08 ago

Torta alla crema con pesche sciroppate (velocissima e senza forno)

La foto di questo dolce, postata in anteprima sui social, è piaciuta molto e in tanti mi hanno chiesto la ricetta. E ancor di più quando hanno scoperto che l’ho preparata in circa 15 minuti!

torta_peschesciroppate

Eh si, in estate è odioso accendere il forno e bisogna pensare a strade alternative. In questo caso il microonde mi è stato di grande aiuto per la crema pasticcera (secondo le indicazioni del maestro Montersino) e tutto il resto non ha bisogno di cottura.

Quindi biscotti da inzuppare, crema pronta in 5 minuti, panna e poi basta semplicemente “montare” la torta strato dopo strato e decorarla a piacere. Tutto qui, ma il risultato (estremamente goloso e piacevole) è assicurato! :-)

PS. naturalmente se non avete il microonde, preparate la crema nel modo più classico!

Ingredienti per una torta da 20 cm di diametro:

  • 250 g di savoiardi
  • pesche sciroppate: ne serviranno un paio intere (quindi 4 metà) e il relativo sciroppo
  • 200 ml di panna fresca (non zuccherata)
  • 200 g di latte (meglio intero, ma va bene anche il parzialmente scremato)
  • 50 g di panna fresca
  • 4 tuorli
  • 70 g di zucchero
  • 20 g di amido di mais
  • scorza grattugiata di limone non trattato
  • per decorare: meringhe piccole e amarene sciroppate

Iniziamo dalla crema pasticcera: in una ciotola (adatta al forno al microonde) ho mescolato velocemente i tuorli con lo zucchero con una frusta a mano senza montarli. Ho aggiunto l’amido e la scorza di limone grattugiata e ho continuato a mescolare.
Ho aggiunto il latte e la panna freddi, mescolato bene e ho messo il composto al microonde alla massima potenza per 2 minuti.

Trascorso questo tempo, ho mescolato il composto (ancora liquido) e rimesso nel microonde sempre a massima potenza per 2 minuti. In tutto dovete ripetere quest’operazione 3, forse 4 volte fino a quando non avrete ottenuto la crema della consistenza giusta.

E’ importante girare sempre in modo vigoroso con una frusta a mano. Non preoccupatevi se quando aprite il microonde vedete la crema grumosa perché basterà girarla bene con la frusta a mano e come per magia diventerà super vellutata.

Una volta pronta trasferitela in un contenitore basso e largo e copritela con pellicola alimentare a contatto con la crema, facendo raffreddare il tutto.

Nel frattempo montate la panna e tagliate a dadini 3 mezze pesche sciroppate.

Una volta che la crema è fredda, aggiungete la panna montata e mescolate delicatamente.

Prendete ora un piatto (meglio se trasparente) di portata coi bordi alti e posizionate lungo tutta la circonferenza dei mezzi savoiardi in verticale.

Mettete quindi in un piatto fondo lo sciroppo delle pesche e bagnate altri savoiardi per comporre il primo strato della torta.
Sopra questo primo strato di biscotti, versare metà della crema pasticcera addizionata alla panna e i dadini di pesche.
Fate un ulteriore strato di savoiardi bagnati nello sciroppo e ricoprite tutto con la crema rimanente.
Ora non resta che decorare il dolce con meringhe piccole, una mezza pesca centrale e qualche amarena.

Fate riposare il dolce in frigorifero qualche ora e servite freddo.

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25 ott

Muffin semi-integrali bicolore al limoncello

Con l’autunno torna la voglia di muffin morbidosi e golosi e così riprendo la produzione settimanale…  per colazioni e merende :-)

Un paio di pomeriggi fa è stato il turno di questi dolcetti, semi-integrali, con impasto al cacao e bianco e aromatizzati con del limoncello. muffin_bic

Il procedimento (e più o meno le dosi) sono di Montersino, metodo bignè quindi, con cui mi trovo molto bene, visto che il risultato è consistente ma allo stesso tempo morbido.

