13 Set

Brioches allo yogurt greco e uvetta

In questi giorni tutti i bimbi ricominciano le scuole e hanno bisogno di qualche dolce coccola in più, le temperature inoltre sono diventate più sopportabili e impastare e cuocere in forno è finalmente più piacevole 🙂

Vi propongo allora queste soffici brioches, non troppo dolci ma dall’inconfondibile aroma di miele (Mielbio Millefiori Rigoni di Asiago).

Ingredienti per circa 10 brioche:

  • 320 g di farina
  • mezza bustina di lievito di birra liofilizzato
  • 80 g di latte
  • 130 ml di yogurt greco
  • 40 g di burro morbido
  • 70 g di zucchero
  • 10 g di miele
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 50 g di uvetta

Ho impastato per circa 10 minuti nella planetaria la farina, col lievito, lo zucchero e il miele, lo yogurt e il latte, fino ad ottenere un impasto ben incordato, che si staccasse perfettamente dalle pareti.

Per ultimo ho aggiunto il burro morbido, il sale e l’uvetta, continuando ad impastare finchè l’impasto non è tornato ad essere morbido e compatto.

Ho quindi infarinato il fondo di una ciotola e messo tutto a lievitare al suo interno, in un luogo caldo al riparo da correnti d’aria (il forno a microonde spento nel mio caso).

Una volta raddoppiato l’impasto, ho realizzato delle palline e le ho messe su una teglia per il forno ben distanziate, lasciandole riposare ancora circa 40 minuti.

Ho infine spennellato ogni brioche con un pennello bagnato nel tuorlo d’uovo mescolato a un cucchiaio di latte e infornato a 180° per circa 15 minuti.

 

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13 Feb

Strudel di mele e kumquat

E se viene voglia di preparare un buon dolce per il pranzo o la cena ma si ha poco tempo a disposizione sia per prepararlo che per cuocerlo? La soluzione c’è!
Uno strudel di frutta con la pasta sfoglia furbissima, quella che si prepara in casa con farina, burro e formaggio (ricotta o philadelphia) in pochissimi minuti, ma che rende alla perfezione, sfogliando anche meglio di quella comprata e che cuoce senza problemi (non so a voi ma a me quella confezionata resta sempre un po’ crudina all’interno).

strudel_fetta

Ecco, con questa non ho mai sorprese… Mi riesce sempre benissimo, è ottima e dà molta soddisfazione 🙂
Lo so, lo strudel in realtà non va fatto con la pasta sfoglia, ma con una pasta apposita (qui la ricetta), ma non mi andava di “faticare” per stenderla sottilissima, quindi ho optato per una versione veloce del dolce.

La farcitura comprende le classiche mele, aromatizzate con la cannella, ma anche dei profumatissimi kumquat (i mandarini giapponesi), che, come vi dicevo un paio di post fa, in questo periodo metto ovunque.
L’abbinamento è perfetto e il gusto davvero delizioso 🙂
Meno di mezz’ora di preparazione (e altrettanto di cottura) e il dessert è servito!

Ingredenti

Per la sfoglia

  • 90 g di farina
  • 75 g di burro
  • 80 g di Phiiladelphia (o ricotta)

Per la farcitura

  • 100 g di kumquat
  • 1 mela
  • 1 cucchiaio e mezzo di cannella in polvere
  • 1 manciata di pinoli
  • 1 manciata di uvetta
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di semola

Ho impastato la farina col burro freddo e il formaggio, ho formato una palla e ho messo a riposare in frigorifero per circa 30 minuti..

Nel frattempo, ho tagliato i kumquat a metà, ho tolto i semi e ho sbucciato e tagliato in pezzi la mela.

Trascorso il tempo di riposo, ho steso la pasta su un piano di lavoro infarinato, cercando di darle una forma rettangolare. Al centro ho messo la semola, così da farle assorbire parte dei liquidi della frutta, sopra ho sistemato le mele e i kumquat tagliati, ho aggiunto l’uvetta sciacquata sotto l’acqua corrente, i pinoli e ho ricoperto tutto con 3 cucchiai di zucchero e 1 di cannella.

strudel

Ho richiuso i due lati lunghi della sfoglia e ho sigillato i bordi dei lati corti, ho spolverato la superficie con lo zucchero e la cannella e infornato a 180° per circa 30 minuti, finchè non è diventato dorato.

