21 mag

Gnocchi di patate e melanzane aromatizzati con basilico e mentuccia

Gli gnocchi di patate li ho postati, gli gnocchi di melanzane pure (in più versioni), ma non avevo mai unito entrambi gli ortaggi per fare gli gnocchi… ma finalmente ecco anche questi!
Ottimi: consistenza perfetta, aroma che inebria grazie alla mentuccia e al basilico nell’impasto, insomma un primo che non ha bisogno di condimenti eccessivi e che viene messo in risalto da un semplice sughetto di pomodorini freschi sciuè sciuè.

gnocchi_patate_melanzane

Oggi ho anche avuto un’aiutante d’eccezione! La mia piccolina di 18 mesi per la prima volta ha collaborato all’esecuzione… ma com’era contenta!! :-)

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Ingredienti per 4 porzioni:

  • 350 g di patate (pesate cotte)
  • 150 g di melanzane  (pesate cotte)
  • 250 g circa di farina
  • 20 g di mentuccia e basilico
  • 500 g di pomodori maturi e succosi
  • 1 spicchio di aglio
  • sale, olio extravergine d’oliva q.b.

Ho lessato le patate con la buccia in acqua bollente, finché, provando a infilzarle con una forchetta, essa non è penetrata senza nessuno sforzo nella patata.

La melanzana invece l’ho tagliata a metà e messa in forno a 220° finché non è appassita e non è diventata molto morbida.

Ho ridotto le patate in purea con lo schiacciapatate, mentre la melanzana l’ho frullata insieme a basilico e mentuccia.
Ho mescolato gli ortaggi con una forchetta, amalgamandoli e continuando a schiacciarli, quindi ho iniziato ad aggiungere la farina, prima circa 150 g, poi altra ancora finché l’impasto non è risultato ben lavorabile e non più appiccicoso.

Come sempre, per gli gnocchi, il peso della farina è solo indicativo… potrebbe volercene di più o di meno, in base all’umidità degli ingredienti.

Pronto l’impasto, ho formato dei salamini di diametro di circa mezzo cm con le mani e poi ho tagliato gli gnocchi.

Ho messo l’acqua sul fuoco per lessarli e nel frattempo ho fatto imbiondire uno spicchio d’aglio in abbondante olio extravergine d’oliva. Ho aggiunto i pomodorini tagliati a dadini, ho salato e lasciato cuocere per circa 10-15 minuti.
A fine cottura ho aggiunto delle foglie di basilico e mentuccia.

Ho lessato quindi gli gnocchi in acqua salata e li ho tirati via con una schiumarola non appena saliti a galla, spostandoli (ben scolati) nella padella con i pomodori.
Li ho insaporiti, spadellandoli qualche secondo, e poi serviti ben caldi con una spolverata di parmigiano.

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18 mag

Torta alla marmellata di limoni

Quando si porta la spesa a casa, le due pesti litigano per chi deve mettere “a posto” gli acquisti appena fatti… E se è la piccolina di un anno e mezzo ad accaparrarsi la confezione da 12 uova, ecco che  il danno è dietro l’angolo!

Infatti è caduta proprio sulle uova e per fortuna ha rotto solo 4 gusci, senza nemmeno romperle del tutto. Chi la conosce potrebbe pensare che era un piano ben architettato per “costringermi” ad utilizzarle in un bel dolce… e così è stato!

torta_marmellata

E per fare un dolce un po’ diverso dal solito, ho voluto provare questo ciambellone con la marmellata, partendo dalla ricetta vista da Chiarapassion e modificandola solo leggermente.
Ma la marmellata dove sta? – direte voi.
Nell’impasto! – rispondo io.

Avevo già provato dei muffin simili (di Nigella) ma erano al cacao, stavolta invece il dolce è “in bianco”, così come richiesto da sua signoria il Cinquenne di casa.