Con queste dosi ho ottenuto 9 muffin, ma usando degli stampini piuttosto grandi. Se usate quelli di misura più piccola o i pirottini di carta ne dovrebbero venire anche 10-12.

Ingredienti per 9-10 muffin (abbastanza grandi):

  • 140 gr di burro
  • 50 g di acqua
  • 110 gr di farina integrale
  • 100 g di farina 00
  • 150 g di zucchero di canna
  • 4 uova
  • 20 g di cacao
  • 30 g di limoncello
  • una bustina di lievito per dolci
  • 2 gr di sale

Mettere sul fuoco l’acqua insieme al burro e al sale in una pentola col fondo spesso. Quando raggiunge il bollore, gettare tutta la farina insieme (integrale e 00), quindi mescolare con una spatola o un cucchiaio di legno facendo assorbire tutto il liquido e facendo asciugare la farina.
L’impasto è pronto quando si stacca facilmente dalle pareti della pentola.

A questo punto spegnere il fuoco e aggiungere dapprima lo zucchero, per permettergli di amalgamarsi al meglio all’impasto col calore, quindi 20 g di limoncello e poi un uovo per volta, mescolando con forza dopo ogni aggiunta fino al completo assorbimento.

Unire col setaccino il lievito e mescolare ancora, quindi dividere l’impasto in due parti  e unire a una delle due il cacao e il restante limoncello (serve a riequilibrare le consistenze).

Versare negli stampini (senza niente se di silicone, o imburrati e infarinati se di altro materiale) a cucchiaiate alternando i due impasti e colmandoli per circa 3/4, poi infornare per circa 20 minuti a 180°.

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Piattino Poloplast

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27 mar

Crostata al profumo d’arancio con frolla al miele farcita con confettura di ribes e crema frangipane

Ma quanto mi piace quando mi chiedono di inventarmi una ricetta… eh si, questa l’ho fatta su richiesta e devo dire che amo il momento del parto di un nuovo piatto, dolce o salato che sia: inizio pensando a un ingrediente e poi, tutto il resto gira intorno a lui, come in un bel film 3D, componendosi fino a trovare il giusto equilibrio.

In questo caso il primo ingrediente a cui ho pensato è stato la mandorla, che trovo si abbini perfettamente ai sapori e ai colori della primavera con la sua delicatezza. E alla mandorla volevo abbinare qualcosa di rosso, quindi la confettura di ribes, farcendo con questi ingredienti base un guscio di frolla.
Ma quale frolla? Volevo qualcosa di delicato, un po’ soffice, che si confondesse con la crema frangipane, quasi, abbattendo un netto contrasto tra ripieno e base. E così ho pensato al miele. Non avevo mai fatto una frolla al miele, ma è un ingrediente che si sposa perfettamente con le mandorle, quindi dovevo provare.

E il miele che ho usato è davvero un miele profumatissimo, cremoso, quello d’arancio di Rigoni di Asiago, che ha l’aroma di mandorle e scorza d’arancia, perfetto quindi con la mia farcitura di crema frangipane e con la presenza sia nella frolla che nel ripieno della mia “polvere d’arancia“.
E Rigoni di Asiago è presente anche con la sua Fiordifrutta al ribes rosso.

E come farina? Ho sperimentato una “signora” farina, la Petra 5. Non chiedetemi se è 00 oppure altro, perchè questa farina ha una classificazione tutta sua…
Vi rimando al sito del Molino Quaglia per tutte le indicazioni dettagliate, ma voglio indicarvi un paio di frasi che vi faranno capire di cosa sto parlando.

“Le farine della linea Petra hanno abbattuto il limite del W, tipico delle farine industriali costruite per usi specifici. Con Petra non è la ricetta che si adatta alla farina, ma la farina che si adatta alla ricetta, lasciando ampio spazio alla creatività ed alla tecnica di ognuno. […] L’indice W non ha senso in Petra, perchè ha un range così ampio da renderlo insignificante. Ciò che conta in Petra è la QUALITA’ delle proteine e non la QUANTITA’ (misurata dal W nelle farine “0” e “00”). Petra si comporta come farina più o meno forte a seconda delle tecniche di lavorazione ma è sempre docile come una farina debole.”

