Una settimana a Orosei

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Posted by Paola | Posted in Diari di viaggio | Posted on 25-06-2008

Quest’anno, per la prima volta, abbiamo deciso di spezzare le ferie e prenderci una bella settimana di relax anche a giugno!
Siamo stati in ansia fino all’ultimo momento, visto che fino al giorno prima di partire pioveva e faceva anche un pò freddino, ma la fortuna ci ha assistito e ci siamo goduti un tempo splendido e il meraviglioso mare della Sardegna.

Ad Orosei non eravamo mai stati (le nostre precedenti tappe sarde avevano toccato Alghero e dintorni), ma non avevamo dubbi che sarebbe stata di nostro gradimento… difficile trovare una località di mare in Sardegna che non piaccia a noi della Penisola, abituati a ben altri standard (e sì che io non posso nemmeno lamentarmi)!

Avendo approfittato di un’offerta piuttosto vantaggiosa, abbiamo prenotato una settimana nel Club Hotel Torre Moresca a Cala Ginepro (4 stelle), con pensione completa.
Partiti il 13 giugno (venerdì, ma l’abbiamo scampata…) col traghetto Moby Fantasy da Civitavecchia siamo arrivati ad Olbia, con 2 ore di ritardo, sabato mattina verso le 10.00. b62c0dabedb941182d169c4b9a5516d1.jpg
Prima di dirigerci verso la nostra destinazione finale, abbiamo fatto un piccolo giro in città per un caffè e ci siamo fermati in un piccolo forno, in cui abbiamo preso anche delle ottime formagelle (o pardulas), freschissime e dal sapore molto delicato.
Sono molto spiacente di dirvi che non ho preso il nome e l’indirizzo del forno :(
Cercate di capirmi… dopo il lunghissimo viaggio… la stanchezza… chiedo venia!
Ricordate comunque di assaggiare questo dolce ripieno di formaggio, uovo e uva passa, quando andrete in Sardegna.

55a22e5dfe198dd562c0ebc32ffd43dc.jpgDopo questa breve tappa, partiamo alla volta di Cala Ginepro (12 km prima di Orosei) e, dopo circa un’ora e mezza, arriviamo in albergo, desiderosi di darci una rinfrescata, mangiare e andare al mare quanto prima.

Il primo impatto con il posto è molto positivo, il villaggio è pieno di verde e all’ingresso ci sono delle belle fontane che sembrano già darci una sensazione di freschezza. Inoltre, ci accolgono con un aperitivo con freschi succhi di frutta e dolcetti preparati dallo chef dell’albergo.

Prendiamo, quindi, possesso della nostra camera, molto spaziosa e fresca, ma forse un po’ buia, in quanto prende luce da una finestra coperta da una tenda molto spessa, che lascia entrare poco sole.
I piccoli appartamenti sono forniti anche da una bella verandina fiorita fornita di tavolo e sedie, dove passare piacevolmente al fresco le ore più calde o le serate. La nostra camera ha poi, oltre al letto matrimoniale, anche un letto in più e un antibagno con l’armadio, lasciando quindi molto spazio libero. Il bagno anche è abbastanza grande, con un ampio piano e mensola dove c’è il lavandino e una doccia in muratura.
Troviamo poi una bella fornitura di saponette, shampoo e docciaschiuma, in belle bustine semitrasparenti.

Purtroppo, però, ci accorgiamo che il bagno presenta anche qualche difettuccio: la tavoletta del water è un pò svitata e, dopo un paio di giorni, il bidet inizia a perdere quando si apre l’acqua.
Per l’intervento del manutentore dobbiamo aspettare un giorno e ben 3 solleciti da parte nostra.

Sistemati i bagagli, ci dirigiamo verso il ristorante. Ci accorgiamo subito che la pensione completa è stata un’ottima scelta, in quanto il menu consente di scegliere tra ben 5 tipi di primi e 5 secondi.
Scegliamo un piatto di spaghetti allo scoglio (con pesce freschissimo e davvero ottimi) e un secondo di pesce (che non ricordo) con contorno di patate.
Ma mica il pranzo si esaurisce con queste portate: per gli antipasti possiamo servirci a un tavolone con buffet pieno di insalate di pesce di diverso tipo, salumi, formaggi sardi, insalate di riso, verdure, crostacei cucinati in diverso modo, seppie con patate, prsociutto e melone…
E naturalmente, dopo il pranzo: frutta a volontà e buffet di dolci!

Insomma, il primo giorno abbiamo davvero esagerato, presi dalla gola di voler assaggiare tutte quelle meraviglie (mettiamoci pure che i 3 giorni precedenti non avevamo mangiato altro che panini…), ma nei giorni seguenti abbiamo trovato un certo equilibrio.

