Marmellata di uva fragola

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Posted by Paola | Posted in Dolci | Posted on 04-10-2009

Ho già parlato della differenza tra marmellata e confettura (qui) e quindi so di sbagliare chiamando marmellata una confettura di uva, ma a casa mia le abbiamo sempre chiamate tutte marmellate per cui mi piace l’idea di continuare così!

Pensavo che fare la marmellata di uva fragola fosse un impegno molto grosso, perchè già immaginavo di dover pulire e mondare i microscopici acini uno ad uno, ma per fortuna mi sono documentata ed è stato molto più semplice del previsto :-)

Marmellata di uva fragola

Marmellata di uva fragola

Infatti, non serve sbucciare e togliere i semini all’uva, ma si possono passare gli acini nel passaverdure in un secondo momento e il gioco è fatto.

Vi segno le dosi indicative per circa 500 gr di frutta, da aumentare in proporzione alla quantità che avete a disposizione. Il peso però è quello della frutta già pulita, quindi in realtà il succo.

Ingredienti:

  • 500 gr di uva fragola
  • 1 mela
  • 250 gr di zucchero di canna
  • un paio di cucchiai di cannella

Lavate bene la frutta e mettete gli acini in una pentola capiente e alta, quindi lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 10-15 minuti, tempo in cui l’uva inizierà a sfaldarsi e il succo ad uscire.

A questo punto passate la frutta nel passaverdure ricavandone succo e polpa (la polpa in realtà sarà molto poca visto che la cottura era già iniziata). Nel passaverdure rimarranno i semi e le bucce.

Il liquido ottenuto va pesato e poi può essere rimesso nella pentola (che avrete pulito da da eventuali resti di bucce e semi).  Se il succo pesa appunto 500 gr., aggiungete 250 gr di zucchero di canna e mescolate bene.

Tagliate a pezzi piccoli una mela (che contenendo la pectina aiuterà il rassodamento) e unite alla frutta.
Aggiungete infine la cannella e mandate avanti la cottura a fiamma bassa per circa 1.30-2 ore. Maggiore è la quantità di frutta maggiore è il tempo di cottura.

Verificate con la prova piattino se la marmellata è pronta: mettete un cucchiaio di marmellata in un piattino e se quando è fredda non scivola è decisamente pronta.

Ho notato che rispetto alle altre marmellate che ho provato gelifica molto più in fretta.

Io ho preferito frullare col minipimer il tutto per ridurre ulteriormente i pezzetti di mela, ma volendo si possono anche lasciare integri.

Una volta pronta, versate la marmellata nei vasetti sterilizzati, riempendo fino all’orlo, quindi chiudete e capovolgete il vasetto finchè la marmellata non è fredda.

In questo modo durerà mesi (se siete bravi a non mangiarla tutta subito…).

Marmellata di uva fragola - Etichetta

Marmellata di uva fragola - Etichetta

Ho aggiunto sul menu sotto al titolo una sezione Download in cui un po’ alla volta caricherò qualche file utile. In questo caso ho messo le etichette che vedete in foto, pronte da stampare e ritagliare.

Marmellata di pesche

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Posted by Paola | Posted in Dolci | Posted on 03-07-2008

Consapevole dell’errore, ho scelto comunque di parlare di “marmellata” di pesche e non di “confettura” perchè ne ho sempre sentito parlare in questi termini e quindi sono particolarmente affezionata a questa denominazione, che rievoca pomeriggi afosi d’estate, saturi del profumo dolciastro delle pesche cotte insieme allo zucchero per ore e giorni in enormi pentoloni.

Tanto per chiarire a chi non lo sapesse: la marmellata è solo quella fatta con gli agrumi, mentre la confettura è quella realizzata con tutti gli altri tipi di frutta. Ma è così importante saperlo?? Non penso :)

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Io quest’anno ho voluto sperimentare la mia macchina del pane per fare la marmellata. Sul libretto delle istruzioni parlava solo di marmellata con aggiunta di pectina (che riduce notevolmente i tempi di addensamento), ma ho pensato che riavviando più volte il programma avrei potuto anche fare senza, e così è stato.
Essendo un esperimento, ho utilizzato una piccola quantità di frutta (600 gr, pesata dopo averla sbucciata e pulita), per altro di “agricoltura biologica”, nel senso che le pesche sono state colte da mio padre domenica mattina e provengono da un terreno di famiglia per cui, essendo utilizzate solo per uso domestico, non vengono intossicate da nessun tipo di sostanza chimica :)

Esperimento nell’esperimento, invece di utilizzare lo zucchero raffinato, ho utilizzato lo zucchero di canna, che prediligo per aroma e caratteristiche (320 gr).

Infine, ho aggiunto il succo di 1 limone, che, oltre a conferire alla marmellata quel sapore asprigno che tanto mi piace, contiene pectina naturale e aiuta la frutta ad addensarsi.

La frutta va ben lavata, sbucciata e tagliata in piccoli pezzi, quindi mettete tutto insieme nella stessa pentola (frutta, zucchero e limone), o nella macchina del pane avviando il programma designato, e iniziate la cottura a fuoco lento, mescolando mescolando mescolando ed eliminando ogni tanto quella schiumetta che si forma in superficie.

Quando dopo diverse ore (si può cuocere in più riprese) la marmellata vi sembra abbastanza densa, metettene un cucchiaino in un piattino e lasciate ben raffreddare. Quando è ben fredda, mettete il piattino in verticale e, se la marmellata non scivola, è pronta!

Le ore necessarie alla cottura variano in base alle quantità di frutta cotta e anche il colore è molto più scuro se preparate quantità molto più grandi.

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Pronta la marmellata, mettetela ancora calda in un vasetto e coprite con un quadrato di pellicola da cucina, quindi avvitate il tappo e capovolgete il vasetto, finchè non si raffredda. Questa operazione serve a creare il “sottovuoto” e a conservare la marmellata più a lungo (in luogo fresco e buio si conserva anche un anno, una volta aperta per evitare problemi potete conservarla in frigo).

Ora non dovete far altro che gustarla in crostate, biscotti o su fette biscottate!

Aggiornamento del 14 luglio 2008: con questo post partecipo alla raccolta promossa da Il Gatto Goloso:

Marmellate, conserve...