Anche lo zucchero di canna utilizzato è stato scelto per il suo aroma particolare, in cui prevale il profumo di miele (d’acacia), e per il suo colore chiaro che ben si adatta alla delicatezza della crostata: sto parlando dello zucchero Brasil di Bronsugar.

Last but not least, nei ringraziamenti e negli auguri di questo post, devo includere Tescomache ha sempre dei tagliabiscotti molto simpatici e adatti a tutte le festività e soprattutto l’azienda “committente” di questa crostata, cioè Icont, che con le sue belle e resistenti teglie di alluminio usa e getta mi facilita sempre il lavoro!

Ingredienti per uno stampo da 20 cm:

Frolla al miele

  • 300 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 70 g di burro
  • 1 uovo
  • 60 g di miele d’arancio
  • 2 cucchiaini di polvere d’arancia o scorza di arancia fresca grattugiata

Farcitura

  • 110 g di farina di mandorle (senza zucchero o altri ingredienti aggiunti) o mandorle tritate finemente
  • 80 g di burro
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1,5 uova medie o 1 uovo grande (precisamente circa 80 g di uovo)
  • 1 cucchiaino di polvere d’arancia o scorza di arancia fresca grattugiata
  • 100 g di marmellata di ribes senza zucchero

Ho miscelato la farina con il lievito e la polvere d’arancia, quindi ho aggiunto il burro freddo tagliato a pezzetti, il miele e l’uovo e ho impastato fino a ottenere un impasto omogeneo, quindi ho messo la frolla in frigorifero a riposare per circa 3o minuti.

Per la crema frangipane, ho utilizzato all’incirca le proporzioni di Luca Montersino, ma col 100% di farina di mandorle, senza 00.
Ho montato il burro morbido insieme allo zucchero di canna, quindi ho aggiunto la farina di mandorle, continuando a sbattere il composto con le fruste elettriche, e infine le uova.

Una volta pronta la crema, ho steso 3/4 della frolla e con essa ho foderato lo stampo in alluminio imburrato, ho steso la confettura di ribes, ho riempito con la crema.

Infine ho ricoperto con la restante frolla tagliata a forma di coniglietto.

Ho infornato a 180° finchè la parte superiore non è risultata ben colorita.

 

 

 

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27 set

Allegri muffin con gli Smarties

Avevo una bella scorta in casa di Smarties (non mi sponsorizzano, eh, ma se volessero… contattatemi pure :-D ). Non che di solito ne faccia uso… sono buoni, ma sono sempre poco propensa ad avere in casa tutto ciò che ha a che fare col mondo di caramelle & co, perchè poi alla fine si mangiano eccome. E poi quando si ha un bimbo, tutti non fanno che regalare caramelle e cioccolatini (ma perchè poi??)… meglio non aumentare volontariamente la scorta!

Questi li avevo presi per fare una torta che poi non ho ho più fatto e allora ieri ho voluto riciclarli (praticamente tutti per fortuna) perchè iniziava ad avvicinarsi la data di scadenza.

E allora perchè non metterli nei muffin al posto delle gocce di cioccolata?? Beh, ottima scelta. Ora posso dirlo :-D
Peccato solo che in cottura perdano colore, altrimenti sarebbero stati anche belli oltre che molto buoni…
La ricetta base è quella che uso quando voglio andare sul sicuro: quella col metodo bignè dei muffin di Luca Montersino (già usato qui e qui) e visto che immaginavo che Gabriele avrebbe gradito molto, al posto del liquore ho usato del semplice succo di frutta alla pesca.