Per chiarezza, bisogna dire che è possibile scegliere, al momento della prenotazione, tra il servizio a tavolo (che, come detto, non vale per antipasti, frutta e dolci) e il self service al buffet. Non so dirvi il prezzo, ma immagino che una differenza ci sia.
Quello che posso dirvi è che i piatti serviti a tavolo sono sicuramente più freschi, visto che, come si può immaginare, la pasta dopo una mezz’ora diventa un po’ collosa e i secondi si seccano e raffreddano.

Ma c’è una contropartita: il servizio. Se c’è una pecca in questo posto è proprio il servizio al f00248e806479a3b85d938a3bd13c5ab.jpgristorante, che è piuttosto lento (per un pasto non ci si mette meno di un’ora e mezza) e in molti casi anche poco attento.
Escludendo 3 camerieri che ci sono sembrati molto professionali, veloci e attenti a tutte le esigenze (di adulti e bambini) per il resto l’impressione generale è stata di poca professionalità e poco interesse verso la clientela. 
In particolare, per noi adulti non ci sono stati grossi inconvenienti, ma i nostri compagni di viaggio, con due figli di 5 anni e 14 mesi, hanno avuto qualche problema per i menu a loro destinati e per la lentezza del servizio (un bambino di poco più di un anno ha ben poca pazienza quando ha fame…)

Per concludere la sezione “ristorante”, finisco dicendo che 3 sere a settimana vengono organizzate delle cene a tema, in cui il menu è fisso. La domenica cena di gala a lume di candela, preceduta da un aperitivo servito nella piazzetta centrale dell’albergo, il mercoledì cena sarda con pietanze tipiche e camerieri in vestito tradizionale, il venerdì cena del pescatore, naturalmente a base di pesce.

Passiamo ora a parlare del mare: la posizione dell’albergo è comodissima, in quanto basta attraversare la freschissima e profumatissima pineta per arrivare alla spiaggia attrezzata dell’albergo.
La tessera per usufruire dei servizi è obbligatoria e vi verrà proposta all’accettazione in albergo. Costa 35 € a persona, ma consente di avere a disposizione l’ombrellone e la sdraio, oltre a canoa e pattino gratis e non ricordo quali altri servizi (non ricordo perchè naturalmente non eravamo interessati ad altro che alla spiaggia…), tipo palestra, massaggi e cose simili.
Gli ombrelloni non sono assegnati: si può scegliere qualunque posto libero a partire dalla terza fila (le prime 2 file si pagano a parte), ma a giugno non c’è nessuna corsa a prenotarsi il posto, mentre ad agosto non garantisco :)

66f4cf5046a7ddf14a3785c6d622da92.jpgLa spiaggia è molto pulita, con sabbia bianca e finissima, e l’acqua davvero splendida e trasparente. Da là si possono poi intraprendere belle passeggiate ed esplorare le calette adiacenti, una più bella dell’altra.

Sia all’interno della struttura che in spiaggia ci sono due bar (i prezzi sono un pò diversi tra i due: alcune cose costano di più in spiaggia, altre al villaggio), ma non si può acquistare nulla in contanti: occorre prendere una carta prepagata alla reception e caricarla (non ci sono ricariche obbligate per fortuna). Se alla fine della vacanza non avrete speso tutto, verrete rimborsati.

Chiudiamo il capitolo relativo all’albergo, parlando dell’animazione. Io normalmente odio gli animatori, ma devo dire che i ragazzi della Uappalà sono stati molto simpatici e per niente invadenti. Nessuno ci ha assillato per fare attività di gruppo o giochi di vario tipo, ma in compenso torna molto utile la loro attenzione ai più piccoli, con le attività del miniclub, che consentono ai genitori di rilassarsi un po’.

Insomma, consiglierei questo posto, soprattutto se riuscite a sfruttare anche voi qualche vantaggiosa offerta, per passare una tranquilla vacanza al mare e come punto di partenza anche per numerose gite fuori zona.

Come ultima annotazione, vi suggerisco un posto dove acquistare qualche dolcetto sardo da portare a casa: invece di arrivare a Orosei o in qualche paese vicino, potete acquistare ottimi dolci nello spaccio aziendale di Nanni (località Sas Mancas – Tel. 0784919028), famosa pasticceria di Orosei, dove vi faranno assaggiare le diverse tipologie di dolci e vi daranno tutte le indicazioni necessarie.
Se siete già stati in altre zone della Sardegna, tenete conto che anche i dolci che altrove hanno gli stessi nomi possono essere anche molto diversi tra loro.
Comunque, abbiamo trovato una bella convenienza anche nei prezzi, sia rispetto alle pasticcerie che ai supermercati (che di solito hanno prezzi più bassi).

