13 Feb

Amabili resti

Amabili resti
Alice Sebold
Editore: E/O
Prezzo: 18.00 euro










Volevo leggerlo da una vita, prima che diventasse un bestseller, ma ne avevo sempre rimandato l’acquisto in attesa di un’edizione economica che non è mai uscita.

Ultimamente, però, ho fatto un pieno di libri sfruttando degli sconti su lafeltrinelli.it e la spedizione gratis e quindi ho inserito anche questo. Anche perchè con l’uscita del film dovevo affrettarmi a leggerlo prima di vedere la trasposizione cinematografica.

Come sempre quando si hanno grandi aspettative, però, ne sono rimasta un po’ delusa. Non che non sia un bel libro, ma non vedo giustificato tale successo.

E’ interessante l’idea della narrazione portata avanti da Susie, la protagonista quattordicenne stuprata, assassinata e fatta a pezzi, che continua ad osservare le vicende terrene e le vite della sua famiglia e dei suoi amici dal “suo” Paradiso.
Penso siano ben descritti i sentimenti e il vuoto che pervadono la vita dei suoi genitori e dei fratelli alla notizia della sua scomparsa e alla mancanza di un corpo su cui piangere.
E’ un libro che riesce a creare anche una certa suspanse quando sembra che ci si stia avvicinando alla scoperta dell’assassino e del cadavere della piccola Susie.

************ attenzione: il seguito contiene spoiler *********************

Ma ogni tanto ci sono delle cose che non convincono.
E’ triste l’idea di un paradiso come quello in cui si trova Susie, anche se si lascia intendere che quello sia una sorta di parcheggio temporaneo che prepara a qualcosa di diverso e più simile all’immaginario comune.
Lascia un po’ l’amaro in bocca il fatto che i sospetti sull’assassino non verranno mai confermati e che la famiglia non potrà mai avere giustizia.
Ma soprattutto ho trovato terribile la scena in cui Susie si incarna nella sua ex compagna di scuola e fa l’amore con il ragazzo con cui, poco prima di morire, aveva scambiato il suo primo bacio. Ah, lui naturalmente non fa una piega e capisce al volo che la ragazza in realtà è Susie e non Ruth…

************************

Comunque è una lettura abbastanza piacevole, anche se un po’ triste a causa del tema, e non lo sconsiglio.
Solo, non aspettatevi troppo!

25 Gen

Il club delle notti in bianco

copj13 Il club delle notti in bianco

Sarah Bilston

Edizioni PIEMME

Prezzo: 18,50 €


















Libro tiepidino…
La presentazione prometteva una lettura leggera, divertente, ironica sull’essere madre e sui disagi delle notti passate in bianco, per l’appunto.
Diciamo che mi aspettavo uno stile tipo “I love shopping”, che mi ha davvero divertito, e invece niente di che. Ogni tanto un mezzo sorrisetto, ma senza convinzione.
E anche il tema in realtà non è proprio quello della maternità di una donna in carriera, che anzi resta piuttosto in sottofondo di altre vicende.

Le voci narranti sono due, Quinn (la neomadre appunto) che decide insieme al marito di dare una svolta alla loro vita di avvocati rampanti e di trasferirsi fuori città, e sua sorella Jeanie, che da Londra va per qualche mese da Quinn a New York e che là troverà un uomo che metterà in discussione le sue convinzioni.

Insomma, una storia di cambiamenti e rinascite, ma che non è affrontata nè in modo serio nè in modo divertente e leggero…

Da comprare e leggere solo se lo trovate in edizione economica ma scontata!

19 Gen

PopCo

Pop Co

PopCo

Scarlett Thomas

Prezzo: 12.90 €

Editore Newton Compton, 2009


















Qualche tempo fa chiudevo il commento al primo libro di Scarlett Thomas dicendo “di certo non leggerò il secondo libro di Scarlett Thomas (PopCo), nonostante il discreto successo che anche questo pare abbia avuto”.

