05 Mar

Crostata di farro e mandorle farcita con confettura extra di fragole

Ultimamente la domenica è diventato il giorno dedicato alle crostate… ormai la pasta frolla, che da piccolina mi faceva penare, è diventato un po’ il mio cavallo di battaglia, visto che può essere sottoposta a mille varianti, aromatizzata con tanti ingredienti diversi, farcita di frutta, marmellate, cioccolata, creme… Insomma è davvero una base che si fa amare facilmente 🙂

E questa domenica tutto è nato da “perchè non fai qualcosa con la marmellata di fragole?” (la confettura extra di fragole Sant’Orsola) e il qualcosa si è trasformato in una crostata e la pasta frolla si è tramutata in questa meraviglia di farro e mandorle

Perchè, pensando alle fragole, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata proprio la mandorla, perfettamente sposata col suo aroma, con la sua consistenza e anche col suo pallido colore al rosso acceso e all’asprigno di questo frutto.

E per enfatizzare e amalgamare tutti i sapori ho utilizzato lo zucchero di canna Brasil (di Bronsugar) perchè con i suoi cristalli fini avrebbe ingentilito la frolla rispetto ad altre tipologie di zucchero di canna, col suo colore avorio brillante non avrebbe scurito la frolla sovrapponendosi alle mandorle, con la sua fragranza di miele d’acacia e vaniglia avrebbe perfettamente accompagnato la farcitura di confettura di fragole.

Ingredienti:

  • 250 g di farina di farro
  • 100 g di farina di mandorle
  • 120 g di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 135 g di burro
  • 350 g di confettura di fragole

Ho mescolato la farina con le mandorle e lo zucchero, quindi ho formato una fontana e al centro ho messo l’uovo e il burro ben freddo tagliato a dadini.
Ho mescolato con attenzione ma velocemente con le mani fino a ottenere un impasto omogeneo, quindi ho formato una palla e l’ho messa a riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Trascorso questo tempo, ho ripreso 2/3 della pasta frolla e l’ho stesa direttamente con le mani (usando le nocche) nella teglia leggermente unta, creando uno strato uniforme e dei bordi alti circa 3 cm.

Ho versato la confettura, spargendola uniformemente sul fondo e poi ho steso, stavolta col mattarello, la restante frolla, creando poi dei “fori” con degli stampini per biscotti.
Con questa sfoglia ho ricoperto la crostata, facendo attenzione a sistemare il disegno creato nel modo migliore possibile, e ho saldato i bordi tutt’intorno premendo coi polpastrelli.
Ho quindi tagliato la pasta eccedente (con cui ho fatto dei biscottini) e ho messo in forno a 180° per circa 35-40 minuti.

 

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10 Dic

Muffin all’orzo con marroni sciroppati al miele

Ho ricevuto in dono (graditissimo) della farina di orzo e non sono stata più nella pelle due lunghi giorni perchè non vedevo l’ora di provarla 🙂

Naturalmente il primo blog che sono andata a spulciare è stato quello di Federica, che con queste farine ci fa davvero di tutto e che mi ha consigliato di non usarne una percentuale altissima in impasti lievitati, per non creare difficoltà nella lievitazione 🙂
Poi pian piano ho elaborato la mia idea (e ne ho già in mente una molto sfiziosa salata…).

Ho optato per un approccio “soft”, con dei semplicissimi muffin all’aroma di caffè (in realtà non presente, ma dovuto solo all’orzo) abbinati a dei marroni sciroppati al miele (quelli di Sant’Orsola), che mi hanno ispirato fin da subito come accompagnamento al profumo dell’orzo.

E poi ultimamente cucino anche molto per abbinamento cromatico 🙂

In questo caso tutto un tono su tono su un caldo e autunnale marroncino, amplificato ancor di più dalla presenza di zucchero di canna (qualità Demerara di Bronsugar).

Insomma, il risultato è stato molto gradito e questi muffin sono davvero perfetti a colazione 🙂

Per la cottura ho utilizzato gli stampini in alluminio Icont, che essendo più alti dei classici pirottini di carta possono essere riempiti maggiormente di impasto, ottenendo una porzione perfetta 🙂
Non so per voi, ma con la classica dimensione dei pirottini che trovo in giro, il muffin per i miei gusti sa di poco… spesso sono invogliata a mangiarne 2 ma sono troppi.