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05 Nov

Pizzoccheri con radicchio, pinoli e uvetta

Ormai sapete quanto ami fare la pasta in casa!
Ieri mattina, girovagando su FB, ho letto di qualcuno che parlava di pizzoccheri e ho colto subito la palla al balzo per impastarne un pochino.pizzoccheri_cond_2

La caratteristica fondamentale di questa pasta, tipica della Valtellina, è l’uso della farina di grano saraceno. Credo che nella ricetta originale, la percentuale di farina di grano saraceno rispetto alla bianca sia decisamente maggiore (4/5), mentre io ho usato metà e metà per un gusto più delicato e una consistenza meno rustica.

Per il condimento, invece, ho usato quello che avevo a disposizione: un bel cespo di radicchio rosso tondo a cui ho abbinato pinoli e uvetta, legando tutto con un po’ di scamorza affumicata e del grana.

Ingredienti per due porzioni:

  • 100 g di farina bianca (ho usato della farina 0 macinata a pietra)
  • 100 g di farina di grano saraceno
  • acqua q.b. (circa mezzo bicchiere di plastica)
  • ulteriore farina per la lavorazione

Per il condimento:

  • 250 g di radicchio rosso tondo
  • mezza cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 carota media-piccola
  • 35 g di pinoli
  • una manciatina di uvetta
  • 80 g di scamorza affumicata (ci starebbe benissimo anche un taleggio, una fontina…)
  • abbondante grana grattugiato
  • olio extravergine d’oliva q.b.

Ho miscelato le due farine e le ho impastate con un po’ di acqua alla volta, fino ad ottenere un composto elastico e omogeneo. Ho messo l’impasto a forma di palla sul piano di lavoro, coprendolo con una ciotola a far riposare.

Nel frattempo ho preparato il condimento, tritando la cipolla e la carota e togliendo la pellicina allo spicchio d’aglio. Ho messo quindi tutto in una padella capiente e ho fatto soffriggere a fuoco basso in olio extravergine d’oliva, salando leggermente.
Intanto ho lavato bene il radicchio e l’ho tagliato in pezzi piccoli, quasi tritato, aggiungendolo al soffritto. Ho aggiunto un altro pizzico di sale, l’uvetta ben sciacquata (non serve l’ammollo) e i pinoli e ho portato a cottura.

Ho ripreso l’impasto dei pizzoccheri e ho steso una sfoglia col mattarello (circa 3 mm di spessore), tagliando quindi delle strisce di circa mezzo cm e della lunghezza di circa 5-6 cm. Per stendere la pasta, occorrerà probabilmente aggiungere ulteriore farina sul piano di lavoro.

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Tappetino in silicone Pavoni

Ho lessato quindi per 3 minuti circa la pasta in abbondante acqua salata, l’ho scolata con una schiumarola e versata direttamente nella padella col condimento, insieme a una mestolata di acqua di cottura, facendo insaporire tutto e rendendo cremoso il condimento. Solo all’ultimo minuto ho aggiunto anche  la scamorza tagliata a dadini piccoli e abbondante grana grattugiato per mantecare.

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12 Set

Pomodori al tonno gratinati

I pomodori son buoni in tutte le “salse” 😀 e anche farciti e gratinati al forno fanno sempre la loro bella figura, nonostante siano piuttosto semplici da fare, e si abbinano a un’infinità di ingredienti: riso, pasta, pesce, carne… basta dare uno sguardo alla dispensa e qualcosa vi verrà in mente!

Ieri li ho preparati, molto semplicemente, con del tonno e dell’uvetta e sono stati davvero un secondo gradito e fresco.

pomodori_gratinati

Ingredienti per 6 piccole barchette:

    • 3 pomodori lunghi non troppo grandi
    • 50 g di tonno in scatola
    • 10 g di parmigiano + altro per la superficie
    • 1 cucchiaio di uvetta
    • 1 cucchiaio di semi di sesamo

Ho tagliato i pomodori a metà per il verso lungo, quindi li ho incisi delicatamente, privandoli della parte centrale della polpa interna che ho messo da parte in una ciotolina.
Ad essa ho aggiunto il tonno ben scolato, il parmigiano grattugiato, l’uvetta e i semi di sesamo, mescolando tutti gli ingredienti con una forchetta, amalgamandoli.