Invece l’ho ricevuto in regalo e in un momento di blocco del lettore, nel senso che in questo periodo non riesco a portare a termine nessun libro a causa dei troppi impegni e cose a cui pensare, ho iniziato anche questo e… sorpresa! L’ho finito!!

E, in fin dei conti, il mio giudizio non è nemmeno così negativo come quello su Che fine ha fatto Mr Y.
Questa storia è meno cupa, più coivolgente, i personaggi più realistici.
Ancora una volta l’autrice si lascia andare a lunghe dissertazioni su vari argomenti, in questo caso logica, matematica, marketing, “moralità” delle multinazionali, ma in modo meno delirante e più finalizzato alla trama.
Alice Butler, la protagonista crittoanalista, lavora non troppo convinta per una multinazionale di giochi e si ritrova coinvolta, insieme a un gruppo di colleghi, in un progetto per accaparrarsi una nuova fetta di mercato, quello delle ragazze adolescenti. Ma durante la narrazione ci sono frequenti flashback che ci raccontano la sua infanzia e adolescenza vissuta insieme ai nonni, una brillante matematica e un crittoanalista.

Costretta a letto per un’influenza, Alice avrà modo di riflettere sulla sua storia, su quello che i suoi nonni e sua madre si sarebbero aspettati da lei e attraverserà una vera e propria crisi che rimetterà in discussione tutta la sua vita e le farà prendere delle decisioni inaspettate sul suo futuro.
A questo contribuiranno dei messaggi da decifrare che le verranno recapitati anonimamente e che la porteranno a conoscenza di una realtà parallela (ma non in senso fantascientifico questa volta) che la faranno riflettere sui valori importanti – anche se più o meno condivisibili – della vita.

Il finale è un po’ affrettato e si sarebbe potuta spendere qualche parola in più, ma nel complesso la trama di questo libro è più interessante e piacevole di quella del primo.
Non aspettatevi però tutti questi colpi di scena che vi lasceranno col fiato sospeso dall’inizio alla fine del libro, promessi nel retro di copertina!

14 Set

La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi
Giordano Paolo

Mondadori, 2008

Prezzo: € 18,00

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Nella pausa pranzo spesso coi colleghi passiamo in libreria, facendo incetta di volumi a prezzo scontato e consigliandoci sulle letture da fare.
Mesi fa la collega di turno mi indica il libro La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e mi dice: “Guarda, questo libro non è male, anche se è una lettura da un pomeriggio, non impegnativa”.
Io prendo mentalmente nota e passo avanti.
Dopo qualche tempo torno in libreria e, persa nel vortice della mia fase compulsiva di acquisto di libri scontati, vedo tutt’altro libro, ma nella convinzione che fosse quello indicato dalla mia collega lo prendo, non rendendomi nemmeno conto che anche dal punto di vista grafico c’erano parecchie differenze.
Il libro in questione era L’enigma dei numeri primi di Marcus Du Sautoy. Come capirete, l’unico punto in comune tra i due era rappresentato dalle parole “numeri primi”…

Arrivata a casa un minimo dubbio mi viene, in quanto anche se poteva nascondere un contenuto leggero e scorrevole, almeno il numero di pagine (606 contro le 304 de La solitudine dei numeri primi, per di più scritte con caratteri non molto grandi) non mi dava certo l’impressione di una lettura “da un pomeriggio”…
Però mah… sarà… iniziamo a leggerlo.

Dopo le prime pagine, per carità molto interessanti, inizia a venirmi un certo complesso di inferiorità nei confronti della mia collega, in quanto la sensazione di una lettura non certo leggera diventa sempre più forte e l’ipotesi di finirlo, non dico in un pomeriggio (anche perchè in realtà era sera), ma almeno in un paio di giorni, si fa sempre più lontana.
Tanto per darvi un’idea del contenuto, copio e incollo da internet “Nel 1859, il matematico tedesco Bernhard Riemann presentò una sua ipotesi, che sembrava rivelare una magica armonia tra i primi e gli altri numeri. Da allora, l’Ipotesi di Riemann ossessiona i matematici, e oggi chi riuscisse a dimostrarla vincerebbe un premio da un milione di dollari. In questo libro, Marcus du Sautoy presenta gli enigmi legati ai numeri primi e le loro fondamentali implicazioni in campi che vanno dalla fisica quantistica alla sicurezza informatica”.