Ecco questa, per me, è la dimensione giusta! 😀

Quindi, per le dosi, a me sono venuti 9 dolcetti. Ma con i pirottini più bassi ne verranno 12.

 Ingredienti:

  • 150 gr di burro
  • 50g di acqua
  • un pizzico di sale
  • 150 gr di farina 00
  • 60g di farina di orzo
  • 150 gr di zucchero di canna
  • 3 uova grandi
  • 20 gr (circa mezza tazzina) di caffè d’orzo (sostituibile con caffè o liquore a vostra scelta)
  • una bustina di lievito per dolci
  • 100 g di marroni sciroppati

Portate a ebollizione 50 gr di acqua, insieme al sale e al burro.
Nel frattempo miscelate le due farine e appena il burro raggiunge il bollore, aggiungete la farina tutta d’un colpo e mescolate facendo asciugare il composto sul fuoco. E’ pronto non appena si stacca dalle pareti della pentola ed è ben amalgamato.

Allontanate dal fuoco e fate intiepidire. Quindi unite lo zucchero di canna e mescolate bene, poi le uova una alla volta, senza aggiungere la successiva, finchè la prima non è perfettamente incorporata all’impasto.

Infine versate il caffè d’orzo e il lievito, amalgamando anche questi ingredienti, e per ultimo i marroni spezzettati.

Io ho lasciato da parte alcuni marroni tagliati semplicemente a metà, per metterli sulla superficie dei dolcetti.

Riempite gli stampini un pochino sotto al bordo, ponete su ogni porzione mezzo marrone e infornate a 180°, fino a cottura (circa 25 minuti), controllando con uno stecchino che anche l’interno sia ben cotto.

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23 Apr

Ciambelline morbidissime

E poi qualcuno parla male dei social network… venerdì pomeriggio arrivo a casa e Gabriele dormiva, lancio un’occhiata distratta su Facebook e mi cade l’occhio su delle ciambelline piuttosto invitanti realizzate da Federica (queste) e, detto fatto, nel giro di pochi minuti le ho messe in forno anche io 🙂

Non ho apportato quasi modifiche alla sua ricetta, tranne che per il tipo di yogurt  (avevo quello alla fragola) e la farina che non era autolievitante ma classica 00.
Inoltre, non mi andava proprio di glassarle, per cui le ho accompagnate con dell’ottima marmellata (salsa di mirtilli rossi di Sant’Orsola). Da venerdì che le ho fatte, sono ancora morbidissime e buone 🙂
E sono avanzate non perchè non siano buone, ma perchè il giorno dopo ho fatto anche dei panini al latte di cui vi parlerò in un altro post, per cui abbiamo mangiato un po’ di quelli e un po’ di queste ;-P

Ho utilizzato sia il classico stampo per ciambelline, che uno stampo in silicone Pavoni.

Ingredienti per circa 30 porzioni (di media dimensione):

  • 250 g farina 00
  • 130 g zucchero
  • 125 g yogurt (io alle fragole)
  • 120 g olio di oliva
  • 3 uova medie
  • 1 bustina di lievito per dolci

Ho sbattuto le uova con lo zucchero, quindi ho incorporato lo yogurt e per ultimo l’olio. Poco alla volta ho mescolato con la farina setacciata col lievito.

Ho riempito gli stampi (quelli non al silicone, unti con olio) e infornato a 180° per circa 20 minuti.

Buona colazione (o merenda)!  🙂

09 Feb

Vellutata di zucca

Premesso che non so quale sia la definizione esatta di questo piatto, visto che per me potrebbe pure chiamarsi passato di zucca, ho deciso di chiamarla così perchè lo fa sembrare un piatto figo, mentre è una cosina semplice semplice da fare anche all’ultimo minuto, ottima per grandi e soprattutto per i bambini e che conforta tanto nella stagione invernale.

E proprio per la sua estrema semplicità non l’avevo mai postata prima, perchè a volte dimentico che i lettori del mio blog non sono solo altri foodblogger, ma sono anche (anzi soprattutto, visti i numeri) gente che semplicemente cerca idee per il pranzo e la cena, persone che sanno cucinare, ma anche persone che non hanno mai bollito nemmeno un uovo.