Con questa farcia ho riempito le barchette ottenute dai pomodori, pressando con le dita.
Ho poi spolverato tutto con ulteriore parmigiano e infornato a 200° per circa 10 minuti.

Ottimi sia tiepidi che freddi.

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19 Apr

Crepes di farro con mele renette, vaniglia e limone

Ricettina de.li.zio.sa! Leggera, gustosa, asprigna e molto sfiziosa, perfetta da mangiare non solo calda ma anche tiepida 🙂

Questa ricetta nasce per essere abbinata al Brachetto Doc 2012 dell’azienda agricola Cascina Fonda (Piemonte – Mango CN) che 3Wine mi han inviato nella fantastica box del mese di Marzo.

3Wine regala in ogni box anche un opuscolo con 3 ricette da abbinare ad ogni vino e nel caso di questo brachetto, viene consigliata una tarte tatin di mele renette servito con gelato alla crema o alla vaniglia, in quanto questo tipo di spumante non  stucchevole “si sposa molto bene con l’acidità e le caratteristiche aromatiche della mela renetta”.

Come già fatto per il Catarratto siciliano, per cui avevo elaborato una nuova ricetta a partire dagli ingredienti base suggeriti da 3Wine, creando degli gnocchetti di caprino con scorze d’arancia e pistacchi, ho selezionato gli ingredienti che maggiormente caratterizzavano la tarte tatin e li ho riassemblati per dar vita a una nuova proposta che si abbinasse altrettanto bene a questo vino.

Quindi: mele renette, vaniglia del Madagascar (quella in polvere di Ferri), con l’aggiunta di un pizzico di acidità e freschezza in più data dalla scorza di limone fresco. L’aroma della vaniglia è enfatizzato dall’uso dello zucchero di canna Brasil di Bronsugar, e quello del limone dal miele di limone di Rigoni d’Asiago.

Insieme, questi elementi hanno dato vita alla farcitura di queste ottime crepes di farina di farro, leggere perchè senza olio nè burro (se non un pizzico usato per ungere leggermente la padella) e perchè ripiene di mele senza troppi zuccheri.

Ingredienti per 6 crepes da 22 cm di diametro circa:

Per le crepes

  • 260 g di latte
  • 1 uovo
  • 30 g di zucchero di canna
  • 150 g di farina di farro (o 00)
  • una mezza noce di burro o un cucchiaio di olio per cuocere le crepes

Per la farcitura e la finitura

  • 4 mele renette
  • 80 g di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere (o essenza di vaniglia o semi della bacca)
  • 100 g di pinoli
  • 100 g di uvetta
  • 1 bicchiere di succo di mela o rum o brandy
  • scorza grattugiata di un limone (attenzione a prendere dei limoni non trattati)
  • 6 cucchiaini pieni di miele di limone

Per prima cosa sciacquiamo e mettiamo a bagno l’uvetta in un bicchiere pieno di succo di mele (o di liquore), lasciandola ammollare per circa 1 ora.
Quindi, prepariamo la pastella per le crepes, sbattendo con forza con la frusta il latte e l’uovo. Aggiungete quindi lo zucchero di canna e mescolate ancora bene, quindi in un sol colpo tutta la farina e sbattete fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Fate riposare questa pastella per almeno 30 minuti, nel frattempo potete preparare gli ingredienti per la farcitura: sbucciando e tagliando le mele a dadini e mettendole in un pentolino antiaderente con lo zucchero di canna, la vaniglia, l’uvetta, insieme a un goccio di acqua e lasciando cuocere coperto a fuoco basso finchè non iniziano a sfaldarsi, ma senza che perdano del tutto la loro forma.

Cuocete le crepes in una padella antiaderente unta leggermente con olio o burro. Non appena il burro si scioglie o l’olio si scalda, con un foglio di carta assorbente “sporcate” bene tutta la padella, eliminando l’eccesso di grasso. Tra una crepes e l’altra ripeto sempre l’operazione, usando lo stesso tovagliolo, ma senza aggiungere altri grassi, e passandolo sul fondo della padella.