Ho utilizzato anche del latticello, ma solo perchè ne avevo un pochino avanzato dall’ultima produzione di burro homemade. Voi non andate certo a comprarlo apposta… andrà benissimo del semplice latte. Il latticello lo rende solo un pochino più morbido, ma il dolce è molto soffice già di suo, per cui non è indispensabile.

torta_marmellata_alta

Potete usare qualunque marmellata, riciclando magari quel barattolo già aperto che avete in dispensa. Io ho usato quella di limoni (Fiordifrutta Rigoni di Asiago) per un aroma fresco e primaverile.

Ingredienti:

  • 300 g di farina
  • 200 g di burro
  • 140 g di zucchero di canna
  • 4 uova
  • 90 g di latticello (ma anche latte va bene)
  • 130 g di marmellata di limoni (o altra che preferite)
  • scorza grattugiata di mezzo limone
  • 2 cucchiaini di lievito

Per la glassa: zucchero a velo e succo di limone

Ho mescolato la farina con lo zucchero e il lievito.

A parte ho sbattuto il burro morbido con la marmellata, il latticello e le 4 uova.

Ho unito il composto cremoso agli ingredienti secchi, aggiungendo la scorza grattugiata di mezzo limone.

Ho imburrato e infarinato uno stampo a forma di ciambella, quindi ho versato l’impasto e poi ho infornato a 180° per circa 40 minuti (effettuate però la prova con lo stuzzicadenti per verificare la cottura).

La glassa spesso è facoltativa, ma in questo dolce secondo me è quasi indispensabile…
Basta mescolare una mezza tazza di zucchero a velo col succo di limone.
Aggiungetene poche gocce alla volta, fino ad ottenere una glassa densa e non troppo liquida, così che scivoli lentamente sul dolce, avvolgendolo.

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17 mag

Risotto con le seppie

Come ogni domenica, dedico una ricetta a Terracina, alle sue tradizioni e al suo mare, grazie alla collaborazione con Visit Terracina.

E’ una stagione importante, questa, per la mia città… il 12 maggio ho ottenuto la sua prima bandiera blu e ieri, al Salone internazionale del Libro di Torino, è stata riconosciuta come una delle 64 città italiane del libro!
E questo grazie alla passione e all’amore per la Cultura e per la propria città che hanno dato vita ad eventi come il Terracina Book Festival, organizzato da Massimo Lerose e dalla sua casa editrice, Innuendo Editore, e agli eventi letterari di Prospektiva curati da Andrea Giannasi.
Speriamo che Terracina dimostri di meritare fino in fondo questi riconoscimenti e che questo le dia l’impulso necessario per rifiorire e far conoscere al mondo le sue straordinarie bellezze.

Tornando al cibo, oggi pranziamo con un bel risotto con le seppie dal colore delicato e dal profumo di mare… un piatto non troppo complesso e che incontra facilmente il gusto di adulti e bambini.

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Ingredienti per 3 porzioni:

  • 180 g di riso adatto ai risotti (io ho utilizzato un Carnaroli)
  • 500 g di seppie
  • 3 cucchiai di passata di pomodoro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • mentuccia o prezzemolo
  • olio extravergine d’oliva e sale q.b.
  • 1 spicchio di aglio

Ho fatto soffriggere brevemente l’aglio in un’ampia padella con olio extravergine d’oliva e della mentuccia tritata per profumare.

Ho eliminato lo spicchio d’aglio e poi ho aggiunto il riso facendolo tostare, quindi le seppie tagliate a dadini dopo essere state ben pulite e lavate e il vino bianco, mescolando e facendo evaporare il vino.

Ho salato e versato i 3 cucchiai di passata di pomodoro.

Appena i liquidi hanno iniziato ad asciugarsi, ho iniziato ad aggiungere un bicchiere alla volta dell’acqua che nel frattempo avevo portato ad ebollizione.
Se ne avete la possibilità, usate del brodo di pesce per un profumo più intenso.