Ma per fortuna, oltre ai commenti del blog e dei Social Network (che appunto provengono essenzialmente da chi ha a sua volta un blog), esiste anche il mondo reale e una chiacchierata tra amici o colleghi fa tornare in mente che a volte servono anche spunti di questo tipo. Perchè magari uno lo dà per scontato che la zucca per il passato la si fa in questo modo (che poi per carità ognuno la può fare come vuole, IO la faccio così, non so gli altri), ma poi quella tua amica ti chiede “ma prima la lessi? ci metti la patata? e perchè? latte? non mi sarebbe mai venuto in mente, bella idea!”… e così via.

E quindi, questa è la mia versione semplice, perchè se volete farla più saporita potete cuocere la zucca in padella dopo aver rosolato la cipolla, potete mettere la panna, alla fine aggiungere un po’ di pancetta croccante… potete fare mille varianti, insomma. Ma è un’altra ricetta. Questa è la “vellutata” che abbiamo mangiato ieri io e il mio piccolino (al papà non piace la zucca).

Ingredienti per 2 porzioni:

  • circa 300 gr di polpa di zucca
  • 1 patata
  • 1 cipolla piccola
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • circa 5 cucchiai di latte (panna se la volete più densa e cremosa)
  • q.b. olio extravergine d’oliva

Ho tagliato a cubetti la zucca e messa in una padella con poca acqua, insieme alla cipolla affettata. Metto il sale e aggiungo poco liquido per non far disperdere troppo le sostante nutritive che andrebbero buttate insieme all’acqua. Se necessario, in cottura ne aggiungo ancora un pochino. In tutto, comunque, ci vogliono circa 15 minuti. Appena inizia a disfarsi è pronta.

La questione della patata è la seguente: i puristi direbbero di lessarla con la buccia intera e quindi a parte, per mantenere l’amido. Io l’ho tagliata a cubetti e messa a cuocere insieme alla zucca. Quando posso abbreviare i tempi li abbrevio (il tempo di cottura di una patata tagliata in pezzi è più o meno lo stesso della zucca).

Cotte zucca e patata e assorbito il liquido di cottura, passo tutto nel mixer ottenendo una crema. Aggiungo il parmigiano e il latte, mescolo e verso di nuovo in padella a cuocere e rassodare per circa cinque minuti.

Al momento di servire, ben calda, verso un filo d’olio extravergine d’oliva e ancora un pochino di parmigiano.

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Sapete che a Milano si è appena tenuto Identità Golose, il congresso italiano di cucina e pasticceria d’autore? Mi è arrivato questo comunicato stampa che una volta tanto metto in evidenza perchè in allegato ci sono delle interessanti ricette a base di mela!

A IDENTITÀ GOLOSE KANZI® INCONTRA L’ALTA CUCINA

Celebrato a Identità Golose il gustoso matrimonio fra la mela più seducente in natura e la cucina d’autore. La Chef Marta Grassi del ristorante Tantris di Novara ha interpretato le caratteristiche di questo frutto realizzando in esclusiva tre deliziose preparazioni

(Bolzano, 8 febbraio 2012) Tortelli di anatra e mela Kanzi; guancia di vitello, insalata invernale, mela Kanzi fresca iodata e salsa marina; cromatismo di mele Kanzi. È questo l’intrigante tris di piatti proposto da Marta Grassi del Ristorante Tantris di Novara in occasione dell’incontro che si è tenuto lunedì 6 febbraio in occasione di Identità Golose a Milano.

Durante l’appuntamento la Chef stellata Michelin ha interpretato le note di gusto di questo frutto mettendone in risalto le inconfondibili caratteristiche sensoriali. Come i suoi colori brillanti, rosso acceso attenuato da delicate pennellate di giallo, il profumo delicato e, soprattutto, il gusto agrodolce che contraddistingue la varietà, rendendola versatile in cucina e ottima consumata cruda.

Kanzi® è prodotta in Italia dai Consorzi VOG e VI.P, che ne raccolgono i gustosi frutti nelle valli dell’Alto Adige / Südtirol. Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.kanzi.it

Clicca sui titoli per aprire il PDF con la relativa ricetta.

 

  1. Tortelli di anatra e mele Kanzi con caramello all’aceto di mele
  2. Cromatismo di mele Kanzi
  3. Guancia di vitello, insalata invernale, mela Kanzi fresca iodata, sale marino
09 Gen

Crumble di mele e ribes rosso

Di solito dopo le feste ci vorrebbe qualche ricettina light e disintossicante, ma io ho digiunato sia a Natale che a Capodanno (e nei giorni prima, durante e dopo) per influenza e malesseri vari per cui un dolcetto me lo posso permettere ecco 🙁

Che poi come dolce è anche abbastanza leggero, oltre che facilissimo e veloce, per cui ve lo consiglio vivamente!