Al centro della padella ben calda versate quindi un mestolo di pastella e roteate per ricoprirne il fondo interamente e ottenere una crepes sottile, facendo cuocere e colorare prima una parte e poi l’altra.

Mettete da parte ogni crepes e continuate le operazioni fino a esaurire la pastella.

Pronte le crepes, anche nella stessa padella potete tostare leggermente i pinoli, per far rilasciare loro tutti gli oli aromatici e profumati.

Ora non resta che comporre il piatto, mettendo al centro di ogni crepes la farcitura di mele e uvetta, insieme ai pinoli tostati, quindi arrotolate e condite le crepes con del miele liquido.
Se usate il miele che ho utilizzato io, cremoso, mettetelo sempre nella padella delle crepes e dei pinoli, senza nemmeno accendere il fuoco, visto che è ancora calda: basterà a fargli raggiungere la giusta consistenza.

Aggiungete infine su ogni porzione della scorza di limone grattugiata a momento, per mantenerne tutto il profumo e la freschezza.

 

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17 Lug

Formaggelle di ricotta e uvetta

Mi piace moltissimo questo dolcetto. E’ uno dei tanti prodotti dolciari tipici della Sardegna, ma forse resta il mio preferito.
Ho assaggiato le formaggelle nel mio primo viaggio in quest’isola meravigliosa, consigliata da quello che allora era il mio ragazzo e ora mio marito.
Lui le conosceva bene perchè in Sardegna ha vissuto diversi anni. A me l’idea di assaggiarle non ispirava molto, perchè il nome “formaggella” mi faceva associare il dolce a qualcosa di salato e, non essendo ancora una raffinata foodblogger (ridete pure, tranquilli), certe cose ritenevo non facessero per me… 😀

E invece, fu amore al primo morso!! Delicate, profumate, non troppo dolci… davvero buonissime!
E poi, come qualcuno di ha fatto notare su Instagram, non sembra un piccolo Sole??

Ho fotografato proprio la formaggella più cicciottella (quelle sullo sfondo sono già più sottili)… quindi, prendetela come riferimento per fare l’impasto più sottile. La metà di questo spessore diciamo.

E’ uno di quei dolci che si trova solo nella zona d’origine (mai viste altrove, ma immagino che qualche negozio che vende prodotti tipici sardi possa averle), salvo che in sporadiche comparsate da Lidl. In realtà quelle di Lidl non sono proprio uguali a quelle che conosco io. A parte l’ovvia considerazione che sono dei prodotti industriali per cui molto lontani dal sapore più genuino di quelle del forno o delle pasticcerie presso cui le ho mangiate, in quelle manca anche l’uvetta e l’aroma di arancio è quasi inesistente.

E allora, qualche giorno fa, quando m’è presa una grandissima voglia di mangiarle di nuovo, mi sono messa alla ricerca di una ricetta che mi ispirasse autenticità e tradizione. Impresa ardua!
Come per tutti i dolci sardi, esistono differenze notevoli tra la versione delle ricette delle diverse zone (per non parlare dei nomi: formaggelle, pardulas, casadine…). E così leggo tra gli ingredienti di alcune “zafferano”, ma ero abbastanza certa che in quelle mangiate non ci fosse…
E poi niente uvetta…
E poi primosale? O ricotta? Insomma una giungla…

Ma per fortuna che c’è Twitter e così scopro la ricetta di Daniela (Senza Panna). E’ lei! E’ la mia ricetta, ne sono sicura!
Detto fatto, il giorno dopo le inforno e le mangio pure… Voglia, per ora, soddisfatta, ma sull’agenda della brava foodblogger mi sono appuntata di rifarle a breve! Anche perchè sono venute buonissime, ma devo perfezionarle un po’ nella manifattura (pasta più sottile e ripieno posizionato meglio).
Leggete il post di Daniela perchè dà notizie interessanti, e spiega anche che è un dolcetto che veniva tradizionalmente cotto nel forno a legna, alla temperatura più bassa.
Io, naturalmente, ho seguito la sua ricetta alla lettera. Unica diversità le dosi tra impasto base e “ripieno”.
Ho dimezzato le dosi della crema, tenendo però uguali quelle dell’impasto che la contiene. Ebbene, se avessi fatto diversamente l’impasto non mi sarebbe bastato.
La differenza può stare in parte nel fatto che le prime che ho realizzato dovevano essere un po’ più sottili (e rivedendo oggi le foto direi anche parecchio più sottili), poi ci ho preso la mano e sono venute perfette…
Daniela mi suggeriva che un altro fattore può essere la dimensione dei dolcetti e quindi la diversa proporzione tra ripieno e base.