Insomma presa un po’ dallo sconforto, abbandono momentaneamente la lettura rimandandola al giorno dopo. Arrivata in ufficio un’illuminazione mi coglie e sono “quasi” convinta di aver sbagliato libro. Mi basta una piccola ricerca su Google e l’errore diventa lampante… Non vi dico che prese in giro…

Vabbè tutta questa tiritera e non ho recensito nè l’uno nè l’altro libro, ma premettendo che L’enigma dei numeri primi non l’ho più letto (anche se mi riprometto di farlo), non vorrei dare l’idea che sia un libro noioso o difficile. E’ solo che mi aspettavo qualcosa di leggermente diverso…

E veniamo, dunque, a La solitudine dei numeri primi, libro d’esordio del giovane Paolo Giordano.
Innanzitutto tutto confermo che l’ho letto in un sol pomeriggio sotto l’ombrellone (tzè tzè… mica sono da meno degli altri, io).
Le prime pagine sono ricche di premesse interessanti, sarà un giallo? Quando si intrecceranno le vite dei due protagonisti? E’una storia d’amore?
Dopo le prime pagine, si continua a leggere rapidamente e con l’ansia di sapere (e quindi?… e ora finalmente?…), ma niente. Del finale non parliamo: il tipo che odio di più. Non è un lieto fine, non è un finale tragico, ma è inconcludente! Si, è vero che a quel punto può entrare in gioco la fantasia del lettore, ma uffa!! Possibile che finisca così??
E poi è un libro triiisteee, ma triiisteee, ti vien voglia di prendere a schiaffi i due protagonisti per svegliarli un po’ dalla loro tristezza e dire loro: “ma vi volete muovere un po’??? ma lo sapete cosa vuol dire soffrire davvero nella vita o no??? ma tiratevi su!!”. E che cavolo.

Alice e Mattia sono due personaggi molto complessi, sicuramente disturbati (anoressica l’una e autolesionista l’altro), e forse meritavano un maggiore approfondimento psicologico.
Ma nel libro si affrontano tanti altri temi senza mai addentrarsi davvero in nessuno di essi.
Non sono soli, come annuncia il titolo del libro, ma si sentono tali e incompresi dalle persone a loro vicine, come molti adolescenti in fondo. Ma loro restano uguali a loro stessi. Non crescono e non evolvono.

Insomma non mi spiego il successo di questo libro.
Suggerisco a qualche scrittore di prendere i primi due capitoli che sono davvero avvincenti e sviluppare una nuova storia, perchè io sono rimasta col desiderio di sapere DAVVERO come si sviluppa la storia.

A quello che ha scritto Giordano non credo. E’ andata molto diversamente. Lo so!

19 Feb

L’eleganza del riccio

l-eleganza-del-riccio.jpgL’ eleganza del riccio
Barbery Muriel

Editore     E/O  (collana Dal mondo)

Prezzo    € 18,00

 

Per ascoltare le prime pagine del libro su Radio Alt: http://www.radioalt.it/radioalt/ascolta.asp?path=http://www.radioalt.it/radioalt/materiale/SpazLib/Barbery.mp3

 

 

 

 

Come promesso, ho letto finalmente L’eleganza del riccio e posso farvi sapere cosa ne penso.


Rispetto al precedente libro, Estasi culinarie, la crescita c’è e si vede.
Il linguaggio forse è meno inebriante, ma resta poetico. La trama, in compenso, acquista spessore, complessità e intreccio.