Crumble vuol dire briciola, per l’aspetto sbricioloso della superficie, e quindi non sono richieste grandi doti di impastatore/trice: basta tagliare la vostra frutta preferita, metterla sul fondo e ricoprirla delle briciole di impasto di farina, burro, zucchero, infornare e mangiare. Voilà!

Si può quindi realizzare con qualunque frutta e mescolarla con marmellate, creme, spezie e frutta secca. Versatile e pratico, perchè questi ingredienti li abbiamo sempre in casa.

In questa ricetta ho utilizzato la mostarda di ribes rosso Sant’Orsola e la fetta l’ho ricavata con il coppapasta tondo Guardini.

Ingredienti per 6 porzioni:

  • 180 gr di farina
  • 105 gr di burro
  • 105 gr di zucchero di canna
  • 3 mele medie
  • cannella
  • 50 gr di pinoli
  • nocciole
  • mostarda di ribes rosso

Mescolare la farina con lo zucchero di canna e i pezzetti di burro freddo, creando coi polpastrelli delle grosse briciole (una volta tanto non ci dobbiamo proccupare di fare impasti lisci, omogenei, elastici… 😀 ).
Posizionare sul fondo di una teglia da forno coi bordi rialzati le mele affettate, i pinoli, qualche nocciola tritata. Ricoprire tutto con cannella e poi fare uno strato di mostarda o marmellata.
Ricoprire infine con le briciole di impasto e ancora qualche nocciola tritata.
Infornare per circa 30 minuti a 180°, finchè il dolce non è ben colorito.
Ottimo caldo/tiepido.

29 Dic

Crepes con lenticchie e cotechino

Ve l’avevo promesso ieri che avrei testato una proposta nuova per il classico abbinamento lenticchie con cotechino per il Capodanno!
Eccola qua e, come sempre per le mie ricette, è facile, veloce (se si hanno le lenticchie già lessate e il cotechino precotto), da preparare anche con anticipo e buona!

Quindi ottima per chi ha bisogno di un’idea dell’ultimo minuto e non ha molto tempo a disposizione.

In questo piatto ho usato la caciotta Kremina Inalpi.

Ingredienti per 8 crepes

  • 1 uovo
  • 3 bicchieri da caffè di farina
  • 3 bicchieri da caffè di latte
  • un pizzico di sale e uno di pepe nero

Per il ripieno:

  • circa 300 gr di lenticchie lessate
  • circa 250 gr di cotechino precotto
  • circa 100 gr di caciotta
  • olio extravergine d’oliva
  • un bicchierino di passata di pomodoro
  • sale

Ho cotto il cotechino al microonde come indicato sulla confezione (6 minuti a 650 W), ma naturalmente potete anche lessarlo o cuocerlo del tutto voi se comprate quello buono buono dal macellaio 🙂

Le lenticchie le avevo già pronte (di solito quando lesso i legumi ne congelo sempre un po’) altrimenti lessatele normalmente. Ricordo che, diversamente dagli altri legumi, non serve mettere a bagno le lenticchie: possono essere lessate direttamente per circa una quarantina di minuti (ma dipende dalle dimensioni e dal tipo).

Una volta cotte, fate un soffritto con olio, carota e cipolla (e sedano se vi piace), unite le lenticchie con l’acqua di cottura (quel tanto che basta a ricoprirle a filo) e pochissima salsa di pomodoro, giusto per renderle rosate. Salate e lasciate insaporire per circa 15 minuti.
Aggiungete il cotechino tagliato a dadini e lasciate insaporire ancora per un quarto d’ora circa, così da far restringere anche il sughetto.

Nel frattempo preparate la pastella per le crepes, sbattendo l’uovo e unendo la farina. Una volta ben amalgamati i due ingredienti (sarà una pastella molto densa) aggiungete il latte e mescolate bene, facendo sciogliere l’impasto. In questo modo non vengono grumi. Salate, pepate e lasciate riposare circa 30 minuti.

Dopo il riposo, prendete una padella antiaderente e fate scaldare un filo d’olio. Con un mestolo versate un cucchiaio alla volta, roteando la padella per ricoprirne interamente il fondo e cuocete la crepe da entrambi i lati. Io ho formato delle crepes piuttosto piccole, usando il padellino per l’uovo.