Comunque, io vi lascio le dosi così come le ho seguite io… Se proprio dovesse avanzarvi dell’impasto lo potete congelare e tenere pronto per la prossima volta (io ne avevo fatto di più proprio per questo motivo…)!

Il mio personale baby chef all’opera

Ingredienti per la pasta:

  • 300 gr di semola rimacinata (potete usare anche farina 0)
  • 1 pizzico di sale
  • 75 gr di burro (nella ricetta originale si usa lo strutto)
  • acqua q.b. (circa una tazzina di caffè)

Ingredienti per il ripieno:

  • 500 g di ricotta di pecora
  • la buccia grattugiata di 1 arancio
  • 1 uovo piccolo
  • 50 g di semola rimacinata (o farina 0)
  • 50 g di zucchero (io, come sempre, ho usato quello di canna)
  • 50 g di uvetta ammollata nel succo dell’arancia
  • un pizzico di sale

Ho impastato la semola con il burro freddo a pezzetti, il pizzico di sale e un pochino di acqua, quel poco che è bastato per avere un impasto sodo e lavorabile. A me è servita più o meno una tazzina di caffè di acqua.
Ho messo l’impasto in frigo e ho preparato il ripieno.

In una ciotola ho lavorato leggermente la ricotta con la forchetta, quindi ho aggiunto l’uovo, lo zucchero, la semola e il pizzico di sale.
Ho quindi grattuggiato la buccia dell’arancio, incorporandola al resto e poi unito l’uvetta precedentemente ammollata nel succo d’arancio.
Nella ricetta originale non si parla di ammollo dell’uvetta perchè non necessario. Io l’ho fatto per aumentarne l’aroma.
Come sapete, gli aranci in commercio ora non sono il massimo visto che non è stagione, per cui dovevo potenziarne un po’ il profumo 🙂

Ho messo la crema in frigo (fa davvero troppo caldo per tenere certi ingredienti fuori anche per pochi minuti) e ho steso la pasta con un paio di mm di spessore. Quindi, con un coppapasta o un bicchiere non troppo piccolo, ho ricavato tanti cerchi al cui centro ho messo una cucchiaiata di ripieno.
A questo punto non resta che creare la forma caratteristica delle formaggelle, pizzicando i bordi della pasta.

Sempre lei, la formaggella più obesa, prima della cottura… si vede che era quella con la forma più carina… 😀

Infornate a 160° fino a doratura. 
Come tutti i dolci a base di ricotta (e non solo) il giorno seguente sono al massimo del loro gusto.

PS. Visto la presenza di ricotta, col caldo preferisco conservarle in frigo. Sono ottime anche fredde!

11 Ott

Fagottini di pere alla cannella

Ve l’avevo anticipato… con la pasta frolla in più, avanzata dopo aver ricoperto le mele, ho realizzato questi fagottini ripieni. La ricetta in realtà è un copia e incolla della precedente, perchè ho riutilizzato anche lo stesso ripieno delle mele. L’unica differenza è quindi la sostituzione della mela con la pera in pezzi.

E’ quindi, più che altro, un’idea in più!

Ma il sapore in realtà è tutta un’altra cosa… e devo dire che alla fine hanno riscosso più successo delle mele 🙂

E visto che parliamo di riciclo, anche in questa ricetta ho usato la stessa confettura extra di albicocche del Vesuvio di Casa Barone.

Piatto Ecobioshopping – Tovaglietta Creativitavola

Ingredienti per 6 fagottini:

  • 1 pera media
  • una manciata di uvetta messa a bagno in un biccherino di rum
  • una manciata di pinoli
  • 4-5 cucchiaiate di confettura di albicocche (o altro frutto)
  • cannella in polvere a piacere
  • 3-4 cucchiaini di zucchero di canna

Per la pasta frolla (vi dimezzo le dosi della ricetta precedente):

  • 50 gr. di burro
  • 50 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo interoe e 12 tuorli
  • 200 gr di farina 00
  • un cucchiaio di rum
  • scorza di metà limone

Per servire:

  • zucchero a velo

Preparare la pasta frolla impastando gli ingredienti necessari (per il procedimento, se vi dovesse servire, vedete qui) e mettetela a riposare una trentina di minuti in frigo.