Anche in questo caso la narrazione non è affidata a un solo personaggio, ma sono due le voci che si alternano nel racconto della loro storia e delle loro emozioni: la portinaia, Renée, e la piccola Paloma, figlia di un ricco politico.
Entrambe sono dei ricci, nascondono quindi la loro bellezza interiore e la loro unicità sotto gli aculei rappresentati da un carattere difficile, scostante e tendente alla solitudine, o da una finta ignoranza o stupidità.
In realtà entrambe sono fortemente attratte dal bello, dall’arte, dalla cultura, dalla conoscenza e aspettano solo che la vita dia loro un motivo per cui valga la pena uscire allo scoperto e amare e farsi amare.

Una persona che sarà in grado di scoprire questa eleganza nascosta del riccio arriverà e porterà l’inaspettato nelle loro vite, creando un nuovo ordine nella scala sociale del condominio di Rue de Grenelle, dove la vera aristocrazia è quella della governante Manuela, la portinaia Renée e la dodicenne Paloma.

Il romanzo nel complesso mi è piaciuto e mi ha emozionato, soprattutto nel finale, anche se per i miei gusti c’è qualche pagina troppo  “filosofica”, in cui l’autrice si perde in alcune divagazioni di cui magari si potrebbe fare a meno.
Comunque funziona. E sarei curiosa di leggere un suo nuovo lavoro…

13 Feb

Brida

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Brida
Paulo Coelho

Bompiani, 2008

Prezzo: 18 €

 

 

 Ascolta le prime pagine del libro: Radio Alt.

 

 

 

Era qualche anno che non leggevo nulla di Paulo Coelho, autore che ho amato tanto ma che, crescendo, ho sentito più distante dai miei interessi.
Al mio compleanno, insieme a molti altri libri, i miei amici mi hanno regalato Brida, il terzo romanzo dell’autore mai pubblicato prima in Italia e sono stata contenta di verificare se questo romanzo avrebbe risvegliato in me antiche emozioni.

Brida esplora i temi più cari a Coelho, come il volto femminile di Dio, la magia, le religione pagane e l’amore e racconta l’iniziazione alla magia di una ventunenne irlandese.
La giovane è alla ricerca di un maestro che le faccia conoscere la risposta alle domande che la vita le ha messo di fronte e si avvicina prima alla Tradizione del Sole, con un Mago che vedrà in lei l’Altra Parte di sè, e poi alla Tradizione della Luna, grazie all’insegnamento di Wicca, una strega che riuscirà a farle comprendere il suo destino e i suoi doni.
Ma la crescita spirituale di Brida la porterà anche a capire l’importanza dell’Amore e a capire che esso, a volte attraverso la sofferenza e la rinuncia all’Altra Parte, rende liberi.

Le persone regalano i fiori perchè essi incarnano il vero senso dell’amore. Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire. Ma chi lo ammira in un campo, lo porterà sempre con sè. Perchè il fiore si fonderà con il pomeriggio, con il tramonto, con l’odore della terra bagnata e con le nuvole all’orizzonte.”

In conclusione, un libro consigliato a chi ama questo genere, spirituale ed esoterico, e a chi ha già apprezzato la filosofia di Coelho. Non lo consiglierei a chi non ama questi temi e cerca un romanzo con una trama più complessa e ricca.

Come l’ho trovato io? Non male, ma non mi ha dato le stesse emozioni provate anni fa con altri libri dell’autore. Un po’ perchè l’ho trovato più povero rispetto ad essi, un po’ perchè certi libri vanno letti con la giusta predisposizione d’animo che invece a me è mancata.

29 Dic

Piccole indagini sotto il pelo dell’acqua

copj13.jpgPiccole indagini sotto il pelo dell’acqua
Joe Dunthorne

Piemme, 2008

Prezzo: 16 €

 

 

 

 

 

 

Ho letto critiche molto positive di questo libro d’esordio del ventiseienne Joe Dunthorne per cui mi sono incuriosita e, nonostante per la prima volta in vita mia ho diversi libri in mio possesso ancora da leggere, l’ho acquistato e gli ho dato la precedenza rispetto agli altri.