Pronte le crepes, potete farcirle con il composto di cotechino e lenticchie (se ce n’è ancora, scolatele un po’ dal liquido di cottura) e con dadini di caciotta, arrotolatele e passatele in forno giusto il tempo di far fondere il formaggio (circa 10 minuti).
Sono già ben condite, per cui non serve aggiungere olio o grassi ulteriori. E sono abbastanza umide e cremose senza bisogno di mettere della besciamella.

Ottime così, calde calde, potete dare un tocco festivo servendole con un cucchiaino di mostarda di ribes rosso, come questa Sant’Orsola.

Probabilmente questa sarà l’ultima ricetta per il 2011… quindi vi lascio gli auguri  per un inizio strepitoso del 2012!
A proposito, avete già scaricato il FoodCalendario 2012?? Non lasciatevelo scappare!

E ricordate che il 22 gennaio scade il contest “Licenza di copia!“. Vi aspetto 🙂

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Con questa ricetta partecipo al contest di Pillole Culinarie!

22 Set

Clafoutis con more e prugne al profumo di cannella

Non faccio che vedere clafoutis in giro sui blog e m’è venuta la curiosità! Ma come sarà mai questo dolce? E che consistenza avrà??

Allora ieri, dovendo consumare le ultime more allo sciroppo che avevo usato per le meringhette, ho deciso di provare a farne uno, vista la semplicità e gli ingredienti facilmente reperibili in casa.

E poi è un dolce leggero, visto che non ha burro o altri grassi. La consistenza è particolare, quasi budinosa, ma meno molliccio e più simile a una torta. Inizialmente pensavo che non fosse cotto bene, invece poi ho cercato delle foto in rete e mi sono resa conto che era proprio così che doveva venire (magari un po’ meno colorito, ma vabbè…).

Sapore? Naturalmente tutto sta nella frutta usata! Più saporita sarà, migliore sarà il dolce.
La ricetta originale francesce prevede le ciliege (con tanto di nocciolo) ma ormai lo si trova in mille varianti.

A me è piaciuto, anche se non posso eleggerlo come mio dolce preferito, ma alla mia famiglia è piaciuto molto di più e la teglia è stata completamente ripulita!

E poi, è un buon modo per riunire dessert e frutta 🙂

Ho trovato dosi molto diverse in giro. Visto che si tratta essenzialmente di una pastella credo che si possano facilmente modificare le quantità degli ingredienti senza stravolgere troppo il risultato. In alcune versioni viene usata addirittura la panna.

Io ho seguito le indicazioni trovate qui e visto che il risultato è stato così apprezzato ve le propongo volentieri con le mie poche modifiche.

In questo dolce ho usato le more allo sciroppo Sant’Orsola e la farina 00 di Molino Chiavazza.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 100 gr di zucchero
  • 90 gr di farina 00
  • 200 ml di latte
  • 2 cucchiai di maraschino
  • cannella in polvere
  • 2 prugne grosse
  • circa 30-35 more
  • un po’ di burro per la teglia e zucchero a velo per decorare

Montate le uova con lo zucchero ottenendo un composto molto spumoso e chiaro.
Aggiungete delicatamente la farina setacciata e il latte un po’ alla volta, cercando di non smontare il composto.
Infine unite il liquore scelto. Questa pastella risulterà piuttosto liquida.

Imburrate uno stampo per torte e posizionate sul fondo la frutta (le more intere e le prugne a fette sottili). Versate sopra la pastella delicatamente e coprite tutta la frutta. Sopra spolverizzate con la cannella.

Io ho infornato a 180° per circa 40 minuti, ma credo sia meglio una temperatura inferiore (sui 160) in quanto si è sgonfiato un po’ una volta spento il forno e si è colorito troppo presto.

E’ ottimo tiepido, magari ricoperto di zucchero a velo, e credo si accompagni benissimo con una salsa leggera alla vaniglia (ci proverò la prossima volta 🙂 ).

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16 Set

Meringhette con crema e more

 Ieri ho messo da parte il mio odio viscerale per la sacca da pasticcere e mi sono cimentata nella preparazione delle meringhe! Per la precisione, parlo delle meringhe francesi (cioè da forno) e per essere un po’ più tranquilla sul risultato, ho preferito affidarmi alle indicazioni di Luca Montersino.
La preparazione e le dosi sono molto semplici: si monta una quantità di albumi con uguale quantità di zucchero semolato e poi a questo composto si unisce ancora la stessa quantità di zucchero: questo permetterà alle meringhe di essere belle croccanti dopo la cottura.