Lavate, sbucciate e tagliate la pera a quadratini. Mescolate in una ciotola la confettura, i pinoli, l’uvetta strizzata, la cannella, lo zucchero di canna e la pera.

Stendete la pasta frolla col mattarello, con uno spessore di circa mezzo centimetro, e ricavate dei rettangoli.
Ponete al centro di ogni rettangolo parte del ripieno e arrotolate la pasta frolla (tipo cannellone), quindi chiudete bene i due bordi aperti di questo fagottino con i rebbi di una forchetta, facendo aderire le estremità, altrimenti in cottura la marmellata uscirà tutta.

Effettuate poi dei taglietti obliqui su ogni fagottino (io ne ho fatti 3), mettete un cucchiaino di zucchero di canna sulla superficie, per caramellare, e infornate a 180° per circa 20 minuti.

Tiepidi o freddi hanno un sapore più intenso, anche se difficilmente riuscirete a resistere da un assaggio appena sfornati!

***************

In chiusura vi ricordo che stasera ci sono le estrazioni del lotto e che sapremo il nome del vincitore del giveaway! Guardate l’elenco del post precedente per sapere il numero abbinato al vostro commento 🙂

Per ricapitolare, oggi pubblico questa tabellina in cui evidenzio i lati positivi e negativi che avete trovato nel mio blog. Cercherò di lavorare sui lati negativi (laddove è possibile) e potenziare quelli positivi 🙂
Grazie a tutti per lo sforzo fatto!

Cosa non piace di Nastro di Raso:

  1. Al primo posto, con 10 voti, la grafica! Più che altro, mi sembra di capire, i colori, che molti di voi vorrebbero più vivaci e accattivanti. Purtroppo è un tasto dolente, perchè è proprio quello che a me piace del sito 🙁 Però prometto che ci penso su e che cercherò di trovare il modo di far convergere i gusti di tutti 🙂
  2. Al secondo posto, a pari merito con un voto a testa, troviamo:
    • il nome del blog: ma credo sia perchè c’entri poco con l’argomento trattato. Aveva un senso quando il blog trattava argomenti diversi (ed è un gioco di parole col mio cognome) ma meno ora.
    • la frequenza dei post: problema almeno momentaneamente risolto ;-P
    • l’usabilità del sito: sembra che ci si perda un po’… quest’ultimo punto vorrei approfondirlo meglio e chiedo a Tiziana di argomentarlo più in dettaglio, se può.

Cose che piacciono di Nastro di Raso:

  1. Al primo posto, con 18 voti, le ricette. E questo è già un gran bel risultato 🙂
    Sono state definite originali, interessanti, semplici, delicate, ben spiegate, ripetibili, ben fotografate (ma sicuro???), preparate con amore, adatte a persone impegnate tutto il giorno, con ingredienti facilmente reperibili
  2. La grafica (2 voti controcorrente ;-P): “pulizia del sito e creatività frizzante che traspare continuamente, nonostante il format rigoroso” e “graficamente, i colori, strutturalmente, ben fatto e subito intuibile”
  3. Area download (1 voto)… ma credo che dovrei aggiornarla un po’…
  4. La posizione degli elementi della sidebar (1 voto)

In bocca al lupo a tutti i partecipanti! 🙂

10 Ott

Golose mele in crosta e chiusura Giveaway

Buon inizio settimana e grazie a tutti i partecipanti al mio giveaway!
Ieri sera, infatti, è scaduto il termine per partecipare al giveaway con in palio il libro Ricette per gioco offerto da Natalia Cattelani di Tempo di cottura.

Sono pervenuti 46 commenti validi che parteciperanno all’estrazione. Domani sera ci saranno le estrazioni del lotto e, come anticipato, il vincitore sarà l’autore del commento che ha la posizione del primo numero estratto sulla ruota di Roma inferiore o uguale a 46, sulla base dell’elenco che pubblicherò a fine post.