Beh non vi dico quando il nanetto, svegliandosi dalla nanna pomeridiana, ha trovato il tavolo della cucina pieno di confettini colorati!! Ha indossato subito il suo simbolico cappello da minichef e alla fine ha fatto lui… vabbè un uovo s’è rotto sul pavimento, i pirottini li abbiamo riempiti un po’ a casaccio, ma il risultato è stato comunque apprezzatissimo :-)

Ingredienti per 12-13 muffin:

  • 150 gr di burro
  • 210 gr di farina 00
  • 150 gr di zucchero a velo
  • 2 gr di sale
  • 50 g di acqua
  • 4 uova
  • 20 gr di succo di frutta alla pesca
  • mezza bustina di lievito per dolci
  • 100 g di Smarties

Mettete a bollire in un pentolino il burro, insieme a 50 g di acqua e il sale. Una volta che il burro raggiunge il punto di ebollizione, aggiungete la farina e mescoltea con un cucchiaio di legno o una spatola in silicone, fino a far asciugare la farina, ottenendo un composto omogeneo.

Fate raffreddare l’impasto, quindi aggiungete lo zucchero a velo, il succo di frutta e le uova, una alla volta. Aggiungete l’uovo successivo solo quando il primo si è perfettamente amalgamato al resto dell’impasto.
Unite infine il lievito setacciato e gli Smarties, lasciandone un po’ da parte per decorare la superficie.

Riempite i pirottini per 3/4 e infornate a 200° per circa 20 minuti.

Un’idea carina anche per compleanni, feste per bambini o il prossimo Carnevale :-)

Altri esempi dell’uso degli Smarties nei dolci? Avevo proposto questi:

 

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19 apr

Pan mozzarella

E’ una di quelle ricette che come le vedi non pensi ad altro e non sei tranquilla finchè non le realizzi anche tu.
Un paio di giorni fa ho visto Montersino all’opera nella sua trasmissione su Alice e, come sempre rapita dalle sue spiegazioni e dalla sua manualità, mi ha colpita con un impasto che non avevo mai sentito prima e che, per un’appassionata di pizza come me, era davvero meraviglioso!
La sua particolarità è che ha, al suo interno, la mozzarella. Non come ripieno, ma proprio nell’impasto!

Pensavo: “non mi lieviterà mai!”, “sarà buono ma verrà un po’ duretto dopo la cottura”. Niente di più sbagliato! Come sempre Montersino è una garanzia e bisogna fidarsi. Ciecamente.

Per non sbagliare un colpo ho premuto il tastino R del telecomando di Sky (da quando abbiamo My SKY HD, è una rivoluzione per me!!! come vedo una ricettina che mi piace, registro e via… senza più correre a cercare carta e penna, o su internet il giorno dopo…) e quando ho avuto una mezz’oretta di tempo a disposizione ho fatto tutto virtualmente insieme a lui.
Mi sentivo un po’ come in quei film americani dove le donne che non sanno cucinare seguono i video in tv e realizzano pasticci vari :-D

A me per fortuna è andata bene e il risultato è stato un vero capolavoro (modestamente)!
Magari dalle foto non si capisce e dagli ingredienti non si direbbe, ma questo impasto è di una leggerezza unica.
Morbidissimo, tanto che pensavo che non cuocessero mai queste girelle, mentre in realtà erano cotte perfettamente, solo che toccandole il dito affondava e credevo non fossero ancora pronte. Alla fine ne ho tolta una dal forno e l’ho aperta per vedere quanto fosse ancora cruda e invece era perfetta!

E’ un impasto adatto a diverse realizzazioni, ma ho rifatto delle girelle come quelle di Montersino perchè l’idea era davvero carina. 

Unico “lato negativo” è stato trattenere Gabriele tutto il pomeriggio che sostava davanti al forno dove lievitavano e chiedeva “pitta, pitta” perchè aveva adocchiato quelle meraviglie… :-D

E dopo tutta sta premessa, la volete la ricetta?? Io ve la scrivo, ma voi andatevi a vedere anche i video di Montersino (non li ho trovati in rete), perchè come sempre non esiste maestro migliore!

Per farcire quete girelle Montersino ha utilizzato del concentrato di pomodoro con olio e origano. Io non avendone, ho utilizzato della polpa di pomodoro fatta restringere in padella direttamente con olio e un pizzico di sale.
E’ importante che il condimento non risulti troppo liquido, altrimenti non si riuscirà a formare le girelle.