Non appena il riso è pronto e risulta cremoso, va servito ben caldo, con ulteriore mentuccia o prezzemolo tritati.

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10 mag

Calamari ripieni

Siamo già alla quarta ricetta per Visit Terracina e oggi posto una ricetta davvero gustosa e profumata: calamari ripieni, ma in versione più leggera di quelli già presenti su questo blog.

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E’ stata una novità anche per me questa ricetta ma l’ho molto apprezzata, proprio perchè estiva e velocissima da preparare!

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Ingredienti per 2 persone:

  • 4 calamari (circa 600 g)
  • 80  di pomodori
  • 50 g di pane raffermo
  • 30 g di uvetta
  • uno spicchio di aglio
  • qualche fogliolina di mentuccia
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • mezzo bicchiere di vino bianco

Pulire i calamari, quindi tagliare i tentacoli e tagliarli in pezzi piccoli.
Ammollare il pane raffermo in acqua per qualche minuto, quindi strizzarlo con cura e sbriciolarlo in una ciotola, aggiungendo i tentacoli dei calamari, l’uvetta, i pomodori tagliati a dadini, qualche fogliolina di mentuccia tritata.

Riempire i calamari con questa farcitura e chiudere l’apertura con uno stuzzicadenti.

Far imbiondire uno spicchio di aglio in una padella con olio e poi aggiungere i calamari ripieni. Versare il vino bianco e portare a cottura a fuoco moderato, finché il vino e il liquido rilasciato dai calamari  non si restringe.

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03 mag

Pasta con seppie, peperoni e olive di Gaeta

Terzo appuntamento con la tradizione terracinese a tavola per Visit Terracina: parliamo di primi piatti!
E naturalmente, non può mancare il pesce in un abbinamento forse un po’ inconsueto ma perfetto… seppie e peperoni, ma anche olive di Gaeta pomodori, in un’esplosione di colori e sapore che vi conquisterà.

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Ingredienti per 4 porzioni:

  • 300 g di seppie (1 media, pulita)
  • 1 peperone (giallo e verde se possibile, così da avere più colori)
  • 60 g di olive di Gaeta
  • 250 g di pomodori
  • 2 spicchi di aglio
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • sale q.b.
  • 400 g di rigatoni o altro formato di pasta

Ho fatto imbiondire uno spicchio di aglio in una padella, quindi ho aggiunto i peperoni tagliati a listarelle. Non appena hanno iniziato ad ammorbidirsi, ho aggiunto le seppie ben pulite e tagliate a pezzetti e ho lasciato che il tutto cuocesse.

In un’altra padella ho fatto imbiondire un altro spicchio di aglio, quindi ho aggiunto i pomodori tagliati a dadini, ho salato e lasciato cuocere una decina di minuti, dopodiché ho aggiunto le olive di Gaeta a cui avevo eliminato il nocciolo e lasciato insaporire ancora un paio di minuti.

Una volta cotte le seppie, ho versato la salsa di pomodori e olive nella padella col pesce e i peperoni, quindi ho lessato la pasta in abbondante acqua salata e l’ho scolata molto al dente, così da farla insaporire insieme al condimento per un paio di minuti.
Se il condimento risultasse troppo asciutto (ma di solito le seppie tirano fuori molto liquido) aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta.

L’idea in più…

Il piatto è già molto ricco, ma una manciata di pinoli tostati in padella e aggiunti prima di servire il piatto, doneranno una nota croccante sicuramente gradita e golosa.

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28 apr

Pesto di fave e mandorle

Tempo di fave e pecorino… ma a me le fave non piacciono!

Però me ne hanno portate un po’ e mica si possono buttare, no?? Ma come trasformarle in un piatto buono e non di ripiego, che possa piacere a me e pure ai bimbi?