In realtà non mi ha per niente entusiasmato.

La scrittura è piacevole e la storia è narrata in prima persona da un ragazzo adolescente che per motivazioni bizzarre decide di tenere un “giornale di bordo“, termine meno imbarazzante rispetto a “diario”.

Oliver Tate è un ragazzo particolare, che ama le parole difficili e ha un disperato bisogno di immaginare e creare situazioni assurde anche quando la realtà sarebbe molto più facile e banale. Vive in un mondo tutto suo, anche se all’apparenza è il classico bulletto che si diverte con i suoi amici a vessare coetanei indifesi.

La sua personalità è così particolare (o io sono così distante dal mondo di un ragazzo inglese adolescente) che fino alla fine del libro ho pensato che Oliver in realtà soffrisse di qualche disturbo mentale e che da un momento all’altro la trama l’avrebbe svelato.

Invece no. Il ragazzo pare che sia normale (spero di non avervi rovinato la sorpresa).

Oliver Tate è convinto che i suoi genitori stiano vivendo una crisi matrimoniale e fa di tutto per farli esplodere nella speranza che ammettano i loro problemi perchè non sopporta che loro gli tengano nascoste le cose e non perchè lo sfogo possa essere di beneficio per la coppia.

Inizia quindi una vera e propria indagine per scoprire tutti i segreti, veri e presunti, dei suoi genitori, affrontando, nel frattempo, i suoi primi problemi amorosi con una ragazza ancor più strana di lui.

L’atmosfera mi è apparsa, nel complesso, un po’ surreale e resta in parte difficile distinguere tra le fantasie di Oliver e la realtà.

Nonostante la giovane età dell’autore faccia presupporre un racconto del mondo giovanile più aderente alla realtà, trovo molto più realistica l’interpretazione che ne fa Nick Hornby (per esempio in Tutto per una ragazza).

04 Dic

Estasi culinarie

Estasi culinarieEstasi culinarie
Muriel Barbery

E/O  (collana Dal mondo), 2008
Prezzo: 15 €

 

 

 

 

 

 

Il romanzo di esordio della scrittrice che ha ottenuto la fama con L’eleganza del riccio (che non ho ancora letto).

Questo libretto che si legge in un batter di ciglia risulta davvero piacevole e risulta decisamente rilassante e gradevole.
Quello che più colpisce è senza dubbio lo stile fresco ma raffinato del racconto (bravissimi i traduttori) che è narrato a più voci. Ogni capitolo è infatti affidato a un personaggio diverso e tutti ruotano intorno al protagonista monsieur Arthens, un famosissimo e molto temuto critico gastronomico francese.

Gravemente ammalato, ha ricevuto la terribile notizia che ha ancora solo poche ore di vita e sul letto di morte si perde nei ricordi della sua vita. Il filo conduttore è il cibo e i profumi, i sapori, gli aromi di dolci, carne, pesce, bevande infarciscono ogni pagina e regalano delle descrizioni uniche e sensuali che vanno oltre la semplice soddisfazione della gola ma racchiudono in loro l’essenza stessa della vita.
Ma la vita di Arthens tanto è stata ispirata dalla ricchezza dei gusti, quanto è stata povera di affetti. E al suo capezzale si ritrovano le persone che hanno fatto parte della sua vita, ma che lo disprezzano. Ma anche persone che pur dichiarando di disprezzarlo non possono fare a meno di ammettere di amarlo.

Il viaggio nella memoria del duro critico gastronomico ha uno scopo preciso: ritrovare “il gusto”, quello che ha lasciato il segno più indelebile nel suo cuore ma che gli sfugge, che non riesce a individuare perché perso ormai nelle pieghe del tempo.
Ma alla fine Arthens troverà il sublime sapore e sarà una sorpresa per lui quanto per noi lettori.

Concordo con quanto detto da altri che questo godibilissimo romanzo sia molto piacevole, ma forse troppo “esercizio di stile” a discapito della trama.
Spero di leggere presto anche L’Eleganza del riccio, per testare la crescita dell’autrice.