In realtà più che di una cottura parliamo di un’asciugatura in forno: la temperatura sarà molto bassa (90-100°) e durerà molto a lungo (dalle 2 ore in su). Inoltre, Montersino consiglia di inserire un cucchiaio nello sportello del forno, così da mantenerlo socchiuso e favorire l’uscita dell’umidità, ma questo passaggio l’ho tralasciato visto che Gabriele adora giocare col forno e sono mesi che cerca di entrarci dentro, per cui ho voluto evitare di creare un’ulteriore attrattiva…
In compenso, visto che in questo periodo a causa dei lavori a casa mia sono ospite dai miei, ho usato il forno ventilato che asciuga maggiormente.

Parte delle meringhe le ho fatte in modo classico, parte a forma di piccolo contenitore, farcito poi con crema e panna e decorato con una bella mora succosa.

Le more sono quelle allo sciroppo della Sant’Orsola, mentre la panna è Hulalà della Codap.

Ingredienti per le meringhe (a me ne sono venute una ventina di dimensione media):

  • 100 gr di albumi (circa 3 uova piccole)
  • 200 gr di zucchero semolato da usare in due volte

Ingredienti per la farcitura:

  • crema pasticcera (ho usato i 3 tuorli avanzati dalle meringhe, ma ho seguito la mia ricetta))
  • uguale quantità (più o meno) di panna montata
  • 1 mora per ogni meringa

Montate gli albumi con metà zucchero semolato: deve risultare una schiuma a bolla fine, quindi con bollicine quasi invisibili, e molto ferma. A questa schiuma aggiungete lo zucchero restante e mescolate (stavolta a mano) molto delicatamente dal basso verso l’alto.

A questo punto riempite la famigerata sacca da pasticcere e formate le meringhe direttamente su una teglia ricoperta da carta forno. Io ne ho fatte parte con la forma tradizione a punta e parte a forma di “scodellina”, creando una base circolare e facendo un ulteriore giro esterno sopra questa base.

Quindi infornate a 100° (di meno ma non di più) per un minimo di 2 ore. A me, per questa dimensione, ci sono volute 3 ore piene. Credo valga solo la prova assaggio per appurare che l’asciugatura sia completata, fatevene una ragione 😀

Cotte le meringhe, potete farcirle con una crema ottenuta mescolando la crema pasticcera con più o meno un’uguale quantità di panna e decorare con una mora.

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Ricordatevi di partecipare al giveaway! In palio il libro Ricette per Gioco di Natalia Cattelani 🙂

28 Ago

Dolcini ripieni di confettura

Per questi dolcini di pasta frolla ripieni ho seguito le dosi per la frolla di Luca Montersino ed è venuta davvero buonissima 🙂

Sono perfetti per la colazione e per una buona merenda.

Come ripieno ho utilizzato la confettura extra di Misto Bosco Sant’Orsola (frutta in quantità di 55 g per 100 gr, zucchero di canna e pectina).

La vaniglia che ho utilizzato, invece, è quella Madagascar in polvere de I gusti vegetali.


Per dare la forma a fiore ho invece usato lo stampo da 6 Briochettes in silicone della linea Amélie della Guardini.

Ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • 300 gr di burro
  • 200 gr di zucchero a velo
  • 80 gr di tuorli
  • 1 gr di sale
  • buccia di limone grattuggiata
  • vaniglia bourbon (io ho usato quella in polvere)
  • marmellata o confettura del gusto preferito

Mettete la farina a fontana su una spianatoia e al centro lo zucchero a velo, i tuorli, il burro a temperatura ambiente a pezzetti, il sale, la scorza di limone e un pizzico di vaniglia. Lavorate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo, quindi fatelo riposare coperto in frigo per almeno mezz’ora.

Montersino specifica, nel suo libro Peccati di Gola, che la grammatura del burro e dello zucchero possono essere variati: se si aumenta la quantità di zucchero la pasta frolla verrà più croccante, se si aumenta quella di burro sarà più friabile.

Trascorso il tempo di riposo al fresco, ho messo parte dell’impasto negli stampini, formando un piccolo contenitore. Al centro ho posto un bel cucchiaio di confettura (senza esagerare, perchè altrimenti in cottura uscirà fuori) e poi ho ricoperto con altro impasto, chiudendo i bordi molto bene.

Ho infornato a 180° per circa 25-30 minuti.