetta e tutti danno 500 gr di farina per 4-5 persone. A casa non mangiamo poco, ma 500 gr mi sembrano eccessivi vista la ricetta completa. Anzi, a volerla dire tutta, noi con 250 gr di farina ci abbiamo mangiato in 5 :-)

Mettere la farina a fontana e versare un po’ di acqua alla volta impastando con le mani fino ad ottenere un composto ben amalgamato e non appiccicoso.

Far riposare l’impasto per una trentina di minuti e poi stenderlo col mattarello su un piano infarinato. La sfoglia non deve essere troppo sottile, almeno 2-3  millimetri di spessore ci vogliono. A questo punto, tagliate la pasta. La forma potete darla come volete, ma di solito è più o meno una via di mezzo tra rettangolo e rombo (credo si veda dalla foto).

Potete consumarla subito, cuocendola come sempre in acqua bollente salata per 3 minuti circa (scolatela appena viene a galla) e ripassandola poi col condimento, oppure congelarla (accertatevi di aver chiuso il freezer ;-P ).

Ingredienti per la pettola e fagioli:

  • fagioli lessi (io preferisco i cannellini per la pasta e fagioli, ma qualunque tipo va bene), 100-130 grammi a testa
  • circa 400 gr di passata di pomodoro
  • olio extravergine d’oliva, sale e cipolla q.b.

Rosolare la cipolla affettata in olio, aggiungere il pomodoro, salare e far cuocere per circa 30 minuti, aggiungere i fagioli e lasciarli insaporire per una decina di minuti.
Quando la pasta è lessata, scolarla e ripassarla insieme al sugo, quindi servire ben calda.
Io ho fatto così, ma pensandoci, se lasciate il sugo abbastanza liquido, potete cuocere la pasta direttamente nella pentola coi fagioli, soprattutto visto che ha una cottura così breve.

Spesso nel sugo coi fagioli si aggiungono le cotiche di maiale per insaporire, io mi limito, a volte, a mettere un pochino di pancetta. Comunque è ottima anche in versione semplice. :-)

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E ora, se volete conoscermi un po’ meglio, vi consiglio di andare a leggere questa intervista alla sottoscritta di Ricette 2.0 :-)

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Sogliola gratinata

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Menu Bimbi, Secondi | Pubblicato il 22-10-2011

Il pesce gratinato al forno mi piace davvero moltissimo! Diventa così saporito e goloso, con quelle briciole croccanti di pane!

E di solito piace molto anche ai bimbi piccoli, come Gabriele che lo mangia ormai da mesi.

L’unica accortezza che ho quando lo cucino per lui è di sostituire il vino bianco con un po’ di limone, ma resta molto saporito lo stesso per cui anche i grandi lo gradirebbero ugualmente :-)

Ingredienti:

  • 1 sogliola (ma anche altro pesce simile) a persona
  • pane raffermo
  • uno spicchio d’aglio
  • q.b. di sale, olio extravergine d’oliva
  • vino bianco o limone

Lavare la sogliola sotto l’acqua corrente (io le prendo già pulite, senza testa e pelle ;-P ) e adagiarla su una teglia per il forno unta di olio insieme a uno spicchio d’aglio.

Prendere un paio di fette di pane di qualche giorno prima e sbriciolare la mollica con le mani.
Salare il pesce in superficie e poi ricoprirlo con le molliche di pane (se piace potete tritare insieme al pane un po’ di prezzemolo. A me non piace).
Condire con ancora un pochino di olio, un po’ di vino bianco (o limone) e poi infornare a 200° per una ventina di minuti (ma il tempo di cottura dipende molto dalla dimensione del pesce, per cui controllate).

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Avete già scelto con quale ricetta partecipare al mio contest “Licenza di copia”??

Scade il 18 dicembre e ci sono dei simpatici premi in palio :-) !

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Mignon al tonno

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Pubblicato da Paola | Pubblicato in Antipasti, Aperitivo | Pubblicato il 21-10-2011

Sfiziosi questi cestini in pasta briseé da riempire con quello che preferite! Veloci da fare e molto versatili.

Io li ho riempiti di patè di tonno ASdoMAR, ma le varianti sono infinite!

Per dare la forma avevo pensato ai pirottini piccolini, ma non li ho trovati e ho utilizzato gli stampi in silicone per i cioccolatini. Perfetti!

Serving Combo Set per antipasti di EasyLife

Ingredienti per 18 mignon:

  • 100 gr di farina
  • 50 gr di burro freddo
  • 35 ml di acqua

Impastare coi polpastrelli la farina col burro a pezzetti sbriciolandolo. Aggiungere quindi l’accqua fredda e amalgamare bene.
A questo punto andrebbe fatta riposare in frigo, ma io ho prima creato tutti i cestini, mettendo una pallina di impasto in ogni formina e modellandola, e poi l’ho messa in frigorifero per circa 1 ora (ma basta anche un 30-40 minuti).

Passato questo tempo, ho messo gli stampi in forno a 200° per circa 20-25 minuti. Una volta cotti li ho fatti raffreddare e farciti poco prima di portare a tavola.

Serving Combo Set per antipasti di EasyLife