Comunque, ora che ho finito il post sto morendo di nostalgia!!!! Voglio andare al mare!!!!!!!

Madrid

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Posted by Paola | Posted in Diari di viaggio | Posted on 10-03-2008

Questo weekend abbiamo deciso di fare una capatina a Madrid. Avevamo già avuto modo di visitare la Spagna, nel 2002, passando 10 giorni a Barcellona e quindi volevamo visitare anche una zona più interna.

Inultile specificare quanto funzioni bene il servizio di trasporto pubblico, per cui in breve (circa 40 minuti, cambiando 3 linee di metro) siamo arrivati alla nostra fermata, Sol, che, per chi non lo sapesse, è proprio al centro di Madrid.
La prima impressione dal punto di vista visivo e uditivo non è stata proprio delle migliori, in quanto la piazza di Puerta del Sol era affollatissima e si stava svolgendo anche una manifestazione di donne per qualcosa che aveva a che fare con l’8 marzo. Ma l’olfatto, invece, è stato piacevolissimamente accolto da un magnifico profumo di dolci proveniente da una delle migliori pasticcerie della città “La Mallorquiña” (migliore non soltanto a detta mia visto che naturalmente con un weekend non ho potuto provarle tutte…). Questa pasticceria è molto frequentata dagli spagnoli (io ho trovato solo spagnoli), per cui è poco turistica e si possono mangiare i prodotti davvero tipici e non quelli fatti apposta per i turisti.

 

Noi non ci siamo fermati subito ad assaggiare però, nonostante non avessimo nemmeno fatto colazione (incredibile: Iberia non serve pasti sull’aereo, se non a pagamento!) e abbiamo preferito dirigerci verso l’albergo e posare il bagaglio. Dopo un po’ di ricerche, siamo riusciti a trovare il nostro High Tech Hotel Petit Palace Italia (il nome non indica un rapporto privilegiato con gli italiani), un tre stelle che si trova in via Gonzalo Jimenez de Quesada 2, una traversa della Gran Vìa, la strada principale dello shopping. La catena degli High Tech Hotel è diffusissima in tutto il centro di Madrid eHigh Tech Petit Palace le stanze sono molto moderne e ben arredate. La denominazione High Tech indica solo la presenza di connessione a internet gratuita sia nelle stanze (se avete però a disposizione un portatile), sia nella hall in cui ci sono 2 postazioni con pc a disposizione di tutti. La stanza è sembrata molto pulita e abbastanza spaziosa. Il bagno è dotato di una doccia spaziale (un potente getto dall’alto, il classico telefono e 4 getti d’acqua che massaggiano il corpo), ma ha due pecche per noi italiani: la classica mancanza di bidet che (poveri noi) riscontriamo in tutti i paesi stranieri e una porta a vetri (oscurati) basculante… non proprio il massimo dell’intimità!
La colazione, nel weekend, è servita fino alle 11.00, in linea con le abitudini dei madrileñi, e il buffet è abbastanza vario (c’è una bella scelta di dolci, cereali, marmellate, uova, bacon, prosciutto, caffè, succhi di frutta, yogurt, ecc. ecc.)
Comunque il maggior punto di forza dell’albergo è sicuramente la posizione in pieno centro!

Palazzo MetropolisDopo esserci rinfrescati un po’, usciamo dall’albergo e iniziamo a passeggiare senza una meta ben specifica, per incominciare a entrare nell’atmosfera del posto e ci ritroviamo ad ammirare lungo la Gran Via i magnifici palazzi che ritroveremo un po’ ovunque in questa città. Arrivati a Plaza de Cibeles, con altre opere d’architettura quali il Palazzo delle comunicazioni e del Banco di Spagna, decidiamo di tornare indietro e di dirigerci verso Plaza Major.
Ci accorgiamo subito che aver comprato un carnet di 10 biglietti per la metro è stato davvero inutile: tutte le zone di interesse a Madrid possono essere girate a piedi, approfittando così di ogni minuto per godersi la città.