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Lo spunto l’ho avuto da Ketty, anche se poi la ricetta si è pian piano trasformata nelle dosi e un pochino negli ingredienti, in base al gusto di casa.
Eh si, perchè prima di prepararlo ho fatto assaggiare le fave crude anche alle piccole pesti ma nemmeno a loro son piaciute. Gabriele preoccupato mi ha allora chiesto “ma a pranzo dobbiamo mangiare queste??” e per rassicurarlo gli ho detto: “no… ora mamma le trasformerà in qualcosa di buono!”… “ahhh, allora farai una magia!”.

E con tali aspettative, non potevo certo deluderlo… Un pizzico di questo, un cucchiaino di quell’altro, aggiungi qui, metti là, ecco che la magia è stata fatta ed è nata una crema deliziosa, irresistibile che praticamente ci stavamo finendo a cucchiaiate ben prima del pranzo.

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Ingredienti:

  • 150 g di fave
  • 100 g di mandorle intere
  • 20 g di grana padano
  • 15 g di pecorino
  • 50 g di olio extravergine d’oliva (più altro in base all’uso che farete del pesto)
  • 20 g di foglie di mentuccia e basilico

Ho lessato le mandorle per 2 minuti in acqua bollente così da eliminare facilmente la pellicina scura.
Le ho poi asciugate e tostate in forno a 200° finchè non sono diventate ben dorate.

Nel frattempo, ho sbollentato le fave fresche a cui avevo eliminato il picciolo per circa 2-3 minuti.

A questo punto ho tritato insieme le fave ben scolate, le mandorle tostate e profumate, le foglie di mentuccia e basilico, il grana e il pecorino, fino ad ottenere una purea omogenea a cui a mano a mano ho aggiunto l’olio.

Per avere un condimento più liquido e adatto a un primo piatto, per esempio, aggiungete più olio rispetto a quanto indicato.
Per una purea più densa e adatta a farcire, per esempio, delle bruschette, sarà invece sufficiente la quantità indicata.

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26 apr

Ciambelle scottolate

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica in collaborazione con Visit Terracina, alla riscoperta delle tradizioni di Terracina.

E’ la volta di un dolce, delle ciambelle da fine pasto o da colazione, tipiche un po’ di tutto il Lazio.
Come spesso accade, però, ogni paese ne ha una versione leggermente diversa, più che negli ingredienti, nelle dosi utilizzate.
Sono ciambelle “scottolate” perchè subiscono una doppia cottura: prima vengono scottate in acqua bollente, poi vengono cotte in forno.
Hanno quindi una consistenza particolare, un po’ spugnosa all’interno e più croccante esternamente, che le rendono perfette per l’ “inzuppo”, in vino o latte (naturalmente in base al momento della giornata :-D ).

La farina, come nelle migliori tradizioni, non viene quasi mai indicata nelle dosi, ma occorre regolarsi “ad occhio”. Io ho dato un peso di riferimento per comodità di tutti, ma aggiungetene un pochino alla volta e fermatevi se l’impasto vi sembra già sufficientemente lavorabile senza difficoltà, oppure mettetene un pochino in più rispetto alla mia indicazione se vi sembra ancora troppo appiccicoso ed umido.

ciambelle_scottolate2Ingredienti per circa 10 ciambelle grosse:

  • 420 g di farina circa
  • 120 g di zucchero
  • 3 uova medie
  • 35 g di olio d’oliva
  • un pizzico di bicarbonato oppure mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • qualche cucchiaio di latte per lucidare

Impastate insieme tutti gli ingredienti, mettendo la farina, lo zucchero e il bicarbonato o il lievito a fontana e le uova nel centro.
Ottenuto un impasto morbido e facilmente lavorabile, formate delle grosse ciambelle.

ciambelle_crude
Lessate le ciambelle in abbondante acqua bollente e prelevatele con una schiumarola non appena salgono a galla.

Lasciatele asciugare su un panno qualche minuto, quindi effettuate un taglio orizzontale tutt’intorno ad ogni ciambella, senza però arrivare al buco centrale, quindi senza tagliarle a metà del tutto.