Altre le ho invece condite con il condimento per bruschette a base di Ciliegino di Agromonte.
In linea di massima, sono perfette con qualunque patè :-)

Ingredienti per l’impasto:

  • 500 g farina (visto l’impasto grasso, meglio una farina forte, tipo Manitoba. Io non ne avevo a sufficienza e ho mischiato un 30% di Manitoba e il resto di 00)
  • 200 g latte intero
  • 20 g lievito di birra (io ho usato quello disidradato, per cui ne ho messo circa 11 g)
  • 50 g burro in pomata
  • 8 g sale
  • 10 g zucchero semolato
  • 200 g mozzarella fresca
  • acqua o latte q.b.

Per la finitura

  • polpa di pomodoro finissima
  • una cucchiaiata di olio extravergine d’oliva
  • un pizzico di sale
  • 2 manciate di parmigiano
  • patè di ciliegino

Io ho utilizzato l’impastatore, ma naturalmente le mani vanno benissimo!

Ho messo nel boccale la farina, lo zucchero e il lievito (se usate quello in cubetti, basta sbriciolarlo senza scioglierlo nel liquido), ho azionato il gancio e iniziato a versare poco poco alla volta il latte. Montersino spiega che l’impasto in questo modo assorbe meglio tutta l’idratazione necessaria e non si disperdono i liquidi.

Terminato il latte, ho aggiunto la mozzarella tritata col coltello e lasciato lavorare il gancio fino al completo assorbimento del formaggio nell’impasto. Verificato il grado di idratazione (semplicemente a occhio) ho aggiunto qualche cucchiaio di acqua per far amalgamare meglio il tutto (deve risultare un impasto tipo quello della pizza). Potete usare anche latte.
Questa operazione potrebbe non servire, dipende dal siero contenuto dalla mozzarella. Una di bufala avrà più liquido, per esempio, mentre un fiordilatte ne avrà molto meno.
Per ultimo ho aggiunto il burro morbido (va aggiunto sempre alla fine il grasso, per consentire prima la formazione della maglia glutinica). Una volta ben amalgamato tutto, ho trasferito l’impasto sulla spianatoia infarinata leggermente e lavorato con le mani.

Ho quindi formato una palla, avvolto in pellicola trasparente e messo a riposare una trentina di minuti in frigo.

Nel frattempo ho fatto restringere la polpa di pomodoro in padella con poco olio e un pizzico di sale, fino ad ottenere un sughetto denso.

Ho quindi diviso l’impasto in 2 parti e ho steso col mattarello ogni parte in forma rettangolare (ecco la parte difficile :-D ).

Ho preso ogni rettangolo e l’ho spostato su della pellicola trasparente che sarà fondamentale nell’avvolgere il rotolo di pizza.
Su una parte ho spalmato il sugo di pomodoro e ho cosparso di parmigiano (tenetevi distanti dai bordi di circa 1 cm per non far uscire il sugo) e sull’altra il patè.
Quindi, aiutandomi con la pellicola, ho arrotolato la pizza e poi stretto con la pellicola, avvolgendo bene. Questi due salamini vanno messi in congelatore, per bloccare la lievitazione e far indurire l’impasto, così da poter essere tagliato agevolmente, ricavando le singole girelle.

Io le ho lasciate circa 40 minuti, tanto per avere una consistenza abbastanza dura, ma non troppo congelata.

Ho quindi tagliato i salamini in sezioni, ricavando delle girelle che ho posizionato sulle teglie per il forno, ricoperte di carta forno, ben distanziate tra loro.

Ho coperto con della pellicola trasparente per mantenere stabile l’umidità e ho messo in forno chiuso per evitare correnti d’aria e a far, finalmente, lievitare.
Dopo circa un’ora e mezza di lievitazione, queste girelle diventano bellissime. Piene di alveoli e profumatissime.

A questo punto, togliete la pellicola, spennellatele molto delicatamente di olio extravergine d’oliva e infornate a 220° per circa 10 minuti (io li ho lasciati un po’ di più credo).

B U O N I S S I M E !!!!!! e morbide morbide… una goduria!