17 Nov

La bibliotecaria. La vera storia di Marta la tarma

La bibliotecaria. Marta la tarmaLa bibliotecaria. La vera storia di Marta la tarma.
Claudio Ciccarone

Fanucci Editore, 2008

Prezzo: 14 €

Non voglio polemizzare anche io sul presunto plagio di Savage (l’autore di Firmino): non vedo elementi in comune tra i due libri se non il fatto che da un lato un insetto e dall’altro un topo divorano libri e ad un certo punto si ritrovano a esplorare il mondo. Punto.

Marta è una tarma che vive in una libreria. Nella sua vita sogno e realtà si confondono finchè sarà costretta ad abbandonare il suo mondo e ad iniziare un viaggio alla scoperta della vita all’esterno della libreria, in una Napoli che gli uomini stanno distruggendo (affrontando un tema di grande attualità) e in cui sono gli insetti che si sentono investiti della grande responsabilità di salvare il mondo.

Ma anche tra di essi si nascondono estremisti e visionari e ai ribelli si oppongono gruppi che di volta in volta si ergono a detentori della verità e a salvatori dell’umanità.

Le metafore sulle vicende storiche di questo secolo e del passato sono molte, ma il tutto è narrato con uno stile a metà tra una favola per bambini e una storiella di intenti didascalici.
E la conclusione rafforza ancor di più questa sensazione.

E in questo contesto, la sessualità di questa tarma lesbica mi è sembrata un’ulteriore forzatura, buttata là per rafforzare un messaggio a favore della diversità e della ribellione nei confronti delle imposizioni culturali di questa società.
E, per carità, non che questo messaggio sia sbagliato, ma il tutto mi sembra, appunto, un po’ forzato. Come se questa fosse l’unica occasione per parlare di tutti i problemi del mondo contemporaneo.
E l’ecologia, la libertà di pensiero, la lotta contro i soprusi, l’importanza della cultura, gli errori della politica sono tutti temi forse troppo importanti per essere affiancati in un mix del genere, anche se l’obiettivo è dare una visione satirica della moderna società.

17 Nov

Il paese di polvere e di vento

Il paese di polvere e ventoIl paese di polvere e vento
Ghafour Hamida

Piemme, 2008

Prezzo: 17,50 €

Un racconto lucido e coinvolgente degli sconvolgimenti politici, economici, culturali e sociali dell’Afghanistan dagli anni dell’invasione russa fino alla difficilissima situazione odierna.

Se Il cacciatore di acquiloni ci aveva parlato di quel periodo storico attraverso un romanzo, Hamida Ghafour si affida al racconto della sua reale esperienza di afghana fuggita con i suoi genitori a soli due anni in Canada, dove ha vissuto da occidentale.

Hamida torna nel suo paese natale da giornalista, a documentare la nascita della democrazia dopo l’ultima guerra e ci descrive i cambiamenti di un paese che i suoi abitanti non riconoscono più, devastato dalle guerre e dalle invasioni, da anni di estremismo religioso imposto dai talebani, che hanno diffuso una cultura del tutto estranea a questo paese.

La narrazione è sempre viva e coinvolgente e al lettore sembra di viaggiare insieme a Hamida nell’Afghanistan dei suoi ricordi e di quelli della sua famiglia ma anche in quello moderno così provato e sottomesso alle decisioni degli stranieri e che deve provare ora a ricostruire la sua identità di popolo, riaffermando la sua indipendenza dagli invasori di ogni parte del mondo e di ogni credo politico e religioso.

E’ un libro che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono comprendere meglio le vicende che hanno portato questo paese alla situazione attuale e a chi, oltre ogni pregiudizio e luogo comune, vuole avvicinarsi a una cultura che oggi ci appare lontana solo perchè è il risultato di eventi traumatici e non dell’evoluzione naturale che avrebbe dovuto plasmarla.