A questo punto posizionate le ciambella su una placca per il forno ricoperta da carta da forno e spennellatele con un pochino di latte.
Potete usare anche un tuorlo d’uovo sbattuto, ma io preferisco usare il latte per lucidare così da non avere avanzi di tuorlo e albume da smaltire.

Infornate a 180° ad altezza media del forno fino a doratura.
Sono buone subito, ma il giorno dopo saranno perfette da mangiare!

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L’idea in più:

Queste ciambelle non sono molto dolci, né aromatiche, per cui considero una buona idea quella di glassarle con zucchero a velo e limone, così come mi è capitato di mangiarle a volte da piccola.

Basta mescolare dello zucchero a velo con poche gocce di succo di limone alla volta, fino ad avere una consistenza morbida ma densa, non liquida.
Chiudete le ciambelle in un contenitore ermetico solo dopo che la glassa è ben secca. Si conserveranno bene per diversi giorni.

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24 apr

Plumcake rustico

Metti un pomeriggio a base di libri, autori, editori e appassionati lettori in quella che è la mia Associazione PerCorsi .
Metti la bellissima iniziativa #ioleggoperchè e qualche messaggero volenteroso.
Metti un bel tavolo perfetto per servire qualche golosità…

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Ecco l’idea giusta per uno stuzzicante aperitivo letterario, molto apprezzata dagli astanti e quindi stra-consigliata a tutti voi!
Idea vista da Simona e leggermente modificata, più che altro trasformando i muffin in plumcake e aggiungendo la croccantezza delle mandorle.
Il risultato è un plumcake morbidissimo e saporito ma leggero e fresco grazie agli ingredienti primaverili e allegri.

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Ingredienti:

  • 240 g di farina
  • 30 g di parmigiano grattugiato
  • 2 uova
  • 200 g di latte
  • 60 g di olio extravergine d’oliva
  • 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate (tipo Il Pizzaiolo)
  • un cucchiaino di sale
  • 200 g di pomodori
  • 200 g di scamorza affumicata
  • 100 g di mandorle intere
  • qualche foglia di basilico

Ho tagliato i pomodorini a dadini, mettendone da parte un paio di cucchiai tritati maggiormente col coltello.
Li ho leggermente salati e insaporiti con il basilico tritato anch’esso col coltello, il più finemente possibile (meglio se il coltello è in ceramica per non ossidarlo).

Ho lessato un minuto le mandorle per sbucciarle con facilità, quindi le ho spellate e le ho fatte tostare leggermente in forno ben caldo (finchè non iniziano a dorarsi), infine le ho tritate molto grossolanamente col coltello, lasciandone una decina intere per la superficie.

Ho tagliato a dadini anche la scamorza affumicata e poi ho iniziato a preparare l’impasto per il plumcake: ho mescolato in una ciotola gli ingredienti secchi, farina, parmigiano e lievito.
In un’altra ciotola ho sbattuto le uova e poi ho aggiunto olio e latte mescolando.

Ho versato quindi i liquidi sugli ingredienti secchi e ho mescolato amalgamando bene tutto.
Ho aggiunto la scamorza, le mandorle a pezzetti e i pomodori col basilico a cui ho scolato l’acqua in eccesso, mescolando con cura.

Ho imburrato e infarinato lo stampo per muffin e versato il composto, ricoprendo la superficie con i pomodori rimasti e le mandorle intere.
Ho infornato a 180° per circa 1 ora, ma voi controllate la perfetta cottura con uno stuzzicadenti.

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E se accompagnate questo sfizio rustico ad un bicchiere di bollicine e alla lettura di un buon libro, come Il Bastardo di Massimo Lerose, per esempio, un thriller storico appassionante come pochi, di sicuro il momento sarà perfetto e vi rilasserete come non mai :-)

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21 apr

Spaghetti con le alici

Altra vecchia ricetta, di vecchia tradizione credo per tutte le città di mare: profuma di fresco, di giornate calde, di prodotti buoni e genuini… gli spaghetti con le alici!