PS. le ho assaggiate anche oggi. Sono ancora sofficissime :-)

10 apr

Finger Food di parmigiano e semi di papavero

Avete passato un bel weekend di Pasqua? Per fortuna il tempo è stato clemente e ci ha concesso, nonostante il calo di temperature, un bel sole splendente (almeno nella mia zona)!

Ieri ai “fornelli” ci sono stati i maschietti, perchè di solito a Pasquetta facciamo una bella brace in giardino e la fatica (ma credo più il divertimento) è tutto il loro!
Insieme alla carne abbiamo mangiato una bella pizza coi carciofi (che un giorno vi racconterò perchè è spettacolare) di mia madre e un semplicissimo stuzzichino che non richiede più di 3-4 minuti di preparazione che ho preparato all’ultimo minuto :-)

E’ una non-ricetta che non ha nulla di nuovo. E’ solo la solita rivisitazione delle cialdine di parmigiano, ma con una forma diversa e l’aggiunta di semi di papavero.
Ho visto una cosa simile, credo, a Montersino su “Peccati di gola”. Dico “credo” perchè a volte mi capita di vedere qualche secondo della preparazione di qualche ricetta in tv e immaginare il risultato finale, che magari è del tutto diverso da quello che penso io. Ecco, in questo caso ho visto del parmigiano e ho visto dei semini che credo fossero di papavero. Non so se sono andata vicino o meno a quello che aveva in mente lui :-D

Questi finger food possono essere accompagnati a qualunque patè, pesto o prodotti dalle simili consistenze. Io ho utilizzato lo sfiziosissimo pesto giallo di Mariangela Prunotto, a base di zucca e molto speziato.
Naturalmente per dare una simile forma, sono necessari degli stampini adatti, tipo piccole ciambelline. Sarebbe difficile modellarli dopo la cottura. Se non avete nulla di simile potete fare delle piccole cialdine classiche, magari un po’ più spesse.
Io ho usato uno stampo per finger food Pavoni, in silicone.

Anche Gabriele ha gradito molto gli anellini di parmigiano, che per lui ho lasciato senza condimento.

Ingredienti:

  • un cucchiaio di parmigiano per ogni finger food
  • semini di papavero
  • un cucchiaino di patè per farcire ogni bocconcino

Mettete sul fondo degli stampini dei semini di papavero, quindi riempite con un cucchiaio di parmigiano. Pressate bene e aggiungetene altro se necessario, perchè cuocendo si ridurrà molto di volume.
Aggiungete altri semini sulla superficie.
Infornate in forno già caldo per pochi minuti, finchè non vedrete che il parmigiano sta formando delle bolle. A quel punto tirate fuori dal forno e fate raffreddare e rapprendere. Non lasciatelo oltre in forno, perchè diventerebbero duri e dal sapore troppo forte.
Cercate di non fare altro mentre li cuocete, perchè in un attimo sono pronti e se superate il limite, ve li giocate… :-D

Una volta freddi, sformateli e conditeli come preferite, ma solo poco prima di servirli per non farli diventare molli.

AGGIORNAMENTO DEL 26/04/2012

Ho provato a condire questi anellini di parmigiano coi semi di papavero anche con dei pomodorini caramellati avanzati con cui la sera prima avevo condito un piatto di spaghetti che presto vi racconto. Il contrasto è perfetto. Provateli!

Ho tagliato a metà dei pomodorini e li ho cosparsi di zucchero di canna, sale e pepe, quindi li ho cotti in forno per circa 25 minuti, lasciandoli appassire un po’ ma non troppo.
Per condire questi i finger food, li ho tagliati in pezzetti perchè erano dei pomodorini abbastanza grandi, ma se li trovate piccolini potreste lasciarli a metà e metterli come una cupolina sull’anello di parmigiano.

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14 lug

Muffin all’amaretto

Ho realizzato questi muffin con il “metodo bignè” di Montersino. Quindi, una garanzia!
In realtà avendo cambiato un po’ di cose in corso d’opera, avevo molti dubbi sulla riuscita. Invece sono stati davvero ottimi!
La ricetta l’ho presa dal libro Tiramisù e Chantilly, ma, con ingredienti diversi, del procedimento parla anche qui.