Arrivati nei pressi della piazza, veniamo accolti da un ottimo odore di frittura di pesce e otteniamo la conferma di quello che ci avevano detto: non c’è niente di più tipico di prendere un boccadillo de calamares e mangiarlo alla barra (seduti al bancone) oppure direttamente nella piazza. Che poi altro non è che un Boccadillos de calamarespanino (boccadillo) imbottito di frittura di calamari! Può non sembrare molto leggero… e infatti non lo è… ma cammina cammina cammina, vi assicuro che lo digerirete senza problemi! Comunque il commento è: BOOONOOO!!
Il pomeriggio (inoltrato, perché nel frattempo si sono fatte le 15.00) andiamo a visitare il Palacio Real. Il biglietto costa 8 € e permette di visitare il palazzo vero e proprio, l’armeria e la farmacia. La cosa più interessante da vedere è il panorama di cui si gode dalla piazza d’armi e l’armeria con le armature originali di Carlo V (che pancia!), Filippo II e gli altri grandi sovrani spagnoli, le armature dei cavalli e dei bambini. Impressionante notare quanto fossero piccoli di statura gli adulti.

Usciti dal palazzo, ci accorgiamo che proprio di fronte si trova la Cattedrale di Nuestra Señora de la Almudena, opera molto recente, in quanto iniziata nel 1879 e terminata all’inizio degli anni novanta del XX secolo. La cattedrale rispecchia stili diversi: neoclassico all’esterno, neogotico all’interno e neoromanico nella cripta. Ma la cosa forse più spettacolare sono le coloratissime vetrate, che creano dei magnifichi giochi di luce all’interno e rispecchiano uno stile molto moderno. Davvero un gioiello!
Alla fine della visita, decidiamo di andare a vedere anche l’Ermita di San Antonio de la Florida, dove si trova una cupola affrescata dal Goya e la sua tomba. L’ingresso è del tutto gratuito e la cupola molto bella. Nella sala sono posizionati anche 4 specchi che permettono di osservare meglio i particolari dell’affresco.
Ma prima di arrivare all’Ermita, troviamo un’altra piccola sorpresa per i nostri occhi: i Jardines de Sabatini, proprio di fronte alla facciata nord del palazzo reale, formati da fontane e tante siepi basse che costituiscono dei labirinti simmetrici.
Insomma la prima giornata è stata davvero intensa (soprattutto considerando la sveglia alle 4.45 del mattino…) e torniamo a riposarci un po’ in albergo e a trovare le forze per uscire di nuovo la sera.
La cena l’abbiamo consumata in uno degli innumerevoli bar de tapas del centro (ormai abbiamo assunto in pieno gli orari madrileñi: pranzo alle 15.00 e cena alle 10.30), rigorosamente tutto a base di fritto! Croquetas (ottime e un po’ differenti dalle nostre, perché con molto più formaggio e meno patate, e con il prosciutto cotto) e tortilla (una bella porzione abbondante e piuttosto alta di frittata con le patate).

Il giorno dopo, ci svegliamo ancora distrutti dal giorno precedente, ma riusciamo a trovare le forze per uscire a goderci un’altra splendida giornata di sole, ma decidiamo di andarci un po’ più cauti, per cui ci dirigiamo verso lo spettacolare Parque del Buen Retiro, che si estende per ben 118 ettari ed è uno dei luoghi più belli della città. Il tempo di fare colazione e di chiedere alcune informazioni alla reception e sono già le 9.30 quando usciamo. “Già” lo pensavamo noi, perché in realtà la città sembra proprio che dorma ancora. Ma per noi è anche meglio perché l’atmosfera è più rilassata e sentiamo di potercela prendere con calma…
Il parco è tenuto benissimo (come tutto del resto a Madrid) e non c’è segno di sporcizia: il verde è tanto e si ha un’impressione di grande ordine.
Le cose principali da vedere sono senz’altro il lago principale (si possono anche affittare delle piccole barche a remi per fare un giro), il roseto (anche se a marzo le rose non sono fiorite, è comunque affascinante), l’unico monumento pubblico al mondo dedicato a Lucifero (l’angel caìdo), la fuente de la alcachofa e il palazzo di cristallo (anche se pensavo fosse più spettacolare). Ma soprattutto godetevi la tranquillità e la pace di questo posto e rilassatevi!

Stazione di AtochaDopo questa visita andiamo verso la stazione di Atocha, ma non per prendere il treno o la metro: questa stazione è una vera e propria serra e lo spettacolo appena si entra è bellissimo. Un vero e proprio giardino tropicale, con temperatura costante di 24° e una umidità molto alta, all’interno di un edificio progettato da Alberto del Palacio Elissagne e Gustave Eiffel (quello della torre).
A pranzo decidiamo di provare una catena molto presente in tutta Madrid, VIPS, sulla Gran Via, dove con 19 € prendiamo un piatto di quesadillas con jamon y queso (tortilla con formaggio fuso e prosciutto) e dei VIPS Sandwich. Le porzioni sono abbondanti e il cibo è stato buono. Per concludere un caffè che “non è espresso ma è come l’espresso”… vabbè ci siamo capiti… ‘na ciofeca.