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Rispetto alla versione più tradizionale, invece del prezzemolo preferisco usare aromi più freschi che regalano un profumo davvero particolare ma che, usati nelle giuste quantità, non risultano invasivi: mentuccia e salvia sono state finemente tritate col coltello e lasciate nell’olio insieme allo spicchio di aglio ad insaporire insieme sulla fiamma per un minuto.
Sentirete che aroma sprigioneranno!

Ingredienti per 2 persone:

  • 200 g di alici (circa 10-12 alici fresche)
  • mentuccia e salvia fresche
  • 1 spicchio di aglio
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • vino bianco q.b.
  • 200 g di pomodori pelati
  • sale
  • 200 g di spaghetti

Ho eliminato coda, testa, interiora e lische alle alici, le ho sciacquate sotto l’acqua corrente, quindi le ho tagliate a pezzetti non troppo piccoli.

Ho tritato finemente col coltello mentuccia e salvia, le ho messe in una larga padella insieme allo spicchio di aglio e all’olio extravergine d’oliva, lasciando sprigionare tutti gli aromi su una fiamma media per un minuto circa.
A questo punto ho unito le alici insieme a un dito di vino bianco, lasciando evaporare.

Ho aggiunto, infine, i pelati schiacciati con la forchetta, salando e lasciando rapprendere il sughetto per pochi minuti.

Lessata la pasta in abbondante acqua salata, l’ho scolata e saltata nella padella col condimento, facendo insaporire e servendo ben caldo con qualche fogliolina di mentuccia fresca.

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Il consiglio in più

Io preferisco di gran lunga gli spaghetti alla chitarra con il pesce… ve li consiglio caldamente!

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19 apr

Tradizioni in cucina… l’uovo con i piselli

Mi è sempre piaciuto mettere nero su bianco le ricette tradizionali… i quadernini con le ricette possono andare persi, i foglietti volanti pure e soprattutto le parole, i racconti, i “fai ad occhio”, “metti quanta farina ne prende”, “versane quanto basta”… ecco soprattutto queste indicazioni non permettono alle nuove generazioni, che poco vivono a contatto con gli anziani e che poco hanno il tempo di studiare i movimenti, le consistenze degli impasti e di allenare gli occhi alle dosi, di preservare il ricordo delle ricette di una volta.

Per questo, e per diffondere le belle e buone tradizioni della mia città, Terracina, ho avviato una collaborazione con Visit Terracina, decidendo di dare il via a una rubrica settimanale, in cui proporremo di volta in volta una ricetta che sa di antico, di nonne, di domeniche in famiglia.

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Iniziamo con una ricetta davvero semplice, come solo le ricette tradizionali sanno essere, un secondo che spesso ho mangiato durante l’infanzia e che non avevo più mangiato forse da una decina di anni…
Proprio per questo ho scelto di iniziare da qui questo percorso! Il ricordo del sapore di ingredienti così semplici ma così confortevoli mi ha praticamente imposto di proporre questo piatto :-)

Ingredienti per una porzione:

  • 1 uovo
  • una tazza di piselli
  • 1/2 scalogno
  • 40 g di pancetta
  • olio extravergine d’oliva, sale q.b.

Ho tritato la cipolla e l’ho fatta imbiondire in una padella con olio, insieme alla pancetta tagliata sottile.
Ho aggiunto i piselli e li ho lasciati cuocere aggiungendo un filo di acqua.

Una volta cotti i piselli, li ho salati, quindi ho aggiunto l’uovo al centro del tegamino, facendo rapprendere solo l’albume.

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Un tocco in più: Io preferisco cuocere solo metà della pancetta insieme ai piselli. Il resto la rendo croccante cuocendola da sola in un padellino antiaderente e aggiungendola al piatto solo all’ultimo minuto.

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