Pubblicato da Paola | Pubblicato in Primi piatti | Pubblicato il 13-11-2009
Conoscevo già questo favoloso impasto per una pasta fatta in casa veloce veloce e senza uova.
Avevo visto più volte mettere la farina in una pentola piena di acqua bollente, dare una veloce impastata e trarne in un attimo gnocchetti e simili, ma non avevo mai provato perchè mi sembrava una magia che poco mi si addiceva e pensavo: “figurati se a me riesce…”
Invece in onore del mio già trentaduesimo compleanno (sig) ho provato e voilà! E’ facile davvero!
Occorrerebbe fare tutto un excursus sul nome di questi gnocchetti, che come cito nel titolo sono strangulapriévete, quindi di orgine napoletana, ma sarò breve perchè ho trovato chi lo spiega in modo molto preciso e vi lascio il link: STRANGULAPRIÉVETE ED AFFINI, un articolo di Raffaele Bracale, un vero esperto di lingua e tradizioni napoletane.
Come sempre (non offendetevi) i napoletani sono molto suscettibili sulle loro tradizioni culinarie e ogni famiglia pare conservare gelosamente il segreto dell’unica vera ricetta di ogni piatto che immancabilmente è diverso da quello di tutte le altre famiglie. Per quanto mi riguarda è inutile star lì a discuterne… una tradizione familiare è pur sempre una tradizione, sia essa estendibile a tutta la città o meno.
Nel caso di questi gnocchetti napoletani vi dirò solo che con la parola “strangulapriévete” ci si riferisce solo alla pasta di sola semola, acqua bollente e sale e che il nome nulla ha a che vedere con gli altrettanto famosi strozzapreti o strangolapreti diffusi nel resto d’Italia.
La parola, infatti, deriva dal greco ed è composta dal verbo strongulóo (arrotolare – attorcere) e dal verbo preto (comprimere – incavare). Quindi, niente preti che si strozzano con questa bontà, ma solo un riferimento alla doppia operazione che va compiuta per creare gli gnocchetti.
- dopo aver impastato, si creano dei bastoncini di pasta arrotolandoli sul tagliere infarinato
- si ricavano da questi bastoncini dei piccoli cilindri che poi andranno incavati, strusciandoli con un dito.
Ora io in realtà dovrei chiamare i miei gnocchetti solo “strangula”, perchè non li ho incavati ed ecco il perchè delle parentesi nel titolo…
Infatti gli gnocchetti li preferisco così, belli regolari e non mi pongo il problema del sugo che con l’incavatura diventa un tutt’uno con la pasta, perchè alla fin fine sono così piccolini (ben lontani dai classici gnocchi di patate che si vedono in giro e che non mi sono mai piaciuti) che il condimento ha tutto il modo di avvolgere per benino ogni singolo elemento.
Ma de gustibus!
Nella foto vedete comunque entrambe le versioni, a puro scopo dimostrativo
, il secondo con l’incavatura e il primo come piace a me!
Passiamo al facile procedimento.
Ingredienti per 7 porzioni abbondanti:
- 700 gr di semola di grano duro rimacinata + 50 gr circa per l’impasto successivo
- 800 gr di acqua bollente
- sale q.b.
Mettete l’acqua sul fuoco e quando inizia a bollire salatela (poco). A questo punto allontanate la pentola dal fuoco e versate la farina a pioggia, mescolando per bene con un cucchiaio di legno.
Per quanto riguarda le quantità, l’indicazione più ricorrente è di mettere uguale quantità di acqua e uguale di farina.
Io mi sono resa conto mentre mescolavo che avevo bisogno di più acqua rispetto alla farina che stavo utilizzando. Immagino dipenda da molti fattori, tra cui il tipo di farina, per cui siate un po’ elastici su queste quantità.
Mescolato bene il tutto, versate sulla spianatoia infarinata e quando l’impasto non sarà ancora così bollente da ustionarvi impastate con le mani.
E’ lavorabile molto facilmente visto che tutto è già ben amalgamato per cui l’operazione non richiede grande fatica.
A questo punto lasciate riposare una mezz’oretta e poi iniziate a formare gli gnocchetti, togliendo di volta in volta un pugnetto di impasto, ricavando i bastoncini di circa un dito di diametro (io li faccio un po’ più piccolini) rotolandoli sulla spianatoia e infine tagliando i singoli gnocchetti. A voi la scelta se incavarli strusciandoli con un dito sul tagliere o lasciarli nella loro forma originaria.
Per entrambe queste operazioni aiutatevi con ulteriore farina con cui spolvererete a mano a mano la spianatoia su cui state lavorando.