Il pomeriggio giriamo un po’ senza meta precisa e ci ritroviamo in Plaza de España (niente di spettacolare) per poi prendere la via del Templo de Debod. Ci avevano consigliato di andare al tramonto (in questo periodo dalle 19.00 in poi – il sole tramonta più tardi) e mai consiglio fu più adeguato! Lo spettacolo è davvero bellissimo: il sole illumina il tempio egiziano, posizionato su un’altura, esattamente di fronte e lo fa rispecchiare nel lago da cui si ergono le due porte del tempio. Dalla terrazza si può godere anche di un bellissimo panorama cittadino e sedersi sulle panchine dei giardini o sui muretti del tempio.

 

Tempio di Debod

Tornati per poco in albergo, giusto il tempo di una doccia e di cambiarci, andiamo a cena, decisi ad assaggiare almeno una paella! Il problema era evitare qualcosa di troppo turistico (siamo già rimasti scottati a Barcellona) per cui ci mettiamo davvero un bel po’ a decidere dove fermarci, poi, presi dai crampi della fame, entriamo in un ristorante asturiano, La Panera (Calle Arenal 19), e rimaniamo un po’ sconcertati, quando, manifestata l’intenzione di cenare seduti (invece di cenare alla barra) ci fanno salire in una sala molto elegante rispetto all’entrata che invece era molto più “alla buona”.
La nostra preoccupazione di quanto ci sarebbe costata la cena aumenta sempre più mentre ci rendiamo conto del numero di posate, del fatto che prima ancora di ordinare ci portano dei piccoli panini (rigorosamente appoggiati su un piattino per ogni commensale ai lati del tavolo) e ci servono un piccolo antipasto con patè a base di maiale con pepe verde, olive e bruschettine. Ma oramai eravamo entrati e pareva brutto uscire… così abbiamo iniziato a contare quante cene fuori avremmo dovuto saltare il mese successivo per recuperare la spesa.
Nel frattempo ordiniamo la famosa paella (di pesce) e ci portano una teglia enorme che il cameriere ci mostra orgoglioso e in cui i nostri occhi sbigottiti vedono un’aragosta!!
La teglia viene appoggiata su un tavolino affianco del tavolo e il cameriere ci serve i primi due piatti. Noi dotati di tutti gli attrezzini per mangiare l’aragosta diamo il via alle danze e il nostro palato resta davvero soddisfattissimo da un’ottima paella, succosa (non secca come quelle turistiche) e piena zeppa di pesce. I camerieri ci tengono d’occhio e non appena si rendono conto che il piatto in cui buttavamo i resti del pesce era un po’ pieno, vengono a cambiarci piatto e attrezzi!
Le porzioni comunque erano enormi e quando il cameriere viene a chiederci se volevamo finire la nostra teglia, siamo costretti a malincuore a dire di no…
La nostra impressione positiva sul posto è rafforzata anche dalla clientela, quasi totalmente spagnola.
Ma arriva il momento così temuto… il conto! I nostri occhi non volevano credere alle cifre scritte nero su bianco: 61 € totali per 2 persone!
Che sospiro di sollievo… Un conto davvero onestissimo per quella quantità di pesce, per un piatto così delicato, il servizio attentissimo, gli antipasti, acqua e birra. Considerate che in qualunque altro posto turistico per una paella non spenderete mai meno di 20 € a persona.
Vabbè l’abbiamo sfangata pure stavolta… J

L’ultimo giorno, quello della partenza… sig, decidiamo di fare una puntatina al Prado. Il museo è enorme e ci si potrebbe passare un’intera giornata dentro, ma sarebbe davvero massacrante: consiglio a chi fosse davvero appassionato (nel caso vi fermaste più giorni a Madrid) di andarci in più riprese. Il biglietto costa 6 € e all’entrata dovrete lasciare cibo e acqua e passare sotto un metal detector. Noi abbiamo visitato alcune opere degli autori che più ci interessavano (Caravaggio, Goya, Velazquez, Tiziano, Tintoretto…) e la mostra temporanea su Goya (El toro mariposa) e poi siamo usciti già distrutti.
A questo punto iniziava ad avvicinarsi l’ora della partenza, per cui siamo tornati al centro dove abbiamo pranzato con un altro bel boccadillo de calamares e abbiamo detto addio alla così accogliente Plaza Major.
Poi un’ultima passaggiata nel centro, il recupero delle valige in albergo e via verso l’aeroporto…

 

Davvero un bel weekend! E con giornate così calde e soleggiate che girare la città è stato davvero l’ideale…