Praticamente, invece di mescolare insieme i vari ingredienti “a crudo”, come per la pasta bignè, prima si fonde il burro con acqua e si aggiunge la farina, asciugando il composto sul fuoco, poi si aggiungono gli altri ingredienti.

Nella ricetta del libro i muffin prevedevano l’uso di orzo, gocce di cioccolato, rum, ma io non avevo nessuno di questi ingredienti, per cui i miei sono muffin alle mandorle, amaretto e cacao!

Ma soprattutto, invece del lievito per dolci classico, era previsto l’uso del bicarbonato d’ammonio. Non avendo nemmeno quello, ho usato il primo… Ecco, era questo il punto che mi preoccupava di più. Sarebbero venuti bene lo stesso?? Per fortuna si :-)

Ma veniamo alla ricetta e al procedimento!

 

Ingredienti per 12 muffin:

  • 150 gr di burro
  • 210 gr di farina 00
  • 150 gr di zucchero a velo
  • 210 gr di uova intere (circa 4 uova)
  • 20 gr di amaretto
  • una bustina di lievito per dolci
  • 5 gr di cacao
  • 100 gr circa di mandorle in pezzi o a lamelle
  • 2 gr di sale
  • qualche goccia di aroma alla mandorla

Occorre portare a ebollizione 50 gr di acqua, con il sale e il burro.
Appena raggiunge il bollore, aggiungere la farina tutta d’un colpo e mescolare facendo asciugare il composto sul fuoco.
E’ pronto non appena si stacca dalle pareti della pentola.

Allontanate dal fuoco e fate raffreddare. Quindi, unite lo zucchero a velo, le uova, il liquore, il cacao, le mandorle (lasciandone un po’ per la decorazione) e per ultimo il lievito.

Riempite gli stampini per circa 3/4 e decorate la superficie con le mandorle rimaste.

Infornate a 200°. Montersino dice per circa 10 minuti, ma a me ce ne sono voluti circa 25, non so se per la differenza nella lievitazione o, molto più probabilmente, per il mio forno che perde qualche colpo.

Comunque sia il risultato è ottimo :-)

*********

In questa ricetta ho utilizzato l’aroma Mandorla di Flavourart e i pirottini  in silicone Pavoni.

30 giu

Pastiera semifredda

Avrete pensato che mi sono ammattita a proporre la pastiera in estate!

Ma questa è un po’ diversa… ha il sapore della pastiera, la consistenza di una crema e la freschezza di un gelato!

E poi la ricetta è di Sal De Riso, per cui si può andare sul sicuro :-)

L’ho provata la prima volta a Pasqua. Dalle indicazioni sarebbe dovuta venire una torta semifreddo, ma dopo un po’ ha cominciato a crollare inesorabilmente (forse a causa di un errore nell’uso della gelatina in fogli? non l’avevo mai usata prima per cui magari ho sbagliato qualcosa) … insomma un vero disastro! Però messa in una coppa l’abbiamo mangiata lo stesso e il consenso per la bontà è stato unanime.

Quindi, ho deciso di riprovarci ma creando direttamente delle monoporzioni in coppette.

Secondo me in questo caso è possibile evitare del tutto l’uso della gelatina, ma poichè ho ritentato l’esperimento con ospiti a pranzo (si, lo so, sono una temeraria!) ho pensato bene di non variare la ricetta per il momento. La prossima volta però ci provo con una dose più piccola e vi faccio sapere.

Rispetto alla ricetta originale ho variato solo due cose: non ho fatto le arance semicandite (dove andavo a trovare le arance in questa stagione) con cui si dovrebbe fare la copertura del dolce e  ho modificato la dose dell’aroma di fiori d’arancio.
La prima volta avevo infatti messo la dose consigliata (2 gocce!!) ma assaggiando, naturalmente, non si percepiva nemmeno lontanamente la presenza dell’aroma… Non so se la scelta di metterne così poco deriva dalla volontà di mantenere il gusto il più delicato possibile (ma io a questo punto non lo metterei proprio e via…), oppure, più probabilmente, dall’uso di un aroma professionale, molto più concentrato rispetto a quelli che si trovano normalmente in commercio.