Nel frattempo, vi lascio la ricetta di questo buonissimo dessert, uno dei cavalli di battaglia di mia madre: delle golosissime mele ripiene in crosta.

In questa ricetta ho utilizzato la confettura extra di albicocche del Vesuvio di Casa Barone (ma sapete che è buonissima?? solo frutta e zucchero di canna e le albicocche si trovano a pezzi belli grossi… ottima da mangiare anche nature, solo col cucchiaino!).

La decorazione (foglie e picciolo) le ho fatte con del MMF (marshmallow fondant) che mi era avanzato da altre preparazioni.

Ingredienti per ogni porzione:

  • 1 mela annurca (o comunque mele piccoline)
  • un cucchiaino di pinoli
  • un cucchiaino di uvette
  • un cucchiaio abbondante di confettura di albicocche (o anche di altra frutta)
  • un bicchierino di rum
  • un cucchiaino di cannella in polvere

Per la pasta frolla (con queste dosi ho ricoperto 6 mele e ho ricavato 6 fagottini ripieni (la ricetta la prossima volta 🙂 ):

  • 100 gr. di burro
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 2 uova intere e 2 tuorli
  • 400 gr di farina 00
  • un paio di cucchiai di rum
  • scorza di un piccolo limone

Per servire (facoltativo):

  • cioccolato fondente
  • latte

Preparare innanzitutto la pasta frolla, così da farla riposare un po’ in frigo.

Io sbatto prima le uova con lo zucchero, rendendole molto schiumosi, quindi aggiungo il burro e poi pian piano la farina e gli aromi. Impastato bene il tutto, lo lascio in frigo per una mezz’oretta, intanto che preparo il resto degli ingredienti. Gli albumi che avanzano metteteli da parte perchè potranno essere usati per spennellare i dolcetti.

Mettete a bagno l’uvetta nel rum e poi lavate bene le mele, sbucciatele e togliete la parte centrale (l’ideale è usare il togli torsolo, così viene un buco regolare). Potete passarle da parte a parte, senza preoccuparvi che il ripieno esca da sotto, perchè la pasta frolla tiene bene.

In una ciotola amalgamate i pinoli, l’uvetta scolata e strizzata, la confettura e aggiungete un po’ di cannella per aromatizzare (naturalmente le quantità di ogni ingrediente possono essere adattate ai propri gusti). Con questo composto riempite ogni mela.

Stendete la pasta frolla col mattarello ottenendo uno spessore di circa mezzo cm (anche un po’ meno, ma non troppo sottile, altrimenti si romperà) e ricavate tanti quadratoni di una grandezza sufficiente a ricoprire una mela intera quante sono le mele.

Posizionate la mela al centro del quadrato e poi tirate su gli angoli, sovrapponendoli e creando così una crosta che ricopre tutta la mela. Spennellate ogni mela con un po’ di albume per facilitare la colorazione.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti o finchè non sono cotte e ben colorite.

Sono ottime mangiate tiepide e volendo potete servirle con una salsina al cioccolato fondente, ottenuta sciogliendo in un pentolino un po’ di cioccolato con del latte.

Ed ecco la lista dei partecipanti al giveaway, con l’ordine dei commenti:

  1. Lucia
  2. Miracucina
  3. Supermamma
  4. Paola
  5. Autilia De Simone
  6. Autilia De Simone II
  7. Autilia De Simone III
  8. Fra
  9. Fra II
  10. Lucia II
  11. Carmen giveaway
  12. Giusy87
  13. Emanuela Spedale
  14. Caterina Mariposina
  15. Caterina Mariposina II
  16. Caterina Mariposina III
  17. Miracucina II
  18. Laura Valzy
  19. Daniela
  20. Daniela II
  21. Miracucina III
  22. Paloma
  23. Sabrinalivia
  24. Cristiana
  25. Cristiana II
  26. Giorgia
  27. Giorgia II
  28. Sharon
  29.  Marta
  30. Antonella
  31. Roberto
  32. Giulia
  33. Tiziana
  34. Chiara
  35. Valentina
  36. Valentina II
  37. Valentina III
  38. Amalia
  39. Anna76
  40.  Anna76 II
  41. Laura
  42. Laura II
  43. La Fra
  44. La Fra II
  45. La Fra III
  46. Pam

Se il caso vuole che nessun numero della ruota di Roma sia inferiore o uguale a 46, vincerà il primo numero estratto inferiore o uguale a tale cifra sulla ruota di Napoli.