Per cuocerli, come tutti gli gnocchi, metteteli in acqua bollente salata e toglieteli non appena vengono a galla (nel giro di 1-2 minuti massimo).
L’operazione deve essere fatta velocemente altrimenti mangerete una bella colla appiccicosa e informe.
Si possono preparare anche il giorno prima e conservare in frigo come tutta la pasta fresca. Io infatti li ho fatti il 10 per l’11, giorno del mio compleanno
e li abbiamo conditi con un bel sughetto bianco di funghi galletti e piselli, con abbondante spolverata di parmigiano!
Bon appétit! (ebbene sì, finalmente ho visto anche io Julia&Julie)










































hahaha!!! sei stata bravissima!!!
ma sai che non li conoscevo? me li segno!
ciao! io li faccio con farina 00 e a volte metà 00 e metà semola, li trovo velocissimi e comodi! Auguri per il tuo compleanno!!un abbraccio!
buon compleanno e ricetta da tenere sempre nei paraggi, risolve alla grande un pranzo….ti è piaciuto il film? a me sì….solo la sua voce mi ha rimbambito un po’
) ciao!
Non ci posso credere…finalmente riesco a commentare nel tuo blog!!!
Forse grazie a Firefox…
Ok son contenta
Complimenti per il sito.
A presto
Niente magia, sei tu che sei brava!
Tanti auguroni Paola!!!
Innanzitutto auguri per il tuo compleanno!!! Mi sembra che con la riuscita della preparazione di questa pasta non te la sei passata poi male, complimenti!
Naturalmente voglio provarli! Adoro gli gnocchi, ma spesso il tempo per farli scarseggia, questi, invece, sembrano rapidissimi! Ma se la tua torta di compleanno la posto oggi o domani è un problema? Ho avuto modo di realizzarla solo sabato…
che belli questi gnocchetti, ti sono riusciti una meraviglia, mi fai venire voglia di provare!
grazie degli auguri e soprattutto grazie a Onde99 per avermi dedicato una torta!!! pensate che non ho ancora festeggiato spegnendo la candelina per cui la sua è la mia prima torta
Per quanto riguarda la ricetta è davvero veloce, il tempo maggiore se ne va a realizzare i singoli gnocchetti, ma una volta preso il ritmo è rilassante e rapida anche questa operazione.
Grazie ancora e a presto!
Li faccio anche io così!!!!! son davvero molto veloci!!!!! Baci baci e buon inizio settimana
Non li conoscevo nemmeno io, ma l’eda è carinissima!!! Con cosa si potrebbe abbinarli al meglio?..
Un bacione!
Augurissimissimiiii Paoletta!!!


Hai ragione, siamo praticamente coetanee!
Per le torte c’è sempre tempo, ma intanto sto guardando questa pasta e mi piace moltissimo! Lo sai che appena ho letto il nome, ho pensato subito agli strozzapreti?
Meno male che hai fatto quella precisazione…bello però imparare ste cose!
E questa pasta te la copio sicuro per domenica prossima!
Bacissimiiii
Ago
Mi piacciono molto e molto anche il titolo dialettale del post!!
Per il lievito….congelalo!!!!
io al momento dell’uso lo metto in poca acqua fredda e aspetto una decina di minuti o poco più fin quando non si scioglie…cos’ non va sicuramente a male e lo puoi usare ben oltre il periodo di scadenza!!
Baci
Eccoti finalmente….ma dove eri finita cara amica mia?? Sono stata un poco lontano dal blog, diciamo che l’ho trascurato e al mio ritorno ti avevo completamente perso di vista…e ci credo…working in process vero??? Ti rimetto nuovamente nel mio blog roll per non perdere le tue ricette….baci
Ciao, parte da oggi il mio primo contest ^_^
Se ti fa piacere fai un giretto dalle mie parti a scoprire di che si tratta
si può mettere un uovo nell’impasto per fare in modo che non si disfino in cottura?qualcuno mi può rispondere? grazie!
@Daniela: non credo ci possano essere problemi di disfacimento in cottura! è un impasto molto diverso da quello degli gnocchi di patata (in quel caso molti l’uovo lo usano proprio per il motivo che dici tu). anzi quest’impasto risulta ben sodo e la doppia cottura aiuta ancor di più a renderlo ben compatto.
Conclusione: io l’uovo non l’aggiungerei… ma se c’è qualcuno più esperto che ci legge, dica la sua