Fatto sta che, pur avendo aumentato un po’ le dosi, alla fine non si sentiva il gusto di fiori d’arancio, così caratteristico della pastiera. La seconda volta, perciò, non mi sono fermata finchè assaggiando non ho ottenuto il gusto che desideravo.

La comodità di questo dolce è che lo si può preparare con anticipo e lasciare in congelatore finchè non lo si vuole servire. A questo punto, basta tirarlo fuori un paio d’ore prima e metterlo in frigo: sarà fresco ma morbido.

Io, addirittura, preparo un giorno la pasta frolla (davvero buona) e un altro giorno la crema.

Pronta la crema, faccio gli strati e poi metto in congelatore. Comodo, no? E a questo punto, vi conviene fare una dose doppia, così da tenere una piccola scorta. Quella che vi segno è proprio la dose raddoppiata.

Ingredienti per circa 12 coppette:

Per la pasta frolla:

  • 120 gr di burro
  • 80 gr di zucchero
  • 40 gr di tuorlo
  • 2 gr di sale
  • vaniglia
  • la scorsa grattuggiata di un limone non trattato
  • 150 gr di farina
  • 50 gr di fecola di patate

Per la crema:

  • 300 gr di ricotta vaccina
  • 300 gr di grano cotto
  • 320 gr di zucchero
  • 160 gr di arancia candita
  • 300 gr di panna montata
  • fiori d’arancio (fate voi!)
  • 10 gr di gelatina in fogli
  • 160 gr di tuorlo
  • 100 gr di acqua

Prerarate la pasta frolla: lavorate insieme il tuorlo, lo zucchero, il burro morbido, il sale, la vaniglia e la scorsa di limone. Impastate con una frusta fino ad ottenere una pastella omogenea, quindi unite la farina setacciata con la fecola e iniziate a impastare a mano.

Ottenuto un impasto liscio, fate riposare in frigo coperto per almeno 30 minuti.

A questo punto potete stendere la pasta frolla e ricavare dei dischi poco più piccoli delle coppette che intendete utilizzare per il servizio e in numero pari alle coppe.

Con l’impasto rimanente ricavate dei biscottini con cui guarnirete i semifreddi.

Infornate tutto, posizionando su una teglia per il forno, per circa 20 minuti a 180°.

Se fate il dolce in giorni diversi, appena i biscotti sono freddi, congelateli. Non sovrapponeteli però per evitare che si incollino.

Per la crema, preparate prima uno sciroppo con cui pastorizzare le uova. Versate la metà dello zucchero nell’acqua e portate a una temperatura di 120° (io non ho il termometro e mi regolo aspettando un paio di minuti dopo il bollore dell’acqua).

A questo punto versate lo sciroppo ancora bollente sui tuorli, montando con le fruste elettriche fino a quadruplicarne il volume e a farle diventare molto spumose.

In un’altra ciotola lavorate la ricotta, lo zucchero e i fiori d’arancio, ottenendo un composto cremoso, unite il grano e mescolate.

Fate rinvenire la gelatina in acqua fredda per 5 minuti e poi scioglietela a bagnomaria e unitela alla crema di ricotta. Incorporate infine l’arancia candida, la panna montata e i tuorli montati.

A questo punto potete sistemare un po’ di crema sul fondo delle coppette, sopra posizionate il disco di pasta frolla, quindi ricoprite con altra crema e guarnite con i biscottini.

Mettete in freezer per almeno 3 ore.

 

Consiglio utile: visto che per questo dolce servono solo i tuorli, conservate gli albumi, pesandoli e poi congelandoli. Con questi potete per esempio fare il fantastico Angel Cake di Montersiono!

Presto vi darò la ricetta… :-)

E, a proposito, non dimenticate di partecipare al giveaway in cui potete vincere il libro Peccati di Gola di Luca Montersino!