In bocca al lupo a tutti!

26 Ott

Strudel di mele

Col tempo che c’è oggi (non so da voi ma qui piove a dirotto e fa freddino… oggi ho dovuto dire addio ai sandali 🙁 ) penso proprio che un dolcetto come questo sia di grande consolazione!

Adoro lo strudel di mele, ma ho provato solo da poco a fare la vera pasta strudel, senza usare la pasta sfoglia.
Pensavo fosse complicato, invece è una pasta molto facile da fare. Più di altri impasti.
Ha un’unica difficoltà: va stesa sottilissima, ma proprio sottile sottile. La tradizione vuole che sia così trasparente da permettere di leggere le parole d’amore di una lettera del proprio innamorato posizionata sotto la sfoglia… Che romantico, eh?!

Ma la difficoltà non è certo stenderla, come mi aspettavo! L’impasto è davvero molto elastico e ben lavorabile. Non ho fatto la prova della lettera d’amore (dove la andavo a trovare una lettera d’amore?!) ma era davvero trasparente.
La difficoltà è metterci dentro il ripieno, arrotolare senza romperla e poi posizionarla sulla placca del forno!
Per l’ultimo passaggio è facile rimediare, perchè basta riempire lo strudel direttamente sulla carta forno o sulla placca che poi inforneremo. Tutt’è saperlo! E nelle ricette che ho trovato nessuno ne faceva cenno, per cui ve lo dico io!
Per il resto, occorre solo essere molto delicati.

Ingredienti:

  • 250 gr di farina 00
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di olio (ma qualcuno dice burro)
  • 1/2 bicchiere circa di acqua calda
  • un pizzico di sale

Impastate farina e uovo e poi aggiungete l’olio, il sale e a poco a poco l’acqua tiepida.
La dose di acqua probabilmente non vi servirà tutta. Ne serve quel poco che basta a rendere l’impasto liscio, omogeneo e non appiccicoso.

Una volta impastato il tutto, lasciate riposare una mezz’oretta circa. Nel frattempo potete preparare il ripieno.

Questa base va bene sia per strudel dolci che salati ed è sufficiente per 2 strudel di media grandezza.

Ciò che mi avanza lo congelo e resta pronto per la volta successiva.

Dopo il riposo, stendete col mattarello la pasta, il più sottile possibile 🙂

Agli ingredienti che vi ho indicato prima, io ho anche provato ad aggiungere 1 cucchiaio di zucchero di canna, per fare lo strudel di mele. Ottimo 🙂

Ingredienti ripieno:

Il bello dello strudel è che potete riempirlo con quello che preferite. Io però adoro la versione classica, con le mele e la frutta secca.

Non riporto dosi perchè è d’obbligo seguire i propri gusti, abbondando con un ingrediente piuttosto che con un altro. Io metto tanto di tutto!

  • 2-3 mele
  • cannella
  • pinoli
  • uvetta ammollata nel rum (o nell’amaretto… che buona!)
  • mandorle (facoltative)
  • marmellata di limone (io avevo questa) o altro
  • zucchero di canna

Spennellate la pasta strudel con della marmellata. Ricordatevi di fare queste operazioni direttamente sulla teglia che porterete in forno (repetita iuvant).

Tagliate le mele a dadini e posizionatele lungo la parte centrale della pasta. Aggiungete pinoli, mandorle a pezzi, l’uvetta precedentemente ammollata e strizzata.

Infine spolverate tutto con abbondante cannella (secondo i propri gusti) e lo zucchero di canna.

Arrotolate i lembi esterni della pasta, dando al dolce la classica forma dello strudel e infornate a 180° per circa mezz’ora. Io ogni tanto aprivo il forno raccogliendo il sughetto delle mele che usciva fuori e lo versavo sopra lo strudel.

Quando è ben dorato, spegnete il forno. E’ ottimo sia caldo che tiepido. Sia solo che servito con una crema o uno zabaione.